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Vecchio 02-12-16, 04:58 PM   #41
Sami
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Originariamente inviata da silvio roncallo Visualizza il messaggio
scusate, ma il quesito posto da SAMI era se l'attuale taglia elevata (prevista dallo standard) dello Spinone abbia ragioni storiche o altro.

Nessuno, tranne il sottoscritto, mi sembra abbia risposto tranne che per iniziare la solita polemica sul "bello" e "bravo": è meglio bello ma inutile o bravo ma orribile?
Silvio, grazie di essere ritornato alla mia domanda iniziale.
Rimane cmq. una cosa che non capisco.
Che un cane "da palude" è vantaggiato se ha una certa taglia - okay.
Ma ho trovato in un testo di Bonasegale le seguenti frasi:

"Spinone e Bracco italiano erano in origine due varietà della medesima razza. Le differenze fra i due, motivate dal diverso utilizzo che ne veniva fatto. Oggi le diversità si vanno riducendo sempre più. In Italia – prima dell’importazione di altre razze – esisteva solo il Bracco Nobile ed il Bracco Spinoso. Nobile non in sé, ma perché nobili erano i loro padroni, dediti alla caccia in terreni aperti. Gli altri (cioè i “non nobili”) cacciavano nel “bosco e la riviera” dove era d’uopo utilizzare un cane più rustico, cioè il “Bracco Spinoso”."

Probabilmente ho un idea sbagliata dei boschi e delle riviere di cui parla, perchè io penso alla vegetazione molto fitta, spinosa, dov'è necessario un pelo duro, ma l'altezza oltre 65 cm forse no...?
O dovrei leggere "palude" per le riviere citate? E immaginare boschi aperti e puliti piuttosto che la roba che abbiamo qui e dove persino i segugi, a volte, fanno fatica passare?


Grazie in anticipo di un chiarimento. L'evoluzione dello Spinone a me sembra meno chiara di quella del BI.
Sami non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 03-12-16, 06:19 PM   #42
silvio roncallo
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scusa riprovo
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silvio
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Vecchio 03-12-16, 08:03 PM   #43
danieleserafino
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Originariamente inviata da Sami Visualizza il messaggio
Silvio, grazie di essere ritornato alla mia domanda iniziale.
Rimane cmq. una cosa che non capisco.
Che un cane "da palude" è vantaggiato se ha una certa taglia - okay.
Ma ho trovato in un testo di Bonasegale le seguenti frasi:

"Spinone e Bracco italiano erano in origine due varietà della medesima razza. Le differenze fra i due, motivate dal diverso utilizzo che ne veniva fatto. Oggi le diversità si vanno riducendo sempre più. In Italia – prima dell’importazione di altre razze – esisteva solo il Bracco Nobile ed il Bracco Spinoso. Nobile non in sé, ma perché nobili erano i loro padroni, dediti alla caccia in terreni aperti. Gli altri (cioè i “non nobili”) cacciavano nel “bosco e la riviera” dove era d’uopo utilizzare un cane più rustico, cioè il “Bracco Spinoso”."

Probabilmente ho un idea sbagliata dei boschi e delle riviere di cui parla, perchè io penso alla vegetazione molto fitta, spinosa, dov'è necessario un pelo duro, ma l'altezza oltre 65 cm forse no...?
O dovrei leggere "palude" per le riviere citate? E immaginare boschi aperti e puliti piuttosto che la roba che abbiamo qui e dove persino i segugi, a volte, fanno fatica passare?


Grazie in anticipo di un chiarimento. L'evoluzione dello Spinone a me sembra meno chiara di quella del BI.


Questo è un argomento che volevo postare nella mia pagina te lo riporto anche quì ...


ORIGINE E METAMORFOSI /MOLE DELLO SPINONE/

Considerando l'origine antica della razza spinone, si può presupporre che abbia avuto mutazioni nel tempo, dovute a motivi naturali o per opera dell'uomo nell'ambiente domestico.
Il Sign. Bonasegale si riferisce ad un determinato periodo, in cui effettivamente si erano formate due varietà di bracco italiano, come oggi vediamo, ad esempio, nel nostro segugio italiano, cioè a pelo corto liscio e a pelo più lungo e ruvido.
Per quanta riguarda lo spinone, dobbiamo considerare come fosse conformato nei tempi precedenti a questo periodo, cioè quello originario.
Non disponiamo di documentazioni e raffigurazioni di questo soggetto "ancestrale" della razza, perchè si va molto lontani nel tempo; pertanto non possiamo che fare supposizioni.

Considerando le condizioni economiche dei cacciatori/pescatori di quel tempo lontanissimo, viene da supporre che quel loro ausiliare, che riteniamo fosse il progenitore del nostro attuale spinone, fosse robusto di tipo tarchiato, in considerazione dell'ambiente in cui doveva svolgere il suo lavoro, ma di dimensione più ridotte di quanto siano quelle dello spinone di oggi.
Quindi un tipo somigliante, ma diverso dal barbuto braccone a pelo forte, venuto in un tempo successivo, in sintonia con quello a pelo corto "liscio".

Che sia veramente esistito quel tipo di spinone di dimensioni più ridotte, si riscontra dal fatto che, forse per atavismo, sono ricomparsi e ricompaiono soggetti di quel tipo ancestrale. Sul libro del Prof. Ceresoli vediamo raffigurati alcuni bellissimi soggetti b.a. dell'antico allevamento della Cingia ( vedi Tebe pag. 286 / vedi Thier II pag. 126), che sono di quel tipo antico originario, che non denotano alcuna caratteristica di bracco it.
I ricchi facoltosi dei nobili casati, detentori di comode riserve di caccia, per distinguersi dai poveracci, avevano preferito il braccone a pelo corto che, benchè fosse molto più rustico e diverso da quello odierno anche in altri particolari, era più rappresentativo per la blasonata nobiltà. L'alimento, per la gente ricca, non era un problema, pertanto neppure per i loro maestosi cagnoni.


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antico bracco

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tebe della cingia


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thier II



Successe probabilmente un fatto: Il poveraccio cacciatore/pescare rivierasco, forse per emulazione, con la collaborazione del guardiacaccia amico, fece coprire la rustica spinoncina dal braccone maestoso.
Venne così a formarsi quel tipo di spinone che il pittore G.B. Quadrone raffigurò nel suo dipinto.
Ancora oggi quel tipo di spinone viene considerato dai più come il prototipo definitivo della razza.

Un pò storia, un pò leggenda, ma forse così sono avvenuti i fatti.


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spinone dipinto da G.B. Quadrone



Chi asserisce che la mole dello spinone sia d'impedimento ad entrare nei roveti e che la mole possente non gli sia di giovamento per nuotare nelle acque profonde, probabilmente non ha mai visto in azione un cinghiale del peso di oltre un quintale fra i quali non compaiono mai individui di corporatura smilza. Va inoltre ribadito, per chi non lo sapesse, che non è il pelo che protegge il corpo dalle punture delle spine e dalla temperatura rigida delle acque dell'inverno, ma bensì il tipo di pelle di cui la selezione naturale ha dotato lo spinone. Non è detto che altre razze da caccia possano svolgere lo stesso tipo di lavoro, ma non essendo adeguatamente dotate, possono subire conseguenze negative.
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www.spinonidivalledellacupa.it
danieleserafino non è in linea   Rispondi quotando
Grazie N/A Ha ringraziato per questo post
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Vecchio 03-12-16, 08:27 PM   #44
Sami
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@ daniele.
Grazie, molto interessante!
Sami non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 04-12-16, 11:57 AM   #45
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[quote=danieleserafino;1219778]







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Quote:
Chi asserisce che la mole dello spinone sia d'impedimento ad entrare nei roveti e che la mole possente non gli sia di giovamento per nuotare nelle acque profonde, probabilmente non ha mai visto in azione un cinghiale del peso di oltre un quintale fra i quali non compaiono mai individui di corporatura smilza. Va inoltre ribadito, per chi non lo sapesse, che non è il pelo che protegge il corpo dalle punture delle spine e dalla temperatura rigida delle acque dell'inverno, ma bensì il tipo di pelle di cui la selezione naturale ha dotato lo spinone. Non è detto che altre razze da caccia possano svolgere lo stesso tipo di lavoro, ma non essendo adeguatamente dotate, possono subire conseguenze negative.
Io ho visto uno spinone entrare in uno spinaio dove era entrata la mia cagnolina da conigli, un coraggio e una predisposizione veramente encomiabile. Dello spinone ho visto negativo il movimento, la mia cagnolina entrava ed usciva con estrema disinvoltura, lo spinone dopo essere entrato a fatica ha dovuto faticare ancora di più per uscire, a vederlo non ha fatto un buon lavoro. Se fosse stato più piccolo avrebbe avuto sicuramente meno difficoltà. Nelle acque profonde nuotano bene sia i cani pesanti che i leggeri. I cinghiali non sono tutti uguali, ci sono quelli più grandi e quelli più piccoli, quelli più piccoli si muovono diversamente e meglio di quelli più grandi, i più piccoli sono anche più buoni da mangiare Il pelo è la protezione della pelle. Per le conseguenze negative sono d'accordo.
sly8489 non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 17-01-17, 06:28 PM   #46
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Se andassimo in montagna Messner ed io, lui equipaggiato in modo sommario ed io invece di tutto punto, Messner sarebbe comunque molto piu' efficace di me , ma sarebbe un grave errore trarre la conclusione che in montagna l'attrezzatura non serva.
Ci sono pointer, che oltre al pelo raso e cortissimo, hanno anche pelle sottile, che entrano nei roveti impavidi tetragoni al dolore , spinti dalla grande passione, ma non si puo' dedurne che la pelle grossa ed il pelo duro non siano di grande aiuto.
Ho cacciato spesso anni addietro con una spinona (Zira figlia di Minosse) ed un Bracco Italiano (Eolo di Monte Tricorno) entrambi entravano nei roveti, ma zira ne usciva indenne, mentre Eolo era spesso sanguinante.
Tornando allo spinone , correttissimo quanto scritto da Silvio , lo spinone era cane da bosco e da riviera e nel bosco o meglio neglio sporchi e nei roveti, era avvantaggiato il cane di taglia ridotta mentre nell'acqua lo era quello di grande taglia , cosi' nello standard si é cercato di accontrentare tutti, ma da cacciatore, mi si dica che senso ha oggi una taglia di 70 cm e non bastasse con altri 2 di tolleranza ?
Si sa che sui ring sono preferiti i soggetti piu' grandi e da qui la preferenza data , specie all'estero, ma anche in Italia da allevatori che non selezionano per la caccia, a soggeti di grande taglia e paralellamente anche di peso importante. Oggi si allevano piu' spinoni in Inghilterra che in Italia e la stragrande maggioranza di questi anglo-spinoni , non va a caccia é di taglia grande e ha un rapporto peso altezza assurdo.
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lucio
Lucio Marzano non è in linea   Rispondi quotando
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dello, spinone, taglia

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