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Vecchio 15-12-17, 07:02 PM   #1
Giobica
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predefinito Sopa coada...

Ricetta tipica della tradizione Veneta, Trevigiana in particolare.
Un piatto antico, povero, fatto di pane, brodo , carne di piccione e formaggio.Gusto particolare, non per tutti, e' un piatto prettamente invernale
lo si mangia da Novembre a Febbraio, meglio se c'e' gran freddo.
Si tratta sostanzialmente di un pasticcio di carne di piccione servito con brodo
di carne molto caldo.E' di fondamentale importanza la qualita' del piccione,
dev'essere giovane, il piu' possibile, assolutamente non vecchio (qui dicono
"coombin da nido").Interessante sarebbe provare questa ricetta
con il colombaccio, purche' giovane , direi di primo volo.Ricetta non proprio facile, medio-alta difficolta', non tanto per il reperimento degli ingredienti quanto per i tempi e il risultato finale.Unica raccomandazione a chi volesse cimentarsi e' di ricordarsi che trattasi si' di SOPA (zuppa), ma che ricorda molto la consistenza di un pasticcio adagiato sul brodo bollente,
se servito eccessivamente inzuppato non va' bene (almeno per me').


INGREDIENTI PER 4 PERSONE :

-4 Piccioni (giovanissimi !!!!)
-10 fette di pane raffermo (perfetto il pugliese)
-1 cipolla
-1 carota grossa (2 piccole)
-sedano
-1,5/2 litri di brodo di carne preparato precedentemente (la carne usatela per
altro)
-burro
-Grana Padano
-vino bianco

PROCEDIMENTO :

Munitevi di una bella casseruola che possa contenere comodamente i 4
piccioni.Preparate un trito con tutte le verdure e versatelo nella casseruola dove avrete gia' messo un bel pezzo di burro e acceso il fuoco.
Fate rosolare un po' e aggiungete i piccioni gia' tagliati in quattro.Rosolateli per bene girandoli e aggiustando con sale e pepe , aggiungete il vino bianco e sfumate il tutto.Quando saranno ben rosolati aggiungete un bel mestolo di brodo di carne caldo e portateli a cottura lentamente.Una volta cotti toglieteli dalla casseruola e lasciateli raffreddare mentre il sugo lo farete restringere a fuoco lento.Appena i piccioni si saranno raffreddati li dovrete spolpare in piccoli pezzi ma non piccolissimi mentre le ossa andranno messe nel brodo di carne ancora caldo.
Tostate adesso in una padella le fette di pane con un po' di burro e un pizzico di sale ma senza annerirle, solo dorarle !!
Prendete una bella pirofila , ungetela con il filo di OEV o burro e adagiate uno strato di fette di pane,sopra fate uno strato di carne di piccione, spolverata di grana e di nuovo uno strato di pane, carne di piccione e grana, cosi' in modo da fare tre strati di pane e due di carne di piccione.L'ultimo deve essere di pane.Aggiungete per finire il sugo ristretto dei piccioni e il brodo di carne senza esagerare, non troppo umido !! Coprite la pirofila con carta stagnola e infilate in forno.Chi ha la fortuna di avere la cucina economica usi quella.Ci vuole piu' tempo (anche 3-4 ore )ma il risultato sara' sempre migliore.In forno sono sufficienti 90/100 min. a 150 gradi.Poi dipende anche dal forno, meglio se ventilato.A questo punto togliete la carta stagnola, spolverate con grana
e infilate la pirofila nel grill per 5-6 minuti per gratinare il tutto.
Versate in un piatto fondo un bel mestolo di brodo di carne fumante e adagiatevi sopra una fetta del pasticcio ottenuto.Io aggiungo ancora un po' di garana.Va mangiato al cucchiaio prendendo un po' di pasticcio e un po' di brodo.C'e' chi serve anche una tazza di brodo a parte.Buon appetito..

Da bere ?? Qui dicono che il top e' il Merlot, ma secondo me' ci sta' bene anche un buon Malbec...


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Vecchio 15-12-17, 07:59 PM   #2
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I dixe che el vien bono anca coe tortoree....

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Vecchio 15-12-17, 10:29 PM   #3
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I dixe che el vien bono anca coe tortoree....

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ghe voarie queste pero'...


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Vecchio 15-12-17, 11:04 PM   #4
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Ciao Giobica...per mangiare una....soppa coada...fantastica con carne e brodo di colombaccio...dei andare al agriturismo dalla Bella...a Nervesa della Battaglia (TV) noi in compagnia due tre volte a l'anno finita la stagione della caccia celandiamo a mangiare...ase massa bona.
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Vecchio 15-12-17, 11:14 PM   #5
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Vecchio 15-12-17, 11:27 PM   #6
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Marriavergine! La me g'ha fato vegnere i catarisi! Se cato qualche colombo zovine ea fàso!
Sono sicuro che anche se non l'hai mai fatta a te' verra' speciale...
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Vecchio 15-12-17, 11:34 PM   #7
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Azz ho qui in giardino una clientela di piccioni molto nutrita ma anagraficamente deve essere un po' in là con gli anni. Ci sono anche un paio di coppie di colombacci stanziali ma sono troppo ...simpatici e confidenti per farci dei pensieri mangerecci.
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Vecchio 15-12-17, 11:45 PM   #8
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I piccioni piazzaroli meglio lasciarli stare, fanno veramente schifo e credo che nemmeno le grosse palombe vadano bene.Ghe vol el coombin da nido ...Qui in zona c'e' ancora chi li alleva in voliera e di varie razze , ma non certo per usarli come piccioni viaggiatori.
Giobica non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 16-12-17, 12:13 AM   #9
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Bisognerebbe provare con i piccioni da carne appositamente selezionati , sono belli ciccioni! Gnaam, gnamm
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Vecchio 30-11-22, 12:57 PM   #10
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Ed oggi, per caso, ho inciampato nella storia della "Sopa Coada" a cura del giornalista gastronomo Gianpiero Rorato:
http://giampierororato.blogspot.com/...opa-coada.html
e, leggendo la storia, mi ha incuriosito anche la riportata preparazione , riferita altrettanto buona dal, sembrerebbe alquanto esigente buongustaio autore, con la gallinella giovane...
Ecco qua:
...Il giorno dopo in poco più di mezz’ora di treno giunse a Motta di Livenza e, seguendo le indicazioni, in pochi minuti fu nel ristorante che si trovava appena dopo un ponte sul vecchio ramo della Livenza. Un odore di cose buone s’espandeva per la sala creando buonumore in alcuni tavoli già occupati da belle brigate familiari. Fu accomodato quasi di fronte alla cucina e il profumo che s’espandeva da lì era proprio accattivante.
Non volle antipasti, ma subito la sòpa coàda.

“La sòpa coàda la faccio io personalmente, disse la signora e il procedimento è lungo ma abbastanza semplice. Faccio dunque rosolare nell’olio un trito di carota, sedano e cipolla e come imbiondisce metto a rosolare le parti nobili della gallina giovane e, a volte, anche di un bel pollo e, se lo trovo, di un cappone, assolutamente ruspanti, che acquisto in una casa di contadini. I polli e le galline degli allevamenti intensivi non vanno proprio bene, anzi, rovinano il piatto.


Quando la carne prende colore, la bagno con un bicchiere di vino bianco secco e, come questo evapora, la insaporisco di sale e pepe e la porto lentamente a cottura, tenendola inumidita con del brodo e quando è cotta la lascio raffreddare. Ma intanto ho preparato un buon brodo, mettendo in una pentola, a freddo, abbondante acqua, le verdure di rito, cioè sedano, carota e cipolla, le parti non usate del pollo, mezzo chilogrammo di carne di manzo da brodo, un bell’osso spugnoso e un pugnettino di sale. Faccio procedere bene la cottura e quando il brodo è pronto lo lascio raffreddare e lo sgrasso accuratamente. Lo riporto poi a bollore, così si riduce e intanto prendo i pezzi di pollo, levo la polpa dalle ossa e rimetto le ossa nella casseruola dove ho cotto il pollo e verso il brodo in questa casseruola tenendolo sempre a bollore, in modo che continui a ridursi e si arricchisca anche delle sostanze cedute dalle ossa.


Preparo a questo punto delle fette di pane raffermo che faccio saltare velocemente con del burro, così diventano più friabili. Prendo una teglia di coccio o una zuppiera dalla base piatta e dispongo sul fondo uno strato compatto di fette di pane, sopra vi metto uno strato di pezzi di carne che copro con abbondante formaggio grana grattugiato, poi ancora pane, carne, formaggio e pane, badando che alla fine gli strati di pane risultino dispari, tre o cinque. Filtro allora il brodo e lo verso bollente sugli strati in modo che risultino tutti ben imbevuti, stando attenta che il brodo non li copra eccessivamente.

Pongo quindi la zuppiera in forno, a fuoco basso, lasciandola covare per non meno di due ore, poi, se non è ancora l’ora di pranzo, la tengo in caldo sopra la piastra della cucina. Se fosse necessario, ogni tanto aggiungo del brodo. Dieci minuti prima di servire, cospargo la superficie con altro formaggio e fiocchetti di burro, rimetto in forno per alcuni minuti e alzo il calore di modo che il burro e il formaggio si sciolgano e la crosta assuma un bel colore dorato. Come ha visto prima, signore, la sòpa coàda va servita come fosse un pasticcio molto morbido, assolutamente non asciutta ma non troppo brodosa, semmai con una tazza di brodo bollente a parte. È così che la preparo io, come faceva mia suocera e prima ancora la sua dal 1920, quando la nostra famiglia ha acquistato questo ristorante.”
__________________
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Tag
coada, sopa

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