E' superfluo portare dei paragoni, di voler declassare l'alta capacita, serietà e professionalità dei giudici e dei concorrenti italiani, riconosciutaci in tutta l'Europa cinofila.
Voglio solo suggerire ai concorrenti: visto che essi con il programma delle prove alla mano, possono scegliersi le prove a loro più congeniali e che invece troppo spesso presentano i loro cani non preparati adeguatamente e su quei terreni e quella selvaggina di cui mai hanno fatto esperienze, di non reclamare poi, quando sono messi fuori nota. Siamo sinceri con noi stessi, accettiamo di giudicare e condurre solo in quelle prove che conosciamo bene, non serve la quantità, ma sicuramente la qualità
Pochi ma capaci uomini siciliani, da alcuni anni stanno portando la cinofilia isolana, ai più alti liveli nazionali. Le prove speciali che essi annualmente organizzano, sono la massima espressione per la selezione canina specializzata.
Al centro della catena montuosa dei "Nebrodi"si erge l'arrocato paese di Cesarò, da sempre punto di ritrovo dei cacciatori isolani e foresti, esso in questi ultimi anni e diventato tappa obbligatoria per gli appassionati delle
prove specializzate, conducendo i loro ausiliari sia sulle montagne al contatto dei numerosi cotorni e negli immensi e fitti boschi di quercia alla ricerca delle beccacce. Trovano su questi magnifici terreni e su questa vera selvaggina, il masssimo appagamento cinofilo-venatorio.
Se nella Sicilia venatoria, tutto ciò ha permesso il risveglio ed il potenziamento di una cinofilia attiva e più selettiva, ha pur negativamente contribuito a reclamizzare quelle zone, che essendo ubicate in terreno libero alla caccia, sempre più spesso vengono raggiunte da molte persone
che non hanno capito l'importanza e il piacere di bearsi del lavoro del proprio ausiliare, al contato del vero selvatico, preferendo abbattere ques'ultimo in modo poco ortodosso e fuori legge: gente che difficilmente riuscirà a capire che la qualità e molto più importante della quantità.
Per tutelare questo ancora integro ambiente e la sua fauna, è stato costituito in Sicilia il "Comitato Interprovinciale, ambiente e cinofilia"
in esso, oltre a farne parte: il Gruppo cinofilo Etneo e Peloritano, la Delegazione Regionale del Kurhaar Club d'Italia, la Federazione italiana della caccia Sezione di Catania e di Messina e la Federazione Siciliana della caccia di Catania; molti dei rapresentanti di questi Gruppi, Enti o Società, sono persone di cultura e di scienza.
Nei giorni 26 e 27 novembre 1987, i sopraccitati Gruppi, Enti o Società, sotto il patrocinio del Comune di Cesarò, hanno organizzato le prove Nazionali con C.A.C. su beccacce, per le razze continentali ed inglesi. Nei vasti ombrosi boschi di ontani e quercieti della zona di "Malacosta". Con tempo alterno (sole, pioggia e grandine) i giudici dell'Enci preposti: Prof. Luciano Cattaneo - Sig. Aurelio Garelli - Dott. Carlo Zironi - e l'Avv. Franco Zurlini; accompagnati sui terreni alla ricerca del selvatico dagli, per l'occasione accompagnatori: Dott. Pucci Majorana e dal giovane Claudio Trecarichi, la loro perfetta conoscenza dei terreni, del selvatico e delle loro rimesse, ci hanno permesso frequenti incontri con le beccacce e quindi l'opportunità ai cani specialisti di potersi esprimere. Due episodi vanno raccontati: "La grande prestazione del Kurzhaar Kelt della Chiusa, che condotto in modo esemplare dal suo proprietario, il calabrese Cesare Quarta, per due volte vince con il Cac, entusiasmando le giurie per il suo stile, per la sua sicurezza, sia sul terreno che sul non facile selvatico.
E quello del pointer Or, condotto dal catanese Claudio Brischetto; Or, si adatta bene al terreno, allarga dove può, contiene l'esuberanza dove non può, va ad esplorare nei punti in cui facilmente può trovarsi il selvatico, ferma in stile la beccaccia , che di pedina si sottrae sotto un fitto cespuglio ai margini di una rete metallica, mentre spicca il volo, picchia in essa , cade a terra e viene raccolta dal conduttore, che controlla la sua incolumità e subito dopo con il consenso e il piacere dei presenti , la lancia in aria e questa con un batter d'ali e un lungo ovattato volo, si defila e sparisce nel bosco."
Dopo le prove perfettamente riuscite e splendidamente organizzate: dall'Avv. Ernesto Del Campo, Dott. Guseppe Ciraolo, Dot. Francesco Misitano, Claudo Bruschetto, Nerina Aielllo e Pucci Majorana, ci siamo recati nella casa di caccia di ques'ultimo, vicino alla zona delle prove, la masseria "Comunelli" di Don Liddu Trecarichi. La squisita ospitalità siciliana ed il tiepido calore proveniente dal grande legno di quercia che lentamente brucia in un grande camino, hanno reso facili le confidenze e il crescere e cosolidare le amicizie tra i presenti: "Visto quello che è successo al Nord,
dove e quasi sparita la selvaggina vera, noi vogliamo prendere dei provvedimenti in tempo e tutelare sia queste e le altre valide zone della Sicilia, cercando di preservare, sia la flora che l'ancora autoctona
numerosa fauna presente. vogliamo anche incentivare e migliorare il nostro
patrimonio canino, cercando di importare dal Nord dei soggetti validi e con la politica delle prove, avere un giusto metro di paragone, confrontando allora i nostri ausiliari, nati, cresciuti, dressati sui nostri terreni e con questo selvatico; con i bravi cani provenienti da tutte le regiono italiane.
Ma sopratutto invogliare altri giovani siciliani a questo sport, fatto di aria pura, di verdi prati, di ombrosi boschi e di rocce, di pioggia, di grandine e di gelo, di tanta fatica ma, sopratutto di grandi sensazioni al contatto della natura, ma sopratuutto distante dalla cosidetta "Civiltà dei consumi"
I nostri ausiliari, da anni, in occasioe delle prove, sono visionati dagli specialisti dell'Enci, ed il loro miglioramento nella scala dei valori cinofili è stato lento, ma continuo; ad alcuni di questi cani, manca la prova su starne per poter essere proclamati campioni di lavoro, visto che le starne in Sicilia non ve ne sono...Su nostra richiesta e gli articoli che Garelli ha sempre scritto su questo mondo Cinofilo Siciliano, L'Ente Nazionale della
Cinofilia Italiana, con grande sensibilità ha varato un provvedimento che dal 3 luglio 1987, il cac conseguito in prove su coturnici sia equiparato, ai fini del cumulo dei titoli per la proclamazione a campione italiano di lavoro
al cac conseguito in prove su starne. Con nostro piacere, ha anche inserito le nostre prove su coturnici; uguali alla selvaggina di montagna, nei trofei delle prove del "Saladini e Pilastri" Ultimamente, abbiamo visionato una delle più belle zone di Montagna dove vi sono presenti molti cotorni, se avremo un ulteriore aiuto e la volontà di tutti, costitueremo sui Nebrodi una delle più belle ed efficienti zone di addestramento e prove della Sicilia e, oseremo dire d'Italia.
In silenzio abbiamo ascoltato, capito ed approvato gli amici cinofili siciliani.
Noi Giudici dell'Enci, come sicuramente tutti gli appasssionati dello sport
cino-venatorio, auguriamo loro, di riuscire nei loro intenti che sono anche i nostri. La carovana dei cinofili, che da sempre si sposta alla ricerca di validi posti e selvagina idonea, forse in Sicilia ritroverà un'altra isola così come la Sardegna... di credibilità cinofila ed un ulteriore potenziamento alla
selezione dei cani specialisti e non.
Classifiche e qualifiche.
Prove del 28.11.87- Continentali:
Batteria- Giuria: Zurlini e Cattaneo. 1° Ecc. Cac Held della Chiusa K. Cond. e Prop. C. Quarta.
2° Ecc. Metro dei quattro mori K. Prop. e Cond. Aiello.
Batteria- Giuria per gli inglesi: Garelli e Zironi: 1° Ecc. Finco St. Ing. Prop. Majorana cond. Aiello.
Prove del 29.11.87-Continentali:
Batteria- Giuria Garelli e Zironi: 1° Ecc, Cac Held della Chiusa K.Cond. e Prop. C. Quarta.
2° Ecc. Metrò dei quattro Mori, Prop. e Cond. Aielo.
Batteria dei continentali: Giuria Cattaneo e Zironi. 1° Ecc. Alain, St. Ing. Cond. e Prop. Bonavita - 2° M.B. Astro St. Ing. Prop. e Cond.
Pappalardo. 3° M.B. , PointerProp. e Cond. Brischetto. C.Q.N. Finco St. Ing. Prop. Majorana, Cond. Aiello.
Le promesse non sono state mantenute, non per colpa dei cinofili siciliani, ma bensi dalla politica e dagli uomini politici, forse non hanno capito che la cinofilia agonistica (dove non c'è lo sparo) si può fare anche negli ambiti di parco. Infatti tutti i Nebrodi e i terreni dell'Etna sono diventati Parco.
La cosa bella e che dopo l'articolo di Felice Modica, nesuna starna a passato lo stretto.
Commenta