Cotorni e forcelli della domenica

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aurelio
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    Cotorni e forcelli della domenica

    17 novembre 1979 - Due chiacchere con Felice Stefennino che scrive di cinofilia venatoria sulla rivista "DIANA".

    La nostra penisola, malgrado la legge quadro sulla caccia, continua a restare un paese che non si adegua ad andare avanti.
    Se hai necessità di allenare un cane da ferma, anche in previsione delle prove sul terreno, devi farlo di frodo e, se ti prendono, paghi salate multe; diversamente, se hai i mezzi devi recarti all'estero per far sentire al tuo cane il profumo delle starne, ho di un selvatico vero; il nostro ausiliare, nel quale abbiamo riposto parecchie speranze, merita quindi il nostro sacrificio di prepararlo sia per la caccia, ho per le prove, però andando all'estero dobbiamo avere valuta pregiata, perche in quei posti si paga in dollari.
    Nel Monferrato, le starne continuano a sopravvivere, da quando si è voluto averle, in comprensori vietati alla caccia, dando la possibilità che queste possono irradiarsi sui terreni limitrofi. Tali zone di rippolamento e cattura, potebbero benissimo ovviare o sostituire quei paesi, meta dei cacciatori-cinofili e dare quindi la possibilita agli amanti dello sport cinegetico di allenare il proprio ausiliare; purtroppo, oggi, per disinteresse o insipienza dei gestori della cosa venatoria, ancora si deve continuare a rischiare in un turno di un quarto d'ora, per fare incontrare un selvatico al nostro cane, siamo diventati i frodatori di una ferma e se hai fortuna di due, sia sulle stane o su altro selvatico che si possa chiamare tale.
    In queste zone dell'Astigiano come: "Tonco e l'Isolone" convergono i frodatori appassionati della Liguria e di tante altre Regioni italiane.
    Felice Stefennino, l'Astigiano scrittore di cinofilia-venatoria sulla rivista di caccia "DIANA" e il Savonese Aurelio Garelli giudice internazinale di prove di lavoro per tutte le razze da ferma, si erano conosciuti in occasione delle prove di lavoro ed erano diventati amici, mai avrebbero pensato di incontrarsi in una di quelle zone proibite, dove ci si reca furtivamente per rubare qualche ferma, mettendo anche fretta ai cani i quali non comprendono più se devono solo correre, cercare, reperire il selvatico e quindi fermarlo; L'agitazione di rischiare una multa se vieni preso dalle guardie venatorie, la trasmettiamo negativamente al nostro cane.
    Ci cademmo in bocca, senza accorgersene, Il mio pointer Asso era fermo in un medicaio, quando arrivò un Kurzhaar che gli consentì a ridosso, corremmo entrambi sui nostri cani, quando ci vedemmo, fu un saluto cordiale meravigliato ma, a voce alta e le starne partirono, il nostro intervento sui cani, poco pronto, fece sì che uno rincoresse e l'altro lo imitò. Ci salutammo quasi in colpa l'un l'altro, poi scopiammo a ridere; recuperammo i cani e ritornammo dalle nostra macchine che erano nascoste in un pioppeto, l'una a 50 mt. da l'altra; dopo aver messo i cani nelle loro gabbie, andammo a far colazione a casa sua, e li mi fece vedere il suo studio, dove imperversava un disordine ordinato...libri e fogli sparsi in ogni dove, appunti e scritti sulla scrivania; Stefennino mi illuminò, dicendomi che stava scivendo un libro sui campioni pointer e che lui lavorava così. Poi come al solito parlammo di prove e di cani, alla sua domanda: "C'era qualcosa di buono a Gallio nel Vicentino, dove sei stato a giudicare una prova specialistica di montagna? "Aspetta gli dissi, andai dove avevo parcheggiato la macchina, la aprii e presi un lunga nera piuma con striature di bianco e glielà portai a vedere dicendogli: "Se ai tempo ti racconto. "Felice annuì e allora continuai.
    Dalla Liguria il viaggio è lungo, faticoso e direi noioso, con mia moglie per tutta l'autostrada,
    come sempre parlammo dei figli, un poco rattristati per averli lasciati soli con la nonna, infine dopo 350 Kh. uscimo dal casello dell'autostrad e ci trovammo davanti alle ripide pareti delle Alpi, la strada per arrrivare d Asiago, saliva tagliando e zizzagando tra le montagne, in alcune curve si aveva una cattiva visione per le folate di nebbia portate dal vento, in altri casi si vedeva in alto le alpi che si stagliavano nel cielo azzurro, estasiati dallo spettaccolo che la natura ci aveva elargito, ruppe il silenzio mia moglie, indicandomi la sommità della montagna che stavamo percorrendo e mi disse:"vuoi vedere che andiamo lassù?"
    Erano proprio quelli i posti e non ne potevano esservene dei migliori.
    La zona dell'altipiano di Asiago è un susseguirsi di colline spaziose e dolcemente ondulate, sulla cui estensione l'occhio spazia e si perde all'infinito, arrivammo ad Asiago verso sera, nel bar del paese ci aspettava il Presidente del consorzio, egli salì sulla nostra macchina e ci fece strada; passammo davanti al sacrario dei caduti della grande guerra 1915/18 e incominciò a raccontarci:" In queste zone così meravigliose, vennerò immortallati duecentomila giovani vite. Si dice che i soldati nelle trincee venivono sostituiti ogni quindici giorni per evitare che fraternizzazzero con il nemico, che si trovavavano nellle loro trincee a circa 100 mT.in faccia a loro. Disse pure indicandomi degli avallamenti, che quelli erano stati provocati dallo scoppio delle granate e gli alberi verdi, che colà erano cresciuti furono alimentati dal sangue dei ragazzi che la guerra trattenne lassù per sempre."
    Arrivammo a Gallio verso sera, ci aspettavano e l'accoglienza fu calorosa, sia da parte degli organizzatori, dalle guardie venatorie ma, sopratutto dei concorrentì; andammo nella camera a noi assegnata, ci risciaquammo e subito scendemmo; erano già tutti seduti a tavola e ci stavano aspettando, il menù era, polenta e formaggio di Asiago e altre buone cose (un poco pesantine) ma, il tutto veniva mangiato con avidita e inaffiato dal buon vino veneto; come al solito i discorsi e fu logico, per tuttti si fissarono sui posti ma sopratutto sulla selvaggina,
    Il capo guardia caccia e il presidente del consorzio ci rassicurarono e quet'ultimo con gradevole cadenza veneta rivolgendosi a mè, mii disse:" Sior Giudice, sui pianori ci sono la starne, i galli forcelli tra i larici e i prati di montagna, pasturando tra i mirtilli, rododendri e le piante di lamponi, in alto tra le rocce i cotorni, poi prende fiato e continua; più in basso fra larici e pini, molti caprioli e Galli Cedroni, dalla mia faccia il presidente indovina il mio scetticismo e mi propone: "Sig. Giudice, visto che nella gabbia della sua macchina a due pointer, se alla fine delle prove finiamo presto, lo accompagnerò a fare un giro per la riserva e cercherò di farle incontrare i Cedroni." - Io, sorrisi e ringraziai.
    Il vino veneto e l'allegria dei presenti ci coinvolse e tutti sperammo che quello che ci avevano detto si tramutasse nella realtà delle prove.
    Ci recammo in camera e mi accorsi che i scalini per raggiungerla erano diventati più alti, ci spogliammo e andammo a letto; faceva un poco freddo e per scaldarci, io e mia moglie ci abbracciammo, dormii poco, tutta quella selvaggina e i Galli Cedroni non uscivano dalla mia testa, mi ero appena addormentato (credo) e fummo chiamati a far colazione, questa fu abbondante, seguita da una "foglietta (bicchierino di grappa), che solo al vederlo, dopo le libagioni della sera, mi fece girare la testa.
    Le due batterie dei cani erano state sorteggiate, il capo guardia alla mia domanda: - che zona abbiamo? Gentilmente mi risponde: - le colline che si vedono davanti a noi, e li vi sono le starne." - Prendo il programma e l'ho rileggo, sul frontespizio vedo scritto in bella evidenza:"Prove di montagna", raduno i concorrenti e insieme all'accompagnatore mi faccio portare ai piedi di una morena con pietre e cespugli, quindi invito il conduttore di far salire il proprio cane. così faccio oggi per la razza dei continentali e farò domani per le razze inglesi il 50% dei cani iscritti alla prova fu mandato a casa, (motivazione non idoneo alla prova). Fu una sentenza difficile, non approvata da chi non conosceva le prove di montagna, ma condivisa dagli specialisti che le prove le conoscevano molto bene. La realtà ci impone a chi non sà, di farlo sapere, ho almeno di spiegare il perchè delle cose, cercando di far capire che quì non si bara la montagna non concede attenuanti, ne tantomeno favori, chi è bravo corre, gli altri vanno a casa e correrano in altre prove a loro più congeniali.
    Tra i continentali, alla ribalta, il Drahthaar Erst e l'Epagneul breton Tepi.
    Relazioni: Erst, il galoppo e composto e di giusta energia, con coraggio svolge la prova sia sul terreno difficille che in quello più idoneo e si adegua bene, risalendo pietraia, avventa e ferma in bella espressione, breve guidata, riferma e quando la cotorna parte rimane corretto.
    Tepi, in terreno difficoltoso si adegua bene, svolge con galoppo di buona tipicità, l'azione e la cerca bene nella nota, ferma, rompe e riferma, io mi trovo a 20 mt. sotto di lui e vedo cotorno sottrarsi, guida , riferma, ma la canna nasale e rivolta sulle fatte, si accorge che le manca il selvatico e gira la testa sulla coturnice che si trova a circa 7 mt. sotto di lui e un poco sulla destra, quando il cotorno nel'alzarsi esplode e mi passa fischiando come un sasso sulla testa, chiudo il turno.
    Continantali 1° Ecc. il Drahthaar Erst con il cartellino del C.A.C..
    2° M.B. il Breton Tepi, peccato per due volte lascia cotorno e cura le fatte, anche se poi lo riprende e gli pate sulla sua desta.
    Tra gli inglesi due Setter, del conduttore e cacciatore di montagna il veneto Rui-
    Relazione: 1° Ecc: C.A.C. - Rudi grande azione e cerca perfettamente nella nota, entra in abetaia dove ferma in stile, guida a lungo tenendo l'effluvio sempre nel naso, conclude su gallina che parte lunga ma, in perfeta direzione
    2° M.B. - Bil pur comportandosi bene accusa il terrreno difficile, riesce ad assicurarsi un punto valido su cotorno, rimanendo corretto alla partenza.
    Stupeffato, ho visto proprio di tutto, meno che i Cedroni, infatti l'atletico Presidente mi sta aspettando con il suo fuori strada e mi dice di far salire i mie cani nella sua gabbia, quindi scendiamo per un stradina ai margini dei larici e dei pini, faccio scendere i cani ma, prima mi fa vedere le fatte che non avevo mai visto dei Galli Cedroni, i cani sparano tutto quelo che hanno, vedo Asso fermo e la Bia in consenso, mi avvicino e faccio partire una covata ancora incolore di giovani Forcelli e poi più avanti la gallina.
    Ci buttiamo sulla destra nei fitti pini, e quasi buio, vedo Asso avventare e risalire- non vedo Bria, Asso sparisce dalla mia visuale, non lo sento, credo che sia fermo, poi sento un grande casino...perdon e vedo un enorme uccello serpegggiare con eleganza tra gli alberi, lo seguo nel vallone dove sfiora le cime degli alberi , andando con un colpo d'ala a rimmettersi nell'altro canalone a circa 600 mt. da noi; i cani ritornano e vedo in bocca alla mia pointer Bria una lunga piuma nera con striature bianche.
    Termino di raccontare a Felice Stefennino i mie tre giorni di prove e le mie sensazioni, dicendogli: "Se avessi la tua penna scriverei un articolo per Diana," Felice prende la sua penna e me la dà, dicendomi fallo, così come me l'hai raccontato a mè.
    Questo che oggi leggete e stato il mio battesimo come articolista, di prove cinofile-venatorie, racconti di caccia e di montagna. Tutti reali e quando non lo sono, Verrrà messa la dicitura: "quasi veri. Ho inventati."
    File allegati
    Ultima modifica Ospite; 08-09-09, 16:50.
  • aurelio

    #2
    dall'alto a sinistra:
    Foto n° 1 -In prova - sulla sinistra Walter Rebella al cenro io sulla destra Antonio Giusto.
    Foto n° 2 -le montagne alpine.
    Foto n° 3 -I coniugi Gareli in un momento di riposo.
    Foto n° 4 -il mio pointer Asso in ferma.
    Foto n° 5 -magnifico maschio di Gallo forcello
    Foto n° 6 -Setter inglese in ferma.
    Foto n° 7 -coturnici-
    Foto n° 8 -Guardo il maestoso paesaggio
    Ultima modifica Ospite; 13-07-09, 14:45.

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    • sandro71
      ⭐⭐
      • Jun 2006
      • 746
      • roccasecca, , .
      • pointer

      #3
      Signor Garelli, mettere la foto di una "rossa" al posto di una coturnice non è da lei........... Ovviamente scherzo. Grazie perchè ci rende partecipi delle sue emozioni.
      Con stima Sandro

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      • aurelio

        #4
        sandro71- Grazie, mi sono corretto- aurelio
        Ultima modifica Ospite; 24-06-09, 14:11.

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