Il forum sulla caccia e sulla cinofilia

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Vecchio 05-01-22, 11:59 AM   #1
tommaso87
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predefinito Il trotto indotto nelle prove e nella caccia

Ciao a tutti i braccofili e spinonisti, mi capita spesso di vedere video di bracchi in prova che eseguono il trotto in modo indotto dalla braga mentre altri soggetti da caccia mai imbragati fanno si fasi di trotto ma meno intense e con più fasi di galoppo.
La mia domanda è a cosa può servire valorizzare il trotto indotto nelle prove quando i normali cacciatori molte volte non usano mai la braga e che utilità può avere tale trotto nella normale caccia ?
Grazie a tutti per le risposte
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viva la caccia e chi la fa, TOMMASO
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Vecchio 05-01-22, 01:50 PM   #2
michele2
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Interessante, seguo.
PS: ci vorrebbe Lucio...
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Perché a vent’anni, con due passioni nel cuore, la caccia e la libertà, e un grande disprezzo di tutti i beni per cui l’umanità merciaiola si arrovella e soffre, un buon cane davanti e un fucile in mano, come non può essere bella la vita ?”
(E. Barisoni, anno 1932)
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Vecchio 05-01-22, 02:22 PM   #3
silvio roncallo
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nelle prove di lavopro, il cane deve muoversi "nella nota del concorso".
Per i Continentali Italiani è previsto che l'andatura sia il trotto, ammesso il galoppo nei rientri.
La valorizzazione del trotto rientra quindi nei parametri di giudizio per determinare un soggetto che possa ambire al Campionato e quale rappresentante della razza.


Secondo Bonasegale, la braga NON fa trottare il soggetto che il trotto già non lo abbia naturalmente.



Semplicemente lo aiuta a mantenerlo quando, nella nota del concorso, deve andare al massimo della velocità possibile (quello che Bonasegale chiama "trotto spinto").



Ora, è ovvio che se il soggetto non è abituato, per andare più veloce romperà il trotto per andare al galoppo, ma questo non è consentito. Pertanto si utilizza la braga che aiuta il soggetto da prove a mantenere il trotto (che diviene così "trotto spinto") anche quando, per la velocittà raggiunta, vorrebbe passare al galoppo.



In caccia, ovviamente, è tutto diverso: il soggetto cercherà la sua andatura più consona per poter reggere più ore su terreno a volte anche molto difficile.


Pertanto varierà l'andatura sia in funzione del terreno che dell'impegno richiesto. E quindi avremo periodi di trotto e di galoppo intercalati.



Cio' non toglie che l'andatura di trotto veloce sia una prerogativa dei Continentali Italiani che deve far parte del patrimonio genetico del soggetto.


E se lo Spinone o il Bracco cacciatore inizia al galoppo e lo mantiene per un po', ci si passa anche sopra, l'importante è che si ricordi di essere Spinone o Bracco al percepire dell'emanazione.

---------- Messaggio inserito alle 02:22 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 02:19 PM ----------

Dimenticavo:
l'andatura del cane, determina il portamento della testa.
Pertanto un Bracco che cerca a testa alta non potrà andare al galoppo perchè al galoppo sarà costretto ad abbassarla e portarla in avanti (spostamento del baricentro, come nei cani inglesi).
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silvio
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Vecchio 05-01-22, 03:01 PM   #4
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Giusto. Senza tralasciare di dire che un quarto d'ora, per poter valutare un andatura e le varie situazioni in cui il cane si trova per modificare il suo passo, è un tempo ristretto. Di norma la braga è utilizzata in allenamento per imprimere nel cane un andatura che ha già. Nessun cane ha mai trottato perché costretto dalla braga. Semmai la braga allena mentalmente il cane all utilizzo di un andatura che ha già. L occhio del giudice è allenato a saper distinguere un trotto meccanico da un trotto naturale spinto.

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Vecchio 05-01-22, 04:27 PM   #5
Valerio
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Il compianto Luigino Bottani diceva che con la braga avrebbe fatto trottare anche un pointer. Ma aggiungeva che avrebbe trottato da pointer e ci faceva una bella risata. Sentito personalmente, stimolato dal compianto Lucio, dopo un turno di Coppa Italia di anni e anni fa (tra l'altro se non ricordo male proprio il Laerte di Lucio, condotto da Bottani, vinse l'individuale).

Questo dice tutto, la braga di fatto non serve a far trottare un galoppatore o a non far galoppare un italiano che, per errata/sfortunata selezione, non ha la psiche dell'italiano e quindi galoppa troppo (e male!).

L'argomento è vastissimo, ma serve un bel po' di sintesi quindi non ho molto da aggiungere al bel post di Silvio.

Il trotto tipico del bracco italiano (il trotto "spinto" di Bonasegale) è fatto di lunghe sgambate con elevato tempo di sospensione dei quattro arti, ritmato in modo regolare dalla coda portata sull'orizzontale (non sopra, attenzione) e con collo/testa mobili e ben al di sopra dell'orizzontale, quando possibile. Per chi lo sa apprezzare, un vero spettacolo. Che si trotto spinto ovviamente, non il trotterello di trasferimento o il trotto stanco dei soggetti che fanno tre passi su un mattone.

Naturalmente, cani di passione e mentalità faranno fatica a partire al trotto se abituati al turno di prova, ed ecco che per ambire a certi risultati in prova la braga diventa indispensabile o quasi. Qui si aprirebbe il grande capitolo della valutazione del trotto in prova, ne potremmo parlare per ore e ore con tante opinioni diverse. Sono convinto che se chiedessi ai braccofili del forum il più bel trotto che hanno visto in prova, a loro parere, avrei numerose risposte e quasi tutte diverse l'una dall'altra :-)
Sicuramente, per chi ha la giusta dose di sensibilità ed esperienza, anche il galoppo di un bracco dice molto sul suo trotto.

Per la mia limitatissima esperienza, e soprattutto grazie a braccofili/spinonisti che hanno avuto la bontà di condividere con me la loro, credo che anche da un punto di vista venatorio la braga possa aiutare molto a "tranquillizzare" il cucciolone/giovane di grande passione e mentalità.
Ovvero, a rendere più tipica la sua espressione di cerca, il c.d. "farsi tirare dal naso" , e di conseguenza più efficace ed efficiente ai fini delle resa venatoria.

Ciò detto, non è certo semplice né banale cacciare con la braga, per tanti motivi. E magari alla fine neppure necessario, la pratica della caccia seria, quindi uscite numerose, lunghe e su selvaggina probante, tira comunque fuori le qualità naturali. Magari servirà più tempo, più pazienza, magari il potenziale non sarà sfruttato del tutto, ma la pratica è comunque fatta salva. Anche perché in pochi davvero (io sicuramente no!) riescono a sfruttare del tutto il potenziale di un cane, riuscendo solo a tirar fuori ed esaltare le qualità senza penalizzarle/reprimerne alcuna.

---------- Messaggio inserito alle 04:27 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 04:22 PM ----------

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Giusto. Senza tralasciare di dire che un quarto d'ora, per poter valutare un andatura e le varie situazioni in cui il cane si trova per modificare il suo passo, è un tempo ristretto. Di norma la braga è utilizzata in allenamento per imprimere nel cane un andatura che ha già. Nessun cane ha mai trottato perché costretto dalla braga. Semmai la braga allena mentalmente il cane all utilizzo di un andatura che ha già. L occhio del giudice è allenato a saper distinguere un trotto meccanico da un trotto naturale spinto.

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Sull'ultima frase apprezzo l'ottimismo ma purtroppo non lo condivido . Al di là della capacità (non scontata) di saper riconoscere il bel trotto spinto, ho spesso avuto l'impressione di poco coraggio nel voler rimarcare un trotto non ideale, anche laddove la nota del concorso lo imporrebbe (es. Classiche a Quaglie).
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Vecchio 05-01-22, 05:03 PM   #6
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Il compianto Luigino Bottani diceva che con la braga avrebbe fatto trottare anche un pointer. Ma aggiungeva che avrebbe trottato da pointer e ci faceva una bella risata. Sentito personalmente, stimolato dal compianto Lucio, dopo un turno di Coppa Italia di anni e anni fa (tra l'altro se non ricordo male proprio il Laerte di Lucio, condotto da Bottani, vinse l'individuale).

Questo dice tutto, la braga di fatto non serve a far trottare un galoppatore o a non far galoppare un italiano che, per errata/sfortunata selezione, non ha la psiche dell'italiano e quindi galoppa troppo (e male!).

L'argomento è vastissimo, ma serve un bel po' di sintesi quindi non ho molto da aggiungere al bel post di Silvio.

Il trotto tipico del bracco italiano (il trotto "spinto" di Bonasegale) è fatto di lunghe sgambate con elevato tempo di sospensione dei quattro arti, ritmato in modo regolare dalla coda portata sull'orizzontale (non sopra, attenzione) e con collo/testa mobili e ben al di sopra dell'orizzontale, quando possibile. Per chi lo sa apprezzare, un vero spettacolo. Che si trotto spinto ovviamente, non il trotterello di trasferimento o il trotto stanco dei soggetti che fanno tre passi su un mattone.

Naturalmente, cani di passione e mentalità faranno fatica a partire al trotto se abituati al turno di prova, ed ecco che per ambire a certi risultati in prova la braga diventa indispensabile o quasi. Qui si aprirebbe il grande capitolo della valutazione del trotto in prova, ne potremmo parlare per ore e ore con tante opinioni diverse. Sono convinto che se chiedessi ai braccofili del forum il più bel trotto che hanno visto in prova, a loro parere, avrei numerose risposte e quasi tutte diverse l'una dall'altra :-)
Sicuramente, per chi ha la giusta dose di sensibilità ed esperienza, anche il galoppo di un bracco dice molto sul suo trotto.

Per la mia limitatissima esperienza, e soprattutto grazie a braccofili/spinonisti che hanno avuto la bontà di condividere con me la loro, credo che anche da un punto di vista venatorio la braga possa aiutare molto a "tranquillizzare" il cucciolone/giovane di grande passione e mentalità.
Ovvero, a rendere più tipica la sua espressione di cerca, il c.d. "farsi tirare dal naso" , e di conseguenza più efficace ed efficiente ai fini delle resa venatoria.

Ciò detto, non è certo semplice né banale cacciare con la braga, per tanti motivi. E magari alla fine neppure necessario, la pratica della caccia seria, quindi uscite numerose, lunghe e su selvaggina probante, tira comunque fuori le qualità naturali. Magari servirà più tempo, più pazienza, magari il potenziale non sarà sfruttato del tutto, ma la pratica è comunque fatta salva. Anche perché in pochi davvero (io sicuramente no!) riescono a sfruttare del tutto il potenziale di un cane, riuscendo solo a tirar fuori ed esaltare le qualità senza penalizzarle/reprimerne alcuna.

---------- Messaggio inserito alle 04:27 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 04:22 PM ----------





Sull'ultima frase apprezzo l'ottimismo ma purtroppo non lo condivido . Al di là della capacità (non scontata) di saper riconoscere il bel trotto spinto, ho spesso avuto l'impressione di poco coraggio nel voler rimarcare un trotto non ideale, anche laddove la nota del concorso lo imporrebbe (es. Classiche a Quaglie).
Quello di cui parli in ultimo lo conosco molto bene. Avevo dimenticato di aggiungere che, conosce la differenza, ma il più delle volte non gliene frega nulla per dirla in maniera spiccia. Un trotto spinto naturale, braga o meno, esce fuori, ed è una delle cose più belle e particolari e speciali di questa razza.
Anche un occhio non esperto lo può apprezzare. Ma un occhio un po' allenato non può non riconoscere un imbragato dalla nascita da un focoso giovane cane a cui è stata messa per imbrigliare l esuberanza. Eppure, in prova, questo fattore, molte volte, passa in secondo piano.

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Vecchio 05-01-22, 05:31 PM   #7
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Chi possiede dei bracchi italiani,( degli spinoni non dico nulla perchè parlerei senza sapere) riconosce in due metri di trotto il cane che è stato bragato.

---------- Messaggio inserito alle 05:31 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 05:25 PM ----------

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Originariamente inviata da Valerio Visualizza il messaggio

Per la mia limitatissima esperienza, e soprattutto grazie a braccofili/spinonisti che hanno avuto la bontà di condividere con me la loro, credo che anche da un punto di vista venatorio la braga possa aiutare molto a "tranquillizzare" il cucciolone/giovane di grande passione e mentalità.
Ovvero, a rendere più tipica la sua espressione di cerca, il c.d. "farsi tirare dal naso" , e di conseguenza più efficace ed efficiente ai fini delle resa venatoria.

Io su questo non sono assolutamente d'accordo. Il cane deve imparare ad usare il naso con la sua testa, non con la braga.
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Vecchio 05-01-22, 06:44 PM   #8
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Sulla scorta di quanto scritto da chi ne sa, aggiungo che il trotto spinto (per spinto intendo quello visibile nei 15 minuti di prova, che assomiglia a quello dei trotter all'ippodromo) è un passo estremamente dispendioso dal punto di vista energetico; a parità di velocità il galoppo è più naturale e può essere mantenuto più a lungo.

Diverso è il trotto naturale (naturalmente veloce, intendo), che è un passo adatto al gran fondo ed ha un consumo energetico più basso di un equivalente galoppo.
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Francesco
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Vecchio 05-01-22, 11:44 PM   #9
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Originariamente inviata da bosco64 Visualizza il messaggio
Chi possiede dei bracchi italiani,( degli spinoni non dico nulla perchè parlerei senza sapere) riconosce in due metri di trotto il cane che è stato bragato.

---------- Messaggio inserito alle 05:31 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 05:25 PM ----------




Io su questo non sono assolutamente d'accordo. Il cane deve imparare ad usare il naso con la sua testa, non con la braga.

Riconosci in due metri, forse anche meno, un cane che è stato bragato e al tempo stesso lavorato per dare il massimo nel turno, con tutto quello che ne consegue. Su questo sono d’accordo.

Un cane, per quanto esuberante e appassionato che sia, deve imparare a usare il naso con la sua testa, ovviamente. Se non arriva a risultati soddisfacenti in tempi ragionevoli non è un cane giusto (quelli che fanno dannare anni e poi diventano eccelsi sono rari, e valorizzabili da pochi eletti). Ma credo che con diversi soggetti il risultato possa essere più semplice e rapido da raggiungere con la braga, proprio perché naturalmente smorza un po’ l’esuberanza in eccesso. Cosi come alcuni soggetti poco tollerano la braga. In ogni caso è uno strumento facile da realizzare, facilissimo da mettere, quindi apparentemente per tutti; mentre invece credo ci voglia tanta sensibilità nel sapere quanto, quando e come utilizzarlo.

---------- Messaggio inserito alle 11:44 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 11:42 PM ----------

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Sulla scorta di quanto scritto da chi ne sa, aggiungo che il trotto spinto (per spinto intendo quello visibile nei 15 minuti di prova, che assomiglia a quello dei trotter all'ippodromo) è un passo estremamente dispendioso dal punto di vista energetico; a parità di velocità il galoppo è più naturale e può essere mantenuto più a lungo.

Diverso è il trotto naturale (naturalmente veloce, intendo), che è un passo adatto al gran fondo ed ha un consumo energetico più basso di un equivalente galoppo.
Pienamente d’accordo
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Valerio
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Vecchio 25-02-22, 12:51 PM   #10
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il bracco e lo spinone sono due trottatori naturali. Se lasciati andare sceglieranno loro quando e quanto trottare nell'espletare una azione di caccia. Se non ci fosse fretta temporale le fasi di trotto arriverebbero comunque con l 'età del cane,perchè l esperienza gli indicherà l opportunità e la convenienza di usufruire di questa andatura.
Altro discorso è accelerare nel tempo o garantire il trotto quando si presenta un italiano ad un giudice.
Ecco che subentra in questi casi un invito a modificare la scelta dell'andatura a comando.Questa proposta se fatta in età giovanile e con insistenza andrà ad influenzare il modo di formare il predatore. In pratica se nel periodo di formazione predatoria al giovane verrà negata la spontaneità di lettura e la conseguente interpretazione di come affrontare il terreno ,andremo a obnubilare il vero potenziale predatorio. Avremo accelerato le fasi di trotto e di impostazione del percorso sul terreno ma non potremmo più contare del tutto sulla scelta del cane di andare ad interpretare il vento tenuto conto che il naso ce l'ha comunque lui. il mio consiglio è studiare le attitudini del giovane senza entrare troppo in lui e dopo aver deciso che ha buone caratteristiche di razza e attitudini venatorie aspettare che il trotto entri in gioco a suo tempo.perchè il bracco e lo spinone sono trottatori naturali.
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caccia, indotto, nella, nelle, prove, trotto

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