Ripopolamenti starne.

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  • schiopparo
    ⭐⭐
    • May 2010
    • 387
    • Paliano
    • Setter Inglese

    #1

    Ripopolamenti starne.

    Chiedo a tutti gli intenditori di starne e non,se qualcuno puo dare consigli basati sull'esperienza dei passati ripopolamenti di starne. Se qualcuno ha qualche passata esperienza sia positiva che negativa sarebbe troppo cortese se la inserisse sul forum. cosìcchè chiunque abbia la minima idea di ripopolare con questa,non possa "perdersi in banalità".
    Grazie a tutti i partecipanti.
    Saluti.
  • Filippo Ubaldi
    ⭐⭐
    • Oct 2008
    • 847
    • Umbertide (pg)
    • Setter Inglese Bracco Italiano

    #2
    Oddio, non è che l'argomento sia liquidabile con due parole... Ma che tipo di ripopolamento hai in mente? Cioè, quali sono le finalità? Una ZAC temporanea su cui serve avere degli animali sui quali allenare i cani? Una ZRC dove un associazione venatoria ha interesse di tentare l'impresa di ricreare alcune brigate? Una riserva privata? A seconda di quello che hai intenzione di fare puoi decidere che strada prendere, quale sia il metodo con il maggior rapporto costi/benefici... Comunque in tutti i casi non è impresa da poco, ma per chi si professa vero appassionato del cane da ferma è comunque da tentare. [vinci]

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    • Astore75

      #3
      Le finalità del buon fabio sono quelle di ricreare una popolazione stabile di starne nel suo atc
      una impresa non impossibile,ma sono sicuro che se anche riuscisse nell'intento tutto sarebbe vanificato all'apertura della caccia,meglio tentare di ripopolare dentro un parco nazionale...
      Saluti

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      • nettuno56
        ⭐⭐⭐
        • Sep 2010
        • 1047
        • firenze
        • setter inglese

        #4
        Astore ha ragione, il problema non è immettere ,curare i selvatici,magari creare le condizioni ambientali giuste" seminativi a varie specie di granaglie.", L' ostacolo principale sono gli altri, che alla successiva apertura fanno macelleria.Occorrerebbero alcuni anni, prima di ricreare le brigate naturali, oggi giorno con l' ignoranza che c'è, non basterebbero mille anni .
        sigpic Chi fa la posta alla Beccaccia è uno ....... [bi]Nato non fui,per lavorare come un ciuco, ma per seguitar cani e selvaggina

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        • schiopparo
          ⭐⭐
          • May 2010
          • 387
          • Paliano
          • Setter Inglese

          #5
          Caro Mario sapevo che saresti intervenuto,mi fà piacere che ti sei reso partecipe della discussione. La mia idea Filippo sarebbe quella della chiusura a zone,ovvero di suddividere il territorio in ampie zone da chiudere per qualche anno (non solo alla starna),dopo aver collaborato in molti alla riduzione minima dei predatori,si dovrebbero immettere soggetti di qualità riproduttori. Dopo l'immissione chiaramente si provvederà a richiamare e foraggiare le starne al fine di farle sconfinare il meno possibile. Procedere così con la rotazione dei terreni,ed a fine ciclo i soggetti sopravvissuti ed ambientati possono essere il futuro della starna. Come dice Mario (astore) all'apertura della caccia se non si effettuano abbattimenti controllati sarebbe tutto inutile. Per cui sarebbe di rigore un attento monitoraggio ed una collaborazione con gli enti competenti nel controllo dei capi abbattuti. Poi se si vuole fare un ripopolamento di quelli seri,in una riserva privata,in una ZRC od in una Zac sarebbe molto,molto più facile e gestibile.Purtroppo però non sono titolare di nessuna di queste,quindi l'unica è su territorio libero,ma si ottengono risultati soltanto con la collaborazione di molti.Il fatto è che qui una tale idea verrebbe scartata a prescindere.Almeno sul forum voglio comunicare quello che secondo me sarebbe il metodo più adatto. Per cui chiedo il parere di molti.
          Saluti

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          • nettuno56
            ⭐⭐⭐
            • Sep 2010
            • 1047
            • firenze
            • setter inglese

            #6
            Le migliori gestioni faunistiche" venatorie", lasciamelo dire che ho 38 porto d' armi le facevano, nei tempi andati i cacciatori. Gli organi preposti, come giustamente li chiami , sono degli stipendifici,a cui non importa un c.... di noi cacciatori e dei nostri problemi.Le starne sono un selvatico delicato, che ha bisogno, per riattecchire sul territorio di gestioni agricolo venatorie complesse,che si possono sviluppare solo con la collaborazione diretta fra cacciatori e agricoltori.Da un mio personalissimo punto di vista, i nostri malanni di pennaioli, sono causati da una gestione scellerata dei cinghiali.Questo problema è sentito molto in Toscana dove risiedo, pensa che 25 anni fa il cinghiale era confinato nella maremma Toscana e nella mremma Laziale, poi le varie ass ven, con il placet degli agricoltori e la compiacenza della regione , immisero i cinghiali. Morale della favola?In un lasso di pochi anni la selvaggina stanziale iniziò a diminuire, fino a oggi che troviamo la nebbia!Questa è la mia esperienza,comune a tanti altri pennaioli inc.....
            Ultima modifica nettuno56; 17-10-10, 07:41.
            sigpic Chi fa la posta alla Beccaccia è uno ....... [bi]Nato non fui,per lavorare come un ciuco, ma per seguitar cani e selvaggina

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            • schiopparo
              ⭐⭐
              • May 2010
              • 387
              • Paliano
              • Setter Inglese

              #7
              Infatti oltre ai nocivi ci sono anche gli opportunisti,cioè come ben ha detto Nettuno anche i cinghiali rappresentano un serio problema,come anche cani e gatti randagi fanno la loro parte. Questo soltanto parlando di predatori,ma se entriamo nel discorso agricoltura ci sarebbe molto da dire. In due parole voglio elencare quelli che secondo me sono i problemi più gravi in agricoltura. Si parla della meccanizzazione agricola,è vero è la causa di molte morti,ma se attuati gli opportuni accorgimenti si possono ridurre al minimo le % di morti. Basta applicare le barre d'involo al mezzo agricolo,lavorare a velocità basse,sfalciare 20 cm in più da terra,ritardare di 10 giorni lo sfalcio. Questi semplici accorgimenti possono salvare qualche rara nidata.Per la chimica applicata all'agricoltura è un vero guaio,basti pensare che c'è chi effettua un trattamento a base di insetticita a 15 giorni dalla maturazione,oltre ad avere ripercussioni sulla salute umana pensate tutti i merli,i tordi ed i storni che si ciberanno di uva ed olive così trattate. l'alternativa anche qui è semplice,basta utilizzare le trappole per insetti,facilmente costruibili a casa rivoltando il collo della bottiglia di plastica dentro la stessa a mo di imbuto. Per l'attrattivo o lo si compera (che garantisce l'efficacia),in alternativa buoni risultati li garantisce anche un acqua ristagnante con immersi scarti di carni e pesce andati a male. collaborare con gli agricoltori non vuole solo dire incentivarli a coltivare determinate piantaggioni,ma anche,anzi direi soprattutto indirizzarli (anche se sarebbe giusto imporli) a seguire le innovazioni alternative. Non per ultimo metto il bracconaggio,per questo sono proprio le mentalità della gente che devono cambiare,quel poco che si può fare è indirizzarli a capire,oppure incaricare gli enti di monitorare attentamente. Come notiamo è un duro lavoro,che và affrontato in molti e con l'idea di scartare severamente i furbi. Ogni sacrificio se fatto con i dovuti accorgimenti sarà poi una soddisfazione.
              Saluti

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              • Astore75

                #8
                io mi chiedo quanti cacciatori sono interessati ad un serio progetto di reintroduzione della starna nel tuo atc?

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                • schiopparo
                  ⭐⭐
                  • May 2010
                  • 387
                  • Paliano
                  • Setter Inglese

                  #9
                  Molti,molti pochi caro Mario. A sparargli piacerebbe a tutti,ma a rimboccarsi le maniche e lavorare per il proggetto interessa a pochi...!!!!

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                  • ojaja
                    ⭐⭐⭐
                    • Feb 2009
                    • 3374
                    • olbia
                    • segugi istriani,bassotti tedeschi,jagd terrier

                    #10
                    Originariamente inviato da schiopparo
                    Infatti oltre ai nocivi ci sono anche gli opportunisti,cioè come ben ha detto Nettuno anche i cinghiali rappresentano un serio problema,come anche cani e gatti randagi fanno la loro parte. Questo soltanto parlando di predatori,ma se entriamo nel discorso agricoltura ci sarebbe molto da dire. In due parole voglio elencare quelli che secondo me sono i problemi più gravi in agricoltura. Si parla della meccanizzazione agricola,è vero è la causa di molte morti,ma se attuati gli opportuni accorgimenti si possono ridurre al minimo le % di morti. Basta applicare le barre d'involo al mezzo agricolo,lavorare a velocità basse,sfalciare 20 cm in più da terra,ritardare di 10 giorni lo sfalcio. Questi semplici accorgimenti possono salvare qualche rara nidata.Per la chimica applicata all'agricoltura è un vero guaio,basti pensare che c'è chi effettua un trattamento a base di insetticita a 15 giorni dalla maturazione,oltre ad avere ripercussioni sulla salute umana pensate tutti i merli,i tordi ed i storni che si ciberanno di uva ed olive così trattate. l'alternativa anche qui è semplice,basta utilizzare le trappole per insetti,facilmente costruibili a casa rivoltando il collo della bottiglia di plastica dentro la stessa a mo di imbuto. Per l'attrattivo o lo si compera (che garantisce l'efficacia),in alternativa buoni risultati li garantisce anche un acqua ristagnante con immersi scarti di carni e pesce andati a male. collaborare con gli agricoltori non vuole solo dire incentivarli a coltivare determinate piantaggioni,ma anche,anzi direi soprattutto indirizzarli (anche se sarebbe giusto imporli) a seguire le innovazioni alternative. Non per ultimo metto il bracconaggio,per questo sono proprio le mentalità della gente che devono cambiare,quel poco che si può fare è indirizzarli a capire,oppure incaricare gli enti di monitorare attentamente. Come notiamo è un duro lavoro,che và affrontato in molti e con l'idea di scartare severamente i furbi. Ogni sacrificio se fatto con i dovuti accorgimenti sarà poi una soddisfazione.
                    Saluti
                    caro fabio,la questione non e affatto semplice per una serie infinita di problemi.parto dal principio..tu avresti potuto titolare la discussione anche "ripopolamento di pernici" o qualsiasi altro ripopolamento che alla fine i problemi gestionali sarebbero identici.. una domanda:di quanti ettari e conposto il tuo ATC??? pensare di ripopolare migliaia di ettari non e cosa per niente semplice..la starna in particolare,per quanto ho letto, presenta ulteriori problematiche legate all'agricoltura in primis ma anche al suo errantismo... cmq ammettiamo che tu riesca ad immettere,trovandoli,dei ceppi buoni ,frutto di qualche serio allevamento.. per ottenere un risultato soddisfacente dovresti convincere centinaia(o migliaia???) di cacciatori dell'atc a non cacciarle per almeno 3 anni(e qui gia la dirigenza dell'atc dovrebbe redare un calendario ad hoc...) impegnarsi strenuamente nella lotta contro i nocivi(ma in quanti "perderebbero tempo" nel cacciare volpi e cornacchie,cani e gatti non si toccano..) eliminare la piaga del bracconaggio,altra impresa non facile..e chissa che altro!!
                    inoltre il discorso agricoltura e tutt'altro che facile da affrontare... se tu dovessi chiedere agli agricoltori di cambiare il loro sistema di agricoltura strettamente legato alla chimica in una di lotta integrata,devi pensare che ti scontreresti con numerosi fattori ,non ultimo la scarsa conoscenza da parte di questi delle tecniche di colture bio ,tra l'altro non sempre funzionanti. penso che i pesticidi,con buona pace di chi la pensa diversamente continueranno a farci compagnia per tanto tempo e una loro riduzione ci sara solo con l'introduzione degli OGM ma qui mi fermo perche si aprirebbe un discorso senza fine... ti ricordo inoltre che convincere gli agricoltori a lasciare parti di coltivo a perdere non sarebbe difficile ma... e chiaro che queste "perdite" andrebbero rimborsate..farlo su migliaia di ettari e piu difficile! altro dubbio..
                    supponiamo che "l'operazione" riesca su una superficie di 3-4 mila ettari,che non sarebbero pochi... in quanti si "presenterebbero" ad una eventuale riapertura della starna su quei terreni??? anche supponendo un solo capo per settimana o un totale di 3-4 a stagione ,ti sei chiesto quante migliaia di starne occorrerebbero per saziare gli appettiti venatori di ,supponiamo 3000 cacciatori??? tra l'altro devi tener conto che si dovrebbero prelevare gli "interessi lasciando intatto il capitale"...fabio,insomma si dovrebbe quantificare un ripopolamento riuscito in alcune decine di migliaia di selvatici,meta non facile da raggiungere...
                    i tuoi sono ottimi propositi ma se si tenta l'impresa da soli ,la vedo mooolto dura! certe cose le dovrebbe tentare un'associazione capace di gestire risorse umane ed economiche su larga scala anche se mi sembra di capire che certe intenzioni nel tuo atc sono ben lungi dal venire.sarebbe stato un discorso diverso se il singolo avesse a disposizione una certa zona e tentasse dei lanci per coltivare il proprio orticello ma cosi....mah!! vediamo cosa dicono altri....

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                    • Astore75

                      #11
                      il punto e questo:a molti piacerebbe sparare le starne fino all'ultima diciamocelo chiaro tra l'altro l'insana politica venatoria porta ancora oggi con i loro metodi gestionali che nulla hanno di vera e sana gestione ma solo puro bilancio, una visione prettamente consumistica e i lanci prontacaccia sono un esempio eclatante,se poi aggiungiamo le agenzie venatorie che pubblicizzano mattanze senza limiti e pure nel periodo riproduttivo allora tutto questo fà capire che la mentalità della gran parte dei fruitori di questa nobile passione và un pò alla deriva.
                      Ho visto foto di carnieri mostruosi che nulla ha a che spartire con la caccia ma solo un razziare o depredare e di questo bisogna farsi un esame di coscienza.
                      saluti

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                      • costa
                        ⭐⭐
                        • Feb 2009
                        • 883
                        • Viterbo/San Nicandro G./Monticelli d'Ongina/Crotta d'Adda

                        #12
                        Vuoi fare un bel ripopolamento di starne? trova un ettaro di terra in mezzo ad un parco in zona a prevalente pascolo, almeno a 10 km dalla prima zona cacciabile; ci costruisci sopra una voliera con altezza minima di 5 metri e media di 6,5 e ci semini vecia, orzo e cicoria; la suddividi in 100 voliere (25x4 m2) più piccole dotate ognuna di mangiatoia, abbeveratoio, zona riparata da vento e pioggia, area per bagno di sabbia e un mucchio di letame fresco per gli insetti; procutati 100 coppie di starne di cattura (?!? in croazia, serbia, grecia?) a marzo, le metti dentro ogni mini voliera e le lasci fino a fine luglio quando gli starnotti dovrebbero già saper volare; ci alleni tutto agosto e settembre e se vuoi fare ancor di più prima di liberarle le metti in una piccola gabbia 2x2 per una notte così le fai spaventare da volpi et alius. Ecco questo è un buon ripopolamento; i problemi?: trovare il terreno ma soprattutto le starne; i costi a cui bisogna aggiungere la mano d'opera e il controllo(senza queste il costo dovrebbe aggirarsi intorno alle 10 euro per starna immessa); il permesso: a livello burocratico è praticamente impossibile farlo.
                        Ciao

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                        • Filippo Ubaldi
                          ⭐⭐
                          • Oct 2008
                          • 847
                          • Umbertide (pg)
                          • Setter Inglese Bracco Italiano

                          #13
                          Originariamente inviato da schiopparo
                          . La mia idea Filippo sarebbe quella della chiusura a zone,ovvero di suddividere il territorio in ampie zone da chiudere per qualche anno (non solo alla starna),dopo aver collaborato in molti alla riduzione minima dei predatori,si dovrebbero immettere soggetti di qualità riproduttori. Dopo l'immissione chiaramente si provvederà a richiamare e foraggiare le starne al fine di farle sconfinare il meno possibile. Procedere così con la rotazione dei terreni,ed a fine ciclo i soggetti sopravvissuti ed ambientati possono essere il futuro della starna. Come dice Mario (astore) all'apertura della caccia se non si effettuano abbattimenti controllati sarebbe tutto inutile.
                          Bè in linea di massima il sistema è giusto. Poi si può approfondire ogni singolo punto, come la scelta dei riproduttori, i metodi di immissione, la scelta delle zone ecc. I punti fermi sono e devono essere(se si vuole creare qualcosa che non sia di breve durata): controllo dei predatori, e chiusura della caccia alla starna, anche e soprattutto al di fuori degli ambiti protetti.

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                          • michele.paini
                            ⭐⭐⭐
                            • Apr 2008
                            • 1101
                            • piombino
                            • setter inglese

                            #14
                            Non si riesce a far ripopolare i fagiani che sono molto più coriacei delle starne ed ancora rincorriamo i sogni...
                            Il problema signori è l'ambiente e l'intervento di costa è sostanzialmente corretto, ma chi volete che sperperi soldi per ricreare habitat del genere?
                            Astore ha colto il segno dicendo che tutto fa riferimento al bilancio...
                            Sarebbe ancora possibile recuperare la stanziale se solo ci fosse un effettiva volontà di farlo e non solo una politicizzazione della stessa.
                            I nocivi ci sono sempre stati, ma la differenza tra ieri ed oggi è che oggi li governiamo con i ripopolamenti incrementandone le capacità riproduttive, perchè come si sa ogni specie si riproduce tanto più quanto più alte sono le disponibilità ambientali e signori il nostro territorio è atto ad ospitare solamente le specie nocive, perchè un fagiano o una starna non hanno ne sostentamento alimentare ne tanto meno ambiente ove potersi riparare ed indebolendosi gli animali immessi divengono facile preda decretando proprio l'incremento dei nocivi.
                            Un cane che si rincorre la coda....
                            Invece di gettare i soldi dei cacciatori al vento sarebbe opportuno valutare attenatmente i ripristini ambientali che è possibile fare, ricreare le condizioni atte allo sviluppo ed al sostentamento della fauna stanziale, in particolare nei mesi da gennaio a giugno periodi in cui nell'ambiente non vi sono granaglie atte all'alimentazione.
                            Solo successivamente si possono spendere soldi per ripopolare cosa vogliamo, ma come sempre l'egoismo e l'ignoranza umana si fanno sentire e si preferisce lanciare capi perchè all'apertura dobbiamo ammazzare....
                            L'atc ha immesso 100 capi, tutti son contenti, l'atc non ha immesso capi, ma ha sfruttato i soldi per seminare colture a perdere e ripristini ambientali vari...tutti contro l'atc....

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                            • Filippo Ubaldi
                              ⭐⭐
                              • Oct 2008
                              • 847
                              • Umbertide (pg)
                              • Setter Inglese Bracco Italiano

                              #15
                              Originariamente inviato da michele.paini
                              Non si riesce a far ripopolare i fagiani che sono molto più coriacei delle starne ed ancora rincorriamo i sogni...
                              ..
                              Michele premetto che in alcune cose sono daccordo con te, ma dire che è tutto inutile mi sembra esagerato. Dalla mia esperienza ho visto che se si lavora bene all'interno delle ZRC, di stanziale di qualità se ne tira fuori. Poi si sa costruire selvaggina di qualità è dura, fare ripopolamenti facili facili con "selvaggina" presa e lanciata, e poi vantarsi coi cacciatori... è fin troppo semplice. E non lo fanno solo i gestori degli ambiti. Comunque ti dicevo, non so se mi trovo in una zona particolarmente più fortunata della tua(non credo), ma ho visto che, se si vuole, risultati se ne ottengono. Poi sta al buon senso dei cacciatori preservare il patrimonio faunistico...
                              Per quello che riguarda i nocivi, penso che la situazione oggi è molto peggiorata, complice anche un graduale disinteresse degli enti da questo punto di vista.
                              P.s. Nelle nostre zone la coltura che va per la maggiore è il tabacco!!!

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