Il forum sulla caccia e sulla cinofilia
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Vecchio 07-07-16, 02:06 PM   #1
nasodibracco
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predefinito La scelta della razza

Come avete proceduto nella valutazione della vostra razza preferita?
In base a cosa vi siete legati ad una particolare razza?
Io, all'acquisto del mio primo cane, ho valutato solo ed esclusivamente che fosse un cane da ferma e che fosse un bracco italiano, perchè a mio parere è il cane più bello del mondo.
Sicuramente, con l'aumentare dell'esperienza, ho poi capito che forse non è la razza a me più congeniale, piacendomi anche diverse altre forme di caccia per il quale il bracco italiano non risulterebbe idoneo...
Quanto siete stati razionali e quanto emotivi?
Avete studiato a tavolino terreni e selvatici che normalmente frequentate?
Mi piacerebbe sentire le vostre esperienze!!
__________________
Matteo
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Vecchio 07-07-16, 03:14 PM   #2
Livia1968
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Per me è stato il contrario. Ho sempre pensato che i cani da caccia e specialmente quelli da ferma fossero i cani con un carattere eccezionale. Il mio primo cane fu un setter tricolore ma ai tempi non avevo capito l'influenza del suo dna e lo reputavo iper cinetico. Ero giovane e non avevo persone con esperienza venatoria intorno. Poi un giorno l'ho visto per strada ed è stato amore. Il bracco italiano! A questo è seguita la volontà di assecondare la sua passione ed ho preso la licenza


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Vecchio 07-07-16, 03:56 PM   #3
maxmurelli
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Complimenti per la bella discussione Matteo, provo di seguito a raccontare quella che è la mia piccola esperienza.
Fin da piccolo fui attratto dai cani da caccia, in particolar modo Setter e Pointer, poiché crebbi in mezzo a loro, con mio nonno che era cacciatore ed in primis cinofilo. Morto il nonno purtroppo più nessuno della mia famiglia è mai stato appassionato ed allora quando se ne andarono gli ultimi cani non ne furono più presi.
Col passare degli anni crebbi ed arrivò il mio momento, quello tanto atteso del primo pda; a casa però mia mamma non ne voleva sapere di lasciarmi tenere un cane ed allora mi dovetti arrangiare con un cucciolone che gentilmente mi fu "imprestato" da un amico di famiglia, si trattava di un giovanissimo Giffone Korthals di nome Mosè.
Io e lui devo dire che facevamo davvero una "bella coppia", allo sbando più che totale ma affiatati come non mai. Purtroppo Mosè ebbe una vita sfortunata, prima perché capitò in mano mia che ero un vero e proprio dilettante allo sbaraglio, poi, quando con l'aiuto di un vecchio amico era diventato un cane da caccia modesto, il destino amaro lo portò via per sempre.
In ogni modo io e il buon Mosè di strada ne macinammo tanta in quella stagione, ma davvero tanta, anche se con risultati non troppo soddisfacenti. Poi un giorno, mentre eravamo dietro una brigatella di pernici incazzata come la peste, stanchi ci eravamo fermati a prendere il fresco sotto una vecchia quercia, vidi sul poggio di fronte una sagoma bianca che pennellava il terreno con gran ritmo e con quel galoppo così elegante che mi lasciò incantato. Ad un certo punto il cane si blocco cadendo in ferma, il cacciatore lo andò a servire e riuscì ad abbattere una di quelle pernici che già da tempo mi stavano facendo sputare sangue. Rimasi letteralmente fulminato sulla via di Damasco!
Tramite vie traverse riuscii a capire chi era il cane e il cacciatore, e quando ebbi modo di trovarlo in campagna con una certa faccia di tolla gli andai incontro e gli chiesi da dove veniva quel cane e che sangue avesse; molto gentilmene il cacciatore mi rispose ma le parole non mi rimasero in mente perché ero piu concentrato a guardare il cane che ad ascoltare, mi ricordai solo una parola: Ticinensis! Che poi non era altro che il sangue dei suoi avi.
Tornato a casa rispolverai i vecchi pedigree dei cani del nonno e vidi che quel nome ritornava, assieme anche ad altri affissi tra cui Del Tidone e tanto tanto Crismani.
Tramite l'intercessione della nonna riuscii a convincere mia mamma ad avere un cane tutto mio, il mio primo Setter Inglese!!
A quel cane di nome Tim dedicai tantissimo tempo e ci lavorai da matti facendomi naturalmente aiutare da un paio di Cacciatori che mi instradarono sul dressare i cani, e i risultati non tardato ad arrivare. Purtroppo però anche con lui il destino fu gramo e me lo portò via troppo presto, quando ancora poteva darmi tanto.
Fu in quel periodo che, dopo tante sfighe e qualche cane non soddisfacente, ebbi la gran fortuna di incontrare quello che poi divenne il mio "Maestro", un grande Cinofilo e Cacciatore, allevatore di Setter Inglesi da una vita con affisso Arquatense e noto giudice ENCI, una persona di altri tempi di nome Angelo Cammi.
Fu grazie a lui che mi si aprì un "nuovo" mondo, tramite il quale imparai a cogliere e ad apprezzare certi aspetti che fino allora mi erano del tutto sconosciuti.
Tramite Angelo conobbi un ragazzo Reggiano, che allora era agli inizi, una persona di cui nutro una profonda stima e un'amicizia che ormai dura da anni, Francesco Giovanelli, dal quale allora portai a casa Nico, un bianco-arancio con genetica Radentis Sbranco e Arno di Biguzzi. Fu con Nico che incominciai a dedicarmi seriamente alla Caccia che preferisco in assoluto: quella alle pernici rosse del mio amatissimo Appennino. Quanti bellissimi ricordi che resteranno indelebili, con quel cane un pò guascone e anche un pò testardo ma dal grandissimo animus e instancabile Cacciatore. Uno di quei cani che ti fanno svegliare presto la mattina e partire anche se fuori piove e fa freddo e ti fanno appassionare e non sentire le fatiche di una giornata dura a camminare su quei costoni correndo dietro a una brigata smaliziata.
Anche qui, nel momento più bello, la sfortuna ci mise il suo zampino e mi presentò un conto troppo salato e duro da digerire. Un avvelenamento mi porto via in un pomeriggio di un estate caldissima il mio amato Nico, ferita ancora aperta e dura da rimarginare anche se oramai son passati anni.
Sempre in quell'estate ormai agli sgoccioli arrivarono in sequenza altri due cani, un pointer e un setter, ma entrambi non rimasero con me a lungo poiché non mi soddisfacevano abbastanza. Poi una sera a telefono col buon Giovanelli mi disse di andarlo a trovare a casa sua, in quel di Rio Saliceto, e lì dopo una lunga chiacchierata mi disse di aver un Setterino giovane che poteva fare al caso mio; era un figlio del grande Loris (Caster di Bravi, Arno di Biguzzi) il cane da cui partì il suo allevamento e una lunga schiera di Campioni. Ricordo ancora che quando me lo fece vedere era al centro del box che mi guardava negli occhi con quello sguardo da presa per il culo, impassibile e tranquillo mentre gli altri saltavano contro il cancello. Vedendolo così gli dissi che non era morfologicamente un bellissimo cane, ma Francesco col suo sorriso pacato mi disse guardandomi negli occhi "Lo devi vedere sul terreno, vedrai che non ti deluderà ci scommetto quello che vuoi! Sto qui le pernici te le ferma ovunque, in montagna, in collina, in pianura e anche.... in spiaggia al mare ahahahahah!".
E fu davvero così!
Quello scarabocchio al guinzaglio, ma che si trasformava in un "leone" una volta sganciato, le pernicic ce le ha sempre avute nella testa ed è stato il cane che m'ha regalato le maggiori soddisfazioni che ho mai avuto.
Ora che son passati degli anni ed è vecchio e con qualche acciacco di troppo, a volte me lo porto ancora fuori per fargli fare una corsa e seppur mezzo sordo e mezzo cieco, con le zampe che non vanno più come un tempo, ognitanto qualche lezione ai più o meno giovani la da ancora...
Dopo il Ciro di Torre Gabri (detto Hiro), ho avuto qualche altro setter tra le mani, dal mediocre allo stupido, dallo svogliato al pazzoide furioso... finché non mi son deciso di ritornare alla genetica che piace a me (e non solo) e sempre da quel di Rio Saliceto, ora tra le mani ho un giovane che la scorsa stagione m'ha fatto vedere qualcosa di bello e ha riconfermato anche durante i censimenti primaverili, ed ora spero solo che non sia un fuoco di paglia!
Chiedo scusa se mi son dilungato ed ho annoiato, ma la scelta che ho sempre fatto per la razza e i cani è stata spesso emotiva ma nello stesso tempo razionale perché per certi terreni e selvatici questa razza a mio avviso ha pochi rivali e se ne ha, per i miei gusti personali, non ce n'è altra che sappia farmi vibrare nello stesso modo le corde.
__________________
Saluti
M.

"E' riduttivo definire ausiliare chi recita in verità il ruolo di protagonista!"

Ultima modifica di maxmurelli; 07-07-16 a 04:13 PM
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Vecchio 07-07-16, 04:47 PM   #4
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pure io la mia prima stagione di caccia ho usato un cane prestato, un épagneul breton, di 5 anni che fino ad allora era stato usato come cane da riporto, ma io gli misi il campanello e via....visto che non era stato utilizzato come cane da ferma non aveva una ferma solida ma una grande resistenza e un collegamento invidiabile...mai andato fuori mano in una stagione...essendo io un autodidatta nei primi periodi mi affidai ai libri per informarmi sui cani e sulle beccacce... e la mia scelta cadde sul bracco blu di alverina, perché lo ritenevo un giusto compresso tra testa e velocità; allora mi informai e vidi sul sito enci che propio in lombardia nacque una cucciolata in quei giorni e visto che aspettavo a casa un signore che sarebbe venuto a controllare i microchip dei cuccioli della mia westy presi la palla al balzo e gli chiesi se aveva sentito della cucciolata dei blu....la sua risposta fu negativa....ma...."se vuoi a un paio di km da casa tua c'è un signore che vende una setterina di buona genealogia"...neanche aveva finito di dire la frase che presi l'auto con in tasca i contanti e il guinzaglio...30 secondi e presi la mia Light, penso sia stato l'acquisto più veloce della storia e forse anche il più fortunato ( sia per me che per lei )...lei si è dimostrata subito una grande cagna anche se un po' pazzerella, si può dire che abbiamo scoperto la caccia alla beccaccia insieme... non a caso i miei vicini ci chiamavano e ci chiamano tuttora Cip e Ciop.
le razze le apprezzo tutte ma amo particolarmente lo spinone anche se dubito che in futuro cambierò strada...con il tempo il S.I. mi piace sempre più
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Edo
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Vecchio 07-07-16, 07:31 PM   #5
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Bella discussione.

Io da piccolo ho avuto un metticcio e un bulldog inglese. A casa mia non andava a caccia nessuno e del bulldog inglese siamo rimasti stufati: tutto bava e problemi igienici, quindi la mia famiglia ha deciso di non avere più cani.

Quando avevo 24 anni abitavo a Heidelberg (Germania) e un giorno facevo una passeggiata con la mia fidanzata nella città di Karlsruhe e ho visto un beagle, ho pensato che era un bellissimo cane e quindi mi sono interessato per la caccia e i cani di caccia, un mondo che non conoscevo. Un anno dopo ho comprato un meticcio di beagle e mi hanno regalato una cagna meticcia di griffon e ariegeois. Li portavo a correre le lepri e in Germania anche le volpe e ho preso il porto di armi, ma poi ho capito che mi piaceva molto di più' la caccia con il cane da ferma che con il cane da seguita. 2 anni dopo abitavo a Berlino e facendo un giro con il mio mezzo-beagle ho visto un bracco italiano roano marrone, razza che avevo solo visto in libri, e ho pensato che era decisamente più' bello del beagle. Ho chiesto a la ragazza tedesca se era un bracco italiano e mi ha detto di si con molto stupore perché diceva che in Germania non c'erano appena cani di questa razza.

Ho fatto ricerca sull'internet, ho trovato alcuni siti e questo forum dove finalmente mi sono iscritto dal 2008. Poi ho conosciuto gli utenti al raduno del forum di Fiorenzuola del 2009 e ho deciso che alcun giorno vorrei un bracco italiano. Per ragioni di lavoro dovevo trasferirmi a diversi paesi (Inghilterra, Italia e USA) e finalmente nel 2011 ho preso il mio primo bracco Polcevera's Oreste e un anno dopo la Procula dei Sanchi, cagna che mi da molte soddisfazioni a caccia. Per il futuro mi garberebbe fare un'altra cucciolata con la Procula e tenermi dei suoi discendenti, ma credo che il bracco italiano rimane con me per il resto della mia vita.
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Vecchio 07-07-16, 11:12 PM   #6
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Dunque faccio una premessa....nonostante la mia passione per lo Spinone...non ho ancora fatto voti di fedeltá...e forse mai lo farò....vedremo, le mie scelte sono state fatte in parte col cuore (moolto spesso) in parte con la testa....
Veniamo al mio primo cane da caccia...
Allora ero bambino, e anche se mio padre mi raccontava di quanto fossero strepitosi i setter, non mi son mai dimenticato i suoi racconti della caccia in acquitrino col suo primo cane Diana....una Spinona, e di Zara la (credo) bracca tedesca che aveva mio nonno, che ho sentito nominare da lui tante volte nei racconti durante le nostre passeggiate....
Già da piccolo ero abbonato a "Cani" (prima media forse anche prima) e in quel periodo imperversava una pubblicità della Eukanuba con un bellissimo bracco in ferma in una stoppia di frumento...penso fosse o un bracco pirenè o burbonnè.
Bellissimo, potente ed elegante allo stesso tempo, continentale ma adatto alla caccia in montagna, in breve ne feci il mio preferito anche se, la rarità in Italia era un ostacolo non da poco.
Un giorno mio padre (che a quell'epoca era in pausa/caccia nonostante i rinnovi perchè non aveva il tempo materiale....ero in terza media) venne invitato in una riserva in quel di Orio Litta da un amico....
Io chiaramente attaccato come una zecca a mio padre per vedere la cacciata andai e insieme a noi venne un uomo che abitava in un paese vicino al nostro.
Andammo con una macchina sola e quel signore ci portò con se.
Appena visti i cani nelle gabbiette...eccola....
Era lei, una bracca francese, riconobbi subito la razza, il signore quasi incredulo che un ragazzino potesse riconoscere un cane così raro, ero emozionatissimo
Non ne avevo mai vista una dal vivo e non feci altro che fissare quella cagna tutto il tempo, aveva 2 anni e mezzo ed era già mamma, la aveva fatta coprire da un bracco tedesco e ne aveva fatti nove.
Due femmine erano con lei (cucciolone, le aveva tenute) ad accompagnarci nella cacciata.

La cacciata non fu niente di che, molti capi, due setterine bravissime....le cucciolone si fecero valere ma io guardavo sempre lei....si chiamava Diana, vederla in ferma fu spettacolare, a quell'etá certe emozioni possono toglierti il fiato.
Ricordo ancora a fine caccia sulle panchette della Campagnola mentre tornavamo alla casa di caccia, quel Signore....non so per quale motivo, mi disse la frase "magica"....
Allora? Ti piace questa cagna?
Se la vuoi, te la regalo....
Fu come rinascere e morire...allo stesso momento.
Ero felicissimo ma anche triste, perchè non potevo tenerla...non avevamo il posto per poterla tenere.
Dovetti rifiutare, ma ricordo che gli dissi: ma appena avrò il posto vengo a prenderla subito!
Si mise a ridere, e disse: quando vuoi....ti aspetta.

A volte gira male...e a volte bene.
Dopo qualche mese riuscii a trovare il modo di avere il posto per tenere un cane e mio padre mi chiese che cane avrei voluto....se fossi stato promosso con dei bei voti....
Chiaramente la risposta fu scontata.
Andammo a prenderla, non mi sembrava vero.
Stavo spesso con lei, le insegnai a riportare bene, la portavo anche fuori, ricordo che una volta la trovai in ferma su una pernice rossa, batticuore a non finire...
e altre occasioni...
Bellissimi ricordi
Venne l'autunno e la portai a caccia qualche volta con mio zio, perchè mio padre come già detto non rinnovò l'ambito.....
Fortunatamente la passione divorante che avevo, risvegliò anche quella di mio padre che subito l'anno successivo rinnovò....e la mettemmo sotto come si deve, la cagna sulla beccaccia più forte che abbiamo avuto, coraggiosissima, ferma solida, ventaticitá e fisicitá da vendere, ma infinita dolcezza.
Passarono gli anni e presi la licenza, ahimè l'anno che finalmente potei andare "da cacciatore" con lei se ne andò pochi giorni dopo l' aperura per un brutto male che nonostante le cure la portò via.
Non la dimenticherò mai.
Ho avuto tanti cani poi, ne ho ancora...e ne avrò...
Diana però è stata una cagna speciale.
Spero un giorno di trovarne una che mi possa far rivivere le emozioni che mi ha fatto vivere lei.

Adesso i cani li scelgo con molte più variabili valutate,
genetica, genitori, peculiaritá di razza ecc ecc.... ma è sempre il cuore, che ti fa alzare il dito e dire.
La prendo.
Almeno per me è così e spero rimanga sempre così.
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Ultima modifica di mesodcaburei; 07-07-16 a 11:34 PM
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Grande Daniele, bellissimo racconto, bellissime parole!
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Saluti
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Vecchio 08-07-16, 06:34 AM   #8
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Molto belli i vostri racconti, tutti.
Trasudano passione e amore.
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Matteo
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Vecchio 08-07-16, 10:45 AM   #9
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Ho da sempre accompagnato mio papà a caccia fin da quando facevo le elementari. Mi portava solo il pomeriggio e cacciava con i segugi.
Poi venne a mancare il suo socio e cominciò ad andare a caccia con un signore che invece aveva i cani da ferma.Si procurò da prima un kurzhaar e poi una breton quasi totalmente marrone.
Quello fu il primo cane che anche io cominciai a portare fuori da solo. Quando venne l'ora della prima licenza di caccia che presi prima della patente mi portò a casa una setter tricolore.
Era senza dubbio bellissima , grande il doppio dei setter di adesso , cacciava tutto il giorno come una furia. Riportava alla grande ma era discontinua, un giorno faceva la fenomena e il giorno dopo solo cazzate. Fu in quel periodo che cominciai a leggere "Il Cacciatore" e li scriveva un tale Mario Araldi il quale mi inculcò la passione per la beccaccia. Raccontava delle sue giornate passate a caccia sul Monte Lesima partendo da Bobbio in val Trebbia. In uno dei tanti racconti scrisse di un Bracco Italiano , il miglior cane che aveva avuto , gli fu rubato e che per tal motivo non ne avrebbe avuti più. Questo mi convinse che prima o poi uno lo dovevo avere pure io.
Dopo la setter venne un breton sordo che mi durò un solo anno, si avvelenò bevendo in una botte di cemento di una vigna.
Mi procurai un pointer che restitui dopo sei mesi al proprietario. Nonostante i numerosi incontri non fece mai una ferma.
Nel frattempo avevano regalato a mio papà una kurzhaar che aveva paura dei colpi di fucile. Lui ne fece il migior cane da tartufi che abbia avuto, ma nel contempo oltre ai tartufi fermava un sacco di selvaggina. Cosi' le fece fare una cucciolata , nacquero cinque cuccioli, quattro kurzhaar e una drathaar, in qualcuno dei genitori era stato immesso altro sangue.
Mi tenni la cucciola che si dimostrò il più precoce dei cani che abbia avuto. A sei mesi fermò le sue prime beccace e lepri .Ma al secondo anno di vita una setticemia me la portò via. Poco prima che morisse mi chiamò uno dei padroni a cui avevo ceduto uno dei suoi fratelli e mi disse "O lo vieni a prendere o io lo elimino, mi ha ucciso 47 polli e mia moglie non lo vuole più vedere"
Andai a prenderlo e la coincidenza della morte della sorella fece si che mi accompagnò per altri otto anni.
Sei mesi prima della morte mi avevo procurato un altro Kurzhaar da un mio conoscente il quale aveva un maschio che vinceva quasi tutte le gare a cui partecipava.
Quello è stato il più grande cane da beccacce che abbia avuto e quando un giovedi' sera di giugno ho dovuto farlo abbattere perchè un tumore lo stava divorando ero quasi intenzionato a smettere di cacciare. Il mio socio mi fece pressione e dopo un mese mi procurai un altro cane. Continuavo a pensare al B.I. ma siccome il mio socio aveva in quel periodo una drahthaar che, fermava poco, ma aveva una costanza e una durata infinita, finii per cercarmi un drahthaar adulto che potessi usare da subito. Trovai da Tosca del Diamante il cane che cercavo e che mi accompagnò per 8 anni. Era un cane che dava il meglio di sè in valle cacciando vicino all'acqua dove faceva dei recuperi incredibili, ma io non avevo la passione per gli acquatici e mi sono sempre reso conto di non averlo sfruttato in pieno.
Quando invecchiò decisi che era venuto il momento del bracco. E fu cosi' che arrivò a casa una Polcevera's di cinque mesi. I dubbi erano tanti e tutti mi sconsigliarono ma mi ero ripromesso di provarne almeno uno. La fortuna volle che si dimostrò già al primo anno un'ottima compagna con una passione smisurata e un'ottima ferma e con quelle filate che sono l'essenza dell'eleganza per chi ama i continentali.Poi ci mettiamo anche il colore che indubbiamente aiuta se si caccia nel bosco.
E cosi' mi son fatto una cucciolata di cui mi son tenuto la femmina più bianca.Non somiglia per nulla alla madre, ma ha passione da vendere ed è bellissima da vedere nei movimenti.Vedremo quest'anno che sarà la sua prima stagione vera come si comporterà.
Se non cambierò caccia (se dovesi cacciare gli anatidi un Drahthaar lo prenderei nuovamente ) e non avrò delusioni probabilmente il bracco mi accompagnerà per sempre, anche perchè nel frattempo ho scoperto il beccaccino e avere incocciato due bracchi su due che li lavorano bene mi fa pensare che forse non è solo fortuna, e accompagnandomi con il socio setterista ho comunque modo di vedere e godere di due modi diversi di cacciare.

Ultima modifica di bosco64; 08-07-16 a 12:03 PM
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mesodcaburei
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Bel racconto....
Unica precisazione....
Bobbio in Val trebbia.
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