Molte persone, amanti della natura, dell'avifauna e della cinofilia-venatoria, con sacrificio adoperano il loro tempo libero per salvaguardare o ricreare, in molte zone italiane la starna, che le molte cause avverse, hanno quasi totalmente depauperato dal territorio nazionale. Tonco e l'isolone nell'astigiano - Trebbia e Nure nel piacentino - Grassobbio nel Bergamasco e in alcune zone del veneto, sono zone che si gravano quasi in generale, di tutte le prove a starne dell'Alta Italia, uniche atte che conseguendo la massima qualifica per contribuire all'assegnazione del titolo di Campione Italiano di Lavoro. Questo patrimonio faunistico, che è di tutti, voluto da molti, con sacrificio di pochi, è sempre contestato da molti incompetenti, pseudo cacciatori, portatori di fucile, che chiamano un capo abbattuto:"Pezzo ucciso".
Chi è preparato a tutelarci. non si lasci influenzare con proposte di aprire o restringere queste zone magnifiche: le starne che esse contengono, sono gli unici selvatici che danno credibilità alla cinofilia agonistica e quindi segnalazione precisa dei riproduttori idonei.
Esempio:"Grassobbio " nasce come zona di ripopolanmento e cattura nell'anno 1951 - conformazione pianeggiante - Ettari 1.100 - il fiume Serio attraversa i suoi terreni e il greto da sempre è sede dele piccole tozze scure nervose starne, pochi fagiani e molte lepri; le catture abbondanti di selvaggina valida hanno permesso il ripopolamento in altre zone. Le prove di selezione per i vari cani, i campionati delle associazioni venatorie e le gare di alto livello cinofilo, organizzate dagli amanti del cane da ferma, nella provincia bergamasca, hanno dato risultati positivi. Tantissimi i cani proclamati campioni italiani di lavoro e moltissimi cinofili che si sono formati con le starne e i terreni di Grassobbio.
Passa il tempo, dopo un repentino declino, le starne lentamente di nuovo prosperano, però la zona è ristretta a 750 ettari, a nulla vale il sacrificio di pochi e il costante dovere delle guardie venatorie, il selvatico proprio perche e selvatico si irradia, esce dai confini e viene sistematicamente ucciso. Attualmente con stima approssimativa, circa 200 coppie di starne vivono sui terreni di Grassobbio, basterebbe l'ampiamento ai confini naturali delle due strade provinciali, per incrementare questo patrimonio. Ricordiamoci che tutti gli anni si svolgono due prove primaverili e due estive, che in una singola prova vi sono stati 108 cani in concorso. Quindi Grassobio zona validissima per l'alta cinofilia - venatoria.
Così come per la zona cinofila in provincia di Alessandria che tutti i cinofili hanno voluta e che forse oggi con determinazione e sacrificio, hanno ottenuto.(Parlo della zona della Tollara).
Infine, sperando che in maggio la riserva n° 2 di "Montemarsino" a Casasco (AL), passi "Azienda Faunistica Venatoria" e dia la possibiltà a che si grava di onerose spese e fatiche, di dimostrare la fiducia accordatagli, ricostruendo in essa quel patrimonio di starne, pernici rosse, lepri e fagiani di cui la zona è sempre stata ricca e che in avvenire, potrà ospitare la cinofilia Nazionele ed Internazionale. Questo è auspicato dagli abitanti tutti, dei Comuni interessati, i quali vedono nella realizzazione di questo nostro progetto, ottime prospettive per l'avvenire. Da tutti i cinofili italiani, che potranno usufruire di un'altra valida palestra di prove al servizio dell'alta cinofilia agonistica Italiana che tutta l'Eurpa ci riconosce.
Sono passati molti anni, nella zona di "Montemarsino" a Casasco Al. che sappia io di prove ne sono state svolte poche e con scarso successo. io come giudice dell'Enci, sono stato chiamato a giudare la prima (una speciale su pernici rosse) poche di queste e poco di quanto in precedenza come selvaggina in molte occasioni avevo visto, tuttavia quella è selvaggina vera e spesso questa al minimo rumore si sottrae.
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