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Voglio tenervi informati sul mio modo di procedere con il riporto a comando.
Appurato che con Ali' riuscivo in cortile a farmi riportare il dummy con la sequenza: cane al seduto, "vai" "porta", cane al seduto e poi "lascia" con consegna del dummy, ho deciso di provare con un pernice scongelata che avevo in freezer.
Il cane ha provato le prime volte a tentare il gioco con la pernice ma l'ho subito dissuaso a farlo.
Ciao Massimiliano, io non conosco i bracchi, sono infatti un po' una talpa in questo forum in quanto retrieverista, se non fosse che nella passione delirio che provo per la cinofilia e per i cani da caccia in particolare, il bracco italiano mi piace un sacco e credo che la missione di far lavorare un retriever e un bracco sia molto simile (i miei cani sono messi un po' peggio a livello di cultura popolare: "cane da caccia il golden?! ma va!! è buono per la pet therapy e per il divano, sta bene nel giardino di una villetta in campagna perchè arreda..." etc etc). Comunque trovo giustissimo insegnare il riporto nella sequenza da te descritta, lo faccio anch'io con i giovani. mai lanciare un oggetto e permettere al cane di andare su di questo se prima non ha: richiamo, i comandi tieni e lascia, il resta. solo poi metto tutto insieme e costruisco la sequenza del riporto. All'inizio tieni e lascia (noi, razza inglese, adottiamo hold e give!) lo faccio anche in casa con qualsiasi cosa, poi quando il cane mi è vicino comincio magari a fare passi indietro per farmi poi consegnare. Unica cosa, sempre un tono gioioso: so di cani che con un tieni troppo pressante (e probabilmente isegnato male) hanno cominciato a stringere la selvaggina...
Ciao!
Il tono giocoso va bene.. ma ci sono situazioni in cui bisogna che il cane mi senta. Specialmente quando entra in gioco la selvaggina. L'istinto venatoria (predatorio) nei cani da caccia (cerca e ferma) e' qualcosa di atavico e incondizionato. Mettersi contro quell'istinto a volte e' dura e ne e' un esempio quando il cane deve raccogliere un selvatico e portartelo.
Il mio ad esempio vorrebbe subito partire a cercare ancora, sempre piu' bramoso dell'incontro..
Altra bella gatta da pelare e' rendere il cane corretto sulla lepre o al frullo. L'istinto gli direbbe di rincorrere a tutta birra...
Questo per dire che il tono suadente va bene ma a volte ci vuol la voce grossa.
Io, dopo aver letto quel fantastico libro sull'addestramento di Felice Delfino, ho preso l'abitudine di mettere il cane al terra od al seduto davanti alla ciotola piena. Mi prendo due minuti per cambiagli l'acqua dall'altra ciotola e lui rimane li fermo fino a che non gli comando il "vai". Sembra quasi una crudelta' ma ti assicuro che anche l'istinto di mangiare e' forte e poter controllare il cane in quella situazione puo' aiutare anche in altre.
L'altro giorno ad esempio ha iniziato a rincorrere un gatto davanti casa. Ho urlato un terra.. e s'e' immobilizzato lasciandosi scappare il gatto da davanti il naso.
Magari la prossima volta e'una lepre...
;)
Lo so, queste son le differenze tra cani e utilità. I retriever sono un po' "fighe molli" ma lavorano proprio solo per (quasi, valà...) il padrone (odio questa parola, ma per economia del discorso fatemela passare) e parole troppo brusche, sgridate "violente" li mandano solo in confusione, si demoralizzano per non esser stati in grado di compiacere e diventano insicuri... insomma son delle pippe di cani che però adoro e che per lo meno insegnano la pazienza (a me che ne ho poca e che ho, diciamo tendenzialmente avrei, il tatto di un elefante... sono un ottimo training). Preferisco non metterli nelle condizioni di sbagliare, proseguire sempre con cautela, dare certezze al cane che mi sta accanto e farlo sentire importante con piccoli giochi e mansioni quotidiane (adesso sto lavorando per avere il caffè a letto la mattina, anche se temo, nonostante abbia molta fiducia nei miei cani, di dovermi accontentare di sigarette e telecomando) poi con complicità e serenità passare alla selvaggina dove le regole sono comunque ferree, ma è ugualmente un gioco, nel senso che deve divertire entrambi, se il sangue non mente. Se il cane non si diverte non lo fa con determinazione e piacere, vuol dire che del cane da caccia in quello che ormai per molti è un cane da handicappati (in tutti i sensi) non è davvero rimasto più niente. Oppure io ho sbagliato a insegnargli le cose a proporgli l'oggetto...
Fino a poco tempo fa credevo che il labrador fosse un cane da salotto e da famiglia.
In svizzera ce l'hanno praticamente tutti e pure piuttosto grassi. E' docile, intelligente ed addestrabile pero' di certo non mi sembrava un cane da caccia.
L'anno scorso sono stato in Ungheria ed ho visto a cosa quel cane serviva. Dei recuperi di lepre durante i quali c'era da sedersi, accendersi una sigaretta (per chi fuma), e godersi la lunga scena.
Recuperi al limite dell'impossibile.. con il cane ad 1 km che arrancava con una lepre di 5kg e mezzo in bocca fino a che esausto la posava al suolo, riprendeva fiato, e poi ripartiva.
Praticamente un altro cane.. o semplicemente.. un altro padrone!
Non so quanto istinto venatorio sia rimasto ai golden ma di certo un bracco italiano, sebbene con un carattere piuttosto sensibile, a caccia cambia un bel po.
Se a casa divora i "bocconcini" a caccia nemmeno te li guarda... e quindi certi metodi con rinforzi positivi diventano quasi impossibili.
Non credo sia troppo produttivo per un cane da caccia improntare il lavoro sul gioco proprio per le forze che entrano in campo..
per me il gioco è un macro contenitore dove ci faccio stare di tutto: quello che non mi pesa fare, quello che vorrei tanto non mi pesasse fare e tutto quello che mi rifiuto di prendere seriamente perchè sarebbe una rottura. Anche il lavoro dacchè mi piace e non mi fa guadagnare si è meritato un posto d'onore nello scatolone, la stessa magnanimità ce l'ho per i cani, che lavorino anche loro come fosse un gioco, purchè ce l'abbiano a cuore e lo svolgano con scrupolosa passione. La prima volta che sbagliano è colpa mia perchè non gliel'ho insegnato bene, la secona forse non stata chiara, la terza controllo la qualità della materia grigia aprendogli la testa
Il mio bracco riporta a comando, pero quando è in una azione di caccia, si comanda da solo, sa cosa deve fare.Io durante l' anno l' uso come cane da compagnia, lo porto a spasso, lo faccio giocare con la palla, uso pure io i comandi terra, sta, ma a caccia trovano poca applicazione.In tre anni li ho usati solo una volta , nel gennaio scorso, ma la colpa era mia non del cane, volevo che mi riportasse da un punto in cui non c'era niente, allora lo metto a terra, poi gli intimo il porta, parte va, poi lo sento a piangere, guaire, il fatto è che la becca che avevo preso era caduta sopra un albero, e subito no la trovava per la mia sbagliata indicazione a comando su dove cercare.A, siete liberi di non credermi, ma venerdi, mentre sistemavo il cortile con un recinto, mi facevo portare gli attrezzi(martello, paletta, rastrellino) dal cane...era molto bello ma che insudiciata di bava!!p.s A caccia conta l' istinto il riporto a comando funziona finchè non si stufa del giochetto...[}:)]
io che credo che l'istinto sia la base per tutto ma che se non addestrato, dressato, scolarizzato anche il miglior cane sia inusufruibile e credo anche che l'addestramento crei il legame tra cane e padrone, per questo addestro solo quando sono di buon umore e quando mi sto per spazientire mollo il colpo e faccio una passeggiata... però ripeto: che ne so io di bracchi?? nulla
p.s.: i retriever si stufano del giochetto se glielo propini sempre uguale, io credo che addestrare sia uno dei mestieri più creativi, devi cambiare il gioco durante l'azione, avere un tempismo che spacca, proporre fondamentalmente la stessa cosa con mille vestiti diversi sempre sempre sempre sorprendenti e accattivanti... conquistrare un uomo è meno difficile che conquistare un cane (tenerlo poi è però un'altra cosa)
é vero, sofia ai colpito nel segno! Io ci sono arrivato da poco, però è cosi, meglio cogliere un attimo piuttosto che insistere, un pò come a scuola....,si sta attenti 5 minuti e poi come dico io si prende il volo, via verso nuovi orrizonti della immaginazione:D
a , visto che sei una retreverista ,volevo chiederti(sofia): visto che molto probabilmente acquisterò a breve un labrador(visto che è una razza che piace pure ai miei genitori e la credono meno ingombrante di un bracco) , in che tipo di caccia lo utilizzi?
Ciao Van Von Vac (mi racconti la storia di questo nome??) io i retriever anzi i golden (a loro non l'ho mai svelato, ma mi son sempre vergognata a dire di avere questi cani, mi risolleva un po' nell'orgoglio averli e andarci a caccia, ma ogni volta che lo dico suscito grasse risate... eh va bè...) li uso su fagiani, starne, pernici, anatre e quel che passa il convento e che mira la mia canna, ma prevalentemente piume, anche se la lepre si riporta assai bene ma io non la miro nemmeno e in prova non c'è mai (solo in Inghilterra). I cani con cui faccio gare li uso solo da riporto mentre la vecchia carampana, ancora iena bavosa, la mando avanti tipo springer da cerca (a meno che non ci sia qualche bravo fermatore a fare da ausilio). Io credo però che l'impegno di un cane non sia tanto lo spazio che occupa quanto il tempo che chiede (se si escludono irish wolfhound e pochi altri bestioni)... e il lab ne vuole tanto!!!
La storia del nome è un pò lunga... abbreviamola cosi; ogni anno nella mia classe facevamo un torneo on line di un famoso gioco strategico ambientato nel medio evo. Avendolo sempre vinto, il Van ed il Von sono titoli diciamo Acquisiti, di merito ( infatti se non mi sbaglio dovrebbero significare tipo barone, ocose del genere).I miei erano intteressati a un labrador in quanto non sanno che è da caccia,mentre io ne vorrei un altro da caccia, preferirei un altro bracco, ma va be cosi, allora cerco di trarre il massimo vantaggio dal possibile acquisto.i miei vorrebbero un labrador x il fatto che già ora con un solo cane , quando è la stagione mi vedono al mattino e due minuti alla sera (poi crollo) e con due temono di non vedermi più....[}:)]
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