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Vecchio 13-11-17, 08:06 PM   #1
mirkino
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predefinito Sono davvero cambiati i tempi

Ieri dopo la caccia vado a pranzo dalla mamma...la compagna lavora e ne approfitto per passare qualche ora in compagnia della mia vecchietta.
Tengo a precisare che la vecchietta è in splendida forma,in quanto mi apostrofa subito perchè ho 15 minuti di ritardo ( sono le 12.15 e da noi alle 12 c'è il coprifuoco culinario) e , successivamente mi apostrofa perchè le lascio un fagiano ed un germano da spennare ( e giù moccoli).
Fatta la pace, Si mangia , come sempre in abbondanza , e dopo il caffè guardo il giornale locale ed alcune riviste sul tavolo.
Mi balza subito all'occhio la controcopertina del settimanale GrandHotel n° 42 , la quale riporta una copertina da collezione che raffigura un cacciatore in salotto che pulisce il suo fucile ( sicuramente un lungo rinculo) , con il cane in salotto e la moglie che sta guardando il libro di ricette di selvaggina.

Guardo bene la data della copertina da collezione che riporta la data del 25 Ottobre 1958.

La cosa mi ha fatto pensare a un'immagine tenera e al fatto che i cacciatori erano ben visti, tanto da metterli su una copertina di un giornale da signora.
Provate a pensare quanti eravamo e quanto eravamo inseriti nella societa...

Oggi se ci fosse una copertina di Donna Moderna o Dipiù ecc con l'immagine di un cacciatore e della sua famiglie , ne parlerebbero i giornali e la Barbara D'Urso per 3 settimane ... tant' è il sacrilegio.

Oggi le riviste di caccia ed armi, sono " imboscati" anche nelle edicole più attrezzate...quasi fossero giornali da contrabbandieri.

Sarà stata la giornata uggiosa di ieri , ma mi sono ricordato di tutte le pubblicità che erano presenti sulle riviste con oggetto i cacciatori, il loro ambiente e i loro cani.
Stampe di noti autori che hanno lasciato lasciato un segno indelebile nei nostri cuori e nelle nostre menti.
...E ripenso al mio vecchio che nel 1958 andava già a caccia col permesso del padre... chissà quante risate si stà facendo lassù guardando come è ridotta e gestita la caccia al giorno d'oggi... beati chi, come lui, ha potuto godere della vera essenza della caccia .

Allego l'immagine della copertina...se qualcun altro ha copertine o pubblicità di giornali da pubblicare è il benvenuto


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Vecchio 13-11-17, 08:27 PM   #2
old hunter
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bella bella bella
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Vecchio 13-11-17, 08:45 PM   #3
Loris
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E' proprio come dici, la mia prima licenza risale al 1966 ed il tuo scritto mi riporta a tempi fantastici, alla vera caccia, a quando il cacciatore era ben visto sia dai proprietari terrieri che dalla società in generale. Molto spesso durante l'uscita di caccia venivo invitato dai contadini per un caffè o un bicchiere di vino e mi indicavano la presenza della selvaggina, quella era selvaggina, sul territorio. C'era un rapporto positivo con la società in generale eppoi c'era la vera selvaggina stanziale che oggi non trovi più.
I tempi son cambiati e per la caccia sono tempi difficili tant'è che veri appassionati appendono il fucile al classico chiodo, disdegnano incarnierare un pollo di allevamento ed essere perseguitati alla stregua di banditi. Allora il selvatico veniva esposto e si ricevevano complimenti......bella lepre, stupenda beccaccia, ecc. ecc. . Oggi meglio nascondere segnando il selvatico con tempismo sul tesserino perché se tardi un' attimo è sanzione.
L'opinione pubblica è contro di noi e se andassimo ad un referendum verremmo stracciati.
Probabilmente la pratica venatoria mal si addice alla società moderna dove conta apparire e non essere, perchè il vero cacciatore è il primo interessato al protezionismo ambientale...ma vallo a spiegare.
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Vecchio 13-11-17, 09:57 PM   #4
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A mio parere il maggior danno alla caccia lo ha fatto il distacco dall'avere un rapporto con la natura. Che non è portare Ninni e Fufi a spasso 25 minuti nel parco comunale.
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Vecchio 14-11-17, 06:35 AM   #5
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Eh si erano bei tempi che io non ho vissuto appieno, sono del 61 e il mio porto d'armi risale a 19 anni dopo quando gia' la caccia era sputtanata e gia' essere un cacciatore non ti faceva acclamare e guardare bene in giro almeno nella mia citta' Roma, cosa ben diversa da altre realta' piu' contadine dove ancora si girava con i cinghiali sul cofano della macchina o i fagiani esposti in bella mostra e il cacciatore girava con il fucile sfoderato in spalla....oggi le cose sono peggiorate e non di poche e bisogna quasi vergognarsi di vestire mimetico, figuriamoci a girare armati e il fucile deve essere travisaato in un fodero e mi e' capitato spesso di essere appellato al mio rientro in maniera poco ortodossa e ben poco simpatica da signore impellicciate a cui ho risposto nella maniera che ritenevo opportuna del momento. Sara' sempre peggio immagino e a parte i tempi che cambiano anche molte responsabilita' sono nostre e dobbiamo ringraziare tanti di quegli imbecilli che mettono in rete in bella mostra stragi di selvaggina e filmati veramente vergognosi atti a farli concepire piu' bravi di tutti....quello che mi meraviglia e' che ancora possiamo andarci al giorno d'oggi visto come l'opinione pubblica ci boicotta in ogni modo....se non cambiera' la coscienza ho paura che la nostra sia l'ultima generazione a praticare l'attivita' venatoria in piena liberta', che non sia quella di sparare a un pollo in un cespuglio o un cinghiale che fa su' e giu' in un recinto finche' non viene abbattuto.....
__________________
Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura, te lo rivelan gli occhi e le battute della gente e la curiosita' di una ragazza irriverente ....
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Vecchio 14-11-17, 09:24 AM   #6
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Cinghiale in un recinto? Non mi pare che questa sia la realtà attuale. Direi invece che i cambiamenti sociali ed economici e di conseguenza anche ambientali hanno profondamente mutato la caccia, perchè non abbiamo mai avuto tanti ungulati come oggi, mentre è la minuta selvaggina stanziale che è andata in difficoltà: il pronta caccia è una droga che ha tenuto in piedi la caccia, ma ne ha minato la sostanza. Servono lavoro ed investimenti per avere della selvaggina stanziale almeno dignitosa sul terreno, mentre per gli ungulati "basta" una attenta e seria gestione. Inoltre, per gli ungulati, una gestione venatoria è percepita come necessaria o, almeno, a malincuore inevitabile (dipende dai punti di vista) ma non è davvero messa in discussione, tranne che dagli animalari, che non sono affatto la maggioranza nell'opinione pubblica. La caccia alla migratoria, infine, è un capitolo a se', con luci ed ombre e una politica venatoria comunitaria che non sembra vedere di buon occhio la caccia ai piccoli migratori (in uno dei campi di concentramento che ospitarono mio padre, nel '43-'45, c'era una casetta per i merli: sospetto che ce ne fosse una anche ad Auschwitz...).
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Vecchio 14-11-17, 12:22 PM   #7
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Mirkino, ottime considerazioni.
Ciao
Paolo
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Se vi capita ancora la possibilità di innamorarvi, afferratela, ogni volta. Potrete vivere tanto da pentirvene, ma non troverete mai niente di meglio e non saprete mai se vi tornerà a capitare un'altra volta. (joseph Heller)
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Vecchio 14-11-17, 02:58 PM   #8
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Il disprezzo per la caccia è indice che siamo diventati un popolo di debosciati.
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Vecchio 14-11-17, 08:56 PM   #9
Loris
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Cinghiale in un recinto? Non mi pare che questa sia la realtà attuale. Direi invece che i cambiamenti sociali ed economici e di conseguenza anche ambientali hanno profondamente mutato la caccia, perchè non abbiamo mai avuto tanti ungulati come oggi, mentre è la minuta selvaggina stanziale che è andata in difficoltà: il pronta caccia è una droga che ha tenuto in piedi la caccia, ma ne ha minato la sostanza. Servono lavoro ed investimenti per avere della selvaggina stanziale almeno dignitosa sul terreno, mentre per gli ungulati "basta" una attenta e seria gestione. Inoltre, per gli ungulati, una gestione venatoria è percepita come necessaria o, almeno, a malincuore inevitabile (dipende dai punti di vista) ma non è davvero messa in discussione, tranne che dagli animalari, che non sono affatto la maggioranza nell'opinione pubblica. La caccia alla migratoria, infine, è un capitolo a se', con luci ed ombre e una politica venatoria comunitaria che non sembra vedere di buon occhio la caccia ai piccoli migratori (in uno dei campi di concentramento che ospitarono mio padre, nel '43-'45, c'era una casetta per i merli: sospetto che ce ne fosse una anche ad Auschwitz...).
Forse per la caccia agli ungulati ed in certe zone l'anatema è minore ma per tutto il resto....! La maggioranza dei cacciatori, almeno mi risulta, è migratorista che poi è la vera essenza della caccia. La caccia alla migratoria è sempre più penalizzata; nel Bresciano massimo 10 allodole a battuta per un totale di 50 capi. Da noi, nel Veronese, sono comparsi i cinghiali e si stanno riproducendo esponenzialmente in zone non vocate creando grossi problemi alla rete viaria ed ai contadini, per non dire agli amanti del cane da ferma e da cerca che si vedono costretti a cambiare zone, per paura che il loro ausiliare finisca male (già successi diversi casi) e perché non amano questo tipo di caccia. Si probabilmente per forza maggiore questa tipologia di caccia sarà meno penalizzata ma per il resto....! Comunque credo che una volta eliminata definitivamente la caccia alla migratoria, e ci siamo molto vicini, passeranno anche al resto costringendo, se tutto va bene, a cacciare in recinti suini selvatici e sotto stretto controllo della vigilanza. Il proibizionismo ha peraltro vita facile, non c'è contrapposizione...eppoi il cacciatore quando si tratta di movimentarsi per difendere la sua passione preferisce stare in panchina. Non siamo gestiti a livello istituzionale...chi ci dovrebbe rappresentare dov'è. Stiamo calando di numero velocemente e quando saremo uno sparuto gruppo, magari eterogeneo , ci schiacceranno definitivamente.
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Mi fa venire in mente, questo tuo post, pensieri che mi sorgono quando vedo qualche film di totó o affini, dove spesso sono presenti, personaggi o sotto personaggi di cacciatori. Io sono nato nel 1991, purtroppo posso solo fantasticare su come e quanto si stesse caratterialmente bene in quegli anni, dove molti si potevano permettere un pasto al giorno, ma avevano sempre il sorriso e la porta aperta per i bisognosi. Così mi diceva mia nonna, del 33, nata e cresciuta in piccolo paesino dell' Appennino tosco emiliano dove in 8 fratelli, tutti cacciatori, si aspettava la caccia per mangiare la carne e non sacrificare il bestiame.
Oggi dove è tutto più frenetico e performante, abbiamo dimenticato valori come altruismo verso il prossimo, con una conseguente malata e irrispettosa valorizzazione dell' aspetto umano negli animali. Non mi vergogno e non mi tiro mai indietro nel dire che io, sono un cacciatore e trovo davvero poche persone che contestano, purtroppo sono ancora meno quelle che rispondono "anche io". In molti però curiosi, mi chiedono e spesso trovano interessante la mia passione. Quindi io rimango speranzoso per un domani, dove magari in meno e piu silenziosi, continueremo a sognare il domani venatorio
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