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Vecchio 16-11-18, 12:36 PM   #1
costa
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Apro questa discussione poiché è una delle carte che secondo me i cacciatori possono giocarsi nella negoziazione con le istituzioni e la società.
Mi spiego meglio: la fauna sicuramente crea notevoli danni all'attività agricola.
Ma quanti danni l'attività agricola crea alla fauna (e all'ambiente)?
Mentre per la prima parte si possono fare delle stime decenti, per la seconda il dato manca completamente...
Cosa ne pensate?
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Vecchio 16-11-18, 02:54 PM   #2
Tex Willer
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Apro questa discussione poiché è una delle carte che secondo me i cacciatori possono giocarsi nella negoziazione con le istituzioni e la società.
Mi spiego meglio: la fauna sicuramente crea notevoli danni all'attività agricola.
Ma quanti danni l'attività agricola crea alla fauna (e all'ambiente)?
Mentre per la prima parte si possono fare delle stime decenti, per la seconda il dato manca completamente...
Cosa ne pensate?
è una carta scomoda. Che rischia o di settorializzare la nostra passione (caccia buona è caccia per prevenzione danno, quindi ungulatie stop o poco più) , diventando poi i "sicari" al servizio delle istituzioni per la salvaguardia delle produzioni agricole.
O ancora peggio di non credere neanche in questa caccia di serie "A" per alcuni, e sentirci proporre una serie di cazzate scusate il termine come i dissuasori, la sterilizzazione degli animali, l'immissione di antagonisti e predatori e altre boiate che ho sentito dire dai soliti animalisti da salotto.

La caccia è attività comunemente esercitata in tutta Europa, siamo cittadini Europei (non so quanto bene o male sia ma non voglio andare OT e aizzare sterile discussioni politiche), comunque come tali abbiamo il diritto di esercitarla e il DOVERE di osservarne le leggi.

Sarebbe bene, finchè non vi è un governo COMPLETAMENTE ostile, che i nostri rappresentanti spingano per una legge NUOVA, MODERNA, RIVISTA e sopprattutto INATTACCABILE, a costo di lasciare qualcosa per strada, ma per poi essere finalmente dei comuni cittadini che esercitano una passione come tante!

---------- Messaggio inserito alle 01:54 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 01:52 PM ----------

i danni che crea l'agricoltura, food e no food all'ambiente è abbastanza risaputo, ma nulla si può fare. Purtroppo l'agricoltura moderna è un attività di reddito a tutti gli effetti.
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Vecchio 16-11-18, 07:00 PM   #3
costa
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Sul nulla si può fare non sono assolutamente d'accordo con te, altrimenti avremo ancora il DDT. L'agricoltura in Italia (ed anche in Europa) pesa il 4% del PIL, praticamente nulla, ma ha una forte incidenza, su molti altri settori: salute, turismo, ambiente, ecc...
costa non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 16-11-18, 10:02 PM   #4
Gio 83
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Sul nulla si può fare non sono assolutamente d'accordo con te, altrimenti avremo ancora il DDT. L'agricoltura in Italia (ed anche in Europa) pesa il 4% del PIL, praticamente nulla, ma ha una forte incidenza, su molti altri settori: salute, turismo, ambiente, ecc...
ma pensa tu....è la caccia quanto Cuba? ( caccia e basta..senza tiro senza settore armiero ecc ecc)...per eccesso 1 % ...oltre al fatto che l'agricoltura è fonte di sostentamento mentre nella caccia parliamo di una passione..antichissima e bellissima.
poi se vuole parlare di danni alla salute...allora andiamo tutti in giro con il cavallo invece che con la macchina e non mangiamo più cibi con packaging di plastica ma coltiviamo quello che mangiamo.
certo a fronte di un ragionamento così allora speriamo la chiudano la caccia così evitiamo di prenderci on giro tra noi.
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Vecchio 16-11-18, 11:49 PM   #5
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Sul nulla si può fare non sono assolutamente d'accordo con te, altrimenti avremo ancora il DDT. L'agricoltura in Italia (ed anche in Europa) pesa il 4% del PIL, praticamente nulla, ma ha una forte incidenza, su molti altri settori: salute, turismo, ambiente, ecc...
Non abbiamo il ddt ma abbiamo la deltametrina,il piperonil butossido, il glifosate.... tutto può essere utile o devastante....dipende dagli utilizzi...
Non so le % del pil ....so che lavoro nel mondo agricolo da 17 anni ed è l'unico settore che non ha fatto un giorno di crisi.....e questo dice molto poi delle percentuali.....
l agricoltura spremera' sempre di più l' ambiente e non solo con la chimica ma con i 3 raccolti in un anno, coi biogas, con i nitrati, ...... facciamocene una ragione.
tornando IN tema ripeto la carta "servizio abbattimento nocivi" Non mi piace
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Vecchio 19-11-18, 03:22 PM   #6
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http://www.conservationgrade.org/

Questi sono agricoltori, evidentemente si può fare agricoltura anche salvaguardando l'ambiente.

PS. guardate che io lavoro in un'industria alimentare e mio nonno è un "imprenditore" agricolo (oliveto e seminativo irriguo).

Per Gio 83, guarda che in Italia non c'è solo la Toscana, prova a fare un giro nelle due pianure più grandi (Padana e Tavoliere delle Puglie), poi mi dici se l'agricoltura in proporzione al PIL prodotto non inquina di più... In provincia di Mantova ci sono 1.056.000 suini e solo 413.000 abitanti, il "profumo" di liquame è ovunque e le falde sono tutte inquinate da nitrati oltre il limite di legge.

Io non sto dicendo di annullare l'agricoltura, sto dicendo di trovare il modo per diminuirne l'impatto sull'ambiente. Ciò ha un costo di circa il 40% in più.
Adesso, secondo voi, se il grano costasse il 40% in più quanto costerebbe la pasta (prodotto semplice) in più? Ve lo dico io, da 1,5 €/kg (prezzo medio) a 1,6 €/kg! Secondo voi la Sig.ra Maria non la compra più?
Tutto ciò inoltre è a vantaggio degli agricoltori stessi che fatturerebbero di più! Ma sono troppo impegnati a pensare come produrre che come guadagnare...

---------- Post added at 02:22 PM ---------- Previous post was at 02:11 PM ----------

Per Tex, la crisi invece dice poco poiché il cibo, essendo bene primario, non è soggetto a fluttuazioni della domanda.
Se sappiamo dove vogliamo arrivare, la strada per arrivarci si trova.
Se invece ci mettiamo dei limiti da soli non arriveremo mai.

Ultima modifica di costa; 19-11-18 a 03:18 PM Motivo: Aggiunta
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Vecchio 19-11-18, 09:11 PM   #7
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Questi sono agricoltori, evidentemente si può fare agricoltura anche salvaguardando l'ambiente.

Per Gio 83, guarda che in Italia non c'è solo la Toscana, prova a fare un giro nelle due pianure più grandi (Padana e Tavoliere delle Puglie), poi mi dici se l'agricoltura in proporzione al PIL prodotto non inquina di più... In provincia di Mantova ci sono 1.056.000 suini e solo 413.000 abitanti, il "profumo" di liquame è ovunque e le falde sono tutte inquinate da nitrati oltre il limite di legge.

Io non sto dicendo di annullare l'agricoltura, sto dicendo di trovare il modo per diminuirne l'impatto sull'ambiente. Ciò ha un costo di circa il 40% in più.
Adesso, secondo voi, se il grano costasse il 40% in più quanto costerebbe la pasta (prodotto semplice) in più? Ve lo dico io, da 1,5 €/kg (prezzo medio) a 1,6 €/kg! Secondo voi la Sig.ra Maria non la compra più?
Tutto ciò inoltre è a vantaggio degli agricoltori stessi che fatturerebbero di più! Ma sono troppo impegnati a pensare come produrre che come guadagnare...

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Se invece ci mettiamo dei limiti da soli non arriveremo mai.
incrementando la struttura di costi di anche solo un 15 % per voler perseguire un biologico VERO, che non si otterrebbe con un incremento così limitato di costi, si traslerebbe tutta una serie di costi correlati verso l'alto automaticamente mettendo quella categoria di prodotti fuori mercato rispetto ai loro concorrenti europei ed extraeuropei.
questo risultato a cosa porterebbe ? intuibile...alla chiusura delle aziende fuori mercato dato chevrimarrebbero con i beni invenduti.

Se si volesse fare a livello Italia una cosa simile, i nostri amati politicanti, dovrebbero strutturare una logica di protezione e controllo della produzione interna ma ovviamente andrebbe contro ogni logica del libero scambio ( vedi Trump con l'acciaio)....anche qui conseguenza prezzi bloccati in concorrenza ( anche se non totale) con l'estero e quindi corsa ad una gestione il più possibile quantitativa.

con le Dop e DOCG ci hanno provato ma ovviamente se non riusciamo a proteggere la pizza ed i nostri olii ...formaggi....come possiamo farlo con la farina è gli ortaggi ?
Gio 83 non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 20-11-18, 10:24 AM   #8
Tex Willer
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Questi sono agricoltori, evidentemente si può fare agricoltura anche salvaguardando l'ambiente.

PS. guardate che io lavoro in un'industria alimentare e mio nonno è un "imprenditore" agricolo (oliveto e seminativo irriguo).

Per Gio 83, guarda che in Italia non c'è solo la Toscana, prova a fare un giro nelle due pianure più grandi (Padana e Tavoliere delle Puglie), poi mi dici se l'agricoltura in proporzione al PIL prodotto non inquina di più... In provincia di Mantova ci sono 1.056.000 suini e solo 413.000 abitanti, il "profumo" di liquame è ovunque e le falde sono tutte inquinate da nitrati oltre il limite di legge.

Io non sto dicendo di annullare l'agricoltura, sto dicendo di trovare il modo per diminuirne l'impatto sull'ambiente. Ciò ha un costo di circa il 40% in più.
Adesso, secondo voi, se il grano costasse il 40% in più quanto costerebbe la pasta (prodotto semplice) in più? Ve lo dico io, da 1,5 €/kg (prezzo medio) a 1,6 €/kg! Secondo voi la Sig.ra Maria non la compra più?
Tutto ciò inoltre è a vantaggio degli agricoltori stessi che fatturerebbero di più! Ma sono troppo impegnati a pensare come produrre che come guadagnare...

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Per Tex, la crisi invece dice poco poiché il cibo, essendo bene primario, non è soggetto a fluttuazioni della domanda.
Se sappiamo dove vogliamo arrivare, la strada per arrivarci si trova.
Se invece ci mettiamo dei limiti da soli non arriveremo mai.
Scusa Costa, ma non riesco a capire dove vuoi arrivare. Ad abbassare l'impatto ambientale in agricoltura? Impossibile.
Vuoi arrivare al Biologico (quello vero) ? Forse ancora più impossibile.
Che Biologico vuol dire tutto e vuol dire niente, quello che conta è il p.a. residuo sulla derrata, io di mangiare il biologico in quanto non trattato ma che si è buscato la fusariosi e ha le micotossine a 4000 ppb non me ne faccio niente.
Come non me ne faccio niente della pasta da 1,60 € dei più famosi marchi Italiani, che so personalmente che pastrugni fanno (hai voglia a tenere silos distinti per poi tagliare......)

la stragrande maggioranza delle "Signore Marie" cerca, purtroppo, la pasta che costa 0,99 ......neanche quella da 1,60!!

In agricoltura food o la filiera è certificata veramente, ma soprattutto CORTA o altrimenti poco c'è da fare.

Iniziamo a controllare veramente i quaderni di campagna, i ddt (bolle) dei prodotti fitosanitari, il rapporta superficie, nitrati e già sarebbe qualcosa. Ma non succede.
Tex Willer ora è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 20-11-18, 01:15 PM   #9
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Tex, guarda, secondo me partiamo solo da esperienze diverse. Purtroppo, i settori a valle di quello agricolo (industria alimentare e distribuzione) hanno delle conoscenze maggiori rispetto al settore agricolo (ripeto, vengo dal settore agricolo, sono un agronomo ma lavoro in un'industria di trasformazione e a diretto contatto con la grande distribuzione).
Ma credimi, se avessi tu le stesse conoscenze non diresti che è impossibile. Nell'azienda per cui lavoro ho messo in piedi sia la filiera bio che quella sostenibile (è una cosa diversa), con buoni volumi anche se per ora ancora minimi rispetto al convenzionale) anche per scarsa lungimiranza dei buyer della grande distribuzione (molti commenti positivi dai clienti finali ma la grande distribuzione ha paura di mangiarsi quote di mercato). Comunque con una crescita annua imbarazzante, per fortuna mia.
I nostri bio vengono controllati sia per i residui di fitofarmaci che per le micotossine e tutti gli altri contaminanti e la documentazione fino al campo. Certo scarto tanti fornitori e qualcuno di questi ultimi qualche giorno fa è stato anche messo in galera. Ma ti assicuro che la cosa non è impossibile.
Comunque, il mio concetto di agricoltura non è ancora arrivato in Italia poiché la cultura è ancora abbastanza distante. Mi riferisco al progetto conservation grade di cui ti ho riportato il link: agricoltura integrata e 10% dei terreni (marginali) lasciati per biodiversità.

PS. Lo sai cosa però mi dispiace? che i "cacciatori" non intervengono mai in queste discussioni, anche solo con una domanda (non vi sono domande stupide); sono tutti li a guardare quanti "pezzi" di "selvaggina" (selvaggina... parliamone, spesso sono più selvatico io) hanno preso.

---------- Post added at 12:15 PM ---------- Previous post was at 11:56 AM ----------

http://www.italiafruit.net/Dettaglio...-sostenibilita

Qui siamo in Italia, ci vuole ancora qualche anno ma le cose stanno cambiando. Purtroppo non per merito di noi cacciatori che non sappiamo cogliere la palla al balzo e far propri questi principi, con un ritorno di immagine incalcolabile.
Io però non mi arrendo...
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Vecchio 20-11-18, 01:38 PM   #10
arfo
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Discussione molto interessante. Qualche anno fa ricordo di aver letto qualcosa a proposito di agricoltura "conservativa". Mi pareva un'idea che andasse in una direzione positiva, ma non ho mai veramente approfondito l'argomento (credo che molto si fondasse, ad esempio, sul concetto di minima lavorazione).

Chiaramente parlando di agricoltura non si può non partire dal presupposto che si tratta di un'attività economica, con tutto ciò che ne deriva: deve generare profitti. Sempre e comunque. Ma, parlando di casa nostra, e ragionando di massimi sistemi, da non addetto ai lavori, credo non si possa prescindere anche da altre considerazioni: innanzitutto è impensabile competere con altri sulla quantità: la nostra forza è e deve restare la qualità; in secondo luogo, per noi agricoltura significa anche paesaggio: non è un fatto secondario, la banalizzazione del paesaggio rurale è un problema sotto molti punti di vista; in terzo luogo, ma si collega profondamente ai precedenti, non si può non tutelare e favorire la biodiversità.

Tutti temi che il mondo della caccia dovrebbe approfondire e saper maneggiare. E far valere anche in seno europeo, là dove si decidono le politiche agricole e ambientali e dove forse può esserci una sensibilità maggiore che a Roma.

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