Inizio io ricordando la figura di un parroco di campagna, grande segugista e grande pointerista, Don Rino Dossena.
E arrivato al mio paese come giovane curato e subito abitando vicino a casa mia venne preso sotto l'ala protettrice di mio nonno e di mio padre che ben volentieri gli inseganrono tutte le loro rimesse da beccaccini nelle risaie e nelle marcite della lomellina godendo dei suoi pointer ed inoculando cosi il virus che l'ha accompagnato per tutta la vita, allevatore di segugi e di pointer, si avvicino al mondo della cinofilia venatoria con le gare ai beccaccini.
conosciuto in tutto il mondo ando piu volte a rinsanguare la corrente di sangue del suo allevamento nei moore scozzesi, parroco di grandissima intelligenza umanita ed umilta non ha mai esitato a privarsi del suo per i poveri della sua parrocchia,di lui oltre ai ricordi che ho da sempre quando andavo piccolissimo a casa sua e lui liberava nel piccolo cortile tutti i suoi cani in modo che mi sommergessero letteralmente di coccole tra i tanti mi sono rimasti impressi particolarmente due episodi:
il primo quando decisi di andare a vedere quello che poi sarebe diventato il mio bracco italiano gli chiesi se mi accompagnasse, a questo punto lui candidamente mi disse "no Paolo,non ti posso accompagnare io a sceglierlo, andrai con tuo padre,forse non lui te lo ha mai detto,percio e bene lo faccia io, credo che sia uno dei piu grossi braccofili che io conosco".
il secondo episodio ha sempre come sfondo la figura di mio papa,che all'epoca doveva subire una importante operazione mi recai presso la sua canonica per accendere una candela votiva alla Madonna del Beccaccino, lui mi apri la porta con passo incerto gia gravemente minato dalla sua malattia,, si inginocchio e pregammo assieme,una volta finito, mi condusse a casa sua mi offri il suo dolcissimo nocino e mi parlo a cuore aperto di cosa aveva e del fatto che facesse fatica ad colpire i beccaccini sotto ferma del suo cucciolone del quale non ricordo il nome, beh per la tragica conclusione della sua vita era di una serenita disarmante, ma proprio non sopportava il fatto di non riuscire a servire fino all'ultimo i suoi ausiliari.
bene, mi fece promettere di andare con lui durante la nuova stagione venatoria in modo che potessi servire io i suoi cani coi dovuti modi,come prima di me avevano fatto mio nonno e mio padre....................purtroppo per lui quella stagione di caccia non fu mai.
scusate la lunghezza dello scritto
saluti paolo
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