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Vecchio 29-11-07, 09:26 AM   #1
segugista
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Registrato dal: Mar 2007
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predefinito Piccolo lepraiolo Italiano

Abbiamo già parlato più volte in diverse discussioni di questo segugio e di alcuni aspetti relativi alla sua origine, alla sua definizione e al suo impiego, tuttavia mi sembra giusto aprire una discussione solo per questo segugio che già in passato è stato trascurato e non gli è stato concesso lo spazio che meritava.
Quali sono le vostri opinioni in merito al "cane del nonno" ?
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Emanuele

Per ora è soltanto un sogno, ma se c'è la passione perchè non provarci
segugista non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 29-11-07, 10:30 AM   #2
Lucio Marzano
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non so francamente se sia una razza effettiva ancora non riconosciuta o se i cani che vedevo
sull'appennino erano un'accozzaglia di meticciame vario, di certo so che alcune caratteristiche comuni le hanno sempre avute;
-la piccola taglia
-il muso corto ed aguzzo
-le orecchie inserite alte e nion molto lunghe
-la voce piuttosto acuta
ma soprattutto la assolita validità venatoria, dovuta alla
lunghissima e spietata selezione naturale.
penso che si possa tranquillamente farne una razza, certificandone le caratteristiche
che potranno essere unificate (ma credo sia già stato fatto)
Come cane da lepre in montagna dovrebbe avere pochi uguali, mi auguro che presto possa essere
annoverato fra le razze riconosciute.
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lucio
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Vecchio 29-11-07, 11:07 AM   #3
Cristian De Monte
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Mio padre ne possiede 5 e sono ottimi cani, caratterialmente forse un pò troppo timidi.
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De Monte Cristian
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Vecchio 29-11-07, 10:22 PM   #4
socayetano
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Vado a caccia da alcuni anni sulle montagne abbruzzesi, dove il capocaccia ha tre piccoli lepraioli, due femmine ed un maschio, il maschio però quest'anno non ha cacciato per un problema agli occhi....
non vorrei esaltare la razza, ma sono dei cani, a mio avviso validissimi ed eccezzionali per la lepre....
certo non sono morfologicamente belli..... sono però segugi cacciatori, figli di altri segugi cacciatori....
gli incroci effettuati sono stati fatti solo per ottenere un segugio da caccia, incrociando solo segugi validi, e non considerando se il maschio è a pelo raso e la femmina a pelo forte, e/o il maschio rosso e la femmina nero focata, e/o addirittura se la cagna è alta ed il maschio è basso....
ecco secondo me, per farlo apprezzare per quello che realmente vale, manca l'omogenie che tanti richiedono per far identificare il loro ausiliare...

è facile vedere in giro con un bracco italiano ed avere la certezza che lo stesso è facilmente riconoscibile ma è fifficile vedere in giro un piccolo lepraiolo, che può essere additato senza una attenta analisi come "briquet"....

certo forse prima del famoso meticciamento tra le varie razze da seguita ogni zona in italia aveva dei soggetti facilmente identificabili, in quanto un cane calabrese non poteva coprire una cagna friulana, o viceversa, ed è logico che vi fosse il segugio o bracco calabrese e il segugio o bracco ligure, cioè un cane identificato bene o male per la morfologia e la zona di appartenenza... cosa oggi difficile da individuare...

a riguardo, se non ricordo male, e non per essere campanilista, ho letto da qualche parte che il segugio calabrese era un bracco nero focato con macchia bianca sul petto.... oggi a quanto ne so purtroppo estinto...

comunque i pochi segugi dell'appennino visti a caccia non hanno niente da invidiare ai più blasonati cugini italiani e di francia....
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Vecchio 30-11-07, 10:36 AM   #5
PaoLeo
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io di cinofilia ad alti livelli so niente, ma delle mie parti conosco bene la situazione. e la situazione è che, adesso come adesso, disgiungere segugio italiano da piccolo lepraiolo è impresa ardua. Perchè ogni squadra o segugista, anche il montanaro più sperduto, ha nei suoi cani sangue di segugi d'allevamento, eleganti e puri, portati su anche più di trent'anni fa dalla pianura. Poi si è continuato e si continua a selezionarte in base all'abilità venatoria e non all'estetica, motivo per cui di cani somiglianti al "lomellino" ce n'è pochi, ma... non sono una razza a parte!
sono ceppi di segugi buoni, sviluppatisi parallelamente alla cinofilia blasonata, ma segugi italiani. forse c'era da pensarci sessant'anni fa a fare due razze, adesso - questa almeno è la mia opinione da ignorante - se riescono a portare a termine qualcosa sono dei maghi.

faccio un'esempio scemo: una sorella dei miei cuccioli iscritti (con certificato falso), se la porti ad un raduno per il PLI la riconoscono subito come tale (muso non corto ma dritto e puntuto, orecchio piatto alto e tondo, linee testa parallele, nel rettangolo, 12-13 kg...). Però i miei cani non sono belli ma sono segugi italiani, grossi oltretutto. L'unico cane che era un vero PLI nella razza era un trisnonno. Però la riconoscerebbero, ve lo giuro.
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Paolino
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Vecchio 30-11-07, 11:42 AM   #6
lepraiolo
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disgiungere segugio italiano da piccolo lepraiolo è impresa ardua. Perchè ogni squadra o segugista, anche il montanaro più sperduto, ha nei suoi cani sangue di segugi d'allevamento, eleganti e puri, portati su anche più di trent'anni fa dalla pianura. Poi si è continuato e si continua a selezionarte in base all'abilità venatoria e non all'estetica,
.


Paolo,ha ragione,quando dice che da ogni parte sono stati fatti incroci con cani proveneienti dai canili,però la selezione finalizzata alla caccia ha fatto si che molti abbiano cercato di tornare indietro preferendo nelle cucciolate di scegliere quei soggetti che riportavano al PLI.
Reggio Emilia è la capitale del progetto per il riconoscimento di questa razza.Il primo convegno si è infatti tenuto proprio a Scandiano di RE. L'amico e giudice Enci Giovanni Incerti è il responsabile nazionale della Pro segugio per l'iter di riconoscimento del PLI.
Se il moderatore lo ritenesse interessante ai fini della discussione,potremmo fargli un intervista per fare con lui il punto della situazione.Egli mi ha dichiarato la sua disponibilità. Cosa ne pensi Emanuele? Vuoi porre tu le domande?

Ciao Sergio
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Vecchio 30-11-07, 01:46 PM   #7
segugista
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"La ricerca di Luigi Zacchetti, confortata da oltre mille fotografie, propone l’iter di iniziare la selezione per il riconoscimento del Piccolo Lepraiolo Italiano nelle tre varietà degli Appennini, il Montagnino delle Alpi e il Cravin Piemontese. Io nelle sue memorie non ho trovato traccia del cane da cinghiale presente nella Maremma toscana e in province limitrofe. Il Consiglio Direttivo del Kennel Club Italiano, sentito il parere della Commissione Tecnica, esce con il seguente comunicato: “quando i piccoli lepraioli sono tali, altro non sono che la miniatura del Segugio di Lomellina”. Di qui il risentimento di L. Zacchetti nei confronti dell’ENCI, che porterà seco nella tomba. Anche lo Zacchetti, demoralizzato per la scarsa adesione e per l’indifferenza dei proprietari dei piccoli segugi, abbandona temporaneamente il progetto di recupero delle tradizionali razze da seguita italiane.

Ma nel 1953 riprende l’importante disegno a dir poco in forma geniale. Accertato che i proprietari di questi piccoli cani per la carenza di mezzi di trasporto e per apatia non aderiscono all’iniziativa, decide un programma ben finalizzato per visite a domicilio dei proprietari di questi cani, quando vengono segnalati soggetti molto validi a caccia e da utilizzare anche per la ritempra dei segugi Lomellini alquanto debilitati dall’eccessiva consanguineità stante la riduzione numerica degli stessi subita a causa degli anni del conflitto.

Pure questa iniziativa non ebbe fortuna per cause della precaria saluti di Luigi Zacchetti, che si spegnerà il 28 agosto 1954. Ma io, che vissi col maestro l’ultimo decennio della sua vita terrena, mai abbandonai il disegno, dopo aver fondato, a suo nome, la Società Italiana Pro Segugio. Ma il lento cammino del processo evolutivo della neonata Società per scarsità di mezzi ma, soprattutto, per la difesa della caccia con l’uso dei cani delle razze da seguita messa a repentaglio dagli accaniti segugiofobi del tempo, il recupero delle razze segugie non troverà conforto prima del 1992, anche perché oltre al sostegno dell’ENCI a Milano sono presenti, per il rinnovo del contratto di collaborazione il presidente ENCI Claudio Macchiavelli, il presidente Federcaccia Giacomo Rosini; redige il verbale Guido Perosino, nominato da poco direttore dell’ENCI.
Alla riunione, previa regolare domanda, sono ammessi il presidente SIPS, i vice presidenti William Landini e Sestilio Tonini, nonché il consigliere Giuseppe Quinzanini, don Nando Armani, e Giovanni Montanari."
Questa è la parte più significativa di un articolo secondo me da leggere tutto

Tratto da Recupero antiche razze da seguita di origine italiana fonte www.enci.it http://www.enci.it/rivista/articolo....ro=02&ordine=8
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Emanuele

Per ora è soltanto un sogno, ma se c'è la passione perchè non provarci
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Vecchio 30-11-07, 01:52 PM   #8
segugista
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La tua proposta, caro Sergio, è entusiasmante, e credo che ai fini della discussione avere la possibilità di leggere le opinioni di un personaggio di spicco, di un'autorità in materia, consenta alla discussione stessa di fare un indubbio salto di qualità. Valutiamo come sfruttare al meglio questa opportunità e poi decidiamo come procedere.
Grazie mille del tuo contributo
A chi fosse interessato a questa opportunità consiglio di andare a vedere la discussione "intervista" presente sempre in questa sezione.
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Emanuele

Per ora è soltanto un sogno, ma se c'è la passione perchè non provarci
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Vecchio 01-12-07, 07:46 PM   #9
Sagax
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Tornando al discorso sul PLI vorrei aggiungere che lo stesso è difficile da catalogare poichè ogni regione a delle varianti in merito che sono evidenti come dalle n.s. parti per esempio i segugi dell'appennino sono un pochino più grandi dello standard poichè in passato era prassi ordinaria incrociarli con dei bastardi a pelo forte chiamati spinonacci, ma sempre fermo restando la validità venatoria.Altra cosa che rende difficile regolarizzare è che essa è rimasta di utilizzo di nicchia quindi ci sono pochi soggetti su cui lavorare.Sono d'accordo sulla regolarizzazione di altre razze da seguita i francesi ne hanno 32!!!Ma penso che per le nostre razze minori ( di numero) il destino sia stato segnato tanto tempo fa quando la rarefazione degli spazi venatori disponibili e della selvaggina da pelo l'avvento del fagiano e dei suoi anni d'oro hanno trasformato le esigenze venatorie italiane aprendo le porte all'invasione dei cani da ferma esteri.Ricordo che negli anni 50-60 erano pochi quelli che si potevano permettersi il cane da ferma la caccia italiana era la lepre. Da noi era usuale dire lepre al contadino e beccaccia al farmacista!!!!!
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Vecchio 11-12-07, 07:43 PM   #10
lepraiolo
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Ecco lo standard elaborato dalla commissione tecnico scientifica della SIPS (pro segugio) il 15.02.2006.

OLFATTO
Buon naso in armonia con lo stile di caccia,che lo porta ad impegnarsi particolarmente sulle passate utili.

VOCE
Di scagnatore,squillante ed espressiva,mai troppo abbondante,interrotta da numerose pause più o meno lunghe.,durante le quali si possono sentire sommessi gemiti.

ATTITUDINI FISICHE
sul terreno di caccia è dinamico,instancabile,lavora dall'alba al tramonto,si adatta a tutti i terreni,ma è nato per lavorare in collina,nel folto,fra rovi e spini.
L'andature preferita prima dello scovo è il trotto,leggero,energico,spigliato,alternato a brevi tratti di galoppo.

ATTITUDINI PSICHICHE
Segue fedelmente naso a terra le passate valide,preferendo un lavoro di iniziativa,sbrigativo e conclusivo.

COMPORTAMENTO
Lavora bene da solo o ancor meglio in coppia;in gruppo(non si può mai parlare di muta),che non dovrebbe mai superare il numero di quattro elementi,non rinuncia alla sua forte personalità,che lo porta ad un lavoro alquanto indipendente,ma sa essere sempre presente,nel momento più opportuno di fianco al compagno che ha risolto o sta per risolvere.
Inseguitore d'eccezzione è il cane ideale per i terreni difficili su cui non può essere seguito,poichè sa cavarsale egregiamente da solo.

MANTELLO
I colori del pelo ammessi sono:
- IL FULVO NELLE SUE DIVERSE TONALITà
- IL NERO FOCATO
- IL GRIGIO LEPRE

COLLO
Di lunghezza media (quanto la testa) con muscolatura di buon sviluppo,ma nello stesso tempo asciutto,inserito non troppo alto sul garrese. Netto il distacco nel punto di inserzione della testa;assolutamente privo di giogaia.

Questi sono alcuni dei punti più significativi dello standard del piccolo lepraiolo.
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Tag
italiano, lepraiolo, piccolo

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