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Vecchio 18-04-18, 11:17 AM   #32
Quiete
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Originariamente inviata da ben Visualizza il messaggio
Certamente Daniele ,le opinioni sono tutte rispettabilissime. Queste discussioni le facevano già i nostri trisavoli a fine ottocento come riportato da tanta letteratura . Nel Regno Unito patria del Gordon, addirittura ci sono due linee , una da lavoro e una da esposizione.Vi lascio immaginare cosa direbbero i nostri puristi per le linee da lavoro. Poi ogni tanto salta fuori il campione così detto "Dual", sarebbe il nostro "bello e bravo" ma sono eccezioni. Quindi chi ha un bel cane e anche ottimo cacciatore se lo tenga stretto. Sappiamo benissimo tutti, che incrociare un cane da expo con un cane da lavoro non da nella maggior parte dei casi risultati incoraggianti... Fissare una genealogia con risultati costanti è molto molto impegnativo e ci vuole tempo e la possibilità di fare tante cucciolate. Comunque anche con opinioni differenti è innegabile che siamo colpiti tutti dallo stesso virus "gordonite". Viva i gordon!!!
Assolutamente d'accordo :-)

---------- Messaggio inserito alle 11:17 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 10:57 AM ----------

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Originariamente inviata da pointer56 Visualizza il messaggio
La divisione degli allevamenti di cani iscritti alle razze da lavoro in due distinti registri, di lavoro e di bellezza, è pratica comune in Inghilterra per tutte le razze e da molto tempo. Non sono un esperto, ma mi vengono in mente certe foto di Labrador asciutti, "leggeri" (insomma, diciamo più leggeri) ed evidentemente più svelti di certi mastodonti che vorrei proprio vedere in azione (ma credo non sarebbe un bello spettacolo). Quelli che ho visto, del tipo leggero da lavoro, non erano per niente brutti e li sceglierei anche come cani da compagnia....
Il tema è già stato affrontato in molte discussioni.
Mi sembra francamente inutile citare gli estremi.
Il gordon da standard è un soggetto potenzialmente assolutamente in grado di andare a caccia con il suo stile.
Il tema dell'alleggerimento nasce (non solo, ma prevalentemente) dalla necessità di gareggiare con gli inglesi che a loro volta sono stati alleggeriti per sviluppare velocità e aperture da competizione.
Nulla vieta che questo modo di lavorare piaccia a molti anche a caccia.
Ad altri può piacere meno in funzione di gusti e contesti venatori.
Aggiungo una riflessione personale questo processo di 'miglioramento' ed 'evoluzione' guidato dalle gare porta spesso (anche nei cavalli, nei vini, nei ...) a generare tipi sempre più simili tendendo ad una omologazione che limita gli elementi peculiari e distintivi a sempre meno tratti stilistici.
Una tendenza che non condivido, ma c'è spazio per tutti.
Altro tema, credo, è la rigidità dello standard, parlare di 29,5 kg dovrebbe lasciare spazio ad una flessibilità che faccia preferire un soggetto da 26 per la caccia e da 32 per l'expo, se parliamo di 20 e di 40 mi chiedo come si possa definire una razza, dai colori?

Daniele
PS ovviamente non è solo questione di centimetri, kilogrammi, metri e Km/h
ma alla fine qualcosa bisogna pur misurare
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