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Vecchio 09-05-17, 11:47 PM   #1
Luca da Lecce
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predefinito La pesca con il Live Kab

Continuando il percorso delle varie tecniche che ci hanno appassionato, oggi vi parlerò dell’esperienza personale di un’altra disciplina di pesca verticale con il morto manovrato in cui mi sono imbattuto un po’ di tempo addietro: il Live Kab.
A onor del vero il morto manovrato mi ha sempre incuriosito perché, in alcuni periodi dell’anno quando decido di andare a pesca e avendo poco tempo a disposizione per procurarmi il vivo, mi permette di poter pescare con qualcosa di naturale che seppur morta, sapientemente innescata credo (per mia esperienza) sia più attrattiva del solo artificiale.
La mia passione per il Live Kab è nata diversi anni fa in un negozio di pesca del basso Salento dove un cordialissimo signore di mezza età concitatamente parlava di catture di gronghi, murene e cernie con un modo di pescare assai particolare.
Con in suo simpatico dialetto raccontava di un “polpo con dentro un piombo e due ami fissati nei tentacoli che veniva fatto saltellare e camminare sul fondo marino”.
Detto così non ci ho capito molto ma, incuriosito, con il mio amico pescacciatore ho iniziato una approfondita ricerca per comprendere meglio questo nuovo tipo di pesca.
Il Live Kab è affine al Tenya e al Kabura nel senso che accoppia un’artificiale ad un’esca naturale morta ma la differenza sta nel fatto che nel primo il sistema pescante dovrà essere montato all’interno dell’esca diversamente dagli altri dove artificiale ed esca creano un insieme pescante.
Varie le specie di pesci che andremo ad insidiare, si parla di cernie, scorfani, occhioni, pagri, dentici, pagelli ma anche murene e tutte quelle specie ittiche che vivono a stretto contatto con il fondo.
Andiamo ad analizzare ciò che ci serve e come funziona.

Attrezzatura

Canna – all’inizio prima di mettere mano al portafogli ho usato una canna da bolentino pesante, poi appassionandomi ho acquistato una canna specifica ma che al tempo stesso mi permetteva di usarla anche per il Kabura e il Light Jigging. Generalmente si usa una canna con una lunghezza compresa dai 1,90 ai 2,20 metri circa, abbastanza potente da poter permettere di combattere prede anche di una certa mole ma sensibile nell’azione di pesca. Entrando nello specifico sul perché si parla di canna dall’azione morbida sul vettino e potente sulla spalla si deve tener conto che:
1 - l’apicale deve segnalare ed assecondare la mangiata del pesce senza dare l’idea dell’inganno poiché quando il pesce attacca l’esca se sente un qualcosa che non va la sputa, quindi più si presenta l’esca in modo naturale e maggiori saranno le abboccate;
2 - l’azione morbida della canna permette di “animare” meglio l’esca, simulando un polpo che nuota sul fondo;
3 – la potenza della sua spalla deve permettere di staccare la preda dal fondo una volta ferrata.

Mulinello – un mulo di buona fattura con potenza media, un 6000/8000 tanto per intenderci e con la frizione rigorosamente anteriore. Ho scelto un mulo specifico tale da permettermi di usarlo anche in altre discipline di pesca.

Filo madre – oramai con l’avvento del trecciato chi lo cambia più, lo adoro per le mie tecniche di pesca. Le caratteristiche le conosciamo tutti, si ha una maggiore sensibilità e reattività sulla ferrata in quanto ha circa l’1% di elasticità al contrario del nylon dove si ha circa il 15-20%. Per questa tecnica ho seguito il consiglio degli esperti ed in bobina ho montato un 50 lb.

Filo per terminale pescante – come tutte le cose anche il trecciato ha i suo difetti, è visibile e quindi non può essere usato per fare il terminale. Su alcune batimetriche purtroppo non abbiamo scelta e conviene usare un fluorocarbon. Anche in questo caso i diametri che uso sono scelti in base alla profondità del fondale e quindi alle prede da insidiare, spazio da uno 0,50/0,55 quando pesco su batimetriche di 40/70 metri per insidiare i dentici e tanute ad uno 0,70 (a volte doppiato con il Bimini Twist), quando scendo sugli 80/150 metri per insidiare le mie amate cernie; come regola personale il terminale sarà il doppio della lunghezza della canna. Aggiungo anche che quando pesco su batimetriche importanti, oltre i 100 metri, spesso e volentieri uso un buon nylon per due semplici motivi:
1 – a quelle profondità i raggi solari non penetrano in maniera tale da far notare la differenza tra il nylon e il fluorocarbon quindi le caratteristiche che ha quest’ultimo in termine di indice di rifrazione dell’acqua sono superflue;
2 – a parità di diametro (parliamo di uno 0,70 ed oltre) il nylon è un poco più morbido del fluorocarbon e questo si traduce in un nuoto più sinuoso della nostra esca.

Girella – di eccellente fattura, rigorosamente in acciaio e con un notevole carico di rottura.

Nodi – come ben sappiamo i punti deboli della nostra lenza sono i nodi, quindi mai realizzazioni approssimate e se un nodo esce male, si taglia e si realizza di nuovo. Per una buona tenuta nel momento dell’assuccatura si dovrà sempre ben umettare perché un filo bruciato per attrito perde anche il 50% del suo carico di rottura; nella giunzione tra madre, girella e terminale uso fare gli stessi nodi come per il Tenya, tra terminale e artificiale uso fare un nodo Clinch con 5 spire oppure un nodo Uni oppure un Palomar.

Esca – l’esca principe del Live Kab è un mollusco cefalopode di piccole dimensioni, generalmente un moscardino o un polpo di scoglio del peso di circa l’artificiale stesso (giusto per avere un ordine di grandezza) ma ho visto usare anche seppie e calamari di piccole dimensioni o polpi da 500/700 grammi. Cosa molto importante da tener presente nel momento in cui si va ad acquistare l’esca è la dimensione della sacca sopra la testa in quanto il piombo dell’artificiale verrà inserito nel suo interno (più giù capiremo il perché). Mi raccomando e non mi stancherò mai di ripeterlo, le esche più saranno fresche e più saranno catturanti, un polpo con i cromatofori ancora attivi sarà un bel boccone.

Montaggio dell’esca – il piombo verrà inserito nella sacca opportunamente pulita dalle interiora e si farà un piccolo buco sulla sommità della stessa per far passare lo split ring che a sua volta verrà annodato al terminale (lo stop lo darà il piombo), gli assist hook verranno cuciti nei tentacoli (segue foto). Per il montaggio dei polpi più grossi si arma anche un amo che andrà inserito nel sifone in quanto la cernia potrebbe attaccare sulla testa.

Fondale – va bene il fondale dove si pratica il bolentino medio, praticamente dai 40 ai 150 metri (a volte anche oltre) ed è molto importante calare sulle marcature dell’ecoscandaglio, accessorio importante. Il Live Kab, dal mio punto di vista, lo vedo micidiale sulle piccole secche in mezzo a distese di sabbia o alga per la cattura di serranidi o sui relitti per grossi scorfani e dentici.

Tecnica – una volta arrivati con l’esca sul fondo, con la canna dovremmo imprimere delle brevi e lente jerkate in modo tale da simulare il nuoto del polpo che scorrazza sul fondale, in parole povere deve essere manovrato lentamente facendolo strisciare sul fondo (in base alla tipologia del fondale attenzione agli incagli) in modo tale da alzare delle nuvolette di fango o sabbia ed alzandolo per pochi metri con dei colpetti verticali fatti con l’ausilio della canna, lo scarroccio della barca farà il resto. Come dicevo prima l’azione è affine al Kabura.

Velocità di scarroccio – come per qualsiasi tipo di tecnica verticale il mare dovrà essere calmo in quanto lo scarroccio ideale si avrà sullo 0,5/1 nodo anche perché immaginate come può essere pericoloso pescare con mare mosso stando in piedi e avendo le mani occupate dalla canna, si rischiano rovinose cadute o bagni fuori programma. In presenza di corrente, per frenare la velocità è utile usare l’ancora galleggiante.

Artificiale – si può acquistare già bello pronto ma per gli amanti del “fai da te” può anche essere costruito con una spesa irrisoria. Cosa occorre:
- piombo a palla forato dal peso di 100 grammi fino a 150/200 grammi;
- split ring;
- dacron o trecciato di elevato carico di rottura perché servirà per fare gli assist hook che andranno a contatto con l’apparato boccale dei pesci;
- ami con occhiello in proporzione all’esca ed al pesce che si vuole insidiare (non vorrei fare pubblicità ma giusto per dare un’idea della dimensione io spesso uso i Gamakatsu LS-4644F nella misura del 2/0-3/0-4/0);
- guaina termo-restringente acquistabile presso un negozio di materiale elettrico a 50 cent il metro.

Purtroppo grosse catture non ne ho fatte ma ricordo di una volta in cui mi sono veramente emozionato, ero a circa 6/7 miglia per 120° al largo di San Foca (Lecce) su di una batimetrica di circa 130 metri ed avevo 4 polpi di buona taglia montati su i Live Kab da 150 grammi fatti da me.
A metà mattina non avevo nessun pesce a paiolo ma tutto d’un tratto ho sentito la canna immobilizzata, d’istinto ho ferrato ed ho iniziato un lento e pesante recupero con il cimino della canna che toccava l’acqua.
Dopo aver imbobinato più o meno 10 metri di filo, il pescione scostumato ha iniziato a dare testate e a guadagnare il fondo infilandosi in qualche tana. Non c’è stato nulla da fare e deluso ho dovuto forzare l’attrezzatura rompendo il terminale sulla girella… chissà che pesce era!
Sicuramente era bello grosso.
Una piccola raccomandazione mi sento di dare nella scelta delle attrezzature, non lesinate sul materiale, questa tecnica è micidiale, ho visto fare dei pesci importanti.

Abbiamo toccato l’argomento in generale ma sarebbe bello poter approfondire con i vostri consigli ed esperienze e spero di essermi espresso bene nell’illustrare l’affascinante tecnica del Live Kab.
Ciao.
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Luca
Le parole devono andare pari passo con i fatti, in caso contrario sono solo chiacchiere!

Ultima modifica di Luca da Lecce; 10-05-17 a 12:00 AM
Luca da Lecce non è in linea   Rispondi quotando
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Tag
con, kab, live, pesca

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