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Vecchio 20-10-21, 07:56 PM   #11
trikuspide
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Piace raccontare dei nostri successi, ma come già detto più volte e, come è giusto che sia in natura, solo un minimo di tentativi va a segno( certo che se avessi dovuto sfamarmi col solo pesce pescato, con la selezione di prede che faccio io, sarei morto di fame già da un pezzo o avrei dovuto rivedere in toto il mio target di prede).
È di insuccessi che parlerò adesso, posso farlo con cognizione di causa perché in tutta la mia attività di pescasub ho tenuto agende dove ho appuntato migliaia di particolari relativi a tutte le uscite in mare...
Ma quelle che racconterò non hanno di certo bisogno di essere appuntate, le più cocenti son quelle che rimangono a lungo impresse nella memoria, del resto si sa, a mare sono sempre i migliori quelli che se ne vanno.
Era una pescata di questo periodo dell'anno fine ottobre,forse inizio novembre di cinque o sei anni fa, in una grigia mattina che non prometteva niente di buono mi trovavo in un tratto di mare tristemente desolato e subito dopo aver trovato i primi spot vuoti il mio pensiero si era focalizzato su uno scoglio di un altro tratto di mare distante alcuni chilometri, non so perché forse perché lì molto anni prima mio fratello aveva incannato due grosse spigole riuscendo a prenderne una sempre nel medesimo periodo con le stesse condizioni meteomarine?
Cercavo di ignorare questa distrazione mentale ma più andavo avanti, più trovavo i vari punti buoni vuoti e più quel richiamo mentale di quell'altro posto si faceva preponderante nella mia testa.
Cercavo di ignorare questo messaggio istintuale ma confesso che , complice la mancanza assoluta di prede nel primo posto scelto, non ho resistito a lungo .
Da lì a poco mi ritrovo in macchina, con la muta ancora grondante d'acqua mentre percorro la strada che mi separa dal "mio scoglio di Ulisse".
C'è in me una strana frenesia, c'è qualcosa che non riesco a spiegare, mi affretto a rientrare in acqua quasi come fossi in ritardo per un appuntamento che non posso mancare, ignoro tutti i punti buoni che mi separano da quel posto che mi richiama con forza magnetica. Giungo trafelato, finalmente quella smania in me si placa, alcuni minuti per rilassarmi, portarmi in posizione favorevole per approcciare la discesa con l'angolazione migliore e poi, dopo l'ultimo respiro, giù, ancora una volta nel mondo del silenzio, ancora una volta in un viaggio interiore che di volta in volta mi rigenera e mi riavvicina a me stesso.
Arrivo da dietro al massone, mi adagio e tirandomi al fondo mi sistemo dando il fianco sinistro alla roccia facendo fuoriuscire parte della maschera, fucile, tenuto basso, e braccio destro.
Di fronte a me da sinistra un basso canale segna il fondo, proprio uno di quelli che i pesci tutti ma, in particolare le spigole, in inverno prediligono percorrere per effettuare i loro agguati, al di là una fitta prateria di posidonia...difficile descrivere questo ambiente così diverso ma in fondo identico a quelli dove a volte caccio prede terrestri.
Ammaliato dalla vista, in un primo momento, sto immemore del motivo che mi ha portato fin lì come se già tutto questo bastasse a spegnere la smania prima descritta.
D'un tratto rammento perché son lì e provo un richiamo, neanche cinque secondi e dal largo, dalla mia sinistra vedo un pesce superbo che incurante del proprio destino sembra anch'esso venire allo stesso appuntamento al quale sono stato richiamato io.
Nuota alto rispetto alla mia posizione e temo che da lì a breve mi scoprirà fuggendo verso la vita, ma niente, anche lei sembra attratta da un richiamo ipnotico, ormai è a tiro l'ho già allineata da un pezzo e non avrebbe avuto scampo se mi fossi limitato a colpirla nel blat dei pesci ovvero dietro la pinnetta branchiale.
Qui avviene il fattaccio, il pesce è veramente grande,tento il tiro al cervello ma la colgo bassa in piena guancia, l'asta la passa per metà, per alcuni secondi rimane immobile, incredula su cosa le fosse capitato poi con una violentissima scodata possente parte come un treno, l'asta frenata dall'attrito idrodinamico dell'aletta scorre indietro, il pescione va in sagola ed è questa l'ultima immagine impressa nella mia mente.
Da lì in poi è solo una lotta a distanza attraverso la sagola che prima ci terrà uniti per interminabili secondi e poi ci separerà per sempre.
Lei cerca il largo ma io ,seguendo gli insegnamenti del mio grandissimo maestro Sebastiano Felice, riesco a farla tornare verso la costa, lei non molla ed io faccio l'errore di non essere paziente ed aspettare che si stanchi ; cerco di tirarla a me per abbreviarle le sofferenze ottenendo il risultato opposto( ed è questo l'aspetto che ancor oggi, a distanza di anni, non riesco ancora a perdonarmi)
Tiro la sagola un po' più forte ed ad un tratto tutto cede, capisco subito che la magnifica preda è persa, mollo il fucile e senza tirarla seguo la sagola fino a giungere al capo reciso, solo dopo diversi minuti di ricerca in quella direzione avrò la consolazione di ritrovare l'asta.
Non saprò mai cosa in realtà abbia reciso quel sogno, il bordo tagliente di una patella su uno scoglio o forse, più probabilmente, il bordo tagliente dell'opercolo branchiale della spigola stessa?
Non so, così come non so ancora oggi stimarne il peso, cosi ad occhio posso solo dire che era quasi il doppio della più grossa che abbia mai preso... Ma ,a mare, l'ho già detto...sono sempre i migliori quelli che vanno via
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".. appostati per tempo e aspetta immobile. La preda scruterá a lungo l'ambiente circostante , se nel mentre ti sarai mosso per quella sera non vedrai nulla!"

Ultima modifica di trikuspide; 20-10-21 a 09:59 PM Motivo: Correzioni varie
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Vecchio 20-10-21, 08:44 PM   #12
Yed
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Piace raccontare dei nostri successi, ma come già detto più volte e come è giusto che sia in natura solo un minimo di tentativi va a segno( certo che se avessi dovuto sfamarmi col solo pesce pescato, con la selezione di prede che faccio io, sarei morto di fame già da un pezzo o avrei dovuto rivedere in toto il mio target di prede).
È di insuccessi che parlerò adesso, posso farlo con cognizione di causa perche in tutta la mia attività da pescasub ho tenuto agende dove ho appuntato migliaia di particolari relativi a tutte le uscite in mare...
Ma quelle che racconterò non hanno di certo bisogno di essere appuntate, le più cocenti son quelle che rimangono a lungo impresse nella memoria, del resto si sa, a mare sono sempre i migliori quelli che se ne vanno.
Era una pescata di questo periodo dell'anno anno fine ottobre,forse inizio novembre di cinque o sei anni fa, in una grigia mattina che non prometteva niente di buono mi trovavo in un tratto di mare tristemente desolato e subito dopo aver trovato i primi spot vuoti il mio pensiero si era focalizzato su uno scoglio di un altro tratto di mare distante alcuni chilometri, non so perché forse perché lì molto anni prima mio fratello aveva incannato due grosse spigole riuscendo a prenderne una sempre nel medesimo periodo con le stesse condizioni meteomarine...
Cercavo di ignorare questa distrazione mentale ma più andavo avanti, più trovavo i vari punti buoni vuoti e più quel richiamo mentale di quell'altro posto di faceva preponderante nella mia testa.
Cercavo di ignorare questo messaggio istintuale ma confesso che , complice la mancanza assoluta di prede nel primo posto scelto, non ho resistito a lungo .
Da lì a poco mi ritrovo in macchina, con la muta grondante d'acqua mentre percorro la strada che mi separa dal "mio scoglio di Ulisse".
C'è in me una strana frenesia, c'è qualcosa che non riesco a spiegare, mi affretto a rientrare in acqua quasi come fossi in ritardo per in appuntamento che non posso mancare, ignoro tutti i punti buoni che mi separano da quel posto che mi richiama con forza magnetica giungo trafelato, finalmente quella smania in me si placa, alcuni minuti per rilassarmi, portarmi in posizione favorevole per approcciare la discesa con l'angolazione migliore e poi, dopo l'ultimo respiro, giù ancora una volta nel mondo del silenzio, ancora una volta in un viaggio interiore...
E ci lasci cos'ì ???
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Vecchio 20-10-21, 10:04 PM   #13
trikuspide
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E ci lasci cos'ì ???
E che cavolo...ero andato a cena!
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Vecchio 21-10-21, 07:35 PM   #14
Ciccio58
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insuccessi quelli li avevo messi in un altro baule , naturalmente molto più più grande dell’altro, rovisterò vediamo di trovarne qualcuno …..comico ridicolo, ovvio cerniacentrico
Uno breve venuto in mente adesso però….spigoloso
Bassofondo fuori isola lunga marsala un continuo alternarsi di posidonia brevi canali fangosi e chiazze di sabbia , regno di cefali spigole e orate.
Da due spanne d’acqua a tre metri circa.
In genere mi piaceva lasciarmi trasportare dalla corrente in acqua bassissima dove la posidonia sfiora la superficie così da affacciarmi piano piano sui canaloni o chiazze di sabbia e fare qualche aspetto seminascosto dentro la posidonia.
Funzionava , a volte troppo bene come quella mattina , solo che giravano solo spigole sotto il kg..
Finché in lontananza un bel pescione sfiorando la posidonia andava rasente in uno di questi canaloni , piuttosto che provare un aspetto subito che forse avrebbe funzionato, come al solito pensai di complicarmi la vita.
Per cui aggirai un ammasso di posidonia e scesi in un canale semi parallelo al suo con l’idea di intercettarla più avanti affacciandomi quatto quatto
Strisciando sulla alghe mi sporsi dove pensavo potesse essere, in attesa ma niente, mi sporsi un poco nulla , mi sporsi ancora sporgendo l’arbalete è eccola la vidi era appena sotto di me a 50 cm alla mia destra , sorniona transitò sotto il fusto del fucile guardandomi, con la coda sfiorò la sagola e mi sentì preso in giro.
Nemmeno il tempo di provare a girare il polso che con due scodate era già a 4 /5 metri fece un lungo giro sempre in vista e poi sparì.
Mi ricordai che forse era meglio che andassi a respirare . Nessuno mi toglierà dalla mente che ha voluto fare la stessa cosa che ho fatto io …..meno male non era un pescecane gnam avrebbe fatto un sol boccone
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Vecchio 22-10-21, 07:08 PM   #15
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Mi è successa una cosa analoga sempre con una spigola in un ambiente particolarissimo che io chiamo "pesca sotto le lame" dove per altro si comportano in modo molto differente che altrove e dove per questo motivo mi è risultato sempre più difficile catturarle.
Vado al sodo: vedo un pietrone lungo un paio di metri a forma di parallelepipedo di fronte ad esso una spianata, ottimo posto per tentare un agguato da concludere con un aspetto proprio andandomi ad affiancare al pietrone.
Eseguo tutto molto rilassatamente e lentamente, sono adagiato accanto al pietrone che monitoro i movimenti della mangianza sotto il tetto della lama, ad un tratto il segnale è netto!
La mangianza mi dice inequivocabilmente dell'imminente arrivo dello spigolone mi faccio tutto occhi ma nulla... eppure i pescetti non mi hanno mai mentito, tiro l'apnea pensando ad un ritardo del predone ma nulla.
Sono quasi al limite di apnea mi stacco dal fondo con cautela ed una volta superato il ciglio del pietrone mi trovo a fianco alla spigola che, anche lei, si era acquattata dalla parte opposta sfruttandolo, non meno di quanto avessi fatto io, come riparo per il suo agguato.
Occasione sfumata!
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Vecchio 26-11-21, 08:20 PM   #16
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È buio questa mattina, la luna tramontata da non molto, ha lasciato un cielo petrolio punteggiato di stelle, cerco da qualche parte lucifero, è un po' presto per vederla?
Percorro in macchina i pochi chilometri che mi separano dal mare e come al solito faccio i miei esercizi di respirazione e rilassamento , nel mentre penso a dove potrò andare a caccia di orate.
Dietro una curva più buio del buio, improvviso mi sfila accanto un grosso cinghiale nero non visto per tempo, fosse stato sulla mia carreggiata difficilmente sarei riuscito a scansarlo.
Sono già in riva al mare che è ancora buio pesto, la mia meta è là, ad almeno 40 min. Di nuoto tutti da fare prima che il primo albore pervada il cielo.
È là l'appuntamento con la grande orata proprio all'alba su quello scoglietto magico che ogni volta mi ha saputo riservare sorprese capaci di stupire le mie più infantili fantasie.
Sono in acqua, in una spanna d'acqua, mi tengo attaccatissimo agli scogli che conosco uno ad uno in un labirinto dove non potrei perdermi neanche fossi bendato per come mi è familiare per tutte le volte che l'ho percorso in passato.
Salto sistematicamente tutti i posti buoni, semmai li farò al ritorno, oggi voglio provare la funzionalità del mio ultimo mimetismo nel tratto in assoluto migliore del tragitto.
Ci sono!
Albeggia e solo una cinquantina di metri mi separano dal punto migliore, sono in parete, già si vede in acqua sufficientemente e quindi mi muovo lentissimo, ad un tratto sotto le mie pinne altrettanto lenta si materializza una sagoma imponente, brandeggio il fucile al rallentatore puntando in basso e mi si apre l'aletta, ma il pescione sembra sordo e cieco è lì praticamente fermo di fronte alla mia asta ma il mio cervello si è bloccato e non dà l'ordine al dito di pigiare il grilletto perché temo che quella stramaledetta aletta aperta possa in qualche modo deviare l'asta ( paura infondata ed irrazionale, lo realizzerò troppo tardi).
Dopo eterni secondi di stallo il pesce si volge quasi dandomi la coda e comincia lentissimo ad allontanarsi, a quel punto dopo un cauto respiro, svuoto i polmoni, mi mollo dalla parete e mi lascio affondare lento alle sue spalle, non mi sente ho agito bene; giunto alla stessa profondità della mia preda con l'orizzontalizarsi del fucile l'aletta va a posto a quel punto un po' preso dalla fretta e dalla paura di perderlo sparo e vedo l'asta sfilare a meno di un dito a fianco della magnifica preda, Lei va via ma lenta forse appena infastidita....ed io in quel momento avrei ingoiato il mio 95.
Ho interrotto la pescata, non ho neanche ricaricato il fucile, per quella mattina la mia occasione il mare me la aveva già concessa.

Quanto era grossa quell'orata?
No lo saprò mai, a guardarla con la maschera sembrava quanto il parabrezza dell'auto, stimarla non saprei mai prese neanche lontanamente così grosse ma era diverse volte più grossa di un'orata di 2 kg...

Il rimpianto più grande?
Non avere piu il fisico per poter raggiungere quello scoglietto magico, di comprare un a.s. neanche a parlarne, meno mezzi e tecnologia mi hanno dato sempre più soddisfazioni, se è tempo che io non ritorni più lì di persona continuerò a farlo nei miei ricordi e nei miei racconti.
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Ultima modifica di trikuspide; 26-11-21 a 08:57 PM
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Grazie carlino6745, oreip Ha ringraziato per questo post
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Vecchio 11-12-21, 07:16 PM   #17
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Ci sono due luoghi che mi sono sempre piaciuti , simili per fondale e ottimi un po’ per tutto, uno capo zafferano , l’altro capo rama.
Il primo sempre prodigo e che ho amato particolarmente, l’altro prodigo a modo suo , ma ostile quando si trattava di cernie , di fatto era come stregato.
Ma vediamo di riderci un po’, partendo dalla spiaggetta di cala rossa ero solito costeggiare verso capo rama appunto, fondale di grossi massi accatastati sul fondo che precipitano velocemente nel blu.
Ad un terzo del percorso ve ne è uno che che dai 18 metri arriva a circa 5/6 dalla superficie poggiato su altri sassi enormi alla base fa un grande antro ove spesso stavano in caccia belle cernie, ma nonostante avessi provato diversi approcci allarmate risalivano nei meandri di questi grossi massi .
Finché un giorno preparandomi all’ennesimo tentativo fui attratto da due corvine che stranamente sostavano nella parte alta , mi accostai ed entrarono sotto i massi , le segui essendoci spazio tra le pietre e ne tirai una per recuperarla mi sono addentrato tra i massi , così ho scoperto che da su un sorta di condottò mi faceva intravedere il fondo ghiaioso dove poggiava il grosso masso .
Per cui mi si accese la lampadina , per quel di ho desistito avevo già fatto abbastanza baccano, per cui proseguì ma dopo poco incastrai l’asta tra le rocce che purtroppo piegai nel tirarla fuori ma recuperai il sarago che avevo infilzato.
Pazienza fine della pescata e necessità di una asta nuova

---------- Messaggio inserito alle 06:51 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 06:34 PM ----------

Un paio di giorni dopo ero lì con l’asta luccicante è una certa strategia in mente , peccato che dimenticai di fare all’asta ciò che va fatto quando è nuova .
L’idea era quella di indurre l’eventuale occupante del sito ad arretrare come sempre succedeva e successivamente presentarmi dalla porticina di servizio in alto.
Preparai l’apnea con molta calma e discosto alcuni metri dal masso si da essere individuato prima di raggiungere il fondo e sperando che il padrone di casa fosse sull’uscio.
Attorno ai 15 metri notai una massa scura nell’ombra dell’antro , accostai leggermente mentre scendevo lentamente la massa arretrò quindi virai in direzione opposta si da essere nascosto e risalì addossato ai sassi, non ricordo se il cuore pulsava a mille o ero riuscito a fermarlo, arrivato in cima mi infilai tra i massi pregando che il pescione fosse nella parte visibile della grotta.
Non potevo trattenere ulteriormente il fiato visto che già ero in apnea e lentamente mi affacciai da questa finestrella tra i massi, era lì ma non era risalita quanto speravo e avevo in pugno un fucile da 80 e non il 90 che mi avrebbe permesso il tiro anche in quella situazione.

---------- Messaggio inserito alle 07:08 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 06:51 PM ----------

Stavo per desistere quando il pesce sicuramente mi ha percepito e girandosi inspiegabilmente mi viene lentamente incontro, rimasi ancora immobile sperando che risalisse almeno fino ad un paio di metri da me, e così fu , avevo tenuto il fucile arretrato e non in vista allungai il braccio e puntai verso il basso dritto in mezzo agli occhi frazioni di secondo la tensione sull’indice e lei che alza le spine dorsali, segno che di lì a poco avrebbe scodato dentro una fenditura e poi la mia disperazione vidi l’asta scivolare lentamente fuori dalla canna prima che tirassi il grilletto .
Il fondello dell’asta aveva perso la tenuta sul pistoncino e scivolava via , ricordo ancora quell’occhio sornione , come se mi dicesse povero fesso tanta fatica e non hai l’attrezzatura a posto, non mi meriti , scodata e scompare in un cunicolo .
E io fucile in pugno e asta che penzolava appesa alla sagola , ero arrabbbiatissimo con me stesso proprio con tre B, che errore da principiante , uscì da quel buco e risalì , mi detti una botta col fusto in fronte ripetendomi alcune così ne che non si possono riferire, e poi ci Risi sopra dopotutto mi immaginai al posto del pesce e dovevo essere proprio ridicolo ai suoi occhi

---------- Messaggio inserito alle 07:16 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 07:08 PM ----------

Per la cronaca su un oleopneumatico montando una asta nuova tra l’altro in acciaio inox il codolo dell’asta va passato con carta vetrata , si da creare una superficie ruvida visto che la tenuta al pistoncino è assicurata dall’attrito tra i due elementi . E io ben lo sapevo, chissà forse lo stregone di cala rossa quella volta mi ha offuscato la mente perché imparassi ad essere più attento e riflessivo
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Vecchio 12-12-21, 08:38 AM   #18
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Ciccio, ho abitato all'arco azzurro per 12 anni, prima di scendere in acqua decidevamo con mia moglie che tipo di pesce pescare. Quante grigliate con sopra saraghi, ombrine, cefali, ricciole etc etc....

piero
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Vecchio 12-12-21, 11:37 AM   #19
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Piero ero sicuro che accennando a capo zafferano avrei suscitato il tuo interesse .
Amavo particolarmente la zona sotto il faro allo scarpone ,li ho fatto la mia prima gara e poi li la cattura più bella dal punto di vista emozionale perché azzardando un’azione fuori dagli schemi , chissà magari la racconto la prossima volta
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Vecchio 12-12-21, 06:39 PM   #20
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Ho sempre temuto quel posto sotto il faro, dove c'è quel grosso scoglio staccato, sempre molta corrente e fondale a strapiombo...lo avrete capito non eta roba per me.
A parte che ultimamente a lasciare la macchina la sopra incustodita è un rischio non trascurabile.

Ricordo di una battuta a spinning dove un mio amico agganciò un altro della compagnia ed i risvolti tragicomici per staccargli l'ancoretta dalla scapola...
Comunque a pesca subaquea ho preferito srmpre posti piu umani, mentre con le canne ho frequentato i promontori che citi.
Adesso vado al capo entrando da porta carini...devo ammettere che con poca fatica lì, a saperli scegliere, si prendono bei pesci.

:-)
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