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Vecchio 18-12-17, 08:00 AM   #1
cicalone
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predefinito Finalmente una legge sul bio testamento

Nei giorni scorsi, molto sottobanco e in silenzio e' passata la legge sul bio testamento, una legge giusta che finalmente ci da' la possibilita' di decidere della nostra vita, che ci permette di poter scegliere, prima di un fatidico momento, di cosa voler morire, quando la testa non ci fara' piu' ragionare in casi di malattie particolari o di situazioni in cui ci si potrebbe trovare...il mio pensiero e' assolutamente a favore e ringrazio chi si e' dato da fare in tanti anni affinche' venisse studiata e poi votata, e di questo ringrazio questo governo per questa e altre leggi che ha voluto far approvare nella sua legislatura, non sono del PD ma era una vergogna che leggi come la violenza sulle donne, contro la tortura etcc etcc ancora non fossero entrate nel panorama Italiano.
Torniamo al bio testamento, che non e' una eutanasia ma solo una scelta importante di noi stessi che decidiamo di non subire un accanimento terapeutico come vorrebbe invece la chiesa e alcuni partiti ad essa legata, la vita e' mia e se voglio soffrire o morire in pace non lo devono decidere gli altri ma solo ed esclusivamente IO.....il discorso e' molto ampio e' vero, ma la mia volonta' in tal senso deve contare, e francamente del parere del papa e della chiesa non me ne frega proprio nulla....
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Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura, te lo rivelan gli occhi e le battute della gente e la curiosita' di una ragazza irriverente ....
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Vecchio 21-12-17, 07:43 AM   #2
cicalone
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Azzzz oltre 60 visualizzazioni e nessuno che metta un commento? paura della scomunica vaticana? Chissa'.....?
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Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura, te lo rivelan gli occhi e le battute della gente e la curiosita' di una ragazza irriverente ....
cicalone non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 21-12-17, 09:39 AM   #3
bosco64
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Anche per me legge giusta, e forse ne serve una anche per l'eutanasia,quando non si hanno più speranze, piuttosto che stare immobili in un letto, è meglio staccare subito la spina e concentrare le attenzioni su chi le speranze le ha ancòra.
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Vecchio 21-12-17, 09:56 AM   #4
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era ora, assurdo non poter decidere della propria vita e essere obbligati a fare il vegetale grazie a un macchinario
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Vecchio 21-12-17, 02:33 PM   #5
Oizirbaf
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Non ho ancora avuto la possibilità di leggere la norma che, comunque, da quel che si è detto, dovrebbe permettere la decisione precedentemente espressa in condizioni di “pieno possesso delle proprie facoltà mentali” di rifiutare l’accanimento terapeutico qualora se ne presentassero le occasioni.
Mi si permetta di essere estremamente scettico sulla applicazione di questa legge che la vedrà (sperò di no ma viste le pregresse esperienze…) disattesa per la solita invalicabile discrezionalità a tutto campo dal singolo magistrato che ha sempre deciso secondo la proprio “opinione” infischiandosene bellamente delle volontà espresse precedentemente ai fatti patologici dal “paziente” secondo quanto stabilito dalla Legge.
Il fatto, poi che certe prese di posizione da parte “dell’interessato” (paziente) siano sancite dalla Costituzione (Art 32) poco è sempre importato agli aventi il potere giudiziario ed hanno sempre continuato ad emettere sentenze ed ordinanze a propria opinione insindacabile, poco importa se:” Gli articoli 2 e 13 della Costituzione, riconoscendo e garantendo i diritti inviolabili dell’uomo, ribadiscono l’inviolabilità della libertà personale. La scelta libera, ragionata e consapevole di non godere del bene-salute, è espressione dei diritti di libertà e rispetto della dignità umana (Corte Costituzionale, Sentenza n°438/2008), per cui va rispettata anche se determina pericolo di vita o danno per la salute.”
Così come per il consenso informato:
“E’ dovere etico, giuridico e professionale del medico far sì che l’acquisizione del consenso non si riduca a mero adempimento burocratico, ma sia il risultato della ricezione ed elaborazione critica di informazioni veritiere, complete, proporzionali alla capacità di comprensione del paziente. Il consenso è quindi essenziale per effettuare qualsiasi trattamento medico (Legge 145/01). Lo stesso Codice Deontologico Medico (art. 35) vieta qualsiasi attività diagnostica e terapeutica senza preventivo consenso informato del paziente. Il soggetto informato deve essere consapevole della sua malattia, della prognosi, della natura della trattamento sanitario proposto, dei rischi, dei costi, delle possibili alternative diagnostico-terapeutiche, dei rischi connessi all’omissione dello stesso.
Dinanzi al diniego al trattamento, il medico non può coattivamente eseguirlo anche se necessario alla stessa sopravvivenza (Corte di Cassazione, Sentenza n°23676/2008).
Il principio di beneficialità consente al medico di intervenire con atti diagnostici e/o curativi, quando non sia stato espresso un consenso (es: lo stato di necessità). L’intervento effettuato a carattere d’urgenza e privo di consenso, rappresenta un caso di non punibilità per il medico (art. 54 c.p.), negli altri casi v’è responsabilità giuridica penale/civile del medico e obbligo risarcitorio.”

Mi sono spesso trovato in condizioni “problematiche” nel caso di pazienti (Testimoni di Geova) che avevano chiaramente espresso per iscritto e davanti a diversi testimoni il loro diniego e rifiuto di qualsiasi trasfusione di sangue ed emoderivati durante o in seguito ad un programmato intervento chirurgico anche a costo di estreme conseguenze, di ritrovarmi nelle condizioni, improbabili secondo statistica, a dover provvedere a terapia trasfusionale e, per conforto legale, a rivolgermi al magistrato di turno ricevendone una perentoria simile ingiunzione: “lei faccia quello che secondo scienza e coscienza deve fare altrimenti IO la incrimino per omissione di soccorso! “
Al mio ribattere che avrei potuto subire conseguenze civili lo stesso ripeteva perentoriamente di “togliere di mezzo il penale” che al civile ci si sarebbe pensato dopo!
Il dibattito con magistrati in occasione di “topic” in congressi specialistici rendeva l’assurda idea che il pz al momento del "sopravvenire della patologia pericolosa per la vita" non fosse più in grado di decidere ed al “suo bene” il medico si sarebbe dovuto sostituire nelle decisioni più congrue per la vita, secondo scienza e coscienza!
Questo atteggiamento conseguente alla non obbligatorietà di obbedienza letterale alla legge mi lascia poco speranzoso in un diverso atteggiamento di applicazione della stessa secondo la “suprema volontà del popolo” espressa a mezzo dei propri rappresentanti democraticamente eletti.
Oizirbaf
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Ultima modifica di Oizirbaf; 21-12-17 a 02:52 PM
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Vecchio 02-01-18, 10:40 AM   #6
Alessandro il cacciatore
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Originariamente inviata da Oizirbaf Visualizza il messaggio
Non ho ancora avuto la possibilità di leggere la norma che, comunque, da quel che si è detto, dovrebbe permettere la decisione precedentemente espressa in condizioni di “pieno possesso delle proprie facoltà mentali” di rifiutare l’accanimento terapeutico qualora se ne presentassero le occasioni.
Mi si permetta di essere estremamente scettico sulla applicazione di questa legge che la vedrà (sperò di no ma viste le pregresse esperienze…) disattesa per la solita invalicabile discrezionalità a tutto campo dal singolo magistrato che ha sempre deciso secondo la proprio “opinione” infischiandosene bellamente delle volontà espresse precedentemente ai fatti patologici dal “paziente” secondo quanto stabilito dalla Legge.
Il fatto, poi che certe prese di posizione da parte “dell’interessato” (paziente) siano sancite dalla Costituzione (Art 32) poco è sempre importato agli aventi il potere giudiziario ed hanno sempre continuato ad emettere sentenze ed ordinanze a propria opinione insindacabile, poco importa se:” Gli articoli 2 e 13 della Costituzione, riconoscendo e garantendo i diritti inviolabili dell’uomo, ribadiscono l’inviolabilità della libertà personale. La scelta libera, ragionata e consapevole di non godere del bene-salute, è espressione dei diritti di libertà e rispetto della dignità umana (Corte Costituzionale, Sentenza n°438/2008), per cui va rispettata anche se determina pericolo di vita o danno per la salute.”
Così come per il consenso informato:
“E’ dovere etico, giuridico e professionale del medico far sì che l’acquisizione del consenso non si riduca a mero adempimento burocratico, ma sia il risultato della ricezione ed elaborazione critica di informazioni veritiere, complete, proporzionali alla capacità di comprensione del paziente. Il consenso è quindi essenziale per effettuare qualsiasi trattamento medico (Legge 145/01). Lo stesso Codice Deontologico Medico (art. 35) vieta qualsiasi attività diagnostica e terapeutica senza preventivo consenso informato del paziente. Il soggetto informato deve essere consapevole della sua malattia, della prognosi, della natura della trattamento sanitario proposto, dei rischi, dei costi, delle possibili alternative diagnostico-terapeutiche, dei rischi connessi all’omissione dello stesso.
Dinanzi al diniego al trattamento, il medico non può coattivamente eseguirlo anche se necessario alla stessa sopravvivenza (Corte di Cassazione, Sentenza n°23676/2008).
Il principio di beneficialità consente al medico di intervenire con atti diagnostici e/o curativi, quando non sia stato espresso un consenso (es: lo stato di necessità). L’intervento effettuato a carattere d’urgenza e privo di consenso, rappresenta un caso di non punibilità per il medico (art. 54 c.p.), negli altri casi v’è responsabilità giuridica penale/civile del medico e obbligo risarcitorio.”

Mi sono spesso trovato in condizioni “problematiche” nel caso di pazienti (Testimoni di Geova) che avevano chiaramente espresso per iscritto e davanti a diversi testimoni il loro diniego e rifiuto di qualsiasi trasfusione di sangue ed emoderivati durante o in seguito ad un programmato intervento chirurgico anche a costo di estreme conseguenze, di ritrovarmi nelle condizioni, improbabili secondo statistica, a dover provvedere a terapia trasfusionale e, per conforto legale, a rivolgermi al magistrato di turno ricevendone una perentoria simile ingiunzione: “lei faccia quello che secondo scienza e coscienza deve fare altrimenti IO la incrimino per omissione di soccorso! “
Al mio ribattere che avrei potuto subire conseguenze civili lo stesso ripeteva perentoriamente di “togliere di mezzo il penale” che al civile ci si sarebbe pensato dopo!
Il dibattito con magistrati in occasione di “topic” in congressi specialistici rendeva l’assurda idea che il pz al momento del "sopravvenire della patologia pericolosa per la vita" non fosse più in grado di decidere ed al “suo bene” il medico si sarebbe dovuto sostituire nelle decisioni più congrue per la vita, secondo scienza e coscienza!
Questo atteggiamento conseguente alla non obbligatorietà di obbedienza letterale alla legge mi lascia poco speranzoso in un diverso atteggiamento di applicazione della stessa secondo la “suprema volontà del popolo” espressa a mezzo dei propri rappresentanti democraticamente eletti.
Oizirbaf
Questo e' un perfetto "campione", della panzanella italiana. Tante norme, tanti discorsi, tanti caporali di giornata. Chi comanda? Sembrerebbe la magistratura, dotata di strumenti di potere e di coercizione fornidabili. Ma dove e' scritto che alla fine il potere veramente assoluto devono averlo loro?

Noi abbiamo la Costituzione piu' bella del mondo? Se i risultati sono questi, meglio buttarla via alla svelta. Si fa benissimo anche senza, tanto viene rigirata e adattata alla bisogna anche ora.
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Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)
Alessandro il cacciatore ora è in linea   Rispondi quotando
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Vecchio 02-01-18, 11:26 AM   #7
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giusto per sentire anche altre campane
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Vecchio 21-12-17, 03:59 PM   #8
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Ognuno, giustamente, pensi quel che vuole, io sono favorevole, a mio avviso è una buon cosa. Per quanto riguarda la scomunica me ne infischio tanto io voglio andare all'inferno!!!!
specialista non è in linea   Rispondi quotando
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Vecchio 21-12-17, 06:36 PM   #9
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Nei giorni scorsi, molto sottobanco e in silenzio e' passata la legge sul bio testamento, una legge giusta che finalmente ci da' la possibilita' di decidere della nostra vita, che ci permette di poter scegliere, prima di un fatidico momento, di cosa voler morire, quando la testa non ci fara' piu' ragionare in casi di malattie particolari o di situazioni in cui ci si potrebbe trovare...il mio pensiero e' assolutamente a favore e ringrazio chi si e' dato da fare in tanti anni affinche' venisse studiata e poi votata, e di questo ringrazio questo governo per questa e altre leggi che ha voluto far approvare nella sua legislatura, non sono del PD ma era una vergogna che leggi come la violenza sulle donne, contro la tortura etcc etcc ancora non fossero entrate nel panorama Italiano.
Torniamo al bio testamento, che non e' una eutanasia ma solo una scelta importante di noi stessi che decidiamo di non subire un accanimento terapeutico come vorrebbe invece la chiesa e alcuni partiti ad essa legata, la vita e' mia e se voglio soffrire o morire in pace non lo devono decidere gli altri ma solo ed esclusivamente IO.....il discorso e' molto ampio e' vero, ma la mia volonta' in tal senso deve contare, e francamente del parere del papa e della chiesa non me ne frega proprio nulla....
straquoto.

---------- Messaggio inserito alle 06:36 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 06:27 PM ----------

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Non ho ancora avuto la possibilità di leggere la norma che, comunque, da quel che si è detto, dovrebbe permettere la decisione precedentemente espressa in condizioni di “pieno possesso delle proprie facoltà mentali” di rifiutare l’accanimento terapeutico qualora se ne presentassero le occasioni.
Mi si permetta di essere estremamente scettico sulla applicazione di questa legge che la vedrà (sperò di no ma viste le pregresse esperienze…) disattesa per la solita invalicabile discrezionalità a tutto campo dal singolo magistrato che ha sempre deciso secondo la proprio “opinione” infischiandosene bellamente delle volontà espresse precedentemente ai fatti patologici dal “paziente” secondo quanto stabilito dalla Legge.
Il fatto, poi che certe prese di posizione da parte “dell’interessato” (paziente) siano sancite dalla Costituzione (Art 32) poco è sempre importato agli aventi il potere giudiziario ed hanno sempre continuato ad emettere sentenze ed ordinanze a propria opinione insindacabile, poco importa se:” Gli articoli 2 e 13 della Costituzione, riconoscendo e garantendo i diritti inviolabili dell’uomo, ribadiscono l’inviolabilità della libertà personale. La scelta libera, ragionata e consapevole di non godere del bene-salute, è espressione dei diritti di libertà e rispetto della dignità umana (Corte Costituzionale, Sentenza n°438/2008), per cui va rispettata anche se determina pericolo di vita o danno per la salute.”
Così come per il consenso informato:
“E’ dovere etico, giuridico e professionale del medico far sì che l’acquisizione del consenso non si riduca a mero adempimento burocratico, ma sia il risultato della ricezione ed elaborazione critica di informazioni veritiere, complete, proporzionali alla capacità di comprensione del paziente. Il consenso è quindi essenziale per effettuare qualsiasi trattamento medico (Legge 145/01). Lo stesso Codice Deontologico Medico (art. 35) vieta qualsiasi attività diagnostica e terapeutica senza preventivo consenso informato del paziente. Il soggetto informato deve essere consapevole della sua malattia, della prognosi, della natura della trattamento sanitario proposto, dei rischi, dei costi, delle possibili alternative diagnostico-terapeutiche, dei rischi connessi all’omissione dello stesso.
Dinanzi al diniego al trattamento, il medico non può coattivamente eseguirlo anche se necessario alla stessa sopravvivenza (Corte di Cassazione, Sentenza n°23676/2008).
Il principio di beneficialità consente al medico di intervenire con atti diagnostici e/o curativi, quando non sia stato espresso un consenso (es: lo stato di necessità). L’intervento effettuato a carattere d’urgenza e privo di consenso, rappresenta un caso di non punibilità per il medico (art. 54 c.p.), negli altri casi v’è responsabilità giuridica penale/civile del medico e obbligo risarcitorio.”

Mi sono spesso trovato in condizioni “problematiche” nel caso di pazienti (Testimoni di Geova) che avevano chiaramente espresso per iscritto e davanti a diversi testimoni il loro diniego e rifiuto di qualsiasi trasfusione di sangue ed emoderivati durante o in seguito ad un programmato intervento chirurgico anche a costo di estreme conseguenze, di ritrovarmi nelle condizioni, improbabili secondo statistica, a dover provvedere a terapia trasfusionale e, per conforto legale, a rivolgermi al magistrato di turno ricevendone una perentoria simile ingiunzione: “lei faccia quello che secondo scienza e coscienza deve fare altrimenti IO la incrimino per omissione di soccorso! “
Al mio ribattere che avrei potuto subire conseguenze civili lo stesso ripeteva perentoriamente di “togliere di mezzo il penale” che al civile ci si sarebbe pensato dopo!
Il dibattito con magistrati in occasione di “topic” in congressi specialistici rendeva l’assurda idea che il pz al momento del "sopravvenire della patologia pericolosa per la vita" non fosse più in grado di decidere ed al “suo bene” il medico si sarebbe dovuto sostituire nelle decisioni più congrue per la vita, secondo scienza e coscienza!
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Oizirbaf
quindi si evince una contraddizione tra la legge ora approvata e le normative che di fatto regolamentano gli innumerevoli rigagnoli procedurali che giornalmente la vostra categoria incontra,...bisogna pur incominciare a scontrarsi,altrimenti come sempre tutto resterà paludoso,e a discrezione,nel mio settore quello della sicurezza la situazione è circa la stessa con normative che andando alcune per interpretazione,ed altre mancanti di correzioni di fatto rendono la sicurezza privata un pianeta senza uscita.saluti.
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Vecchio 21-12-17, 07:05 PM   #10
Oizirbaf
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Duemila anni orsono i Latini (quelli veri!) avevano le idee ben chiare:
Ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit
Le leggi vanno scritte in modo che non si prestino ad interpretazioni...contrastanti! Piccole divergenze (di pochi gradi, mi verrebbe da dire MOA !) sono accettabili...non divergenze di 180° !!! siamo all'antitesi!
La legge venga applicata come è scritta senza tanti voli pindarici e..."creatività"
Questi sono i risultati della "irresponsabilità" (civile, risarcitoria soprattutto!) di chi la legge la fa sua perchè si sente infallibile.
Un paziente dice che non vuole essere curato? La legge glielo permette? Nessuno venga a sindacare le sue decisioni! Anche perchè cosa si deve fare oltre a mettere per iscritto il comportamento da tenere?
Solo che quello che si ritrova "in mezzo" a chi deve dare retta? Alla propria coscienza si usa dire! Ma quando la propria coscienza cozza contro pareri di una parte e dell'altra e la terza parte, sul piano civile, si chiama "assicurazione rischi professionali" che non scherzano "mica", ti appioppano certe polizze o si rifiutano di assicurarti...
Belle le chiacchiere quando si dicuta di balle...La realtà si fa anche con i soldi che possono distruggere la tua di una vita perchè hai preso delle decisioni che nessuno è in grado di dirti se giuste o sbagliate. Salvo il giudicante che la pensa "alla sua maniera". Una ventina di anni fa quando preconizzavo quella che sarebbe diventata e definita "medicina difensiva" mi definirono anche "terrorista"! Ora più realisticamente: lungimirante.
Oizirbaf
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