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Vecchio 13-11-17, 08:45 PM   #3
Loris
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E' proprio come dici, la mia prima licenza risale al 1966 ed il tuo scritto mi riporta a tempi fantastici, alla vera caccia, a quando il cacciatore era ben visto sia dai proprietari terrieri che dalla società in generale. Molto spesso durante l'uscita di caccia venivo invitato dai contadini per un caffè o un bicchiere di vino e mi indicavano la presenza della selvaggina, quella era selvaggina, sul territorio. C'era un rapporto positivo con la società in generale eppoi c'era la vera selvaggina stanziale che oggi non trovi più.
I tempi son cambiati e per la caccia sono tempi difficili tant'è che veri appassionati appendono il fucile al classico chiodo, disdegnano incarnierare un pollo di allevamento ed essere perseguitati alla stregua di banditi. Allora il selvatico veniva esposto e si ricevevano complimenti......bella lepre, stupenda beccaccia, ecc. ecc. . Oggi meglio nascondere segnando il selvatico con tempismo sul tesserino perché se tardi un' attimo è sanzione.
L'opinione pubblica è contro di noi e se andassimo ad un referendum verremmo stracciati.
Probabilmente la pratica venatoria mal si addice alla società moderna dove conta apparire e non essere, perchè il vero cacciatore è il primo interessato al protezionismo ambientale...ma vallo a spiegare.
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