Oggi si sente parlare di "motore", a significare l'energia psico.- dinamica che un cane al lavoro riesce ad esprimere, come unico ubi consistam del trialer, sia esso setter e pointer, ilarizzando su chi continua a ricercare , non solo la giusta costruzione del setter e del pointer, bensì quella assoluta. Quella che deve caratterizzare ogni galoppatore spinto sulle lunghe distanze, la cui assenza determina la comparsa dei difetti assoluti.
Paolo Cioli
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[QUOTE=Paolo Cioli;292456]probabilmente quando Pastrone ha redatto lo standard del setter , con l'aggettivo rapido voleva intendere, che l'ampia falcata, specie dell'anteriore, non doveva condizionare un galoppo allentato cioè a battute poco frequenti. Proprio per non incorrere in un falso giudizio di qualità dei setter con costruzioni da setter, cioè quei galoppi pesanti o cadenzati che moli ritengono caratteristici del setter dei tempi andati.
Quindi il buon galoppo setter è rapido ma non accorciato, con ampia sbracciata, con posteriori che non si elevino troppo dal terreno nè si spingano eccessivamente indietro, in modo che l'arco oscillatorio dei posteriori sia più sotto di se del pointer, più rapido nella fase di raccolta che di allungo.Quest'insieme di caratteri, secondo me , unitamente alle maggiori inclinazioni dei raggi ossei degli arti, metacarpi e metataesi compresi, copmpomgono il senso di:morbidezza e anche di radenza.Si potrebbe obbiettare:" ma se il posteriore si solleva poco , e poco si spinge indietro ,chi dà il vigore di spinta che renda il galoppo anche rapido oltre che allungato ?". Risponderei che :è la posizione in cui il setter si da la spinta. Posizione molto più sotto di sè (in avanti) del pointer, vicina alla verticale abbassata dal baricentro. In altri termini, rispetto al pointer il setter prende la propulsione più in avanti e la spegne prima , senza bisogno , quindi, di compiere le vigorose sgroppate che sono tipiche del pointer.
Paolo Cioli
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