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Vecchio 25-08-18, 07:38 PM   #1
Mercurio11
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Buongiorno tutti,

siccome è un tema che mi appassiona. Vorrei conoscere le tecniche da voi utilizzate per il foraggiamento supplemetare della selvaggina stanziale (fagiani pernici etc) e gli eventuali inconvenienti da voi riscontrati e risolti.
Sarebbe interessante anche conoscere i luoghi per un corretto posizionamento delle stesse, quanti è bene posizionarne per ettaro, il tipo di granaglie da utilizzare (che tecniche utilizzate per stoccare il mangime? quanto ne utilizzate nel corso dell'anno e l'estensione da voi foraggiata e la popolazione di selvaggina stimata).
E infine l'igiene, quante volte lavate le mangiatoie e con che prodotti.
Io in questi due anni ho maturato qualche esperienza che mi piacerebbe successivamente condividere.
Ringrazio fin d'ora tutti.
Buonaserata
Ps naturalmente anche i materiali di cui dovrebbe essere fatta la mangiatoia

Ultima modifica di Mercurio11; 25-08-18 a 09:23 PM Motivo: Integrazione
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Vecchio 25-08-18, 09:02 PM   #2
Gio 83
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Ciao, guarda la discussione sulle pernici rosse. Era piuttosto ben fatta ed in vari punti avevamo affrontato il tema governe per fagiani e starne.
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Vecchio 25-08-18, 09:17 PM   #3
Mercurio11
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Ciao, guarda la discussione sulle pernici rosse. Era piuttosto ben fatta ed in vari punti avevamo affrontato il tema governe per fagiani e starne.
Ciao, se era quella iniziata da Alessandro il Cacciatore solo io e lui ci eravamo confrontati ( se non Sbaglio). Mi interessava conoscere altri pareri e approfondire alcune pratiche allora non affrontate. Un altra che mi sovviene è se la pasturazione sia bene farla tutto l'anno o sospenderla nei mesi estivi. Poi se ha nessuno interessa pazienza.
Un saluto
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Vecchio 26-08-18, 05:20 PM   #4
Mercurio11
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Inizio io, sperando che possa essere di una qualche utilità, visto che in rete le informazioni scarseggiano e ho avuto il mio bel da fare per riuscire a sbrogliare la matassa.
La mia esperienza si riferisce alla pianura padana con totale assenza di qualsivoglia ungulato (per ora e speriamo anche in futuro). Le mie esigenza principale era ed è quella di far durare le granaglie almeno 7 giorni e non spendere un capitale per il loro acquisto.
Ho iniziato con le solite tramoggie da 12kg(in plastica) per pollame posizionate sotto tettoie di legno e ondulus. Un disastro dopo il riempimento duravano meno di 48 ore in quanto le nutrie facevano incetta delle granaglie. E dove la presenza delle nutrie era minore il contatto della nuda terra con la plastica contente le granaglie creava problemi ( risolvibili appendendo le tramoggie all’intelaiatura dei palchetti in legno).
Il mio compagno di caccia si offri di risolvere il problema inserendo una rete, da dove gli avicoli si potessero cibare, che impedisse alle nutrie di poter fare altrettanto. Risultato dopo un paio di settimane i castorini impararono a rovesciare le tramoggie.
Altro tentativo, miseramente fallito, costruire delle piccole voliere aperte (3/4 mq) fatte di rete e pali in ferro, al cui interno inserire le tramoggie e le tettoie. Risultato, è vero qui non entravano le nutrie ma neanche i fagiani ma i topi si!! (troppo piccole o mal posizionate).
A quel punto ho iniziato a cercare su internet e ho trovato le immagini delle mangiatoie pensili. Detto fatto, tranne qualche piccolo problema iniziale. Costruite come setacci, ma rettangolari(130cmx60cm circa), con la maglia di 1 mm (è importante se usate il frumento altre maglie più larghe non lo trattengono) e posizionati ad un’altezza di un metro o poco più utilizzando piccoli pali di ferro. I fagiani, ma anche le pernici rosse vi si abituano immediatamente ,anzi fa loro molto piacere la pozione così elevata (soffrono la sindrome di Napoleone - scherzo). Ma ci siamo dimenticati del tetto!! Non è vero non ci siamo dimenticati a livello teorico essendoci una maglia su cui si appoggiano le granaglie la stessa dovrebbe garantire che si asciughino velocemente dopo una giornata di pioggia.
Tutto perfetto adesso si può finalmente dormire sonni tranquilli. E invece no perché anche questo sistema ha i sui pregi (notevoli) ma anche i suoi difetti.
Partiamo dal primo difetto, in Lombardia piove anche per parecchi giorni di seguito e quando non piove il cielo è grigio (naturalmente da settembre a febbraio/marzo) e questo comporta che le granaglie si inumidiscano e non si asciughino mai. Bho sarà stata una mia fisima mentale ma per me le granaglie devono essere sempre asciutte.
Secondo problema non duravano una settimana (nel periodo da gennaio a aprile), dopo 3 /4 giorni era tutto finito ( a me serve che durino minimo 7 gg e non dover spendere un capitale per il loro acquisto ). Ma chi erano quei bischeri che mangiavano a ufo senza neanche ringraziare?
Ebbene si erano loro i nostri amatissimi corvi!! Che a frotte arrivavano e facevano incetta di granoturco.
Ritorno su internet e allargo la ricerca ai siti inglesi e mi imbatto in un secchio in plastica verde (circa 25 litri) munito di tre fori (a tre centimetri dal fondo) in cui si inseriscono anelli di metallo.
Tale secchio va appoggiato su un tripode che lo fa rimanere sollevato da terra di circa 5 cm.
All’inizio ne faccio arrivare due, per provarli, siccome, per le mie tasche, costicchiano! I(l sito dà anche la possibilità di comprare solo gli occhielli in metallo che costano veramente poco poi però il resto non so quanto possa venire a costare).
Gli animali, ci mettono parecchio prima di abituarsi (un mese- un mese e mezzo anche di più) ma si abituano, Le nutrie non riescono a rovesciarlo e/o accedere al cibo dai fori e così anche le cornacchie, il becco è troppo grande! Durano a volte anche più di una settimana. Ma c’è un però, a volte, non sempre, se piove per traverso il mangime si bagna e occlude i fori. E questo è un bel problema. Risolto agevolmente appoggiando sopra il secchio un pezzo di ondulus verde(70cm x 100cm) e un bel mattone per tenere il tutto fermo. Posso dire che si risparmia parecchio in mangime.
Una cosa importante che dimenticavo io uso solo chicchi di frumento in tali bidoni o al più granoturco spezzato grosso che deve essere però setacciato se no ci sono problemi. Non va usato assolutamente nessun tipo di farina.
Risolti tutti questi problemi ne è sorto un altro relativo al foraggiamento delle zone più lontane o più scomode da raggiungere in cui il controllo può essere fatto una volta al mese o anche di più. A tal proposito sto ora provando un pasturatore di provenienza tedesca da 50l (costa una follia!! Mannaggia a lui) con un sistema, sempre a caduta, che permette all’utilizzatore di inserire o granoturco o frumento . Vi saprò dire, l’ho messo a dimora due giorni fa.
Naturalmente tale soluzione appaga, per ora le mie esigenze, non è e non deve essere considerata la soluzione a ogni tipo di problema. Anzi mi piacerebbe che qualcuno, come da post precedenti, esternasse le proprie esperienze in tal senso.
Nei prossimi giorni proverò a riferivi sulle altre questioni anche se devo ammettere che le soluzioni da me trovate non mi convincono.
Cordialità

P.s. Ho provato anche le mangiatoie francesi (piquet agrainoir) ma si sono rilevate una delusione, dopo 4 ore erano già state depredate dalle nutrie e il loro sistema di erogazione (a maglia morbida) è molto fragile.
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Vecchio 27-08-18, 09:14 AM   #5
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"Ritorno su internet e allargo la ricerca ai siti inglesi e mi imbatto in un secchio in plastica verde (circa 25 litri) munito di tre fori (a tre centimetri dal fondo) in cui si inseriscono anelli di metallo".
Questa non l'ho capita: come fanno, questi anelli, a impedire l'accesso ai corvidi? Puoi spiegarti meglio o mettere una foto? Grazie.
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Vecchio 27-08-18, 04:15 PM   #6
Mercurio11
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"Ritorno su internet e allargo la ricerca ai siti inglesi e mi imbatto in un secchio in plastica verde (circa 25 litri) munito di tre fori (a tre centimetri dal fondo) in cui si inseriscono anelli di metallo".
Questa non l'ho capita: come fanno, questi anelli, a impedire l'accesso ai corvidi? Puoi spiegarti meglio o mettere una foto? Grazie.
Eccole spero si capisca:







---------- Messaggio inserito alle 04:15 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 04:06 PM ----------

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"Ritorno su internet e allargo la ricerca ai siti inglesi e mi imbatto in un secchio in plastica verde (circa 25 litri) munito di tre fori (a tre centimetri dal fondo) in cui si inseriscono anelli di metallo".
Questa non l'ho capita: come fanno, questi anelli, a impedire l'accesso ai corvidi? Puoi spiegarti meglio o mettere una foto? Grazie.
Quello tedesco che sto provando è invece un tubo q cui sono applicate tre gambe e un meccanismo in fondo per l'erogazione:





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Vecchio 11-09-18, 11:37 PM   #7
Mercurio11
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Ritorno un attimo sulle magiatoie verdi sopra illustrate per evidenziare due problemi il primo che è di carattere estetico è da indentifacarsi nello scolorimento del colore del coperchio causato dai raggi solari. Tale inconveniente è parzialmente ridotto dall’ondulus posizionato sopra il coperchio.
Il secondo problema è imputabile al surriscaldamento dell’anello circolare sorretto dalle gambe che provoca un leggero rigonfiamento del bidone.
Ho sempre avuto mangiatoie in materiale plastico non conosco i pregi e i difetti di quelli in metallo. sarebbe interessante un confronto.

Con riguardo al posizionamento dei parchetti io mi sono regolato posizionandoli vicino alle siepi e lungo i bordi del bosco in posti fissi per tutto l’anno e facilmente accessibili con la macchina (teoricamente in primavera bisognerebbe posizionarne uno per ogni maschio territoriale) per la pulizia invece una volta l’anno ad agosto (acqua, disinfettante e olio di gomito) ma sarrebbe bene farla anche a fine febbraio.
Una cosa importante che quasi dimenticavo, le mangiatoie non devono mai rimanere senza cibo, quindi piuttosto posizionarne in minor numero ma curarle assiduamente.
Noi pasturiamo tutto l’anno senza interruzioni. Il periodo di maggior utilizzo va da fine dicembre a tutto maggio. Quindi volendo si potrebbe pasturare solo in quest’ultimo periodo.
C’è un però, il selvatico ci mette parecchio ad abituarsi alle mangiatoie con il tripode per cui forse sarebbe bene utilizzare le mangiatoie rialzate mettendo in conto un maggior costo in termini di tempo e mangime.
So che gli inglesi, per proteggere dagli ungulati le mangiatoie verdi le circondano con una rete elettrosaldata a maglie larghe non so però darvi conto dell'efficacia di tale espediente.
Per quanto riguarda lo stoccaggio delle granaglie ci siamo dotati di cisternette da cinquecento a mille litri a cui è stata rimossa la parte di plastica superiore per agevolare il riempimento. Per la copertura si posiziona un pallet coperto da teloni occhiellati. Lavati e disinfettati ogni volta che vengono svuotati.
Se possibile evitate tale soluzione e munitevi di silos in vetroresina (per intenderci quelli per i mangimi) causa dopo un mese la presenza assidua di topi con i conseguenti problemi igenico sanitari. Per ora abbiamo dovuto soprassedere (quelli nuovi costicchiano e quelli usati hanno costi di trasporto proibitivi). Sono aperto ad altre soluzioni se ne avete.
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Vecchio 26-09-18, 10:55 PM   #8
Mercurio11
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Rieccomi a colmare qualche lacuna … . La densità delle mangiatoie (quelle verdi) si attesta a 1 ogni 5 ettari. Altre due considerazioni in merito ai pregi. La prima è che anche con sufficienti densità di fagiani si riducono (non si eliminano) le probabilità che vengano contratte parassitosi intestinali. In quanto le granaglie non sono a contatto con la terra e gli animali non vi defecano sopra (problema riscontrato con le mangiatoie pensili). La seconda è che rispetto alle mangiatoie a terra si riduce fortemente il consumo di granaglie da parte dei roditori. Attenzione si riduce non si elimina (cosa avveniva con le mangiatoie pensili). Vi saranno infatti pasturatori dove non ve ne sarà alcuno e alcuni invece in cui la presenza sarà costante. A tal proposito uno studio inglese ha rilevato che più le mangiatoie sono allo scoperto meno soffrono il problema. Ma attenzione maggiore è la distanza tra la mangiatoia e la zona scoperta più è alta la probabilità di predazione. Lo stesso studio suggeriva come alternativa quella di spostare con una certa frequenza tali mangiatoie di 10/20 metri(bordeggiando siepi o boschi), la stanziale ci mette un giorno o due a ritrovare il pasturatore i roditori quasi una settimana. Altra questione interessante è relativa alla distanza ottimale tra mangiatoia e siepe o bosco. Io di solito li metto a circa 2 o 3 metri in quanto l’animale deve avere la possibilità di vedere il pericolo con un, seppur minimo, grado di anticipo. Ma anche qui vi sono situazioni dove non è possibile (all’interno di un bosco molto sporco) e uno si arrangia come può.
Vediamo ora quali altri animali si alimentano oltre che ai fagiani, le pernici e le starne (dimenticavo tale sistema è stato studiato appositamente per le starne): da riscontri visivi un po’ tutti i passeri, pettirossi etc. insomma tutti quelli che gli inglesi chiamano songbird oltre naturalmente agli scoiattoli, che ho notato essere animali dotati di una certa intraprendenza e con mio grande stupore anche le anatre, germani reali, gli unici presenti nelle mie zone.
Io per implementare il sistema di pasturazione ho impiegato 2 anni, forse qualcosa di più, avendo un budget ridotto e non potendolo sforare. Quindi l’investimento deve durare!! Dopo due anni, i primi due bidoni acquistati risentono esteriormente di qualche piccolo segno di invecchiamento in particolare graffi di topi (che però non riescono a bucare la plastica ) ect ma sono ancora in buone condizioni considerando anche che sono stati utilizzati fino a qualche mese fa senza ondulus.
Purtroppo però è da mettere in conto qualche incedente di percorso, nel mio caso due! La Causa Principale Homo Sapiens Sapiens.
La prima volta in occasione di operazioni agricole di sfalcio di erba medica, il terzista con il trattore ha letteralmente trasformato il pasturatore in una sottiletta. Ha preso la curva per uscire dal campo molto stretta e … .
La seconda volta ci sono rimasto proprio male ebbene si è stato oggetto di furto. Per fortuna ad oggi non si è più ripetuto.
La palla a voi per chi ha voglia ed è intenzionato a condividere le sue esperienze …
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faunistica, foraggiamento, gestione, supplementare

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