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Vecchio 02-07-11, 12:36 AM   #1
Esperto e Collezionista
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predefinito Ancora sul taglio delle canne...

Riprendo una serie di post inseriti su: "Cosa ne pensate di questo danno...???"
e per non andare fuori tema reinserisco la discussione su questo nuovo 3D.
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Quote:
Originariamente inviata da G.G. Visualizza il messaggio
Se il prezzo è buono, compera l'arma e per la canna procuratene una.
Con questa ci si può ricavare una cilindrica o Slug, ma dovrà essere riprovata al BNP.

Cordialità
G.G.
La normativa non prevede questa incombenza.

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Quote:
Originariamente inviata da Alessandro il cacciatore Visualizza il messaggio
Per accorciare la canna, come si deve procedere correttamente dal punto di vista burocratico?
Si deve informare preventivamente ufficio armi? Si puo' tagliare liberamente e poi si fa riprovare al BNP che ripunzona anche il peso, e punzona anche la nuova prova....ma i vecchi punzoni che fine fanno? In denuncia non e' indicato ne' peso ne' lunghezza, dunque su questo documento non si devono fare variazioni, vero?
In fondo troverai una possibile soluzione.

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Quote:
Originariamente inviata da G.G. Visualizza il messaggio
Ho risolto questo, anche mio, dubbio proprio pochissimo tempo fa.
Un cliente mi ha portato in armeria una canna per automatico rigonfiata a livello dello strozzatore e quindi ormai non più riparabile, ma solo "accorciabile".
Abbiamo proveduto ad amputare circa 6 cm di canna che è così rimasta circa 60 cm.
La canna è stata quindi portata al BNP che ha provveduto alla riprova (punzone R con stellina) ed alla ripunzonatura del nuovo peso.
Alla mia domanda, il BNP ha risposto che la riduzione di lunghezza effettuata da armeria e la riprova presso di loro è sufficiente per regolarizzare l'avvenuta riparazione.

Da quanto posso considerare, direi che non ci sono infrazioni all'art. 3 L.110/75 in quanto l'intera arma chiaramente non aumenta la sua potenzialità (semmai viene diminuita), nè viene ridimensionata ai fini di un porto occulto poichè esistono infatti di serie, delle canne molto più corte, installabili sulla stessa arma.
I punzoni vecchi restano logicamente a fianco di quelli nuovi.
Le armi da caccia a canna liscia, come in questo caso i normali automatici, non sottostanno alle schede del Catalogo Nazionale delle armi comuni da sparo, non hanno una misura definita della canna e dell'intera arma, quindi nessuna variazione in denuncia è da farsi.

Cordialità
G.G.
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Posto che si è manifestato un problema ricorrente nei vari forum sulla legittimità dell'accorciamento delle canne dei fucili da caccia entro le misure legali, ritengo opportuno dare una mia interpretazione.
Alcuni solerti 'somari', mi scuso con i ciuchi e li identifico, invece, come 'ignoranti' in servizio di controllo venatorio, avrebbero verbalizzato sul terreno di caccia alcuni cacciatori in possesso di canne tagliate alle quali erano stato apposti anche degli strozzatori esterni.
Questi cacciatori sono stati denunciati, come detto, alla P.d.R. per il reato di cui all'ART. 3/L110 che recita:
Quote:
3. Alterazione di armi.
Chiunque, alterando in qualsiasi modo le caratteristiche meccaniche o le dimensioni di un'arma, ne aumenti la potenzialità di offesa, ovvero ne renda più agevole il porto, l'uso o l'occultamento, è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000
Ora, analizzando asetticamente l'evento, si può desumere che anche in buona fede l'ignorante' verbalizzatore possa rilevare l'illecito nel taglio della canna, senza entrare nel merito se questo taglio possa essere legittimo ed entro i limiti di legge. Infatti egli verbalizza "alterazione delle dimensioni di un'arma...", e di fatto queste sono variate e non è possibile sostenere il contrario.
Successivamente, la difesa ricorrerà dimostrando che non c'è stata 'alterazione' dell'arma nello spirito del legislatore, che lega questo evento alla 'potenzialità' ed al 'occultamento'. Quindi potrà finire bene con l'archiviazione oppure sanzionato od addirittura condannato, così come purtroppo è accaduto.
Detto ciò, e considerando il fatto che la ribancatura della canna dopo il taglio non legittima affatto nulla, anche perchè nelle armi a canna liscia la lunghezza non è prevista ed il peso non è motivo d'obbligo ma solo elemento accessorio che il fabbricante richiede al BNP. La punzonatura per legge prevede solo ragioni di sicurezza con prove di pressione.
Oltretutto se il taglio è effettuato da persona autorizzata alla riparazione o fabbricazione di armi, che ne rilascia attestazione, non può essere imputabile il cacciatore in quanto 'mandante' dell'illecito.
Secondo me, l'unico sistema per superare immediatamente alla contestazione con buone possibilità di risolverla subito è quello della ridenuncia dell'arma allegando l'attestazione dell'armaiolo che ha effettuato il taglio, aggiungendo anche la lunghezza della canna, pur non essendo richiesta dalla legge per le armi ad anima liscia.
Quindi l'illecito' taglio sarebbe superato dal fatto che ne è stato denunciata ai sensi dell'Art. 38, la nuova misura effettuata da persona terza, e che l'Autorità di P.S. è a conoscenza della modifica.
In questo modo si potrà superare l'intervento del verbalizzante che d'avanti all'esibizione della denuncia dell'arma con indicata la misura della canna non può fare altro che prenderne atto (diversamente commette un abuso d'ufficio).
Con questo sistema si porterebbero a fine le vessazioni ricevute da molti cacciatori in alcune aree d'italia.
Cosa ne pensate di questa soluzione, una nuova denuncia non ha costi, e cercherebbe di mettere una 'pezza' aggirando l'ostacolo legalmente e prima che prenda spiacevoli risvolti legali per il cacciatore.
Al piacere di leggere ulteriori valutazioni.
__________________
Cordialità
Bruno G. Biscuso
[Armaiuolo Restauratore]
Non vi può essere censura nell'informazione, chi attua questa pratica ripercorre strade ormai superate.
Bruno Biscuso su 'Google'
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Vecchio 02-07-11, 01:02 AM   #2
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cut
Secondo me, l'unico sistema per superare immediatamente alla contestazione con buone possibilità di risolverla subito è quello della ridenuncia dell'arma allegando l'attestazione dell'armaiolo che ha effettuato il taglio, aggiungendo anche la lunghezza della canna, pur non essendo richiesta dalla legge per le armi ad anima liscia.
cut
Cosa ne pensate di questa soluzione, una nuova denuncia non ha costi, e cercherebbe di mettere una 'pezza' aggirando l'ostacolo legalmente e prima che prenda spiacevoli risvolti legali per il cacciatore.
Al piacere di leggere ulteriori valutazioni.
Premesso che al BNP i dirigenti ed i tecnici sono del parere che l'arma dopo il taglio, con o senza montaggio degli strozzatori, DEBBA essere sempre ribancata, non voglio entrare nel merito della ragione, ma credo si debba prendere atto che il BNP è comunque l'organo più adatto a verificare ed approvare oppure no, la legittimità di una canna "modificata", pur se da una riparazione effettuata da persone abilitate ed autorizzate a farlo.
Una canna ribancata col nuovo peso e la "Riprova" dal BNP a mio avviso farà passare i grilli dalla testa anche del più pignolo contestatore, perchè è chiaro che davanti ad un giudice, questo insistendo passerà non per pignolo, ma per cretino.
E' palese che una canna accorciata perde in potenzialità di offesa, infatti il taglio riduce la velocità iniziale del proiettile/pallini e spesso anche la portata.
E' palese che con una canna accorciata che resta entro i limiti di lunghezza delle canne più corte previste dal fabbricante per quell'arma, non si occulta più facilmente l'arma!
Se ho un Beretta A301 con una canna originariamente di 71 cm. poi tagliata a 65 cm. è chiaro che non ho trovato l'escamotages per occultare meglio il mio fucile, perchè questo può montare legittimamente una canna come la Slug Beretta addirittura da 56 cm.!

Detto ed appurato questo, passiamo alle misure ed alla legge.
La lunghezza di canna, con tolleranze in millimetri, è prevista dal CNA, solo per le armi rigate e per rarissimi altri casi di armi miste.
Quello che non è proibito è lecito; quello che la legge non prevede esplicitamente, non è certo soggetto a diventare un reato.
Una canna ad anima liscia già regolarmente denunciata, non richiede certo una nuova denuncia se viene accorciata, semplicemente perchè la legge non parla di misure, ma solo di calibro e numero di matricola, questo è ciò che interessa il legislatore e che può essere oggetto di controllo ... non altro!
Questo è quello che mi pare più logico e sensato, in merito al problema.

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Vecchio 02-07-11, 09:44 AM   #3
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Premesso che al BNP i dirigenti ed i tecnici sono del parere che l'arma dopo il taglio, con o senza montaggio degli strozzatori, DEBBA essere sempre ribancata, non voglio entrare nel merito della ragione, ma credo si debba prendere atto che il BNP è comunque l'organo più adatto a verificare ed approvare oppure no, la legittimità di una canna "modificata", pur se da una riparazione effettuata da persone abilitate ed autorizzate a farlo.
Una canna ribancata col nuovo peso e la "Riprova" dal BNP a mio avviso farà passare i grilli dalla testa anche del più pignolo contestatore, perchè è chiaro che davanti ad un giudice, questo insistendo passerà non per pignolo, ma per cretino.
E' palese che una canna accorciata perde in potenzialità di offesa, infatti il taglio riduce la velocità iniziale del proiettile/pallini e spesso anche la portata.
E' palese che con una canna accorciata che resta entro i limiti di lunghezza delle canne più corte previste dal fabbricante per quell'arma, non si occulta più facilmente l'arma!
Se ho un Beretta A301 con una canna originariamente di 71 cm. poi tagliata a 65 cm. è chiaro che non ho trovato l'escamotages per occultare meglio il mio fucile, perchè questo può montare legittimamente una canna come la Slug Beretta addirittura da 56 cm.!

Detto ed appurato questo, passiamo alle misure ed alla legge.
La lunghezza di canna, con tolleranze in millimetri, è prevista dal CNA, solo per le armi rigate e per rarissimi altri casi di armi miste.
Quello che non è proibito è lecito; quello che la legge non prevede esplicitamente, non è certo soggetto a diventare un reato.
Una canna ad anima liscia già regolarmente denunciata, non richiede certo una nuova denuncia se viene accorciata, semplicemente perchè la legge non parla di misure, ma solo di calibro e numero di matricola, questo è ciò che interessa il legislatore e che può essere oggetto di controllo ... non altro!
Questo è quello che mi pare più logico e sensato, in merito al problema.

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G.G.
G.G. il problema "annoso" è ancora piu grave di quanto possa sembrare, ogni anno durante il periodo della caccia si susseguono questi controlli e sequestri di fucili con canne tagliate che non rispettino il peso impresso. Le motivazioni che hanno portato a molti sequestri di armi e denunciati i loro possessori sono sempre le stesse :"Gli sconsiderati cacciatori, infatti, avevano escogitato l’espediente di tagliare ad arte le canne dei propri fucili.Tale rettifica avrebbe permesso di aumentare la potenza offensiva dell’arma poiché, tagliandone la canna si “allarga” la rosa di tiro ed è più facile colpire il bersaglio, aumentando la micidialità dell’arma"
http://www.irpinianews.it/comuni/new...6326&comune=57
http://www.retesei.com/2009/26244.html
Sappiamo quasi tutti che tagliando una canna, la micidialità, come amano definirla, o la portata di un'arma diminuisce, so di alcuni che sono stati controllati e hanno pesato "con la bilancia" le canne per vedere se il peso impresso si discostava da quello punzonato, ma ho visto anche delle canne che non riportano il peso (io stesso ne ho avute 3, due erano canne di semiautomatici "beretta e marocchi" e una di un sovrapposto da trap ).....in questi casi come comportarsi, in quanto il peso sulle canne è qualcosa di accessorio e non fondamentale.
Grazie.
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Vecchio 02-07-11, 10:25 AM   #4
zaza
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in parte avete ragione tutti.una nuova denuncia risolverebbe il tutto ma allo stesso tempo non si ha un parametro certo di riferimento:mi spiego non c'e alcun dato che mi dica che al di sotto ad esempio di 50 cm la canna è piu occultabile e quindi le modifiche vanno fatte solo fino ad un massimo di 51.
manco termini chiari e puntuali da rispettare quindi io per sicurezza la farei ribancare in modo di aver dimostrato la diligenza opportuna (quella che il diritto chiama la diligenza del buon padre di famiglia) poi quello che viene viene.
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Vecchio 02-07-11, 10:27 AM   #5
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Io la vedo così
Il documento vidimato dalla questura non ha carattere probatorio se non nella dichiarazione di ciò richiesto esplicitamente sui prestampati della denuncia di detenzione (tipo, marca, modello, calibro, matricola). Tipo, marca, modello, indicano la volontà di recepire e registra esclusivamente dati legati alla circolazione di armi prodotte da addetti ai lavori autorizzati, non alle eventuali modifiche. Un'arma modificata non è più immessa sul mercato dalla prima ditta prodittrice, ma da chi ha effettuato la modifica. Un armaiolo ha queste possibilità da legge, ma anch'esso è legato, come i produttori, alle verifiche del banco.
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Vecchio 02-07-11, 02:22 PM   #6
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G.G. il problema "annoso" è ancora piu grave di quanto possa sembrare, ogni anno durante il periodo della caccia si susseguono questi controlli e sequestri di fucili con canne tagliate che non rispettino il peso impresso. Le motivazioni che hanno portato a molti sequestri di armi e denunciati i loro possessori sono sempre le stesse :"Gli sconsiderati cacciatori, infatti, avevano escogitato l’espediente di tagliare ad arte le canne dei propri fucili.Tale rettifica avrebbe permesso di aumentare la potenza offensiva dell’arma poiché, tagliandone la canna si “allarga” la rosa di tiro ed è più facile colpire il bersaglio, aumentando la micidialità dell’arma"
http://www.irpinianews.it/comuni/new...6326&comune=57
http://www.retesei.com/2009/26244.html
Sappiamo quasi tutti che tagliando una canna, la micidialità, come amano definirla, o la portata di un'arma diminuisce, so di alcuni che sono stati controllati e hanno pesato "con la bilancia" le canne per vedere se il peso impresso si discostava da quello punzonato, ma ho visto anche delle canne che non riportano il peso (io stesso ne ho avute 3, due erano canne di semiautomatici "beretta e marocchi" e una di un sovrapposto da trap ).....in questi casi come comportarsi, in quanto il peso sulle canne è qualcosa di accessorio e non fondamentale.
Grazie.
La mamma degli imbecilli è sempre incinta, ed inizio a pensare che imbecilli stiano diventando anche molte mamme.
La legge italiana per le canne lisce non parla di misure, mentre lo fa per quelle rigate, questo dovrebbe bastare a far capire che il legislatore non considera un problema tali quote.
C'è come unica possibilità di contestazione, la interpretazione dell'art. 3 della L. 110/75 relativo alle modifiche d'arma, ma se lo si legge bene, non dà poi molto spazio ai cervelli più "pelosi" ... per ricarmarci sopra!
Tale articolo infatti nel suo contenuto, se analizzato a mente fresca e senza visioni distorte, è chiarissimo e non fraintendibile.
Vuole infatti proibire che una doppietta sia amputata di canne e calcio per accomodarla dentro una borsa o sotto una giacchetta, oppure che sia cambiato il calibro ad un'arma, per renderla più potente.
Detto questo, per un'arma liscia da caccia con la canna originale accorciata di 5-10 cm. perchè scoppiata o gonfiata; non resta, che fare riferimento all'arma più corta (del modello in discussione) che la casa produttrice prevede.
Ho fatto l'esempio del Beretta A301, che mi pare calzante.
Se questo fucile può montare una canna slug cilindrica da 56 cm. ... allora non è illegittimo se sarà equipaggiato di una canna che era prima 71/* e poi è stata tagliata a 65/*****!
Se poi questa canna dopo la riparazione, è stata portata al BNP, accettata e provata da questo specifico ente nazionale (addetto a verifiche e prove di armi e cartucce) che ne ha ripunzonato i nuovi valori di peso e certificata la regolarità con la bancatura della Riprova, allora a nulla servirà insistere e blaterare, infatti lo farà solo chi ha tempo da perdere ed un carattere poco serio!
In campagna si pesano cocomere e meloni, non canne!
Chi, con sfoggio di saccenza e severità, pesa una canna in campagna, invece di svolgere operazioni di Polizia, dovrebbe cambiare mestiere!
Una canna ribrunita e magari rialesata, pur senza aver subito alterazioni strutturali di modifica, può accusare per la semplice tiratura esterna ed interna un calo ponderale di 10/30 grammi ...!
Allora ...?

Cordialità
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Vecchio 02-07-11, 02:47 PM   #7
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La mamma degli imbecilli è sempre incinta, ed inizio a pensare che imbecilli stiano diventando anche molte mamme.
La legge italiana per le canne lisce non parla di misure, mentre lo fa per quelle rigate, questo dovrebbe bastare a far capire che il legislatore non considera un problema tali quote.
C'è come unica possibilità di contestazione, la interpretazione dell'art. 3 della L. 110/75 relativo alle modifiche d'arma, ma se lo si legge bene, non dà poi molto spazio ai cervelli più "pelosi" ... per ricarmarci sopra!
Tale articolo infatti nel suo contenuto, se analizzato a mente fresca e senza visioni distorte, è chiarissimo e non fraintendibile.
Vuole infatti proibire che una doppietta sia amputata di canne e calcio per accomodarla dentro una borsa o sotto una giacchetta, oppure che sia cambiato il calibro ad un'arma, per renderla più potente.
Detto questo, per un'arma liscia da caccia con la canna originale accorciata di 5-10 cm. perchè scoppiata o gonfiata; non resta, che fare riferimento all'arma più corta (del modello in discussione) che la casa produttrice prevede.
Ho fatto l'esempio del Beretta A301, che mi pare calzante.
Se questo fucile può montare una canna slug cilindrica da 56 cm. ... allora non è illegittimo se sarà equipaggiato di una canna che era prima 71/* e poi è stata tagliata a 65/*****!
Se poi questa canna dopo la riparazione, è stata portata al BNP, accettata e provata da questo specifico ente nazionale (addetto a verifiche e prove di armi e cartucce) che ne ha ripunzonato i nuovi valori di peso e certificata la regolarità con la bancatura della Riprova, allora a nulla servirà insistere e blaterare, infatti lo farà solo chi ha tempo da perdere ed un carattere poco serio!
In campagna si pesano cocomere e meloni, non canne!
Chi, con sfoggio di saccenza e severità, pesa una canna in campagna, invece di svolgere operazioni di Polizia, dovrebbe cambiare mestiere!
Una canna ribrunita e magari rialesata, pur senza aver subito alterazioni strutturali di modifica, può accusare per la semplice tiratura esterna ed interna un calo ponderale di 10/30 grammi ...!
Allora ...?


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Si è verificato anche un caso di un A303 solo "sbindellato" e che quindi non rispettava piu il peso impresso.....anch'esso sequestrato e successivamente dissequestrato, ma c'è voluto l'avvocato e soldi buttati in aria per spese legali. Ora nelle armerie della mia zona qualsiasi arma usata che non rispecchi piu le caratteristiche originarie di lunghezza di canna è accompagnata dal certificato di riprova del BNP.
vinfox non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 02-07-11, 05:23 PM   #8
pompeos
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Ho letto con interesse questo argomento , forse non riesco a trarre una definizione giusta della possibile soluzione al problema(visto che tale va considerato, un vero e proprio problema visto il danno che potremmo avere se facessimo delle modifiche alle nostre canne) .Lo chiedo a voi: Sostenete che questa gente essendo stata denunciata per modifica d'armi ai fini di occultamento e aumento delle potenzialità non sia di fatto punibile perchè ,comunque sia, hanno agito nel lecito del consentito ,giusto? Come mai un Giudice nella sua sentenza li condanna ?
pompeos non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 02-07-11, 11:33 PM   #9
ugo.delgiudice
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i giudici possono senteziare quello che gli pare, anche contra legem. al momento del taglio e ribancatura dell'arma, di solito l'armaiolo è uso a ripunzonare il peso delle canne. questo, unito al certificato del banco di prova, rende le canne lecite ed incontestabile la loro legalità. se la memoria non mi falla, le ditte non hanno un registro con le misure delle canne per numero di matricola, il bnp si. variato sul loro registro non vedo a cosa ci si può appellare.
ugo.delgiudice non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 03-07-11, 12:33 AM   #10
Esperto e Collezionista
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In fondo troverai una possibile soluzione.

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Alcuni solerti 'somari', mi scuso con i ciuchi e li identifico, invece, come 'ignoranti' in servizio di controllo venatorio, avrebbero verbalizzato sul terreno di caccia alcuni cacciatori in possesso di canne tagliate alle quali erano stato apposti anche degli strozzatori esterni.
Questi cacciatori sono stati denunciati, come detto, alla P.d.R. per il reato di cui all'ART. 3/L110 che recita:
Ora, analizzando asetticamente l'evento, si può desumere che anche in buona fede l'ignorante' verbalizzatore possa rilevare l'illecito nel taglio della canna, senza entrare nel merito se questo taglio possa essere legittimo ed entro i limiti di legge. Infatti egli verbalizza "alterazione delle dimensioni di un'arma...", e di fatto queste sono variate e non è possibile sostenere il contrario.
Successivamente, la difesa ricorrerà dimostrando che non c'è stata 'alterazione' dell'arma nello spirito del legislatore, che lega questo evento alla 'potenzialità' ed al 'occultamento'. Quindi potrà finire bene con l'archiviazione oppure sanzionato od addirittura condannato, così come purtroppo è accaduto.
Detto ciò, e considerando il fatto che la ribancatura della canna dopo il taglio non legittima affatto nulla, anche perchè nelle armi a canna liscia la lunghezza non è prevista ed il peso non è motivo d'obbligo ma solo elemento accessorio che il fabbricante richiede al BNP. La punzonatura per legge prevede solo ragioni di sicurezza con prove di pressione.
Oltretutto se il taglio è effettuato da persona autorizzata alla riparazione o fabbricazione di armi, che ne rilascia attestazione, non può essere imputabile il cacciatore in quanto 'mandante' dell'illecito.
Secondo me, l'unico sistema per superare immediatamente alla contestazione con buone possibilità di risolverla subito è quello della ridenuncia dell'arma allegando l'attestazione dell'armaiolo che ha effettuato il taglio, aggiungendo anche la lunghezza della canna, pur non essendo richiesta dalla legge per le armi ad anima liscia.
Quindi l'illecito' taglio sarebbe superato dal fatto che ne è stato denunciata ai sensi dell'Art. 38, la nuova misura effettuata da persona terza, e che l'Autorità di P.S. è a conoscenza della modifica.
In questo modo si potrà superare l'intervento del verbalizzante che d'avanti all'esibizione della denuncia dell'arma con indicata la misura della canna non può fare altro che prenderne atto (diversamente commette un abuso d'ufficio).
Con questo sistema si porterebbero a fine le vessazioni ricevute da molti cacciatori in alcune aree d'italia.
Cosa ne pensate di questa soluzione, una nuova denuncia non ha costi, e cercherebbe di mettere una 'pezza' aggirando l'ostacolo legalmente e prima che prenda spiacevoli risvolti legali per il cacciatore.
Al piacere di leggere ulteriori valutazioni.
Devo obbligatoriamente riquotarmi per evidenziare con maggior forza quanto sembra non essere stato recepito nello spirito che intendevo esporre con la dovuta chiarezza.
Ripeto che la ribancatura della canna, se non effettuata per motivi di sicurezza (pressione) non è obbligatoria, e non può avallare né rendere legittimo nessun taglio di canna. Questa incombenza è riservata esclusivamente a chi produce canne ed armi finite.
Il BNP, infatti non è l'organo preposto per la catalogazione delle armi, e neppure per il riscontro della loro destinazione: armi comuni, da caccia, sportive, da guerra.
Qualora il taglio della canna rientri nel limite dello standard di produzione del produttore del fucile da caccia, non è neppure necessaria l'attestazione dell'armaiolo che abbia effettualto il lavoro e può rientrare, secondo me, tranquillamente nella disponibilità dello stesso cacciatore.
La ridenuncia del fucile con addizionata la nuova misura della canna è sufficiente per 'interdire' qualsivoglia contestazione dell'astuto' di turno, in quanto andrebbe a contestare di fatto un atto legittimo (la denuncia) recepito dall'autorità di P.S. che non avrebbe contestato al cittadino la presunta 'illeggittimità' (sarebbe prevaricazione fra poteri dello stato).
Nel caso, invece, che la misura della canna sia inferiore alle misure standard minime del produttore, è necessario che un armaiolo o fabbricante autorizzato rilasci un attestazione dove si devono riportare i dati delle misure generali e della canna dichiarando nel contempo che la stessa conserva le caratteristiche di arma comune da sparo a canna liscia di calibro consentito ed idonea all'uso venatorio.
Questa ulteriore dichiarazione dell'armaiolo si rende necessaria in quanto un accorciamento esagerato delle dimensioni del fucile potrebbero farlo 'diventare' arma comune da sparo, con caratteristiche che non consentirebbero più l'impiego di caccia.
In sostanza, ciò che voglio evidenziare è il fatto che il cacciatore deve poter contestare nell'immediatezza l'infondatezza del rilievo dell'accertatore dimostrando che il fucile è stato denunciato con le misure reali che si possono verificare subito, e che qualunque ulteriore azione sarebbe un manifesto abuso, non avendo ravvisato l'autorità di P.S. nessun illecito all'atto della denuncia.
Daltro canto un P.M. che riceve un verbale di accertamento di cui all'Art. 3/L.110, per alterazione d'arma, mica sa l'entità di questa 'alterazione' che potrebbe risultare a seguito di C.T.U.una 'lupara', quindi non più arma da caccia con le conseguenze di 'arma clandestina', in quanto non catalogata ecc. ecc.( es. fucile mod. Martial della fabarm, arma comune).
Da questo deriva il mio consiglio di ridenunciare le armi citando anche la lunghezza delle canne.
Poi, ognuno è libero di fare ciò che crede opportuno al di la di quanto si scrive nei forum.
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