quasi al confine con la romania e famosa perche' vi nidificano le cicogne.
Arriviamo oltre le previsioni alle 19.00 seppur avendo fatto al massimo un oretta di soste. Ogni 3 ore una breve sosta per far sgranchire e sporcare i cani e poi ancora via.
La mattina seguente ad attenderci c'e' Alessandro, il capocaccia della societa' di caccia di Füzesgyamat, oramai vecchia nostra
conoscenza e con il quale abbiamo passato gia' diversi bei momenti di caccia e qualche serata con le gambe sotto il tavolo.
A farci capire ci pensa Stefano, ungherese che lavora per una ditta di brescia che ha aperto una filiale sul posto.
La caccia la mattina seguente parte alle 08.00, Alessandro ci viene a prendere con un pick up sul quale carichiamo le gabbie dei cani e la nostra roba.
Immancabile cestino con salumi e affettati portati dall'italia ed una buona bottiglia di rosso. Partiamo in 4 e andiamo nel primo luogo di caccia.
Oramai il capocaccia sa come mi piace cacciare e per primo risaliamo un grande fosso, io con Ali' da una parte e Giancarlo con Milo dall'altra.
Sono solo con il mio cane. Il capo caccia e' l'unico che ci accompagna e sa benissimo che preferiamo perderci in quelle pianure ed avere la
sensazione di essere soli con i nostri cani. Ogni tanto mi giro, faccio un segno, vado bene in questa direzione? Ighen.. (si), bene..
Ali' alle solite parte avido. Mi aspetto qualche sfrullo considerando le molte ore passate in macchina e la voglia di andare.
Ripenso all'anno scorso ed alla sua foga ma... vedo subito un cane concentrato al massimo e tac, la prima ferma.. mi avvicino
l'espressione e' sicura, la coda e' tesa come una corda di violino, non resisto.. devo fare una foto e mi affianco al cane e lo immortalo.
Rimetto la macchina in custodia, imbraccio il fucile e faccio un passo verso il cane... parte una fagiana, non posso sparare alle femmine ma dopo un attimo parte anche un maschio poco vicino.
Le cartucce sono caricate a piombo e non ad aria come a volte succede e viene giu'. Comando il riporto al cane e dopo un attimo di esitazione lo esegue. So che cosa pensa in quel momento, pensa a
ripartire in cerca e dimenticarsi il fagiano li dov'e'.. ma quest'anno non glie lo permetto! Ogni fagiano abbattuto deve essere riportato dal cane a costo di rimanere sul posto fino a che
non lo fa. E cosi sara'!
Un altro proposito mi sono fatto: quello di non sparare alla lepre o quantomeno assolutamente di non sparare alla lepre rincorsa dal cane. Per il motivo che abbiiamo discusso anche
qua... ali' ha una grande passione per il pelo che devo attenuare. Il primo giorno almeno due lepri a tiro, una rincorsa dal cane. Subito lancio un urlaccio.. rallenta.. altro urlo
(la punizione e' vicina), ma il cane si ferma avendo la lepre a pochi metri da naso e la lascia andar via seguendola con lo sguardo. Mi sorprendo e mi compiaccio e penso
d'essere sulla strada giusta. Altre occasione simili e di nuovo con la sola voce fermo il cane subito dopo pochi metri di rincorsa. Purtroppo non riesco a provare con il capriolo
perche' tutti quelli che vedo partire non sono "a vista" del cane, ma credo gia' cosi' d'aver raggiunto un traguardo.
Le due lepri che uccidero' in questi tre giorni saranno sempre fuori dagli occhi del cane al quale pero' poi comando il riporto di una.
Sono contento e sempre pienamente appagato dalle mie giornate. Il bestio e' sempre attento ed in piena collaborazione con me. Non sprechera' energie a rincorrere
come l'anno scorso e questo ovviamente lo portera' a meglio cacciare e soprattutto dimostra sempre grande concentrazione e malizia nel trattare questi animali dal comportamento tutt'altro che facile.
Piu' volte il setter (giovane) rimaneva bloccato in ferma e ali accortosi del tentativo di fuga andava a riposizionarsi in ferma piu'avanti.
Bellissime alcune prese di punto che gli ho visto fare (le piu' belle anche accompagnate da qualche padella, che ci sia un nesso?): coda a movimento ritmico accellerando, testa alta avvicinandosi e poi fermo come una statua.
Insomma avevo a fine giornata il sorriso stampato in faccia ma purtroppo non e' stato cosi per il mio compagno di caccia perche' il setter, come era prevedibile, e' andato subito in confusione totale e nonostante abbia dismotrato grandi doti naturali e passione spesso si trova fuori mano, non risponde ai richiami, sfonda in avanti e rincorre a lungo fagiani e lepri non permettendo di servirlo ed a fine gioranta Giancarlo e' senza voce.
Gli spiego che un po' e' normale, che tutti quegli animali mandano il cane in confusione e che comunque ha dimostrato grandi doti, del resto e' stato cosi anche per me l'anno scorso quando il bestio aveva un anno.
Difficile pero' convincerlo ed a fine giornata il setter quasi non cammina. Ha i cuscinetti scorticati a sangue, le nappole che gli si sono attaccate sul pelo sfregando sui testicoli
li hanno ridotti a sangue, povera bestia..
Il terzo ed ultimo giorno il setter rimaneva collegato perche' poverino quasi non andava oltre il passo. Il bestio e' rimasto bracco anche il terzo giorno (parafrasando
Lucio) ed ha dato veramente il meglio di se.
Cane fermo a bordo di un campo incolto. Un fossone separa me ed il mio compagno che rimane molto indietro per via del cane. Lo chiamo e gli chiedo di raggiungermi ed a stento sento la sua risposta.
Aspetto e sto lontano dal cane per non far volare, sono certo che partano dall'altra parte e cosi aspetto.. passa qualche minuto ed il cane e' sempre li, adesso muove un po la coda
, ho imparato che quando fa cosi sente l'effluvio allontanarsi, gira la testa e meta' corpo un po a dx e si rimette fermo sicuro. Giancarlo mi dice che e' di fronte a me al di la' del fosso
ed allora mi avvicno al cane. Appena accanto parte un maschio ed una femmina che volano dall'altra parte, e ti pareva, ma dopo un attimo un altro maschio che vola dalla mia parte, mi giro, sparo e
per fortuna lo prendo (un azione cosi meritava la giusta conclusione). Il maschio che mi consegna il cane ha uno sperone di otre 2 cm e Federico (capocaccia) stima avere 3 anni.
L'ungheria e' una terra bellissima e mi ha anche regalato belle emozioni e tre giornate di sole. Il calendario venatorio e' pero'troppo restrittivo.
Numerose infatti sono le quaglie che ho trovato ma alle quali non si poteva sparare perche' vietate cosi come i beccaccini, croccoloni e persino la beccaccia (fino a marzo).
Allego un paio di foto delle diverse che ho fatto, le altre le trovate nel mio album:
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Ferma su fagiano:
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