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Vecchio 10-02-15, 12:43 PM   #1
cicalone
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predefinito 10 febbraio giorno delle foibe

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Con l'espressione massacri delle foibe, o spesso solo foibe, si intendono gli eccidi, perpetrati per motivi etnici e/o politici, ai danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia, occorsi durante la seconda guerra mondiale e negli anni immediatamente seguenti. Il nome deriva dai grandi inghiottitoi carsici dove furono gettati i corpi di centinaia di vittime, che nella Venezia Giulia sono chiamati, appunto, "foibe". Per estensione i termini "foibe" ed il neologismo "infoibare" sono in seguito diventati sinonimi degli eccidi, che in realtà furono, in massima parte, perpetrati in modo diverso: la maggioranza delle vittime fu uccisa nei campi di prigionia jugoslavi o durante la deportazione verso di essi. Negli eccidi furono coinvolti prevalentemente cittadini di etnia italiana e, in misura minore e con diverse motivazioni, anche cittadini italiani di etnia slovena e croata.

All'origine delle violenze - Gli eccidi furono in massima parte, il risultato di una "violenza di stato", che fu uno strumento di repressione politica ed etnica, in vista dell'annessione alla Jugoslavia di tutta la Venezia Giulia (incluse Trieste e Gorizia)e per eliminare gli oppositori (reali o presunti) del costituendo regime comunista. In vista di questi due obiettivi era infatti necessario reprimere le classi dirigenti italiane (compresi antifascisti e resistenti), per eliminare ogni forma di resistenza organizzata. Questo aspetto era particolarmente importante a Gorizia e Trieste, della cui annessione gli Jugoslavi non erano (a ragione) certi. Tito, pertanto, fece il possibile per occupare le due città prima di ogni altra forza alleata, per assicurarsi una posizione di forza nelle trattative. Neutralizzati i vertici italiani, tentò di far credere che gli jugoslavi fossero la maggioranza assoluta della popolazione: la composizione etnica sarebbe, infatti, stata un fattore decisivo nelle conferenze che sarebbero seguite nel dopoguerra e, per questo motivo, la riduzione della popolazione italiana sarebbe stata essenziale.

Le vittime - Tra i caduti figurano non solo personalità legate al Partito nazionale fascista, ma anche ufficiali, funzionari e dipendenti pubblici, insegnanti, impiegati bancari, sacerdoti, parte dell'alta dirigenza italiana contraria sia al comunismo, sia al fascismo, tra cui compaiono esponenti di organizzazioni partigiane o anti-fasciste, autonomisti fiumani seguaci di Riccardo Zanella, sloveni e croati anti-comunisti, collaboratori e nazionalisti radicali e semplici cittadini.

Quantificazione delle vittime - Nel dopoguerra e nei decenni immediatamente successivi non furono mai effettuate stime scientifiche del numero delle vittime, che venivano usualmente indicate in 15.000 (e talvolta aumentate fino a 30.000). Studi rigorosi sono stati effettuati solo a partire dagli anni novanta. Una quantificazione precisa è impossibile a causa di una generale mancanza di documenti. Il governo jugoslavo (e successivamente quello croato) non ha inoltre mai accettato di partecipare a inchieste per determinare il numero di decessi. Alcuni commentatori ritengono inoltre che una parte della documentazione sia tuttora secretata negli archivi, in particolare dell'ex Partito comunista italiano. Gli studi effettuati recentemente valutano il numero totale delle vittime (comprensive quindi di quelle morte durante la prigionia o la deportazione) come compreso tra poco meno di 5.000 e 11.000. Di questi solo alcune centinaia furono gli "infoibati" veri e propri, ma nell'uso comune anche gli uccisi in altre circostanze legate all'avanzata delle forze jugoslave lungo il confine orientale italiano vengono comunque considerati vittime o martiri "delle foibe".

Modalità delle esecuzioni - Nelle foibe sono stati gettati cadaveri sia di militari che di civili. In alcuni casi, com'è stato possibile documentare, furono infoibate persone non colpite o solo ferite. Sebbene quest'ultima modalità di esecuzione fosse, come già detto, solo uno dei modi con cui vennero uccise le vittime dei partigiani di Tito[56], nella cultura popolare divenne il metodo di esecuzione per eccellenza ed un simbolo del massacro. In realtà la maggior parte delle vittime, date per infoibate, sono state inviate nei campi di concentramento jugoslavi dove molte furono uccise o morirono di stenti o malattia.

La foiba di Basovizza, situata a pochi chilometri da Trieste è in realtà uno scavo artificiale realizzato all'inizio del XX secolo per l'estrazione mineraria, abbandonato perché poco produttivo. Si tratta di una cavità verticale profonda 249 metri che, mai ricoperta, divenne nel maggio del 1945 luogo di esecuzioni sommarie nel quale vennero gettati, spesso ancora vivi, centinaia di prigionieri, militari, poliziotti e anche civili. Tra il 3 e il 7 maggio 1945 i partigiani titini lo utilizzarono per infoibare centinaia di italiani. Dichiarata monumento nazionale nel 1992, è il simbolo di tutte le atrocità commesse sul finire della seconda guerra mondiale e negli anni successivi dalle milizie e dai fiancheggiatori del dittatore comunista Tito.

L'oblìo nel dopoguerra - La vicenda nel dopoguerra è stata a lungo trascurata per i convergenti interessi di governo e opposizione. u solo a partire dai primi anni '90, a seguito della fine della guerra fredda, che il tema delle foibe venne pienamente in luce e iniziò ad essere trattato dai media, coinvolgendo cultura, società e politica. Anche su iniziativa degli ex comunisti, si è fatta luce su questi episodi, che hanno cominciato ad essere ufficialmente ricordati. Dal 2005 la giornata del 10 febbraio è dedicata alla commemorazione dei morti e dei profughi italiani. La data del 10 febbraio ricorda il trattato di Parigi siglato nel 1947 che assegnò alla Jugoslavia il territorio occupato nel corso della guerra dall'armata di Tito.

Comunismo e fascismo: il dibattito sulle responsabilità - In alcuni ambienti della destra si afferma che le foibe sono state semplicemente un crimine del comunismo (spregiativamente chiamato "barbarie slavocomunista"), un genocidio di cittadini inermi che avevano la "sola colpa di essere italiani", in preparazione alla successiva pulizia etnica. D'altra parte, in alcuni ambienti della sinistra, è diffuso un atteggiamento "giustificazionista" e si presentano gli eccidi come una "reazione" alla brutalità fascista. È diffuso, inoltre, un atteggiamento "riduzionista" che contesta il numero delle vittime delle foibe correggendolo al ribasso e che sostiene che gli eccidi abbiano coinvolto essenzialmente esponenti fascisti, sia militari che civili, responsabili di repressioni e di crimini di guerra italiani in jugoslavia.

Ho letto alcuni resoconti sulle foibe, si parla di migliaia di vittime da 10000 a 45000 caduti, buttati vivi insieme ai morti legati con il fil di ferro a coppie nei buchi carsici, condannati a morire accanto ai corpi dei loro amici, questi atti di crudelta' fatti dai partigiani di Tito su cittadini Italiani non e' stata meno cruenta dello sterminio compiuto dai nazisti nei campi di concentramento, la data del 10 febbraio e' una data che ci ricordera' per sempre questo strazio e soprattutto ci ricordera' la vergogna dei nostri insegnanti nel volerci nascondere la verita' mai menzionata nei libri di scuola fino a qualche anno fa....mi sento di dire vergogna a questa gentaglia che c'ha voluto nascondere per decenni la verita'....
Un riposate in pace mi sembra doveroso per i nostri caduti.
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Vecchio 11-02-15, 07:45 AM   #2
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Tutta gente di destra qui sopra e neanche un commento? Complimenti vivissimi
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Vecchio 11-02-15, 08:59 AM   #3
arfo
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Mi era sfuggita la discussione.
Doveroso il ricordo delle vittime della violenza titina. Per lunghi decenni la memoria di quei fatti è stata condannata all'oblio. Ragioni ideologiche, ragioni politiche, ma anche la difficoltà a fare i conti con la propria storia.
Poco da aggiungere a quanto hai scritto, se non un pensiero all'altra grande tragedia cui è dedicata la ricorrenza del 10 febbraio: l'esodo giuliano-dalmata. Circa trecentomila italiani costretti ad abbandonare le loro case e la loro terra, prendendo la via dell'esilio e sperimentando poi sulla propria pelle, troppo spesso, la freddezza e l'ostilità di una nazione immersa nelle contrapposizioni ideologiche del dopoguerra. Una nazione che guardava a quei profughi come a un peso, confondendo le colpe del fascismo con l'innocente esistenza di quegli italiani dell'alto Adriatico.

Foibe e esodo giuliano-dalmata sono un capitolo di quell'immane tragedia che fu la Seconda guerra mondiale. In quegli anni si condensarono e deflagrarono tutti i mali del Novecento. A farne le spese furono soprattutto i civili inermi. E le regioni di confine, ovunque in Europa, pagarono un prezzo altissimo: dove l'odio etnico e politico raggiungono picchi di tale inaudita violenza, è poi impossibile tornare indietro.

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Vecchio 11-02-15, 09:48 AM   #4
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Vecchio 12-02-15, 07:13 AM   #5
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Vecchio 12-02-15, 08:23 AM   #6
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Quando ci sono delle uccisioni di massa di inermi civili, poco importa la Dx e la SX andrebbero cmq condannate... cosa che la politica italiana non ha mai fatto; la negazione dell'olocausto in alcuni paesi è considerato reato, invece da noi abbiamo politici e docenti di università che considerano il genocidio della popolazione italiana istriano dalmata un qualcosa di mai accaduto!!

IO NON SCORDO!!
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Vecchio 12-02-15, 08:41 AM   #7
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Quando ci sono delle uccisioni di massa di inermi civili, poco importa la Dx e la SX andrebbero cmq condannate... cosa che la politica italiana non ha mai fatto; la negazione dell'olocausto in alcuni paesi è considerato reato, invece da noi abbiamo politici e docenti di università che considerano il genocidio della popolazione italiana istriano dalmata un qualcosa di mai accaduto!!

IO NON SCORDO!!
E tutto ciò per un solo, semplice motivo: in occasione di qualsiasi conflitto la prima pregiudiziale per ognuna delle parti in causa dovrebbe essere quella della protezione della popolazione civile, dei più deboli, donne, bambini, anziani e ammalati, allora invece si fece a gara a chi infieriva di più.

Dov'era la pietà, dov'era il discernimento, dov'era la solidarietà, dov'era la fratellanza?????

Ma non solo, aver fatto passare tutto ciò in silenzio per interi decenni è semplicemente aberrante.
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Parsifal? So nannte traümend mich einst die Mutter..
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Vecchio 12-02-15, 08:56 AM   #8
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E non scordiamoci dei massacri nella ex Jugoslavia e delle stragi e degli stupri...pero' una recente sentenza non l'ha giudicati un GENOCIDIO....complimenti vivissimi
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Vecchio 14-02-15, 07:57 PM   #9
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Se pensiamo che c'è forse ancora qualche infoibatore che prende la pensione dallo stato italiano abbiamo detto tutto.
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Vecchio 10-02-16, 09:58 AM   #10
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predefinito 10 febbraio: La verità non può essere infoibata

Per non dimenticare.

Pagine di storia che ancora oggi paiono essere un tabù.

Ferite ancora aperte quassù a Nord Est.
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