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Vecchio 04-03-22, 12:33 PM   #1
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predefinito Guerra

Salve a tutti, scusate l,ingnoranza non ho capito i veri motivi che hanno scatenato questa catastrofica guerra,secondo me l,essere umano è molto più cattivo del regno animale se sbaglio corregetemi.
saluti
elio
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Vecchio 04-03-22, 01:43 PM   #2
cero
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Il motivo è lo stesso che ha scatenato in passato e scatema tutt'oggi i conflitti tra popoli e nazioni: interessi economici.
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Vecchio 04-03-22, 02:38 PM   #3
cioni iliano
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Buongiorno. A bocce ferme verranno palesati i motivi e le conseguenze.

Come in tutte le guerre recenti, pseudo esperti vengono invitati nei talk, ecc... e parlano, prevedono, pontificano per poi venire dimostrato nei fatti che non ne avevano azzeccate una.

Io ho l'impressione che Putin stia dando tempo ai civili di evacuare dalle città strategiche ai suoi obiettivi per poi spianare, considerando cobelligeranti chi rimane, come fece in Cecenia a Grozny.

Pensando così di vanificare le eventuali accuse a suo carico di genocidio e crimini di guerra.

Dobbiamo sperare che questo pazzoide venga "disarcionato" dai suoi stessi uomini altrimenti saranno guai seri anche per noi occidentali.

ONORE ALLA RESISTENZA UCRAINA che combatte per il suo popolo e per valori che sono anche i nostri.

Saluti.
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Vecchio 04-03-22, 02:45 PM   #4
Skeetshooter
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L’Ucraina nasce come Stato indipendente nel 1991, a seguito della dissoluzione dell’Unione Sovietica, ma sperimenta una crescente instabilità, soprattutto agli inizi del nuovo millennio, data dalla contrapposizione tra i fautori dell’avvicinamento all’Unione Europea e all’Occidente e i sostenitori del legame storico con la Russia.
La contrapposizione si fa evidente con la presidenza di Viktor Yanukovych (eletto nel 2010 ma in precedenza primo ministro). È sotto la sua leadership che il Paese vira decisamente verso la Russia. Questo spostamento dell’asse politico si palesa nel 2013 con il rifiuto, da parte di Yanukovych, di firmare l’accordo di associazione e libero scambio con l’Unione Europea. Immediate (siamo in novembre) le proteste di piazza (che prendono il nome di “EuroMaidan” e in cui sono presenti nazionalisti filo-occidentali e antirussi, alcuni dei quali neonazisti), che infiammano il Paese, fanno un centinaio di morti e si concludono, tre mesi più tardi, con la fuga di Yanukovych.
Non passa neanche un mese che l’Ucraina perde un pezzo del proprio territorio: nel marzo 2014 infatti la Russia sancisce ufficialmente la secessione della Repubblica di Crimea dall’Ucraina e la sua annessione alla Federazione Russa.
Pochi giorni prima, gli abitanti della regione (a maggioranza russofona) avevano espresso mediante referendum (considerato illegale dalla Corte costituzionale ucraina) la volontà di tornare sotto la sovranità di Mosca ma di fatto il processo di riannessione della Crimea alla Russia era iniziato quando migliaia di militari russi privi di mostrine ne avevano preso il controllo.
La regione del Donbass, nell’Est dell’Ucraina, segue a ruota l’esempio della Crimea, scatenando una guerra civile nelle province di Donetsk e Lugansk, che si autoproclamano repubbliche indipendenti (si tratta delle due repubbliche riconosciute da Putin nel discorso di pochi giorni fa). Nel febbraio 2015, con l’accordo detto Minsk II, si giunge a un cessate il fuoco ma gli impegni assunti in quel momento non vengono del tutto rispettati dalle parti, con la conseguenza che il conflitto prosegue di fatto ininterrottamente fino a oggi.
Su tutta questa situazione incandescente si innesta il progressivo allargamento a Est della Nato (a eccezione degli Stati dell’ex Jugoslavia, tutti i Paesi entrati nell’Alleanza Atlantica dal 1990 a oggi erano parte dell’Unione Sovietica o legati a essa dal Patto di Varsavia: parliamo di Lettonia, Lituania, Estonia, Polonia, Romania, Bulgaria, Repubblica ceca, Slovacchia, Ungheria) e il timore da parte della Russia che l’Ucraina possa entrare a far parte del Patto atlantico: una prospettiva inaccettabile per Putin che avrebbe così gli americani sul portone di casa
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“Non si mente mai così tanto come prima delle elezioni, durante la guerra e dopo la caccia.”
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Grazie Yed, Bobetto, l'inglese Ha ringraziato per questo post
Vecchio 04-03-22, 04:00 PM   #5
Loris
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Salve a tutti, scusate l,ingnoranza non ho capito i veri motivi che hanno scatenato questa catastrofica guerra,secondo me l,essere umano è molto più cattivo del regno animale se sbaglio corregetemi.
saluti
elio
Non sbagli è sotto gli occhi di tutti...nefandezze di ogni genere sono depositarie in esseri umani..mi scuso in demoni.
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Vecchio 04-03-22, 04:44 PM   #6
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L’Ucraina nasce come Stato indipendente nel 1991, a seguito della dissoluzione dell’Unione Sovietica, ma sperimenta una crescente instabilità, soprattutto agli inizi del nuovo millennio, data dalla contrapposizione tra i fautori dell’avvicinamento all’Unione Europea e all’Occidente e i sostenitori del legame storico con la Russia.

La contrapposizione si fa evidente con la presidenza di Viktor Yanukovych (eletto nel 2010 ma in precedenza primo ministro). È sotto la sua leadership che il Paese vira decisamente verso la Russia. Questo spostamento dell’asse politico si palesa nel 2013 con il rifiuto, da parte di Yanukovych, di firmare l’accordo di associazione e libero scambio con l’Unione Europea. Immediate (siamo in novembre) le proteste di piazza (che prendono il nome di “EuroMaidan” e in cui sono presenti nazionalisti filo-occidentali e antirussi, alcuni dei quali neonazisti), che infiammano il Paese, fanno un centinaio di morti e si concludono, tre mesi più tardi, con la fuga di Yanukovych.

Non passa neanche un mese che l’Ucraina perde un pezzo del proprio territorio: nel marzo 2014 infatti la Russia sancisce ufficialmente la secessione della Repubblica di Crimea dall’Ucraina e la sua annessione alla Federazione Russa.

Pochi giorni prima, gli abitanti della regione (a maggioranza russofona) avevano espresso mediante referendum (considerato illegale dalla Corte costituzionale ucraina) la volontà di tornare sotto la sovranità di Mosca ma di fatto il processo di riannessione della Crimea alla Russia era iniziato quando migliaia di militari russi privi di mostrine ne avevano preso il controllo.

La regione del Donbass, nell’Est dell’Ucraina, segue a ruota l’esempio della Crimea, scatenando una guerra civile nelle province di Donetsk e Lugansk, che si autoproclamano repubbliche indipendenti (si tratta delle due repubbliche riconosciute da Putin nel discorso di pochi giorni fa). Nel febbraio 2015, con l’accordo detto Minsk II, si giunge a un cessate il fuoco ma gli impegni assunti in quel momento non vengono del tutto rispettati dalle parti, con la conseguenza che il conflitto prosegue di fatto ininterrottamente fino a oggi.

Su tutta questa situazione incandescente si innesta il progressivo allargamento a Est della Nato (a eccezione degli Stati dell’ex Jugoslavia, tutti i Paesi entrati nell’Alleanza Atlantica dal 1990 a oggi erano parte dell’Unione Sovietica o legati a essa dal Patto di Varsavia: parliamo di Lettonia, Lituania, Estonia, Polonia, Romania, Bulgaria, Repubblica ceca, Slovacchia, Ungheria) e il timore da parte della Russia che l’Ucraina possa entrare a far parte del Patto atlantico: una prospettiva inaccettabile per Putin che avrebbe così gli americani sul portone di casa
Analisi obiettiva. Grazie.

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Vecchio 04-03-22, 05:22 PM   #7
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Ma Putin sul portone di casa ha già gli americani da un bel po' con le basi nato in Estonia e Lettonia. Questi ultimi sono dal 2004 nel patto atlantico, e confinano territorialmente con la Russia.
aldinik non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 04-03-22, 05:35 PM   #8
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Su tutta questa situazione incandescente si innesta il progressivo allargamento a Est della Nato (a eccezione degli Stati dell’ex Jugoslavia, tutti i Paesi entrati nell’Alleanza Atlantica dal 1990 a oggi erano parte dell’Unione Sovietica o legati a essa dal Patto di Varsavia: parliamo di Lettonia, Lituania, Estonia, Polonia, Romania, Bulgaria, Repubblica ceca, Slovacchia, Ungheria) e il timore da parte della Russia che l’Ucraina possa entrare a far parte del Patto atlantico: una prospettiva inaccettabile per Putin che avrebbe così gli americani sul portone di casa

Ma pensa te.

Tra la Polonia e la Germania c'è una enclave Russa che tra le altre cose è piena di missili. Guarda caso in quel posto li gli americani non li ha in casa ??.

Ha no, li ha tutto attorno, ma non c'è nessun problema, non ha mai detto nulla.
Quella dell'Ucraina è semplicemente una scusa per riprendersi del territorio che a suo ( Putin ovviamente ) vedere deve essere Russo. Bisogna vedere quale sarà il prossimo territorio ex URSS a entrare nei piani dello Zar.
bosco64 ora è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 04-03-22, 05:38 PM   #9
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La contrapposizione si fa evidente con la presidenza di Viktor Yanukovych (eletto nel 2010 ma in precedenza primo ministro). È sotto la sua leadership che il Paese vira decisamente verso la Russia. Questo spostamento dell’asse politico si palesa nel 2013 con il rifiuto, da parte di Yanukovych, di firmare l’accordo di associazione e libero scambio con l’Unione Europea. Immediate (siamo in novembre) le proteste di piazza (che prendono il nome di “EuroMaidan” e in cui sono presenti nazionalisti filo-occidentali e antirussi, alcuni dei quali neonazisti), che infiammano il Paese, fanno un centinaio di morti e si concludono, tre mesi più tardi, con la fuga di Yanukovych.
Non passa neanche un mese che l’Ucraina perde un pezzo del proprio territorio: nel marzo 2014 infatti la Russia sancisce ufficialmente la secessione della Repubblica di Crimea dall’Ucraina e la sua annessione alla Federazione Russa.
Pochi giorni prima, gli abitanti della regione (a maggioranza russofona) avevano espresso mediante referendum (considerato illegale dalla Corte costituzionale ucraina) la volontà di tornare sotto la sovranità di Mosca ma di fatto il processo di riannessione della Crimea alla Russia era iniziato quando migliaia di militari russi privi di mostrine ne avevano preso il controllo.
La regione del Donbass, nell’Est dell’Ucraina, segue a ruota l’esempio della Crimea, scatenando una guerra civile nelle province di Donetsk e Lugansk, che si autoproclamano repubbliche indipendenti (si tratta delle due repubbliche riconosciute da Putin nel discorso di pochi giorni fa). Nel febbraio 2015, con l’accordo detto Minsk II, si giunge a un cessate il fuoco ma gli impegni assunti in quel momento non vengono del tutto rispettati dalle parti, con la conseguenza che il conflitto prosegue di fatto ininterrottamente fino a oggi.
Su tutta questa situazione incandescente si innesta il progressivo allargamento a Est della Nato (a eccezione degli Stati dell’ex Jugoslavia, tutti i Paesi entrati nell’Alleanza Atlantica dal 1990 a oggi erano parte dell’Unione Sovietica o legati a essa dal Patto di Varsavia: parliamo di Lettonia, Lituania, Estonia, Polonia, Romania, Bulgaria, Repubblica ceca, Slovacchia, Ungheria) e il timore da parte della Russia che l’Ucraina possa entrare a far parte del Patto atlantico: una prospettiva inaccettabile per Putin che avrebbe così gli americani sul portone di casa
Eccellente disamina delle cause remote e non cosi' remote.
A dire la verita', io, come cittadino U.S. tendo a vedere l'ampliamento della NATO e di altre alleanze con poco favore, sia per il costo monetario, sia per il pericolo che tali alleanze comportano. Non dimentichiamo come e perche' la Prima Guerra Mondiale si scateno': una reazione a catena di alleanze che da una revolverata sparata in quel di Serajevo fece una rapida escalation a conflitto mondiale. A quell'epoca le armi piu' micidiali erano le mitragliatrici ed i gas, e la guerra fu combattuta principalmente nelle trincee e sui campi di battaglia. Le citta' e le popolazioni civili ne soffrirono relativamente poco.Ma oggi... Diceva Einstein che la guerra successiva alla Terza Guerra Mondiale sara' combattuta con sassi e clave. I pochi sopravvissuti ritorneranno ad una barbarie indicibile, a condizioni da cavernicoli. E l'Ukraine non e' l'unica "Serajevo." Taiwan e' un'altro possibile innesco di un'apocalittica conflagrazione. Da notare che l'America non e' mai stata una "tigre di carta" come oggi che al timone (per cosi' dire) c'e' uno che era gia' un imbecille prima di divenire senile, uno che confonde l'Iran con l'Ukraine, che nel mezzo di un discorso di due minuti si perde quattordici volte. Ed e' un corrotto di prima categoria, ed i suoi legami finanziari con la Cina attraverso suo figlio Hunter sono disgustosi. Scommetto che la Cina fara' presto con Formosa cio' che Putin sta facendo con l'Ukraine. Da notare che Putin ha minacciato non solo ex-satelliti della defunta e non compianta Unione Sovietica, ma ance una nazione indipendente da essa e dalla Russia odierna, la Finlandia. Ma spero che abbia imparato la lezione abbastanza recente della batosta che la Finlandia somministro' alle truppe sovieiche. Una delle serie di foto piu' grate ai miei occhi e' quella che mostra soldati sovietici morti ed anneriti, congelati nelle pose piu' grottesche, sul gelido suolo finlandese che loro avevano cercato di invadere. E i finlandesi sono ancora un osso duro.
Putin e' uno psicopatico. Come ex-KGB chissa' quante centinaia di concittadini avra' torturati e uccisi o mandati in Siberia ad una sorte molto peggiore di una pallottola nella nuca. Credere che possa provare compassione per i bambini ed i civili dell'Ukraine che sta facendo a pezzi e bruciando con i suoi missili e' assurdo. Spero che come Ceasescu e tanti altri dittatori inumani venga presto ucciso in qualche rivolta o colpo di stato.
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Chi se fa' pecora, la lupa arabbiata se lo magna!
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Vecchio 04-03-22, 06:00 PM   #10
cioni iliano
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L’Ucraina nasce come Stato indipendente nel 1991, a seguito della dissoluzione dell’Unione Sovietica, ma sperimenta una crescente instabilità, soprattutto agli inizi del nuovo millennio, data dalla contrapposizione tra i fautori dell’avvicinamento all’Unione Europea e all’Occidente e i sostenitori del legame storico con la Russia.
La contrapposizione si fa evidente con la presidenza di Viktor Yanukovych (eletto nel 2010 ma in precedenza primo ministro). È sotto la sua leadership che il Paese vira decisamente verso la Russia. Questo spostamento dell’asse politico si palesa nel 2013 con il rifiuto, da parte di Yanukovych, di firmare l’accordo di associazione e libero scambio con l’Unione Europea. Immediate (siamo in novembre) le proteste di piazza (che prendono il nome di “EuroMaidan” e in cui sono presenti nazionalisti filo-occidentali e antirussi, alcuni dei quali neonazisti), che infiammano il Paese, fanno un centinaio di morti e si concludono, tre mesi più tardi, con la fuga di Yanukovych.
Non passa neanche un mese che l’Ucraina perde un pezzo del proprio territorio: nel marzo 2014 infatti la Russia sancisce ufficialmente la secessione della Repubblica di Crimea dall’Ucraina e la sua annessione alla Federazione Russa.
Pochi giorni prima, gli abitanti della regione (a maggioranza russofona) avevano espresso mediante referendum (considerato illegale dalla Corte costituzionale ucraina) la volontà di tornare sotto la sovranità di Mosca ma di fatto il processo di riannessione della Crimea alla Russia era iniziato quando migliaia di militari russi privi di mostrine ne avevano preso il controllo.
La regione del Donbass, nell’Est dell’Ucraina, segue a ruota l’esempio della Crimea, scatenando una guerra civile nelle province di Donetsk e Lugansk, che si autoproclamano repubbliche indipendenti (si tratta delle due repubbliche riconosciute da Putin nel discorso di pochi giorni fa). Nel febbraio 2015, con l’accordo detto Minsk II, si giunge a un cessate il fuoco ma gli impegni assunti in quel momento non vengono del tutto rispettati dalle parti, con la conseguenza che il conflitto prosegue di fatto ininterrottamente fino a oggi.
Su tutta questa situazione incandescente si innesta il progressivo allargamento a Est della Nato (a eccezione degli Stati dell’ex Jugoslavia, tutti i Paesi entrati nell’Alleanza Atlantica dal 1990 a oggi erano parte dell’Unione Sovietica o legati a essa dal Patto di Varsavia: parliamo di Lettonia, Lituania, Estonia, Polonia, Romania, Bulgaria, Repubblica ceca, Slovacchia, Ungheria) e il timore da parte della Russia che l’Ucraina possa entrare a far parte del Patto atlantico: una prospettiva inaccettabile per Putin che avrebbe così gli americani sul portone di casa
Buonasera. Un piccolissimo particolare, egregio signore. Sono i popoli di cui parla che hanno scelto di aderire alla Nato e non la Nato di imporle il suo "ombrello". La scelta fu chiara: vivere in un diverso regime di alleanze. Con tutto il diritto.
Saluti.
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