Il forum sulla caccia e sulla cinofilia

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Vecchio 14-08-20, 11:52 PM   #1
fulviogp
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predefinito Il Cervo

Provo ad introdurre un nuovo motivo di discussione su un animale che non tutti hanno avuto la possibilità di cacciare.
E si, penso che in Italia sia ritenuto dalla maggior parte dei cacciatori la preda più ambita, "il Nobile" per eccellenza.
Sicuramente, il maschio, è il più maestoso degli ungulati nostrani e lo si può cacciare sia in montagna che in pianura ed è proprio l'habitat che può fare la differenza sul calibro da adottare.
Io ho avuto modo di "insidiarlo" solamente in pianura, sia alla selezione che da altana durante una battuta che alla cerca.
Ebbene si, devo ammettere che, come nel genere umano, anche nei cervi la femmina è più sveglia, attenta, difficile, non per nulla, in un gruppo formato da entrambi i sessi è sempre la femmina che tira il branco.
Se devo essere sincero, nel mio ambiente, fra cervo, daino e cinghiale, spinti fuori dal bosco, sulle radure, il cervo è quello più facile da "incanalare" nell'ottica, una volta trovatisi all'aperto esitano generalmente alcuni secondi per capire la direzione da prendere che per loro può essere fatale, ovviamente se si ha un pochino di esperienza, mentre i suoi compari di minor stazza (daino e cinghiale) generalmente escono, se escono, a tutta velocità e piombano senza rallentare nel bosco più vicino.
Una femmina adulta arriva a 120/130 kg mentre un maschio può raddoppiare il peso.
Complicato è “selezionare” quando vengono spinti e sono in gruppo, per ovvi motivi di celerità nell’individuare l’esemplare da “attingere” e nell’esecuzione del tiro, spesso molto impegnativo, per il quale occorre anche della malizia.
In che senso malizia, penserà qualcuno? Qualora ad esempio ripartano prima di aver potuto sparare, occorre mantenere nell’ottica l’animale prescelto e seguirlo sino all’ingresso del bosco, dove generalmente rallentano e si incolonnano e gli ultimi rimangono fermi alcuni secondi in attesa di poter accedere al passaggio, nei quali può essere loro fatale (non è però facile).
La maggior parte ambisce al cervo maschio esclusivamente per il trofeo, io, personalmente, preferisco in primis sempre godere della bella azione di caccia e del bel tiro, sarà anche perché non mi interessa esporre i trofei, ma è ovviamente soggettivo (qui lo so, sono assolutamente in minoranza, altrimenti non si spiegherebbe come vi siano “cacciatori” che spendono migliaia di € per sparare a esemplari mezzi rimbambiti in riserve simil allevamenti allo stato semibrado…..).
Per quanto constatato, entro i 200 mt, un 7x64 o un 30-06 sono sufficienti, per distanze maggiori un 7RM, un 300 WM, un 8x68 possono dare più garanzie.
Il discorso parrebbe complicarsi nel periodo del bramito…..
Io, per quel poco che ho visto, penso che la scelta dei calibri non debba assolutamente cambiare e vi dico la mia opinione.
Durante questo periodo secondo molti il cervo maschio si trasforma in una sorta Hulk, sopportando avversità da vero supereroe, ma anche no.
Durante i calori, molti maschi praticamente non mangiano, si muovono molto per allontanare eventuali avversari giovani quando non debbano combattere con altri maschi dominanti per difendere il proprio harem.
A causa di ciò, soprattutto verso la fine, sono molto spossati e non serve quindi nessun calibrone ipermagnum, anzi, io con il mio umile 30-06 in passato usavo delle Norma SP da 150 grs, problemi 0!
Per dirla tutta, io non mi sono mai preoccupato delle munizioni, ho sempre solo dato importanza al giusto piazzamento del colpo.
Oggi, dopo averle adeguatamente provate, delle belle Barnes TTSX da 150/165 grs dico che sono assolutamente idonee per peso e durezza nei 7mm e 30, su un 8x68 180/200 grs, sempre e solo palle ad espansione e non a frammentazione che ho visto che creano sempre gelatina, oltre ai problemi altrove esposti, anche con le Hasler Hunting.
Non ritengo nemmeno il cervo un grande incassatore, nemmeno lontano parente del cinghiale.
La cosa che più mi scoccia è la sua eviscerazione, faccio il triplo fatica rispetto al cinghiale….. sul fatto di trasportarlo/caricarlo, senza idonei mezzi sorvolo.
A livello culinario? Bha, io non ne vado pazzo, gli preferisco il daino, qualora decida di mangiarlo, sempre e solo un giovane dell’anno.
A livello ecologico, quando si trova in gran sovrannumero, sono un vero dramma, in grado di devastare il futuro dei boschi, brucando i ricacci, le nuove piantine, le punte delle piante giovani, per non parlare degli scortecciamenti invernali, son delle capre giganti.
Mi scuso in anticipo perché, molto probabilmente, ho buttato lì diversi argomenti a riguardo alla veloce, anche un po’ a casaccio, poco tempo, sicuro però che avremo modo di discuterne insieme in modo più specifico e razionale.
fulviogp non è in linea   Rispondi quotando
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Vecchio 15-08-20, 12:48 AM   #2
Sereremo
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Da noi hanno fatto le assegnazioni ieri, c’è ne sono24 da abbattere quest’anno. Si comincia il 16/8 con i fusoni fino a metà settembre, poi un mese di fermo (la caccia al bramito è vietata) e poi via fino a metà dicembre con maschi, femmine e piccoli.
Vedremo cosa ci riserverà la fine di questo 2020.
Per i calibri, in famiglia siamo restati ai 7mm remington e brenneke in funzione delle zone di caccia. Il 300wm e 8x68 sono altresì validi e ci si era fatto più di un pensiero, ma voglio vedere ancora la 168ABLR lavorare perché lo scorso anno mi ha davvero positivamente impressionato come penetrazione e durezza.
A livello di “forza” concordo nel dire che il cinghiale stupisce sempre per la capacità di incassare, ma il cervo non è da meno salvo colpire con precisione zone risolutive.
Concludo dicendo che la caccia al Cervo, almeno da noi nelle prealpi e Alpi Orobiche, è una caccia di magra soddisfazione perché riuscire solamente a vederlo alle distanze canoniche è difficile, come altrettanto lo è piazzare un colpo risolutivo a causa della scarsa visibilità che c’è durante il pascolo. Nelle esigue radure in mezzo ai boschi è più facile trovarlo in orari umani, ma localizzare e organizzare una postazione di tiro da il suo bel da fare per tutto l’anno. Forse è meglio così.
Sereremo non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 15-08-20, 06:38 AM   #3
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Grazie Fulvio. Non ho mai avuto la fortuna di ammirare un Cervo e grazie alla tua introduzione mi è parso di essere proprio lì, ai margini del bosco....

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Vecchio 15-08-20, 09:04 AM   #4
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Gran bella discussione....grazie Fulvio!!!

Colgo l'occasione per augurare a Tutto il Forum un buon Ferragosto.

Un salutone
Alberto
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Vecchio 15-08-20, 09:47 AM   #5
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Ciao,
dal tuo post si percepisce il tuo trasporto emotivo nel descrivere l’ approccio con il bellissimo cervo.
Vivendo e cacciando nelle zone meno antropizzate d’ Italia, ho potuto constatare comportamenti molto diversi da parte di cervi e altri ungulati.
Per fare un esempio abbiamo branchetti di camosci che vivono vicino a impianti di risalita, rifugi o sentieri turistici trafficati.
Sono talmente abituati alla presenza dell’uomo che cacciarli è quasi disonesto da parte nostra, data la facilità di avvicinamento.
Il cervo non si stabilisce in queste zone e difficilmente si adatta alla frequentazione umana avendo molte possibilità di rifugiarsi in zone nelle quali l’ uomo ci mette raramente i piedi.
Questi cervi, e anche gli altri ungulati sono estremamente sospettosi, hanno abitudini quasi totalmente notturne, tutt’ altro che facilmente cacciabili, tra gli ungulati i più difficili da avvicinare, solo durante il bramito si muovono alla ricerca di compagne e si cacciano con più facilità, ma la caccia è chiusa in quasi in tutte le riserve e le situazioni sono completamente diverse.
Abbiamo zone ricchissime di acqua e cascatelle in cui il rumore di fondo ci aiuta a non farci sentire, altre in spugnosa dolomia dove l’ acqua è rarissima e il silenzio è totale. In vallate tondeggianti si trasmette il rumore di un rametto spezzato a distanze inimmaginabili. I cervi con le loro maxiorecchione ti sentono e sono giù all’ erta.
Hai definito la caccia al cervo come facile, bramito a parte, qui da me è la più complicata e bella.
Ciao
Guli51
PS: Come può cambiare il modo di cacciare.
Piccolo OT sul Muflone e orso.
In zone dove si è fatta massiccia la presenza dell’ orso i mufloni, una volta tontarelli, sono diventati quasi isterici, al primo piccolo fruscio degli scarponi su foglie secche partono a 1000 all’ ora, anni fa ti guardavano per un po’ e controllavano incuriositi.
Oggi l’ amico Yoghi e dissennati prelievi ne hanno fatto strage e i “pochi” che sono rimasti vivi sono diventati sospettosissimi. E’ diventato più facile cacciarli fuori dalla vegetazione in alta quota che non alla cerca nel bosco a mezza montagna nel loro habitat preferito.
guli51 ora è in linea   Rispondi quotando
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Vecchio 15-08-20, 09:53 AM   #6
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In futuro mi piacerebbe veramente poterne prendere uno, per il momento mi accontento di guardarli... In questi giorni, vigilia dell'apertura al capriolo maschio nel mio CA, durante alcune esplorazioni serali mi è capitato di vederli bruciare insieme. Ho notato, non so se sia un caso o meno, che è molto meno facile avvicinarsi rispetto al più piccolo parente: pure con vento a favore sembra che riescano a fiutarmi o sentirmi sotto i 30/40 metri, mentre i caprioli sono ancora tranquilli e con la testa "nel piatto".
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Vecchio 15-08-20, 10:23 AM   #7
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Grazie Fulvio per la discussione che hai aperto, che già è ricchissima di spunti da sviluppare e di informazioni da tener di conto.

Consiglio a tutti coloro che hanno interesse nell' argomento di ascoltarlo con attenzione e di bere l' acqua del suo fiume di esperienza.

Buon Ferragosto a tutti!
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Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)
Alessandro il cacciatore non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 15-08-20, 12:57 PM   #8
fulviogp
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Hai definito la caccia al cervo come facile, bramito a parte, qui da me è la più complicata e bella.
Mi sono forse spiegato male, ma l'avevo anticipato , sono più facili al tiro quando escono, spinti, nelle radure (i daini corrono come il vento e i cinghiali, salvo rari casi, al pulito non si riesce nemmeno a farli uscire, ho anche osservato, da altana, come "i porcellini", spinti dai battitori, vadano avanti per poi sterzare e con un semicerchio vanno a riposizionarsi alle spalle degli stessi, non c'è che dire, son furbi).

---------- Messaggio inserito alle 12:57 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 12:22 PM ----------

La caccia in selezione al cervo, così come al bramito, è quella che più mi lascia perplesso.
Mi spiego: secondo me spessissimo, dove consentito, di selezione non ha proprio nulla in quanto, la stragrande maggioranza, cerca sempre di abbattere il più bello e il più maestoso, per gongolarsi con gli amici, magari dopo averlo appiccicato al muro.
Proprio la parola stessa "selezione", in ambito venatorio, dovrebbe essere esplicativa: abbattere gli animali meno idonei alla sopravvivenza della specie, selezionando i peggiori, mentre quando hanno della "ramaglia" in testa si spera di abbattere il più bello.....
Anche sul discorso bello/brutto si dovrebbe aprire un capitolo a se: bello o brutto cosa vuol dire?
Ci risiamo, sempre valutando solo il trofeo!
Ci sono anche altri parametri: l'età, la stazza, il portamento, l'atteggiamento.....
Quando sento di personaggi che credono di essere selezionatori perché hanno abbattuto una terza testa fantastica, promettente, sano, in carne perché l'alternativa era un coronato, ma vecchio e in regresso, con abitudini appartate, mi vien voglia di girargli la canna della carabina attorno al collo, ma non potendolo fare mi limito al: "tu, di cervi, non capisci una mazza, dedicati al gioco delle bocce, potrebbe essere la tua strada".
Per non parlare delle femmine, per la stragrande maggioranza, una vale l'altra: assolutamente no!
Qui ancora di più conta l'esperienza nella valutazione, soprattutto se si deve fare a colpo d'occhio, una cosa è certa, sempre evitare di abbattere la femmina che tira il branco, si lascerebbe il resto del gruppo senza guida, senza la più esperta e furba!
Vanno abbattute le vecchie a fine carriera, quelle con i "musoni" lunghi, magari non più in piena forma.
Però lo so: "se non tiravo a quella/o quest'anno il cervo non lo facevo".....meglio passare da imbecille che da nullatenete, son gusti.
fulviogp non è in linea   Rispondi quotando
Grazie enrico.83, costa Ha ringraziato per questo post
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Vecchio 15-08-20, 12:59 PM   #9
jonni.mol
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Originariamente inviata da fulviogp Visualizza il messaggio
come "i porcellini", spinti dai battitori, vadano avanti per poi sterzare e con un semicerchio vanno a riposizionarsi alle spalle degli stessi, non c'è che dire, son furbi).
Premetto che da noi (Canton Ticino, Svizzera) possiam fare battute da al massimo 4 persone, senza cani e silenziose. Però ho visto fare la stessa cosa dai cervi anche se meno spesso

Rimane il fatto che sono animali molto furbi anche se secondo me più facili da "fregare" rispetto ai cinghiali..
Caccio prevalentemente alla cerca in bosco (con un 9.3x62 ) ed i cervi se li muovi una volta puoi star quasi sicuro che dopo un paio di giorni li ritrovi allo stesso posto.. i cinghiali invece no. Che svantaggia il cervo secondo me è la sua attitudine abitudinaria, se deve cambiare percorso lo fa solo per poco e poi torna a fare quello che faceva prima di esser disturbato..
jonni.mol non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 15-08-20, 01:14 PM   #10
Livia1968
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Allora Fulvio, approfitto della pausa tra una portata e l'altra del pantagruelico pranzo, e ,prima che la discussione diventi troppo per gli addetti ai lavori, per farti qualche domanda da persona che non ha mai visto un cervo in natura.
La prima domanda che mi viene in mente riguarda appunto il famoso bramito. Mi sembra di aver capito che questo è il verso che accompagna la stagione degli amori. A tal proposito volevo chiedere : È consentito il richiamo per attirare il maschio? È efficace? Lo chiedo perché, immagino che ,se il verso non è accompagnato dall odore ed essendo il cervo , da quanto ho letto dai vostri racconti, animale molto diffidente, potrebbe non cascarci.....
A proposito della diffidenza di questo animale, bisogna avere particolari accorgimenti nel vestiario per poterlo avvicinare?
Mi scuso in anticipo se queste domande risultano banali ai più, ma , credo che farsi spiegare da chi ha esperienza sul campo del comportamento e abitudini di un animale che non è proprio facilissimo incontrare , sia l anticamera per poterne parlare in maniera più approfondita. Ed io da assoluta ignorante in materia inizierei proprio dal momento dell avvicinamento, dell orario, del luogo.

PS. Sarebbe meraviglioso se questa discussione non venisse inquinata da polemiche becere. Il Cervo è un animale troppo nobile per permettere che si possa sporcare una discussione che tratti la sua caccia.

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