Poi, ho letto che il TAR del Veneto ha rigettato il ricorso della Lac sul calendario venatorio 2011/2012, con la motivazione che: a) il parere ISPRA allegato dai ricorrenti non risultava aggiornato alle mutate condizioni della specie che era stata inserita in calendario (in questo caso il combattente); b) la Regione ben può discostarsi dai pareri ISPRA quando motiva puntualmente, dato che nel caso di specie i pareri forniti sulla fauna stanziale non sono risultati adeguatamente rapportati alla realtà regionale.
Insomma, ben possono essere superati i pareri ISPRA (cioè quelli dell’autorità scientifica deputata per legge a renderli) quando i dati in possesso dell’amministrazione siano maggiormente in grado di offrire una visione aderente alla realtà del momento.
La tavola rotonda sui calendari venatori, che ha tenuto banco in questi mesi, si è svolta in sostanza sulla base di un unico presupposto: agganciare la caccia a criteri scientifici che giustifichino il prelievo venatorio di certe specie per un dato periodo. L’autorità preposta è stata individuata nell’ISPRA, in quella stessa ISPRA che non è sempre in grado, come rilevano i giudici veneti, di offrire un quadro tecnico-scientifico aderente alla realtà del momento storico. Si sono visti tuoni e fulmini, attacchi a colpi di comunicati stampa, operazioni denigratorie dirette a chi ha sostenuto che, forse, le indicazioni fornite dall’ISPRA non sono così inattaccabili come si vuol far credere, se raffrontate a dati più realistici in possesso dei cacciatori italiani e di altri organismi europei.
In questi mesi abbiamo assistito ad un balletto indecoroso, ad un tentativo di togliere ai cacciatori sempre di più sulla base della necessità di ancorare la caccia del futuro a criteri scientifici. Ed abbiamo assistito, con sommo disgusto, a posizioni che tentavano di imporre un’accettazione supina di quanto stabilito dall’ISPRA, l’unica fonte spacciata per legittima portatrice del verbo sacro in materia faunistico-venatoria.
Ora alcuni giudici amministrativi hanno vagliato una questione specifica, ma hanno posto principi che vanno ben oltre il caso concreto oggetto di sindacato. I pareri dell’ISPRA non sono sempre così aderenti alla realtà, non sono sempre così intangibili. Insomma, il verbo non è affatto sacro, come qualcuno invece ha preteso di farci credere che fosse.
E così, crolla un castello fatto di niente e fondato sul nulla. Un castello politico che ha le stesse caratteristiche di alcuni pareri dell’ISPRA: non è adeguato alla realtà.
Ma qui, però, cadono tutti. Cadono i cavalieri della tavola rotonda, con il loro disegno di uniformità in senso restrittivo di tutti i calendari regionali italiani; cadono i vassalli dell’ISPRA, che hanno tentato di imporci di seguire indicazioni spesso carenti nel merito e nel metodo; cade l’ISPRA, che nonostante sia deputata ad esprimere pareri obbligatori, non vincolanti sui calendari e vincolanti sulle deroghe, non sempre si dimostra effettivamente all’altezza del proprio compito, e non sempre si dimostra esente da parzialità; cadono anche i vertici della Regione Veneto, quelli che hanno vinto il ricorso, perché se la Regione disponendo di dati adeguati può discostarsi dai pareri dell’istituto scientifico ambientale, allora diventano anche difficilmente giustificabili, di fronte al popolo dei cacciatori, le restrizioni imposte quest’anno su alcune specie, e che mai prima si erano avute.
Cosa c’entrano gli Amici di Scolopax in tutto questo bailamme? Beh io credo che c’entrino. Prima di tutto perché si tratta di cacciatori che collaborano con enti e istituzioni pubbliche e private italiane ed europee, non necessariamente appartenenti al mondo venatorio, allo scopo di raccogliere dati che siano vestiti di scientificità. In secondo luogo, perché si valgono di strumenti e tecniche che dubito l’ISPRA abbia mai pensato di usare. In terzo luogo perché, forse, i dati forniti serviranno anche per offrire dati di scienza che potranno tornare utili a chi adotta i calendari venatori e dovrà decidere sulla beccaccia.
E così, leggendo tutte queste notizie, mi sono chiesto qual è la scientificità che pensiamo di usare a supporto della caccia del futuro. Mi chiedo quale sarà il principio che le nostre associazioni lotteranno per far passare, anche alla tavola rotonda indetta dall’assessore pugliese.
Verrà sostenuto il medievale principio d’autorità già invocato da qualcuno a suon di comunicati stampa, affidando ad una non sempre all’altezza ISPRA determinazioni che poi dovranno essere acriticamente adottate dagli amministratori locali, salvo l’intervento dei giudici a dire che questo tal parere sta bene o non sta bene? Verrà data al contrario la possibilità di valersi di dati di qualsivoglia provenienza purché scientificamente adeguati ed attendibili? Insomma, l’ISPRA entrerà in una sorta di mercato libero, dove il produrre dati attendibili è condizione stessa di esistenza? Oppure verrà vestita di vangelo attraverso i soliti inciuci politici?
Mi pare che l’andazzo, mettendo insieme queste sentenze, questi progetti, questi comunicati, sia quello della sempre possibile confutazione dei dati dell’istituto. Il che significa che gli amministratori potranno utilizzare anche dati non necessariamente provenienti da strutture pubbliche, purché di indubbia serietà scientifica. Il che significa che l’istituto dovrà recuperare la propria credibilità scientifica e non andare avanti per inerzia. In questi termini, allora, anche i cacciatori potranno dire la loro, e accedere alle stanze del confronto da cui finora sono stati tenuti fuori. Anche i cacciatori potranno avere una loro considerazione scientifica, se saranno in grado di portare dati attendibili.
Finora si è tentato di escluderli in tutti i modi, anche da parte di certe associazioni venatorie, svilendo il loro lavoro di ricerca e le loro conoscenze invece molto specifiche.
Io credo che se la caccia del futuro dev’essere ancorata a presupposti scientifici, allora i cacciatori non devono essere esclusi dall'individuare questi presupposti. Perché la caccia non è l’ISPRA, l’associazione ambientalista, l’associazione venatoria, il partito politico. La caccia siamo noi cacciatori, e chi vuol parlare di caccia o sulla caccia, deve farlo necessariamente con noi.
---------- Messaggio inserito alle 01:28 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 11:33 AM ----------
http://www.bighunter.it/Caccia/Archi...9/Default.aspx
Commenta