Libro sul bracco - Nino Berrini

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  • frsacchi
    ⭐⭐
    • Jan 2007
    • 722
    • Pavia
    • bracco bassotto

    #1

    Libro sul bracco - Nino Berrini

    Mi piace acquistare libri di caccia e di cinofilia un po' datati ma ormai classici (ieri a Bereguardo ho comperato quello di Laverack).

    Stasera ho trovato in vendita "Una antica nobilissima razza di cani italiani: il bracco" di Nino Berrini, edito nel 1938.

    Qualcuno sa dirmi se è un libro che merita?

    Vorrei anche comperare il libro di Arkwright; ne vale la pena?
    Francesco
  • Rossella
    ⭐⭐⭐⭐
    • Mar 2005
    • 14715
    • Gallia Cisalpina
    • Setter Inglese

    #2
    arkwright sì, l'altro non lo conosco
    Dogs & Country http://www.dogsandcountry.it

    http://dogsandcountry.it/the-gundog-project/ Progetto di ricerca sul cane da caccia e da prove :-)

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    • frsacchi
      ⭐⭐
      • Jan 2007
      • 722
      • Pavia
      • bracco bassotto

      #3
      Grazie ;-)

      Arkwright ordinato.
      Francesco

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      • Lucio Marzano
        Lo zio
        • Mar 2005
        • 30090
        • chiasso svizzera
        • bracco italiano

        #4
        Nino Berrini era un giornalista amico di Felice Delfino che lo cita
        nelle sue cronache di cani.
        non conosco questo testo e sarei molto interessato a consultarlo
        lucio

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        • corazziere

          #5
          Anche a me interesserebbe... sai se ci sono ristampe recenti?

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          • frsacchi
            ⭐⭐
            • Jan 2007
            • 722
            • Pavia
            • bracco bassotto

            #6
            ehm.. rileggendo meglio l'annuncio ho visto che parla di un "estratto" con copertina posticcia.

            Credo si tratti di una parte di libro o giornale, comunque ho chiesto maggiori informazioni.
            Francesco

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            • Sonia

              #7
              Quel libro di Berrini l'ho acquistato anche io[:D]. Mi arriverà in settimana. L'ultimo vecchio volumetto che ho trovato invece è questo, di Gianni Puttini, con dedica dell'autore. A chi lo dedica...per me...resta un mistero. Zio Lucio, solo tu mi puoi illuminare!...
              Oltre a questa dedica, a pag.5 dove comincia la prefazione, c'è scritto: A. Barbieri o Dardieri o??? - Verona 19.3.47[:-bunny]Aiutooo!!!
              File allegati

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              • riccardo57
                ⭐⭐
                • Apr 2009
                • 559
                • pelago FI
                • segugio maremmano,labrador, drahthaar.

                #8
                Originariamente inviato da Sonia
                Quel libro di Berrini l'ho acquistato anche io[:D]. Mi arriverà in settimana. L'ultimo vecchio volumetto che ho trovato invece è questo, di Gianni Puttini, con dedica dell'autore. A chi lo dedica...per me...resta un mistero. Zio Lucio, solo tu mi puoi illuminare!...
                Oltre a questa dedica, a pag.5 dove comincia la prefazione, c'è scritto: A. Barbieri o Dardieri o??? - Verona 19.3.47[:-bunny]Aiutooo!!!
                Penso che la dedica sia per il dott.Ignazio Barbieri,autore tra l'altro di"lezioni di cinognostica" che tutti coloro che hanno fatto l'esame per esperto lo conoscono molto bene!!!!
                RICCARDO LASCHI

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                • frsacchi
                  ⭐⭐
                  • Jan 2007
                  • 722
                  • Pavia
                  • bracco bassotto

                  #9
                  Che bello il libro di Puttini, mi piacerebbe trovarlo uguale. Sennò ripiego sulla ristampa.

                  Facci sapere del libro di Berrini.

                  La risposta che mi hanno mandato è che quello che ho citato è effettivamente un estratto da libro o rivista e quindi ho desistito.
                  Francesco

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                  • Lucio Marzano
                    Lo zio
                    • Mar 2005
                    • 30090
                    • chiasso svizzera
                    • bracco italiano

                    #10
                    Sonia mi ha molto gentilmente inviato l'articolo di Berrini


                    Molto intereressanti le fotografie che mostrano bracchi di solida costruzione del canile di Cornovecchio (Lodi) dell'Adda, del Magra, di Maniago, soggetti ben costruiti, asciutti con pochi "orpelli" .

                    dell'articolo cito :


                    la pesantezza attuale (1938) che i saputi vorrebbero ad ogni costo mantenere perché, dicono, tipica, sarebbe invece una degenerazione del vero tipo primitivo , bracchetto e non bracco. Ecco le precise espressioni di Brunetto Latini che scrisse il "tresor" in antico francese :" li autre sont brachet qui pour leur nature portent les oreilles pendanz et sentent et cognoissent l'odor des betes et des oiseaus par cognossement dou nés, et pour ce sont ils bon à la chasse " .................omissis......successive tstimonianze del 1400 e 1500 ci descrivono il bianco nella sua forma e colore bianco pezzato rossiccio del manto

                    (nota di Berrini in calce) :il manto del vero antico puro bracco italiano é bianco con macchie rossicce o pezzato rossiccio lavato, adesso comunemente definito bianco arancio . Pero' esiste ora una varietà di colore marrone, detta roano-marrone di origine incerta, derivata forse dall'accoppiamento del puro bracco italiano con altra razza.
                    lucio

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                    • Mithril
                      ⭐⭐⭐
                      • Jan 2007
                      • 1297
                      • Valstagna, Vicenza, Veneto.
                      • Bracco Italiano & Setter Gordon

                      #11
                      Originariamente inviato da Lucio Marzano
                      Sonia mi ha molto gentilmente inviato l'articolo di Berrini


                      Molto intereressanti le fotografie che mostrano bracchi di solida costruzione del canile di Cornovecchio (Lodi) dell'Adda, del Magra, di Maniago, soggetti ben costruiti, asciutti con pochi "orpelli" .

                      dell'articolo cito :


                      la pesantezza attuale (1938) che i saputi vorrebbero ad ogni costo mantenere perché, dicono, tipica, sarebbe invece una degenerazione del vero tipo primitivo , bracchetto e non bracco. Ecco le precise espressioni di Brunetto Latini che scrisse il "tresor" in antico francese :" li autre sont brachet qui pour leur nature portent les oreilles pendanz et sentent et cognoissent l'odor des betes et des oiseaus par cognossement dou nés, et pour ce sont ils bon à la chasse " .................omissis......successive tstimonianze del 1400 e 1500 ci descrivono il bianco nella sua forma e colore bianco pezzato rossiccio del manto

                      (nota di Berrini in calce) :il manto del vero antico puro bracco italiano é bianco con macchie rossicce o pezzato rossiccio lavato, adesso comunemente definito bianco arancio . Pero' esiste ora una varietà di colore marrone, detta roano-marrone di origine incerta, derivata forse dall'accoppiamento del puro bracco italiano con altra razza.
                      Un chiaro esempio di poliedricità delle razze e di come spesso, chi si oppone all'evoluzione della razza, si inventa sacri e inviolabili modelli antichi puntualmente smentiti dalla storia.

                      Ivan

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                      • gigi

                        #12
                        per imparare non si va a scuola,ma sul forum del bracco italiano
                        grazie
                        gigi

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                        • Mauro Nerviani
                          Pierino la peste
                          • Apr 2005
                          • 4969
                          • Cardano al Campo, Varese, Lombardia.
                          • Bracco Italiano B.A. e R.M. 20 Bracchi in totale

                          #13
                          Lo scritto di Berrini

                          Ho avuto modo di leggere e riflettere su quanto esposto con signorilità e sfrenata passione circa le caratteristiche, le doti e la notevole intelligenza del bracco italiano.
                          E' uno scritto che ti fortifica e riconferma quanto detto e ridetto più volte su questo sito circa le caratteristiche peculiari del ns.bracco italiano. Si è scritto poco, ma parlato molto di questa splendida razza, di cui si hanno le prime notizie attorno al 1200 D.C. Cane con doti spiccate per la caccia alla penna, esercitata dapprima con le reti e poi con le armi dopo la scoperta della polvere da sparo. Un cane che infonde poesia nella caccia, una caccia che deve essere intesa di qualità, mai di quantità come veramente dovrebbe essere inteso ed interpretato questo magnifico sport che molti di noi praticano. Con un cane che ti sà dare tutto, che lavora in simbiosi con il cacciatore e che spesso e volontieri riesce ad insegnarli qualche cosa sia nei comportamenti che nell'aspetto venatorio della cacciata. Lo scritto termina con un rimprovero in forma pacata ed educata a tutti i cacciatori che denigrano o non accettano questa razza e con un rimprovero un po' più approfondito agli enti che non tutelano in maniera più opportuna e con maggior incisività un patrimonio cinofilo e culturale totalmente italiano. L'italia è il ns. paese, e se veramente ci sentiamo italiani abbiamo il dovere morale di proteggere, spingere e tutelare la ns. cultura anche cinofila. Per noi stessi e per le ns. generazioni future.
                          Noi italiani siamo notoriamente esterofili, compriamo automobili estere, lavatrici, frigoriferi ed ogni bene di prima necessità ed anche non di prima necessità, basta che abbiano un nome diverso da quello italiano. L'unica cosa che ci accomuna sono gli sport dove il prestigio nazionele è messo in prima fila. Calcio mondiale, F1, Olimpiadi o le gare di Valentino Rossi ci fanno ricordare di essere italiani. Ma in cinofilia no. Ora non sostengo e non voglio sostenere che il bracco italiano è il miglior cane da caccia, mi attirerei le ire di tutti i cont. ex. e degli inglesisti. E poi noi tutti sappiamo bene che ogni razza ha i suoi pregi ed i suoi difetti. Compreso il ns. braccone nazionale, non lo nego. Ma un po' più di attenzione e magari un po' più di aiuto per questa razza non farebbe male a nessuno, anzi, accrescerebbe la stima e la fiducia in questo nostro a volte sfortunato paese. Ma il made in Italy, Braccone compreso funziona sempre. Mi sono posto la sfida di diventare allevatore di bracchi italiani, e le richieste che ricevo sono per il 70% provenienti da paesi esteri più che dal ns. paese. Come mai? E' solo il made in italy o forse qualche cosa di più? Forse ammirano più dall'estero che dall'italia il ns. cagnone?.Bene, non perdiamo questa sfida, diamoci da fare tutti a spingere questa ns. razza, non ne trarremo che benefici.
                          Un grazie al grande Berrini per quanto ha scritto e che è stato la causa (positiva) di questo mio sfogo.
                          Buona serata a tutti
                          Mauro
                          Pierino la peste

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                          • Daniele_FE09_CH01
                            • Sep 2009
                            • 147
                            • Longastrino (FE)
                            • Kurzhaar Bracco Italiano

                            #14
                            Qualcuno sa dove trovare "il Bracco italiano a caccia e alle prove" di Massimo Scheggi?
                            Pare non sia più in commercio...
                            PS: il libro del Puttini è perennemente sul mio comodino!
                            Grazie
                            Daniele

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                            • Lucio Marzano
                              Lo zio
                              • Mar 2005
                              • 30090
                              • chiasso svizzera
                              • bracco italiano

                              #15
                              io ne possiedo una copia, che ovviamente NON cedo, ma potrei fare delle copie
                              lucio

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