Il Signor Mario

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  • Skeetshooter
    ⭐⭐
    • Jul 2019
    • 312
    • Conversano
    • Setter Eba

    #1

    Il Signor Mario

    Il Signor Mario era alto e magro, camminava spedito e conosceva i posti come pochi altri..
    Cacciava con una bracca tedesca e con un Breda cal.20
    e usava un solo tipo di cartuccia: la JK6 piombo 5.
    Al mattino presto usciva senza cane, in bicicletta, e andava a fare la posta alle anatre e poi, quando schiariva, percorreva le lanche e le morte del fiume, sempre alla ricerca di qualche collo verde.
    Poi tornava a casa, sbrigava le sue faccende, si riposava un poco e poi, nella tarda mattinata, quando i cacciatori di città cominciavano ad avere il passo pesante e i cani stanchi, inforcava di nuovo la bicicletta, ma questa volta con la cagna adagiata nella cassetta della frutta legata al portapacchi e usciva a cercare “quel” fagiano.
    Perché i fagiani non sono mica tutti uguali: non che lui disdegnasse i pollastri di lancio, quelli erano buoni per regalarli al dottore o al capufficio del figlio; ma per la caccia…per il piacere della caccia lui cercava i “pasturoni”, quelli furbi, quelli che se ne vanno di pedina, quelli che sanno confondere il cane meglio di una lepre furba e che poi partono cinquanta metri lontano, magari alle spalle del cacciatore.
    Andava con la bicicletta non perché non avesse la patente, ma perché sosteneva che ai “suoi” fagiani bastava sentir sbattere lo sportello di un’automobile per squagliarsela e rendersi irreperibili.
    Qualche volta mi portava con sé a caccia, ma io ero giovane e lui era un maestro severo.
    Camminava svelto, molto svelto, per lunghi tratti e a me sembrava che trascurasse tanti angolini che a me parevano buoni.
    Poi, senza apparente ragione, rallentava, si soffermava, indugiava quasi volesse esaminare ogni singolo filo d’erba, ogni ragnatela del bosco, e lasciava che la cagna facesse altrettanto: più che una cerca era una perquisizione.
    Inutile dire che il più delle volte aveva ragione.
    Non che si arrivasse sempre allo sparo, al contrario: il più delle volte, dopo ferme e guidate ripetute, si poteva solo sentire il frullo d’ali lontano, tra le canne di palude o nel fitto del bosco; oppure neppure quello, ma solo il canto beffardo del maschio che se ne andava non visto e scocciato.
    Quando ciò accadeva lui scaricava il fucile, accendeva la sigaretta e si metteva a cercare: funghi, tarassaco, asparagi selvatici, e non sembrava poi tanto dispiaciuto che il “suo” fagiano se la fosse cavata anche questa volta.
    Domani sarebbe tornato a cercarlo di nuovo e il divertimento sarebbe continuato fino al suo epilogo o fino alla fine della stagione.
    Per lui andava bene così.
    Il Signor Mario aveva già più di novant’anni e sapeva che era giusto così.
    “Non si mente mai così tanto come prima delle elezioni, durante la guerra e dopo la caccia.”
  • iago 77
    ⭐⭐⭐
    • Feb 2012
    • 1958
    • ischia
    • bracco ungherese

    #2
    Che bel momento di evasione che vi hai regalato.... complimenti.

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    • pippo46
      ⭐⭐
      • Aug 2012
      • 447
      • potenza

      #3
      Gran signore e gran cacciatore il sig. Mario! Etica di altri tempi.
      Ogni mattina si alzano un furbo e un coglione.
      Se si incontrano l'affare è fatto. Waltere (gigiproietti)

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      • mauro
        ⭐⭐⭐
        • Feb 2007
        • 1318
        • pandino, Cremona, Lombardia.
        • kurzhaar

        #4
        grazie per il racconto............sai che piano piano sto diventando come il sig Mario ? intendo che la mia "filosofia" di caccia si sta avvicinando, con il passare degli anni, alla sua.

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        • Tom Sierra
          Appena iscritto
          • Dec 2019
          • 2686
          • Toscana
          • Springer Spaniel e Setter

          #5
          Bel racconto!!

          Il fagiano "vero" secondo me è il selvatico piu difficile da insidiare.

          2 domeniche un bel maschio ha fregato mio Babbo... e domenica mattina nel solito posto ha fregato me! Partendo alle spalle e senza cantare... a piu di 50 metri.

          Che animale!!!
          Dove mangia la fucilata mangia il cacciatore

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          • Massimiliano
            Amministratore - Fondatore
            • Mar 2005
            • 13352
            • Lugano
            • Luminensis Pointer Fuoco (b/a) Loco (b/n)

            #6
            Bello... le cose che leggo piu' volentieri, spero ce ne regalerai altri...
            Massimiliano

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            • old hunter
              ⭐⭐⭐
              • Feb 2013
              • 2295
              • ROMA
              • barboncina da 15 anni.setter 16 mesi.

              #7
              Grazie.

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              • cicalone
                Celsius °C
                • Dec 2008
                • 19936
                • Ostia Lido Roma
                • cane da lecco

                #8
                Ne ho conosciuto pure io uno cosi' solo che si chiamava Gianni ed era malato per i beccaccini....
                Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura, te lo rivelan gli occhi e le battute della gente e la curiosita' di una ragazza irriverente ....

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                • Loris
                  ⭐⭐⭐
                  • Nov 2008
                  • 1891
                  • Verona
                  • coker spaniel inglese

                  #9
                  Io avevo uno zio dedito esclusivamente al beccaccino..ero poco più di un bimbo ma mi portava con lui e mi faceva sparare i primi colpi col cal. 20 che usava come secondo fucile. In valle contornati da alti pioppi, risaie marciti fossati nebbiolina che avvolgeva i prati..poesia. Dopo aver esplorato la marcite si appostava per osservare i beccaccini che passavano velocissimi e poi si buttavano...attendeva cinque sei minuti e si portava sotto..fucilate che avevano uno strano suono, quello della palude. Se prendeva bene se partivano lunghi meglio prima o poi ritornavano. Era un appassionato di pittura e verso la tarda mattinata, quasi sempre, sistemava il cavaletto e ritraeva l'ambiente circostante..ho dei suoi quadri che nell'osservarli mi commuovo. Anche lui come il sig. Mario, amava la solitudine, amava l'ambiente, per lui ogni fucilata aveva una storia.
                  Vedere la caccia come è ridotta adesso c'è da piangere

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