Le variabili degli accoppiamenti : coda ardita

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  • Mauro Nerviani
    Pierino la peste
    • Apr 2005
    • 4969
    • Cardano al Campo, Varese, Lombardia.
    • Bracco Italiano B.A. e R.M. 20 Bracchi in totale

    #1

    Le variabili degli accoppiamenti : coda ardita

    Prendendo spunto da osservazioni recentemente fatte durante le ultime prove cinofile a cui ho partecipato, ho potuto notare che un gran numero di bracchi, specialmente delle generazioni più recenti, hanno la coda tendenzialmente ardita. Tutto questo non è sicuramente un bel vedere durante le azioni, ed anche se la coda ardita può essere sinonimo di venaticità e passione, tale conformazione e movimento del cane non rientrano nello standard del bracco italiano. Occorre riflettere.
    Altra manchevolezza che ho appurato sono i pochi tempi dedicati alla fase del trotto durante l'intero turno. Tutto ciò mi ha un po' preoccupato, ed essendo un allevatore, anche se amatoriale, mi sono riproposto per le prossime riproduzioni di considerare accoppiamenti solo fra cani che non abbiano tali difettosità. Altra cosa negativa notata è la tendenza del cane ad abbassare la testa in quasi tutte le fasi della cerca, arature col muso a terra ed andatura non propriamente da bracco, galoppo compreso. Non è certo un bel vedere, ed ecco perchè penso che l'accoppiamento fra soggetti idonei debba essere un verbo assoluto per un buon allevatore. Quindi è necessario dover scegliere bene prima di tutto visionando il maschio e la femmina sia a caccia che in prova, essendo inflessibili e risoluti prima di poter decidere sui futuri genitori dei ns. bracchetti.
    Sappiamo tutti che anche le corrette scelte a volte producono risultati non sempre validi, ma la base di partenza deve assolutamente essere buona.
    La bellezza è si importante, è piacevole produrre o possedere soggetti rientranti nello STD di razza, ma non possiamo dimenticare che il bracco italiano è un cane da caccia, e prima di tutto sono le attitudini venatorie della razza da dover ricercare e conservare. Qundi attenzione e dedizione nello scegliere sia lo stallone che la fattrice, noi allevatori non dobbiamo permetterci errori, abbiamo il dovere di produrre si cani belli, ma che siano prima di tutto venatoriamente validi.
    Questo è un argomento già trattato nel passato, discusso, sviscerato, ma risulta essere sempre valido, di attualità e particolarmente importante. Quello che sto' vedendo sui terreni non mi stà certamente soddisfacendo, anzi mi preoccupa.
    Noto inoltre che da un po' di tempo lo Zio Lucio è abbastanza assente in questo forum, ma un suo pensiero su tale argomentazione e magari il pacare un po' le mie preoccupazioni mi farebbero certamente piacere.
    Mauro
    Pierino la peste
  • Gianni Marcucci
    ⭐⭐⭐
    • Feb 2010
    • 2569
    • Deruta - (PG) - Umbria
    • Bracco Italiano

    #2
    Come allevatore, i tuoi propositi ti fanno veramente onore! Ricercare il bello e il bravo all'interno dello standard di razza è sicuramente il "target" cui chi alleva dovrebbe puntare.
    I difetti che elenchi, non saprei trovargli una ragione, se non andando a ricercare a monte, nelle origini. Sarebbe bello, fare una statistica sui portamenti (di coda e di movimento) dei vari Bracchi in circolo, anche per vedere se la coda ardita e il galoppo vanno a braccetto e sono sinonimo di avidità.
    Gianni

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    • Pluto
      ⭐⭐⭐
      • Jun 2006
      • 3034
      • signa, Firenze, Toscana.
      • Bracco italiano

      #3
      Originariamente inviato da Mauro Nerviani
      Prendendo spunto da osservazioni recentemente fatte durante le ultime prove cinofile a cui ho partecipato, ho potuto notare che un gran numero di bracchi, specialmente delle generazioni più recenti, hanno la coda tendenzialmente ardita. Tutto questo non è sicuramente un bel vedere durante le azioni, ed anche se la coda ardita può essere sinonimo di venaticità e passione, tale conformazione e movimento del cane non rientrano nello standard del bracco italiano. Occorre riflettere.
      Altra manchevolezza che ho appurato sono i pochi tempi dedicati alla fase del trotto durante l'intero turno. Tutto ciò mi ha un po' preoccupato, ed essendo un allevatore, anche se amatoriale, mi sono riproposto per le prossime riproduzioni di considerare accoppiamenti solo fra cani che non abbiano tali difettosità. Altra cosa negativa notata è la tendenza del cane ad abbassare la testa in quasi tutte le fasi della cerca, arature col muso a terra ed andatura non propriamente da bracco, galoppo compreso. Non è certo un bel vedere, ed ecco perchè penso che l'accoppiamento fra soggetti idonei debba essere un verbo assoluto per un buon allevatore. Quindi è necessario dover scegliere bene prima di tutto visionando il maschio e la femmina sia a caccia che in prova, essendo inflessibili e risoluti prima di poter decidere sui futuri genitori dei ns. bracchetti.
      Sappiamo tutti che anche le corrette scelte a volte producono risultati non sempre validi, ma la base di partenza deve assolutamente essere buona.
      La bellezza è si importante, è piacevole produrre o possedere soggetti rientranti nello STD di razza, ma non possiamo dimenticare che il bracco italiano è un cane da caccia, e prima di tutto sono le attitudini venatorie della razza da dover ricercare e conservare. Qundi attenzione e dedizione nello scegliere sia lo stallone che la fattrice, noi allevatori non dobbiamo permetterci errori, abbiamo il dovere di produrre si cani belli, ma che siano prima di tutto venatoriamente validi.
      Questo è un argomento già trattato nel passato, discusso, sviscerato, ma risulta essere sempre valido, di attualità e particolarmente importante. Quello che sto' vedendo sui terreni non mi stà certamente soddisfacendo, anzi mi preoccupa.
      Noto inoltre che da un po' di tempo lo Zio Lucio è abbastanza assente in questo forum, ma un suo pensiero su tale argomentazione e magari il pacare un po' le mie preoccupazioni mi farebbero certamente piacere.
      Mauro
      Durante il turno di prova il cane trotta fin dall'inizio se è stato obbligato alla braga altrimenti credo sia impossibile trovare un bracco che soprattutto all'inizio non galoppi, sulla coda ardita dovremo un attimino deciderci, sento troppe campane, sugli accertamenti sono concorde con te se parliamo di prova ma durante la caccia specie su determinati selvatici credo che l'accertamento a terra sia doveroso per averne ragione.
      Damiano

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      • Lucio Marzano
        Lo zio
        • Mar 2005
        • 30090
        • chiasso svizzera
        • bracco italiano

        #4
        Mauro hai ragione, sono abbastanza assente ultimamente da questo forum perché ho notato che ai braccofili non piace chi non sia in linea con l'elogio incondizionato alla razza e vorrebbero che si dicesse che tutti i bracchi sono bellissimi e bravissimi.
        Se dici che il bracco non è ideale per cacciare le coturnici, ecco che arrivano quelli che le coturnici le hanno viste solo sull'enciclopedfia a dire che invece è il cane ideale per questa caccia come per tutte le cacce.
        Insomma se vuoi essere apprezzato fra i braccofili devi dire che tutto va bene, che tutti i bracchi sono venatici, che il bracco è bellissimo e funzionalissimo così, guai a fare proposte , ad avere idee diverse o peggio a permettersi di affermare che gli standard sono obsoleti.

        Riguardo alla coda premetto che preferisco di gran lunga la coda ardita
        (bisogna vedere quanto ardita) alla coda moscia immobile che rimane fra le natiche del cane. Riflettendo la prima spontaneità, sicurezza e forse anche un tantino di aggressività, mentre la seconda riflette timidezza e scarsa
        personalità, per non dire di peggio.
        la coda poi deve essere uno dei modi con cui il cane si esprime, il trotto deve essere da essa cadenzato, quando il cane va in emanazione sarà la coda a trasmettere le sensazioni del cane ed una coda (moderatamente) ardita
        sarà visibilissima, una moscia invece è del tutto muta.

        Riguardo all'andatura è normalissimo che un soggetto sano ed appassionato si metta sul terreno al galoppo,
        i soggetti che si mettono appena liberati al "trotto spinto" sono semplicemente condizionati dall'allenamento coercitivo (braga e collare)
        Il portamento di testa è invece importante, non ai fini pratici, perchè non è la distanza dal suolo del naso che favorisce la percezione olfattiva, ma certamente lo é per l'eleganza. Farei comunque un sostanziale distinguo
        fra portamento non alto del capo e naso in terra, quest'ultimo equivale a pistare, a cercare non le emanazioni portate dall'aria, ma quelle lasciate sul terreno dalla selvaggina,e questa è prassi da segugi e , salvo casi
        particolari in cui è utile a risolvere situazioni non consuete, porta molto spesso allo sfrullo.
        lucio

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        • Amedeo AQ
          ⭐⭐
          • Apr 2005
          • 827
          • Luco dei Marsi AQ, L\'Aquila, Abruzzo.

          #5
          cade a fagiuolo l'articolo di Vincenzo Celano su Caccia&Tiro di feb.2011, se avete modo leggetelo, si parla di allevamento e scelta delle fattrici, poi se si può lo posto.
          Nec sine Marsis nec contra Marsos triumphari posse

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          • Manuel
            ⭐⭐
            • Jun 2005
            • 578
            • TOGLIANO (UD) - Friul
            • B.I. Aida dell'Angelo del Summano Zampa del Monte Alago Agata Bice Contessa Chimera

            #6
            Originariamente inviato da Lucio Marzano
            Mauro hai ragione, sono abbastanza assente ultimamente da questo forum perché ho notato che ai braccofili
            non piace chi non sia in linea con l'elogio incondizionato alla razza e vorrebbero che si dicesse che tutti i
            bracchi sono bellissimi e bravissimi.
            Se dici che il bracco non è ideale per cacciare le coturnici, ecco che arrivano quelli che le coturnici le hanno
            viste solo sull'enciclopedfia a dire che invece è il cane ideale per questa caccia come per tutte le cacce.
            Insomma se vuoi essere apprezzato fra i braccofili devi dire che tutto va bene, che tutti i bracchi sono venatici,
            che il bracco è bellissimo e funzionalissimo così, guai a fare proposte , ad avere idee diverse o peggio a
            permettersi di affermare che gli standard sono obsoleti.
            Parole sante...
            Manuel Cacciatore

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            • Mauro Nerviani
              Pierino la peste
              • Apr 2005
              • 4969
              • Cardano al Campo, Varese, Lombardia.
              • Bracco Italiano B.A. e R.M. 20 Bracchi in totale

              #7
              Ok Lucio, d'accordissimo su quanto sostieni, vero anche che il bracco appena sganciato và normalmente al galoppo, ma poi io lo voglio al trotto, e per molto tempo, specie nella fase di cerca, ed è così che con Falappi prepariamo i cani. Usiamo sicuramente la braga, è vero, ma come sai questo strumento (che non tutti i cani sopportano) è valido per conformare le muscolature e le conformazioni degli arti posteriori, ed usarlo anche in giovane età ( mai prima di 14/15 mesi però) aiuta il bracco a capire che trottando fà molta strada senza galoppare, e la sua cerca diventa più redditizia. Poi ci sono i bracchi che già di per se trottano da sganciati (mi ricordo il bravo Alboino), e queste sono doti intrinseche nel DNA, ma è questo che occorre ricercare nella selezione. Altrimenti finiremo tutti con avere l'andatura dei B.T. od i Pointer. Ma noi amiamo i bracchi italiani, e questi devono trottare.
              Posto alcune foto di allenamenti effettuati mercoledì scorso, i cani sono Criseide di Val Ravanaga (14 mesi) e Dhelia Polcevera's (3 anni). Figlie la prima di Malvasia di V.Carla e la seconda di Adelchi. E' così che voglio e pretendo da un bracco, così ricerco il movimento, guarda la coda ed il trotto, mi paiono molto espolicativi, ed è verso soggetti di questa tipologia che se deve indirizzare l'allevatore, non certamente solo verso la bellezza. Un riproduttore che mi piace per esempio è il tuo Chirone, cane che in bellezza ha già ottenuto grossi risultati e che inoltre possiede un trotto naturale che se corretto ed implementato lo renderà un cane certamente molto interessante. Da usare certamente. A mio parere occorre a volte sacrificare il "bel bracco", talvolta anche stupido per un bracco "positivo venatoriamente e stilisticamente", qualità che assolutamente non devono mai mancare. Per il bene della razza e questo è il mio pensiero.
              Ciao.
              Le foto:
              File allegati
              Ultima modifica Mauro Nerviani; 11-02-11, 16:59. Motivo: eta
              Pierino la peste

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              • Lucio Marzano
                Lo zio
                • Mar 2005
                • 30090
                • chiasso svizzera
                • bracco italiano

                #8
                Mauro, se il trotto lo fanno perché imbragati ,come dici, non lo trasmetteranno poi geneticamente, questo è il problema ,ed è appunto l'abuso della braga che porta a selezionare soggetti che lasciati al naturale galopperebbero. Quindi per assurdo piu' celermente e presto trottano e piu' bisogna dubitare che questa andatura sia naturale e quindi trasmissibile.
                Se vuoi dei cani che, magari sfogato il primo entusiasmo poi si mettano al trotto naturale,sciolto, morbido e con portamento mobile del capo , specie nelle fasi di accertamento e di olfattazione, non sarà
                selezionando dei trottatori folli (come la maggior parte dei soggetti che si vedono in prova) che li otterrai.
                Per esempio Laerte prima non trottava ma galoppava come un continentale (anche un po' pazzerello) e così ha trasmesso, mentre Rosso ha sempre trottato naturalmente ed ha anche trasmesso questa andatura"naturale" .
                Chiaro che un utilizzo della braga non eccessivo aiuterà sviluppando i muscoli specifici ed abituando il cane a
                questa andatura, ma il trotto dovrebbe averlo naturale, non tenuto sempre (con le pochissime eccezioni consentite) come recita lo standard .
                Quindi teniamoci cari i soggetti che sanno trottare anche senza coercizioni perché saranno quelli a riprodurre dei "veri" trottatori .
                lucio

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                • Mauro Nerviani
                  Pierino la peste
                  • Apr 2005
                  • 4969
                  • Cardano al Campo, Varese, Lombardia.
                  • Bracco Italiano B.A. e R.M. 20 Bracchi in totale

                  #9
                  Sono abbastanza d'accordo con te, ma non del tutto. Penso che l'utilizzo della braga possa influire sul DNA del cane, sviluppargli maggiormente la predisposizione per il trotto, e quindi poter trasmettere tale dote alle generazioni future. Ci sono caratteristiche nell'essere umano, acquisite nell'arco dell'esistenza, che vengono trasmesse ai propri discendenti dopo averle recepite e non intrinseche dalla nascita. Un uomo che si applica ad esempio nell'atletica, sviluppando certi muscoli incrementandoli e migliorandoli, quasi sempre se avrà un discendente gli assomiglierà, avrà predisposizioni fisiche per poter anch'esso dedicarsi all'atletica. Sarebbe interessante comunque avere un parere di un esperto di genetica, forse si chiarirebbero meglio certi dubbi od interrogazioni presenti in noi stessi. Dice un vecchio proverbio: chi và con lo zoppo impara a zoppicare, quindi si può imparare guardando gli altri ed alla fine altro proverbio "l'allievo ha superato il maestro". Quindi perchè non usare la braga dato che come ben sai tutti, dico tutti i cani da gara sono stati bragati, e da cani bragati sono usciti anche trottatori di tutto rispetto, piacevoli nel vederli. Vedi per esempio Adelchi (bragato) e la figlia Dhelia, che sino da tre mesi trottava già con eleganza senza aver assunto nessuna braga. Che dire poi di questa bracca, ceduta e vissuta per sei mesi con dei setter. Quando me la sono ripresa era diventata come loro, galoppo e basta. Sganciata in coppia con un bracco trottatore la cagnolina ha ripreso a trottare da sola, quindi allora il proverbio ha validità?
                  Certo che se usi il tapis roulant, (come fà qualche addestratore), allora si che si vede che il trotto non è più naturale ma meccanico e forzato, non è certamente da bracco italiano e di questa opinione sono tantissimi esperti di razza.
                  Tale stortura è verificabile facilmente nelle classiche a quaglie, dove il percorso e lo stile (ma quale stile?) è importante. Concordo con te, questo trotto non è per niente piacevole, anzi. Ma sai, la golosità di avere dei CAC.........

                  PS: Un commento alla 4° foto, fase di trotto di Criseide e Dhelia: Incredibili la sgambata e le angolazioni di entrambe le cagne, casualità o conferma di quanto asserisco?

                  Mauro
                  Ultima modifica Mauro Nerviani; 11-02-11, 19:26. Motivo: aggiunta
                  Pierino la peste

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                  • Angelo.Lasagna

                    #10
                    Gentile Sig. Nerviani, intanto un ringraziamento sincero per il calendario sul bracco, lo ricevo ogni anno e trova posto sulla mia scrivania accanto alle cose più care.
                    I dubbi e le difficoltà, le domande che lei si pone in quanto allevatore le fanno onore. La testa portata bassa..Ho riscontrato in tutti i bracchi da me posseduti questa tendenza, in alcune fasi della cerca ad abbassare la testa per aiutarsi con le molecole odorose vicine al terreno come fa il cane segugio. è una caratteristica questa non desiderata perchè tutti i cani da ferma dovrebbero cercare a testa alta. Per contro devo dire che il movimento di coda è sempre stato ottimo in fase di cerca ma ahimè non perfetto durante la ferma in quanto a volte leggermente in movimento proprio durante l'atto della punta.
                    Per quanto riguarda la trasmissibilità dei risultati ottenuti con la braga non sono pienamente d'accordo con quanto ha affermato sopra. Il cane da caccia e più in generale il cane sportivo è un mix tra queste tre cose: genetica, alimentazione e addestramento. Se sui secondi due fattori l'uomo può intervenire ed ottenere dei margini di migliormamento, sulla genetica e quindi le caretteristiche ad essa legate non può intervenire direttamente sul singolo soggetto ma sulle generazioni che si susseguono, attraverso la selezione appunto. è infatti la genetica che fissa sempre il potenziale oltre il quale non si può andare. io credo che il mivimento del nostro cane sia il risultato di una serie di fattori fisici e mentali. ( costruzione anatomica del cane, angolazioni degli arti, della groppa, psiche e stato emotivo del cane in quel momento. ) La maggior parte di questi fattori sono stabiliti geneticamente percui su di essi non posso intervenire direttamente. Potrò curare l'alimentazione con un alimento alta energia, potrò allenare il cane ad un particolare tipo di lavoro, ma ciò che è scritto nel suo DNA non lo posso modificare. Riguardo all'affermazione di lucio sull'ammodernamento degli standard.. io credo che qualsiasi specie di interesse zootecnica, nel corso del tempo debba evolversi e cambiare leggermente per soddisfare le esigenze degli utenti che la utilizzano. Il bracco è cambiato negli ultimi anni, i nostri cani sono più asciutti, più nevrili, generalmente più sani. e a mio avviso se vogliamo che i cacciatori possano continuare ad utilizzarlo per quella funzione percui secoli fa è nato, dobbiamo far si che i cani soddisfino queste esigenze anche a costo magari di rivedere qualche aspetto degli standard che anche se ben scritti non per questo devono rimanere in eternità come sono stati scritti in origine.
                    Angelo Lasagna

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                    • costa
                      ⭐⭐
                      • Feb 2009
                      • 883
                      • Viterbo/San Nicandro G./Monticelli d'Ongina/Crotta d'Adda

                      #11
                      Signor Nerviani, la reputo una persona molto appassionata per quello che fà e ma credo che si debba studiare un po' di libri sulla genetica... senza rancore o polemica.[:-golf]

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                      • Mauro Nerviani
                        Pierino la peste
                        • Apr 2005
                        • 4969
                        • Cardano al Campo, Varese, Lombardia.
                        • Bracco Italiano B.A. e R.M. 20 Bracchi in totale

                        #12
                        Originariamente inviato da costa
                        Signor Nerviani, la reputo una persona molto appassionata per quello che fà e ma credo che si debba studiare un po' di libri sulla genetica... senza rancore o polemica.[:-golf]
                        Caro Sig. Costa,
                        probabilmente o forse Lei saprà io sono un giovane (si fa per dire, ho 64 anni) cultore ed amante del bracco italiano e solo da pochi anni mi dedico all'allevamento amatoriale di tale razza. Sto' cercando con tutte le mie capacità di produrre bracchi che rientrino nello std. di razza, prediligendo lo std di lavoro. Guardo ed osservo quando mi capita cosa esiste su piazza e dove stà andando la razza, senza mai prevaricazione alcuna ma solo con serio impegno per poter dare un mio contributo positivo al miglioramento del nos amato bracco. Ho espresso la mia idea, il mio pensiero, e certamente la conoscenza della genetica non è certo il mio forte, ma certe e forti sono le mie convinzioni. Se Lei pensa di poter essere di aiuto sia a me che ad altri allevatori, e se conosce così bene la genetica come Lei lascia intuire, è il benvenuto, ci illumini con la sua esperienza e/o conoscenza. Non potremo che esserLe grati.
                        Anche da parte mia senza rancore ne polemica.
                        Grazie
                        Mauro Nerviani
                        Pierino la peste

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                        • Druso
                          ⭐⭐⭐
                          • Jun 2008
                          • 1757
                          • Spagna
                          • Bracco italiano. Beagle.

                          #13
                          Originariamente inviato da costa
                          Signor Nerviani, la reputo una persona molto appassionata per quello che fà e ma credo che si debba studiare un po' di libri sulla genetica... senza rancore o polemica.[:-golf]
                          Ecco il tipico comentario fatto con cattiva volontà!

                          Commenta

                          • Marco F
                            ⭐⭐
                            • Jun 2010
                            • 271
                            • Samarate
                            • Bracco italiano / Mosè

                            #14
                            Sig. Costa prima di inquinare una lodevole considerazione con le solite frasi gratuite cerchiamo di sviluppare in modo costruttivo.

                            A mio parere Mauro si rifà alla legge Darwiniana (legge dell'uso e non uso), ho un soggetto lo vincolo alla braga ottengo un trotto "standard", quindi sviluppo in lui delle caratteristiche volute che cercherò di portarle avanti nelle generazioni future; il problema è che queste evoluzioni genetiche sono molto lunghe per non contare i soggetti che otterrò fuori caratteristica, ciò potrà significare l'avere 1000 soggetti prima di avere un piccola modifica genetica verso il trotto voluto.
                            Il tutto è reso meglio se trasportiamo il discorso su qualcosa di più tangibile: supponiamo di avere uno stallone tutto bianco con una macchia arancio sul posteriore sinistro ed una fattrice completamente bianca, la caratteristica da evolvere sarà la macchia sul posteriore sinistro, dalla cucciolata quanti cuccioli medi nascono e quanti di questi manterranno la caratteristica, è chiaro che avendone visti più di me la conclusione è presto ovvia.
                            Cosa diversa invece sarà studiare i soggetti a trotto naturale, cercando di cogliere quali sono le caratteristiche che rendono possibile quel trotto e ricercarle in soggetti a campione, anche perchè sarà possibile che alcuni soggetti ignorati perchè magari timorosi allo sparo (ne butto una da ignorante)abbiamo le carte giuste per portare avanti un certo tipo di trotto e quindi renderlo più affine nel tempo.
                            E' un po un discorso brutto perchè fà assomigliare il nostro bracco ad una cavia , ma di solito l'indagine scientifica funziona così.
                            Un'altra considerazione da fare è l'ambiente in cui si opera per aumentare delle caratteristiche:.......................
                            adesso vado a letto
                            domani voglio svelare la mia linea bacata di pensiero all'attenzione di Mauro e Lucio
                            ciao

                            Marco Foti ( Bio-chimico industriale, casomai a qualcuno venisse voglia di parlare)

                            Quando ho deciso di avere il Bracco Italiano come compagno di viaggio nelle mie passeggiate venatorie mi sono proposto di esaltare le caratteristiche di questa razza, e come chiunque, ho letto tanto più possibile stereotipando l'immagine di ciò che avrei voluto vedere nel mio cane; quindi contrariamente a quanto mi era stato consigliato ho fatto passeggiare, ed ancora lo faccio, il cane nei boschi e i campi di pannocchie dove il fitto della vegetazione non dà spazio a lunghe galoppate, ed ho abbinato il far portare dei rami un po ingombranti che impedissero il continuo abbassamento della testa, la mia inesperienza mi ha fatto trascurare un po i comandi ed oggi mi trovo con un soggetto che a volte si fa i fatti suoi, rincuorato dal fatto che quando vi incontro mi dite che ho ancora ampiamente spazio di manovra, stiamo parlando di un cucciolotto di 8 mesi, e spero di fare qualche passeggiata insieme per valutare quanto mi sono inventato, questo in riaggancio al discorso sopra accennato: l'ambiente dove io faccio vivere le fasi di crescita del mio cucciolo porteranno probabilmente allo sviluppo di caratteristiche nate da un'esigenza costante dovuto all'ambiente in cui lo faccio vivere,
                            infatti tu stesso Mauro confermi che la bracchetta che stava con i setter aveva accantonato il trotto perchè le sue esigenze di lavoro erano cambiate, quindi probabilmente l'esaltazione di un trotto naturale lo si otterrà cambiando l'ambiente di vita del bracco almeno fino ad un consolidato sviluppo del suo caratteristico trotto.
                            Ultima modifica Marco F; 13-02-11, 11:26. Motivo: Continua della considerazione iniziata ieri causa sonnolenza
                            Riempi il cuore e la mente con il lavoro insieme al tuo cane, il carniere è relativo

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                            • costa
                              ⭐⭐
                              • Feb 2009
                              • 883
                              • Viterbo/San Nicandro G./Monticelli d'Ongina/Crotta d'Adda

                              #15
                              Per prima cosa, ri-sottolineo che non volevo creare nessuna polemica e me ne scuso se ciò è successo. La mia risposta era breve solo perchè dovevo andare a stampare la tesi ed avevo fretta.
                              Marco, sinceramente la legge di Darwin non la conosco e, se pur esistesse, stiamo parlando di 150 anni fa, da allora molta acqua è passata sotto ai ponti.
                              Lo sforzo di comprendere e di dare lustro al Bracco Italiano del sig. Nerviani non è lodevole ma di più.
                              Passando all'argomento, noi possiamo cambiare alcuni comportamenti in un soggetto, ma lo stesso riprodurrà solo ciò che ha scritto nel DNA. In realtà ciò vale solo per i maschi, in quanto le femmine, oltre a tramandare il DNA genomico (presente nel nucleo della cellula) trasmettono anche il DNA mitocondriale (presente nei mitocondri), regolano l'espressione genica prima che i piccoli crescono attraverso la nutrizione e gli ormoni, e insegnano dei comportamenti ai piccoli fin tanto che questi restano con la madre. E, siccome alcuni comportamenti della madre sono indotti, possiamo indurli anche nei cuccioli.
                              Tuttavia si parla sempre di apprendimento e non di genetica.

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