Altra manchevolezza che ho appurato sono i pochi tempi dedicati alla fase del trotto durante l'intero turno. Tutto ciò mi ha un po' preoccupato, ed essendo un allevatore, anche se amatoriale, mi sono riproposto per le prossime riproduzioni di considerare accoppiamenti solo fra cani che non abbiano tali difettosità. Altra cosa negativa notata è la tendenza del cane ad abbassare la testa in quasi tutte le fasi della cerca, arature col muso a terra ed andatura non propriamente da bracco, galoppo compreso. Non è certo un bel vedere, ed ecco perchè penso che l'accoppiamento fra soggetti idonei debba essere un verbo assoluto per un buon allevatore. Quindi è necessario dover scegliere bene prima di tutto visionando il maschio e la femmina sia a caccia che in prova, essendo inflessibili e risoluti prima di poter decidere sui futuri genitori dei ns. bracchetti.
Sappiamo tutti che anche le corrette scelte a volte producono risultati non sempre validi, ma la base di partenza deve assolutamente essere buona.
La bellezza è si importante, è piacevole produrre o possedere soggetti rientranti nello STD di razza, ma non possiamo dimenticare che il bracco italiano è un cane da caccia, e prima di tutto sono le attitudini venatorie della razza da dover ricercare e conservare. Qundi attenzione e dedizione nello scegliere sia lo stallone che la fattrice, noi allevatori non dobbiamo permetterci errori, abbiamo il dovere di produrre si cani belli, ma che siano prima di tutto venatoriamente validi.
Questo è un argomento già trattato nel passato, discusso, sviscerato, ma risulta essere sempre valido, di attualità e particolarmente importante. Quello che sto' vedendo sui terreni non mi stà certamente soddisfacendo, anzi mi preoccupa.
Noto inoltre che da un po' di tempo lo Zio Lucio è abbastanza assente in questo forum, ma un suo pensiero su tale argomentazione e magari il pacare un po' le mie preoccupazioni mi farebbero certamente piacere.
Mauro
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