Discussione: Legge ingiusta.
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Vecchio 23-06-22, 10:59 PM  
Oizirbaf
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Ladri e Narcosi


Mai come oggi il bombardamento di notizie che ci vengono propinate dai media necessita di verifiche attente ed obiettive, vagliate con buon senso e modestia che sono qualità che molto spesso vengono trascurate dagli autori degli articoli che leggiamo.
Diversamente Il risultato sarebbe proprio il terreno fertile in cui crescono le cosiddette leggende metropolitane se non le vere e proprie bufale.

Avrete spesso sentito parlare nell’ambito degli articoli di cronaca degli (haimè sempre più frequenti) furti in abitazioni durante la presenza dei legittimi proprietari nelle stesse e con quale disinvoltura sia entrata nell’uso corrente l’utilizzo dell’espressione :“narcotizzati con bombolette spray”.
Quello che più lascia sconcertati è l’assoluta insistenza da parte dei malcapitati che, in tutta buona fede e convinzione, affermano di essersi risvegliati il mattino seguente o dopo un congruo lasso di tempo quando il fatto sia stato consumato in ore diuturne, con un feroce mal di testa, un intontimento e torpore generalizzati.
Quel che ancor più colpisce è l’affermazione da parte di molte vittime che anche il “fido” di casa sia stato oggetto di simil trattamento e che sia quindi venuto meno al suo sacrosanto dovere di guardiano e tutore della Domus.

Le affermazioni che di seguito utilizzerò non vogliono essere in alcun modo una sminuizione dell’obiettività o della bona fide delle numerose vittime di simili disavventure ma solo la volontà di analizzare con il maggior rigore scientifico possibile i fatti così come vengono riportati, tenendo sempre presente il detto toscano che recita: “quando la gente mormora se non proprio nero almen can bigio sarà”.

La mia curiosità è stata da tempo solleticata da simili accadimenti ma il tutto è stato “aggravato” dall’essere lo scrivente Medico Anestesista Rianimatore che, per mestiere e formazione ha, gioco forza, una “certa dimestichezza” con anestetici, fisiopatologia della narcosi e mezzi per la realizzazione della stessa.
Purtroppo questa branca della nostra specialità (Anestesiologia e Rianimazione) è sempre stata pochissimo compresa dal grosso pubblico che in gran parte pensa che basti una “puntura per far dormire” un paziente in modo che possa essere opportunamente “accoltellato” dai colleghi chirurghi in tutti i modi ed in tutte le forme previste dalla chirurgia. Questo è quanto, in effetti, visto e vissuto dal paziente operando che, naturalmente, perdendo conoscenza, non sarà mai coscio delle manovre e del trattamento cui sarà sottoposto ai fini della prosecuzione della narcosi chirurgica: curarizzazioone, intubazione orotracheale, connessione ad un respiratore automatico ed agli innumerevoli apparecchi di monitoraggio, più o meno invasivo, per il controllo dei parametri vitali indispensabili ad una quanto più possibile sicura performance interventistica.
Tra i sofisticatissimi apparecchi che intervengono nella realizzazione della narcosi mediante anestetici volatili (comunemente ed impropriamente chiamati “gas”, troviamo gli evaporatori che permettono di formare le miscele di gas titolate e controllate da analizzatori elettronici che, inviate a circuiti di ventilazione (comunemente detti respiratori) dotati di altrettanto sofisticatissimi sistemi di controllo che permettono di somministrare in dosi e modi rigorosamente controllati questi farmaci (i gas di cui sopra) al nostro paziente attraverso il sistema respiratorio.
Sia ben chiaro che non finisce tutto qui. Gli anestetici miscelati nelle previste concentrazioni ad Ossigeno e protossido di azoto oppure ad aria arricchita in O2 solitamente al 30 -40% devono arrivare a livello alveolare polmonare con modalità pressumetriche e volumetriche ben controllate, da lì passare nel sangue del torrente circolatorio con delle modalità strettamente regolate da principi chimico fisici tipici dei farmaci utilizzati da caso a caso.
Il sangue veicolerà nel suo perfondere l’organismo gli agenti anestetici al cervello dove l’anestetico diffonderà dal sangue al tessuto nervoso cerebrale
con fini e ben precisi equilibri secondo coefficienti di ripartizione tipici dei vari agenti, attuando nei confronti delle cellule nervose dell’encefalo i ricercati effetti narcotic ed anestetici con una serie di effetti collaterali possibili dai più innocui ai più pericolosi, legati ad innumerevoli fattori così come in sede di altri importantissimi organi indispensabili alla nostra vita (cuore, fegato, rene….) che, se non controllati e pilotati, possono facilmente portare alle conseguenze più nefaste.
Non me ne vogliano colleghi ed insegnanti della disciplina per questa pedestre sintesi quintessenziale della narcosi gassosa ma ritengo che per poter comprendere ciò di cui vogliamo dissertare (il famoso addormentamento con bombolette spray) si debba minimamente comprendere di che cosa si stia parlando.

Va da sé che queste brevemente citate manovre e fenomenologie biochimiche e biofisiche necessitano di tempi e di mezzi per potere attuare i voluti effetti che, nel nostro discutere, sono rappresentati essenzialmente nella incoscienza (sonno farmacologico ) delle nostre, per così dire, vittime.
In altre parole è necessario che un soggetto inspiri per un certo tempo una miscela di gas (aria ed anestetici volatili) in una certa concentrazione e, possibilmente, senza accorgersene.
Qui arriva uno dei punti nodali del problema.
In primo luogo quale agente?
Teniamo ben presente che nel determinismo di una azione criminosa, di cui stiamo molto modestamente dissertando, non sono molti gli agenti disponibili sul mercato ed a prezzi convenienti, posto che si riesca ad ottenerli con facilità da parte di malintenzionati. Forse l’unico a buon mercato (ma sempre di difficile disponibilità ad un non addetto ai lavori) è rappresentato dall’alothane (nome commerciale Fluotano) anestetico volatile datato ma ancora molto usato specialmente nei paesi non avanzati.
Penso all’alothane perché dobbiamo restringere la cerchia ad agenti che abbiano anche la caratteristica di non essere esplosivi come invece tipico di vecchi ed efficaci anestetici come il ciclopropano e consimiliì
L’alothan rappresenta un probabile ipotetico candidato in considerazione delle sue caratteristiche fisico chimiche, per il prezzo abbordabile (chi penserebbe di andare a rubare in un appartamento spendendo 1000 euro, o giù di lì, per un sufficiente quantitativo di Sevorane o Desflurane ? Ladri si, ma mica scemi!
Un altro elemento che corrobora la mia ipotesi è il ricordo della tragedia del teatro Dubrovka di Mosca dove morirono il 22 ottobre 2002 160 ostaggi su 800 detenuti da terroristi Ceceni..
Sapete che cosa immisero i Russi nei circuiti di ventilazione del teatro nel tentativo di narcotizzare e mettere fuori combattimento i terroristi Ceceni ? (ed ovviamente gli 800 ostaggi): Una miscela costituita da aria, Alothano con l’aggiunta di un a noi ben noto farmaco anestetico: il Fentanil, un oppiaceo, utilizzato da noi anestesisti in somministrazione endovenosa per ottenere il livello analgesico durante le narcosi chirurgiche, molto potente, con effetti collaterali importanti come la depressione ventilatoria e la perdita del controllo delle vie aeree (così come del resto effetti collaterali ascrivibili ad alte dosi o dosi incontrollate degli anestetici volatili).
I risultati sono noti a tutti: un bel po’ di vittime innocenti anche se, nella tragica economia dei fatti considerate effetti collaterali accettabili (17 % )!

Ma l’interrogativo dopo questa disquisizione è: non passa a nessuno per la mente che un paese militarmente evoluto come l’ex Unione Sovietica, in possesso di tutte le diavolerie nel campo delle armi chimiche e, nella fattispecie, dei gas psicoattivi militari, non abbia trovato nulla di meglio che una metodica pericolosa e “facilmente letale” laddove esistessero banali metodiche (che non hanno mai ucciso nessuno secondo quanto riportato dalle cronache se non qualche cefalea) a disposizione di ladri di galline e scavalcafinestre più o meno evoluti?
Suvvia! non penso sia facilmente sostenibile.
Chi volesse saperne di più può leggere un dotto articolo di LYnn Klotz et alii
www.fas.org/bwc/papers/sirens_song.pdf

Sin qui abbiamo solo dissertato della fattibilità teorica individuando quantomeno una classe chimico farmacologia eleggibile.
Ora proveremo ad analizzare l’attuabilità pratica nell’ utilizzazione criminosa, nei luoghi e nei confronti di vittime ovviamente non consenzienti.

Se da una parte un requisito ritenuto indispensabile dai militari per un agente incapacitante è la rapidità di azione al fine di precludere qualsiasi contromisura finanche la risposta suicida degli obiettivi ( il tempo di un minuto viene considerato eccessivo) dall’altra non riesco a capire quanto tempo abbia a disposizione il nostro invasore di appartamenti abitati che se ne stia caparbiamente abbarbicato ad una finestra del 5° piano con un “dispositivo di vaporizzazione” intento a saturare un ambiente dove i padroni di casa bellamente dormienti non si accorgono di nulla e men che meno il feroce cagnone accovacciato nei dintorni (come è stato più volte dichiarato).
Permettetemi ora di introdurre un concetto riguardante la dispersione e la “saturazione” dell’ambiente incriminato che possiamo assumere come camera da letto.
Consideriamo il nostro “teatro d’azione” come un vano di m 4 x m 4, avremo necessità di “interessare” con il nostro agente narcotico un volume pari alla superficie indicata per almeno m 1,50 di sviluppo verticale pari ad un volume di m3 24 equivalenti a litri 24.000 d’aria ambiente.
Considerando di voler somministrare un agente come il sopraccitato alothane e tenendo presente che la nostra “vittima” non sta respirando in un circuito d’anestesia confinato e controllato (in cui noi immettiamo le percentuali di vapori anestetici programmati) saremo costretti ad ottenere, grossomodo, delle percentuali efficaci in tutto l’ambiente interessato.
Si consideri che NON BASTA UNA INALATA PROFONDA o un bel respirone a cadere in un coma profondo e si tengano ben presenti quelle rudimentali informazioni di fisiopatologia che abbiamo fornito poc’anzi.
Ora una concentrazione di anestetico, come quello preso ad esempio, necessiterà di un minimo dello 0,5% per poter produrre gli effetti desiderati e, poiché 1ml di alothane liquido produce volatilizzando ml 212,7 di vapori narcotici, necessiteranno 24.000 x 0.5% = 120 litri di vapori ;
da cui l 120/ 212,7 = 0,565 l
che rappresentano il quantitativo di Agente in forma liquida necessario ad ottenere la miscela che abbiamo ipotizzato.

Ma tutto non finisce qui.
Quali mezzi per l’evaporazione? Ricordiamo il volume non indifferente di liquido che dovremo vaporizzare!
Non basta versarlo sul pavimento: il vapore, più pesante dell’aria, stratificherà in alte concentrazioni sulle zone basse del locale senza gli effetti desiderati.
Non pensate di spruzzarlo in faccia ad un dormiente con un dispositivo tipo “Flit ammazzamosche”: tutto quello che otterreste sarebbe di vegliare inopportunamente il vostro malcapitato perché l’aerosol sarebbe molto freddo e decisamente maleodorante anche per una persona che dorme il profondo sonno del giusto.
Ricordiamoci, altresì, che al di la delle nostre schematizzazioni teoriche di misura, il nostro “ladro gasista” dovrà, a sua volta, introdursi nell’ambiente contaminato per portare a termine l’azione criminosa e dovrà, quantomeno, essere dotato di un apparato respiratorio protettivo con adatti filtri per non essere, a sua volta, vittima di almeno uno stato confusionale.
A questo punto è chiaro che l’espressione narcotizzare con uno spray diventa poco credibile anzi, estremamente improbabile.

Allora quale spiegazione?
Mi ricordo che molti anni fa un nostro infermiere del pronto soccorso dell’Ospedale dove lavoravo, in una notte d’estate stranamente calma e libera dal solito via vai di pazienti, si era sdraiato su una barella in corridoio per schiacciare un pisolino.
Lo spirito goliardico (quando si può ben venga) di un collega burlone lo spinse con circospezione fuori dall’ingresso del P.S. nel bel mezzo del piazzale dell’Ospedale.
Il nostro bell’addormentato continuò a dormire per un paio d’ore e si svegliò solo alle prime gocce di un acquazzone estivo!

Possiamo solo chiedere la collaborazione di qualche “addetto ai lavori” qualora,in modo assolutamente anonimo, volesse cortesemente illuminarci, contribuendo ad apportare una ulteriore goccia al mare della scienza.

Oizirbaf
__________________
"...Apri la mente a quel ch'io ti paleso
e fermalvi entro; ché non fa scienza,
sanza lo ritenere, avere inteso..."
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