Visualizza un messaggio singolo
Vecchio 15-05-21, 02:08 PM  
Cantarini
Guru del forum
 
L'avatar di Cantarini
 
Registrato dal: Jul 2006
ubicazione: Roma, Roma, Lazio.
Messaggi: 2,377
Mi piace / Grazie
Grazie (Dati):
Grazie (Ricevuti):
Mi piace (Dati):
Mi piace (Ricevuti):
Menzionato: 0 Post(s)
Quotato: 279 Post(s)
predefinito

Quote:
Originariamente inviata da Mattone Visualizza il messaggio
Veramente io contestavo eccome l'obbligo della denuncia della canna con matricola diversa (quella con la stessa matricola non l'ho presa in considerazione).

Ho postato prima la faq della conarmi che mette in fila le norma di legge e, pure loro, parlando di cosa sia meglio fare e non di obbligo,+ una sentenza di assoluzione di un tipo a cui era appunto stata contestata la mancata denunzia della canna montata sul fucile (non canna addizionale) che é stato assolto.

Mi sembra assodato che:
- non ci sia alcun obbligo di legge per riportare sulla denuncia anche la matricola della canna montata sull'arma (o meglio, che denunciando la sola matricola dell'arma si ottemperi a quello che prevede la legge per come é stata scritta)
- che l'obbligo di denuncia per le parti d'arma (compresa la canna) sia riferita a quelle aggiuntive e non a quelle montate su un arma completa
- che per evitare ''rogne'' e/o per avere più flessibilità nel caso si volesse, ad esempio, vendere la sola canna e montarne un altra, sia CONSIGLIATO aggiungere il numero di matricola della canna in denuncia oltre a quello dell'arma (a questo punto dovrebbe valere pure nel caso indicato che non avevo considerato, ovvero con matricola della canna coincidente con quello dell'arma).
- a quelli che non sono ancora convinti del mio ''ragionamento'' giuridico (non parlo di prassi o altro) si possono leggere la sentenza del tribunale del 2005, di cui copio qui sotto una parte:

''E cioè, per essere più chiari, la sua obbligatoria denuncia come oggetto unitario da effettuarsi ai sensi dell'art.38 T.U.L.P.S., secondo le generiche indicazioni stabilite nell'art. 58 Reg. T.U.L.P.S. dettagliatamente ricavabili dall'art. 11, I°c., prima parte, L.110/75, tra le quali assume sostanziale incidenza identificativa l'annotazione del numero di matricola (le altre sono costituite dal calibro, dalla classe di arma, dal nome del produttore con esclusione del numero di catalogo versandosi in tema di armi lunghe ad anima liscia). È bene sottolineare la forma singolare adoperata dal legislatore, nel senso che, al di là di qualunque altro possibile dato identificativo stampigliato sulle sue superfici metalliche, occorre, perché l'arma nella sua interezza sia perfettamente regolare e legittima, che essa sia necessariamente contraddistinta sin dall'origine dal suo numero di matricola e da quello soltanto.

È tale stato di cose sembra ricalcare l'arma posseduta dall'imputato e regolarmente denunciata da oltre ventitré anni nella sua unitarietà originaria attraverso l'indicazione della sua classe, del suo calibro e della matricola assegnatale sin dall'origine (unici dati necessari e sufficienti richiesti ex lege per l'effettuazione del controllo circa la sua individuazione e la sua provenienza), non esistendo alcun obbligo in capo al denunciante – non v'è infatti alcuna norma che lo imponga - di annotare altri segni che per una qualunque ragione il produttore, come spesso accade, avesse potuto imprimere sulle superfici metalliche dell'arma e, segnatamente, sulla canna (sigle letterali, marchi, numeri d'inventario, sigle alfanumeriche etc.).

Nessun rilievo giuridico possiede pertanto la circostanza che il numero stampigliato sulla canna non sia stato riportato in denuncia dall'imputato facendo essa tutt'unico corpo con l'arma ed essendo del tutto legittima e trattandosi della canna assemblata sin dall'origine alle sue altre parti ad opera del costruttore per la sua reductio ad unum. In altri termini, allorché viene in considerazione l'arma nella sua unitarietà originaria è interdetto, sotto il profilo giuridico , considerarla ed esaltarla nelle sue singole parti ed è pertanto ininfluente che la canna rechi o non rechi altri contrassegni non potendosi dubitare (nell'assoluta assenza di un pur minimo indizio contrario) che trattasi di quella parte essenziale che ha contribuito a formare l'intero che risulta ben contraddistinto dal suo unico numero di matricola con il quale, nel caso di specie, l'imputato ha provveduto a denunciarla nel lontano 1981.
E secondo te vale la pena andare in giudizio per non scrivere mezza riga e quattro numeri sulla denuncia?
__________________
Massimo C.
Cantarini non è in linea   Rispondi quotando
Grazie lacopo giuseppe, fabryboc Ha ringraziato per questo post
Mi piace lacopo giuseppe, flou, fabryboc Piace questo post