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  • Dero
    • May 2007
    • 157
    • Bojano, Campobasso, Molise.
    • Bracco Italiano/Haro

    #1

    raccontarvi tutto è impossibile

    Permettetemi di parlarvi del mio spinone.
    Atos (senza “h”) è uno spinone bianco arancio di 13 anni (quasi 14, il 16 marzo) e venerdì 4 gennaio è stato operato ad un tumore, piuttosto grande, formatosi sul garretto della zampa posteriore destra. Atos ha reagito bene all’operazione infatti già nel pomeriggio gironzolava nel suo recinto, come se cercasse qualcosa. Ma andiamo per ordine.
    Erano i primi di luglio del 1994 e finalmente riuscii a convincere mia madre e i miei fratelli a concedermi lo spazio del cortile sotto casa per allevarvi un cucciolo di cane da caccia. Mi ero diplomato da un anno ed ero alla mia prima licenza di caccia. Volevo acquistare un Bracco Italiano, ma non conoscevo allevatori di tale razza nella mia regione (Molise), se non qualche cucciolata amatoriale (molto amatoriale). Fu così che venni a sapere che c’era stata, a marzo, una cucciolata di spinoni proprio in una borgata della mia città. Mi recai a vedere i cani che erano di un mio amico e tra tutti i cuccioli roano-marroni, vi era Atos, l’unico bianco. Affetto a prima vista. Versai la caparra e tornai qualche giorno dopo (il 9 agosto, dieci anni precisi dalla morte di mio padre) per ritirare il cane. Era pieno di pulci e zecche e naturalmente con poco pelo. Portato a casa dovetti disinfettarlo, lavarlo e curarlo per qualche giorno e finalmente uscii in addestramento. Mentre vagavamo per la campagna dopo un po’ Atos va in punta, pensavo, data l’età, che si fosse incuriosito da qualche lucertola, invece con grande meraviglia si involò un maestoso fagiano e da allora è stato tutto un crescendo di beccacce, fagiani, lepri, quaglie, anatre e perfino qualche starna. Ho trascorso con Atos momenti indimenticabili, dovuti alla nostra giovane età e a quel tempo libero che oggi non ho più come prima. Ma vi assicuro che ogni volta che esco a caccia con Atos c’è sempre da restare soddisfatti. Ha un carattere troppo devoto al suo mestiere di cane da caccia, non stacca mai e quando si rende conto che ho voglia di rientrare troppo presto lui fa finta di cercare. I primi anni mi recavo a caccia di lepri in alta montagna e dopo aver camminato per qualche ora mi fermavo tra le rocce del Matese a riposare e pensavo alle coturnici che non ci sono più e che erano la caccia preferita di mio padre. Atos dopo un po’ che mi gironzolava intorno mi iniziava ad abbaiare in modo buffo, lo accarezzavo e capivo che voleva continuare a camminare e cacciare.
    Di tanto in tanto Atos fuggiva dal cortile di casa per far ritorno solo dopo qualche giorno e dopo qualche mese vedevo comparire per la città cuccioloni troppo simili al mio spinone. Mi veniva da ridere a pensare che il mio Atos era stato un barbuto “playdog”. Ma a pensarci bene doveva per forza essere così, infatti una notte mentre io ero in compagnia di un’amica nella sua auto sentimmo un tonfo vicino al finestrino e voltandoci di scatto vedemmo quel enorme naso di Atos che ci scrutava come un radar. Scoppiammo a ridere ed io ebbi l’infelice idea di pronunciare la frase che scatenò l’inevitabile casino: “Mi dà più soddisfazione Atos a caccia che voi donne”. Non l’avessi mai detto. La prima cosa era l’offesa del paragone con un animale la seconda era il plurale di “voi donne”.
    Oramai chi mi conosce sa che se dico a qualcuna hai una faccia da bracco italiano non è affatto una offesa, ma un ottimo complimento.
    In conclusione con Atos ho condiviso tutto, forse troppo, non ho mai fatto un’apertura di caccia senza di lui, abbiamo vissuto i migliori anni della mia e della sua vita insieme, ho sparato le mie prime beccacce con lui, la mia prima lepre, la mia prima starna e fagiano, perfino una gara di caccia (da me tanto odiate), gli anni dell’università e soprattutto i miei momenti tristi sfogati nei boschi insieme a lui. Tante volte gli amici cacciatori che conoscono Atos mi ripetono che di cani da caccia come lui non ne avrò più… Quando sento questa frase mi rattristo, ho paura che la mia passione scompaia con lui, con il mio burbero e ormai sordo Spinone. Da qualche giorno dopo l’operazione al tumore, mi viene vicino che vuole essere accarezzato, non l’aveva mai fatto prima.


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    Nella vita non serve dire bugie se puoi far carriera dicendo stronzate
  • danieleserafino
    ⭐⭐
    • Nov 2006
    • 984
    • san donato di lecce, Lecce, Puglia.
    • spinoni: Athena Galileo Gaia Ombra Bosco

    #2
    Ciao e benvenuto Dero, complimenti bel racconto!

    www.spinonidivalledellacupa.it

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    • danieleserafino
      ⭐⭐
      • Nov 2006
      • 984
      • san donato di lecce, Lecce, Puglia.
      • spinoni: Athena Galileo Gaia Ombra Bosco

      #3
      Ciao e benvenuto Dero, complimenti bel racconto!

      www.spinonidivalledellacupa.it

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      • leonessa

        #4
        [wel] [wel] [wel] benvenuto un grandissimo in bocca al lupo per atos[ciao]

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        • leonessa

          #5
          [wel] [wel] [wel] benvenuto un grandissimo in bocca al lupo per atos[ciao]

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          • Dero
            • May 2007
            • 157
            • Bojano, Campobasso, Molise.
            • Bracco Italiano/Haro

            #6
            Salve a tutti e ancora grazie per il vostro sostegno,
            Questa mattina non sono più uscito a causa della forte pioggia, anche se alle 5:20 ancora non pioveva e, infatti, mi sono preparato, quando finalmente ero pronto si è scatenato cielo e terra.
            Ho rimandato tutto a sabato mattina sempre che Atos non mi faccia brutti scherzi. Purtroppo sta sera quando sono andato a dargli da mangiare aveva la zampa gonfia e zoppicava anche se lui sembra stare bene. Ho fatto due massaggi e sono corso a comprare l’antibiotico. Domattina presto vado a vedere come sta e se migliora. Ho l’impressione che a causa del cattivo tempo sia stato tutta la giornata nella cuccia e si sia addormentato col peso sulla zampa offesa. Speriamo che migliori. Dato il vostro affetto vi terrò informati. Porca miseri mi viene da urlareeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!!
            Nella vita non serve dire bugie se puoi far carriera dicendo stronzate

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            • Dero
              • May 2007
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              • Bojano, Campobasso, Molise.
              • Bracco Italiano/Haro

              #7
              Salve a tutti e ancora grazie per il vostro sostegno,
              Questa mattina non sono più uscito a causa della forte pioggia, anche se alle 5:20 ancora non pioveva e, infatti, mi sono preparato, quando finalmente ero pronto si è scatenato cielo e terra.
              Ho rimandato tutto a sabato mattina sempre che Atos non mi faccia brutti scherzi. Purtroppo sta sera quando sono andato a dargli da mangiare aveva la zampa gonfia e zoppicava anche se lui sembra stare bene. Ho fatto due massaggi e sono corso a comprare l’antibiotico. Domattina presto vado a vedere come sta e se migliora. Ho l’impressione che a causa del cattivo tempo sia stato tutta la giornata nella cuccia e si sia addormentato col peso sulla zampa offesa. Speriamo che migliori. Dato il vostro affetto vi terrò informati. Porca miseri mi viene da urlareeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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              • ifabio76

                #8
                Ciao e benvenuto!! [wel] [wel]
                Complimenti per la bellissima storia ed un grosso in bocca al lupo al tuo Atos!!

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                • ifabio76

                  #9
                  Ciao e benvenuto!! [wel] [wel]
                  Complimenti per la bellissima storia ed un grosso in bocca al lupo al tuo Atos!!

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                  • Dero
                    • May 2007
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                    • Bracco Italiano/Haro

                    #10
                    Le ultime sulla zampa di Atos: è piena di pus, che sta lentamente fuoriuscendo grazie anche ai massaggi. Credo di aver sbagliato a togliere troppo presto gli antibiotici.
                    Dovete sapere che Atos ha sfiorato anche il suo momento di gloria come razzatore. Infatti un mio carissimo amico (Luis, lo stesso che mi ha consigliato questo bellissimo sito) dopo essere venuto in addestramento su quagli e a caccia di beccacce con me, volle assolutamente mettermi in contatto con il dott. Luca Massimino. Se non erro allora era presidente del cisp. Per telefono dissi al Dottore che se fosse passato per il Molise sarei stato felice di fargli vedere Atos in azione, ma gli dissi che se fosse venuto dopo l’apertura difficilmente ci saremmo potuti incontrare. In più ci tenni a precisare che io avevo addestrato Atos (forse Atos aveva addestrato me) ad andare a caccia, quindi non doveva aspettarsi un cane da gara, ma un cane schivo, poco propenso all’educazione da gara. Mi spiego meglio: delle volte Atos non mi ascolta e se ha deciso che deve andare a battere un campo alla fine del mondo dopo una giornata di caccia, non ci sono santi che lo tengano. Lui va e il finale è… che aveva ragione lui. Per esempio l’anno scorso ho vissuto una giornata di quelle che capitano una volta nella vita. Ero a caccia nel solito bosco e ormai rassegnato per non aver trovato nulla mi accingevo al rientro. Ad un tratto mentre guardavo nel sottobosco dalla sommità di un versate a circa 30 metri da me su un albero ricoperto di edera si sono involate circa una ventina di civette o gufi o barbagianni. Non ebbi modo di distinguere bene che tipo di rapaci erano, ma data la grandezza credo che siano stati dei gufi. Rimasi sbalordito. (non so se sia normale, ho chiesto in giro ma nessuno mi ha saputo dare una risposta, fino a qualche giorno fa quando il tg2 ha raccontato di un caso simile, non ricordo in quale città, dove su un albero posto in un parco in periferia, alcuni gufi avevano deciso di eleggerlo come loro dimora. Mha….) Comunque, continuai la battuta ed alzai una beccaccia, Atos, sordo, non si accorse di nulla. Decisi allora di andare a ribatterla. Ero stremato e non riuscivo a stare dietro al cane, che aveva iniziato a “stringere” (menare la coda) a circa 40 metri da me, sotto un vallone. Allora borbottai ad alta voce: “ Atos se è una finta e mi fai venire fin la giù ti sparo” (il tono era scherzoso) ma mentre riposavo vidi venir su una lepre maestosa. Naturalmente l’ammazzai. Che dire… quando si mette una cosa in testa, da un po’ di anni, lo assecondo. Avevo letto sui libri del grande Prof. Massimo Scheggi che sia il bracco italiano che lo spinone sono un po’ testardi, nel senso che non obbediscono a “bacchetta” ma che sono pieni di iniziativa. Io li preferisco così, per questo forse odio le gare di caccia.
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                    • Dero
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                      #11
                      Le ultime sulla zampa di Atos: è piena di pus, che sta lentamente fuoriuscendo grazie anche ai massaggi. Credo di aver sbagliato a togliere troppo presto gli antibiotici.
                      Dovete sapere che Atos ha sfiorato anche il suo momento di gloria come razzatore. Infatti un mio carissimo amico (Luis, lo stesso che mi ha consigliato questo bellissimo sito) dopo essere venuto in addestramento su quagli e a caccia di beccacce con me, volle assolutamente mettermi in contatto con il dott. Luca Massimino. Se non erro allora era presidente del cisp. Per telefono dissi al Dottore che se fosse passato per il Molise sarei stato felice di fargli vedere Atos in azione, ma gli dissi che se fosse venuto dopo l’apertura difficilmente ci saremmo potuti incontrare. In più ci tenni a precisare che io avevo addestrato Atos (forse Atos aveva addestrato me) ad andare a caccia, quindi non doveva aspettarsi un cane da gara, ma un cane schivo, poco propenso all’educazione da gara. Mi spiego meglio: delle volte Atos non mi ascolta e se ha deciso che deve andare a battere un campo alla fine del mondo dopo una giornata di caccia, non ci sono santi che lo tengano. Lui va e il finale è… che aveva ragione lui. Per esempio l’anno scorso ho vissuto una giornata di quelle che capitano una volta nella vita. Ero a caccia nel solito bosco e ormai rassegnato per non aver trovato nulla mi accingevo al rientro. Ad un tratto mentre guardavo nel sottobosco dalla sommità di un versate a circa 30 metri da me su un albero ricoperto di edera si sono involate circa una ventina di civette o gufi o barbagianni. Non ebbi modo di distinguere bene che tipo di rapaci erano, ma data la grandezza credo che siano stati dei gufi. Rimasi sbalordito. (non so se sia normale, ho chiesto in giro ma nessuno mi ha saputo dare una risposta, fino a qualche giorno fa quando il tg2 ha raccontato di un caso simile, non ricordo in quale città, dove su un albero posto in un parco in periferia, alcuni gufi avevano deciso di eleggerlo come loro dimora. Mha….) Comunque, continuai la battuta ed alzai una beccaccia, Atos, sordo, non si accorse di nulla. Decisi allora di andare a ribatterla. Ero stremato e non riuscivo a stare dietro al cane, che aveva iniziato a “stringere” (menare la coda) a circa 40 metri da me, sotto un vallone. Allora borbottai ad alta voce: “ Atos se è una finta e mi fai venire fin la giù ti sparo” (il tono era scherzoso) ma mentre riposavo vidi venir su una lepre maestosa. Naturalmente l’ammazzai. Che dire… quando si mette una cosa in testa, da un po’ di anni, lo assecondo. Avevo letto sui libri del grande Prof. Massimo Scheggi che sia il bracco italiano che lo spinone sono un po’ testardi, nel senso che non obbediscono a “bacchetta” ma che sono pieni di iniziativa. Io li preferisco così, per questo forse odio le gare di caccia.
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                      • Dero
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                        #12
                        Salve
                        non vi ho fatto sapere più nulla dell'uscita a caccia di sabato scorso a causa del nuovo lavoro che mi impegna abbastanza. Comunque Atos si è ripreso alla grande, anche se non abbiamo trovato nulla, tranne colombacci che partivano nella nebbia facendomi salire l'adrenalina.
                        La zampa si è sgonfiata, di tanto in tanto Atos inciampava nei rivi e non essendo più giovincello aveva qualche problema a districarsi e raggiungermi. Allora mi fermavo e lo aspettavo, proprio come si fa con una persona anziana testarda e che non pretende aiuti da nessuno fino… Va bèh… avete capito. Volevo dire ad ALESSANDRO (alis: cuba7179) che non ho capito quale è il suo cognome e sarei felicissimo di accompagnarlo in una passeggiata sul Matese. Anzi, dato che per un anno lavorerò nella banca del germoplasma dell’Università egli studi del Molise, presso la sede di Isernia, possiamo organizzare un incontro con gli iscritti al
                        sito al Giardino dell’Università ( questo è il link:
                        www.giardinocapracotta.unimol.it/giardino.html)
                        nel comune di Capracotta. Nelle vicinanze c’è anche una azienda agrituristica venatoria. Però vi prego datemi prima il tempo di organizzare la settimana scientifica di marzo, sono solo 5 gg che lavoro lì. A presto.
                        Nella vita non serve dire bugie se puoi far carriera dicendo stronzate

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                        • Dero
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                          • 157
                          • Bojano, Campobasso, Molise.
                          • Bracco Italiano/Haro

                          #13
                          Salve
                          non vi ho fatto sapere più nulla dell'uscita a caccia di sabato scorso a causa del nuovo lavoro che mi impegna abbastanza. Comunque Atos si è ripreso alla grande, anche se non abbiamo trovato nulla, tranne colombacci che partivano nella nebbia facendomi salire l'adrenalina.
                          La zampa si è sgonfiata, di tanto in tanto Atos inciampava nei rivi e non essendo più giovincello aveva qualche problema a districarsi e raggiungermi. Allora mi fermavo e lo aspettavo, proprio come si fa con una persona anziana testarda e che non pretende aiuti da nessuno fino… Va bèh… avete capito. Volevo dire ad ALESSANDRO (alis: cuba7179) che non ho capito quale è il suo cognome e sarei felicissimo di accompagnarlo in una passeggiata sul Matese. Anzi, dato che per un anno lavorerò nella banca del germoplasma dell’Università egli studi del Molise, presso la sede di Isernia, possiamo organizzare un incontro con gli iscritti al
                          sito al Giardino dell’Università ( questo è il link:
                          www.giardinocapracotta.unimol.it/giardino.html)
                          nel comune di Capracotta. Nelle vicinanze c’è anche una azienda agrituristica venatoria. Però vi prego datemi prima il tempo di organizzare la settimana scientifica di marzo, sono solo 5 gg che lavoro lì. A presto.
                          Nella vita non serve dire bugie se puoi far carriera dicendo stronzate

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                          • ottavio mencio

                            #14
                            Caro Dero.
                            perchè odiare qualcosa quasi sicuramente senza averne una frequentazione e quindi una conoscenza
                            diretta.(se non è così puoi sempre argomentare..).
                            Senza nessuna polemica e voglio sottolinearlo ,le gare possono essere viste in mille modi.
                            magari chi è appassionato di caccia a tal punto che non sopporta di vedere chiusi i propri cani nel box da fine gennaio a fine agosto.già questo mi sembra un argomento più che valido.
                            magari è un modo velocissimo di farsi una idea(cultura????)dei soggetti ,vuoi per un accoppiamento
                            vuoi per confrotare semplicemente i propri soggetti.
                            magari è un modo di frequentare gli amici che uscita dopo uscita diventano tali.
                            magari è un modo di di far conoscere i propri soggetti,a tal proposito il tuo Atos se visto da chi voleva migliorare la propria linea di sangue poteva essere tenuto in considerazione per qualche femmina importante.
                            stando ognuno a casa nostra tutto ciò non è possibile.le razze non migliorano,stagnano.
                            possono queste poche righe provare a farti cambiare considerazione sul tuo odio per le gare?
                            un saluto ottavio

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                            • Dero
                              • May 2007
                              • 157
                              • Bojano, Campobasso, Molise.
                              • Bracco Italiano/Haro

                              #15
                              Caro Ottavio
                              Chiarisco, senza pretese, che ho seguito le gare di caccia da quando ho 5 anni, ho perfino collaborato, ancora minorenne, con un gruppo di amici all’organizzazione e attuazione di una gara (un memorial per un amico scomparso troppo presto) e una volta ho perfino partecipato dopo lunghi e insistenti implorazioni da parte di amici (sempre con Atos e con doppietta Bernardelli Leoinida cani esterni cal. 20, ma soprattutto cartucce di cartone caricate da me, giovane inesperto).
                              Al di là della mia breve esperienza, non sono contro le gare ma le odio, nel senso che non mi piace veder giudicare cacciatore e soprattutto il CANE in meno di 30 minuti. Che tra l’altro non pone tutti i concorrenti nelle stesse situazioni di clima, stess e selvaggina.
                              Ancora di più odio alcune parti dei regolamenti che sembrano (ma ammetto di essere molto ignorante in proposito) voler mortificare l’iniziativa del cane e costringerlo a rispettare alcune tecniche imposte dall’uomo. Se lo immagina un cane che ci giudica su come si cammina su due zampe? Tra l’altro le migliori soddisfazioni a caccia le ho avute quando Atos agiva di sua iniziativa e sul momento non capivo il suo atteggiamento. Solo dopo la battuta di caccia, rielaborando l’azione, mi meravigliavo dell’intelligenza del mio collaboratore.
                              Per quanto riguarda lo stare tra amici che condividono la stessa passione e in compagnia dei propri cani sono d’accordo con te, bisogna confrontarsi e perfino scontrarsi ma sempre per aggiungere e raggiungere nuovi obiettivi, come: migliorare la razza (quando però è da migliorare e non da stravolgere, vedi l’ottimo lavoro fatto sui bracchi, anche se… troppo lungo non vado oltre), migliorare le regole per andare a caccia, migliorare l’allevamento e l’immissione di selvaggina, migliorare le leggi sulla detenzione e porto d’armi, ecc. Ma stare insieme anche per prendersi in giro e far nascere quella sana competizione che fa sempre bene.
                              Di un punto sono pentito amaramente: non avere oggi un erede, di RAZZA, di Atos.
                              Però una promessa voglio fartela, perché le tue parole non caschino nel vuoto, tenterò di frequentare di nuovo qualche gara venatoria.
                              P.S.: Ho una certa diffidenza nei confronti di quei cani che stanno seduti nel carrello o in auto per più di dieci minuti, dopo che l’auto si è fermata e non li senti abbaiare e grattare per voler uscire e andare a caccia.
                              P.P.S.: Dero era il nome di un grande Bracco Italiano di mio padre, Dero delle Forre, morto nel recuperare di una coturnice.


                              Nella vita non serve dire bugie se puoi far carriera dicendo stronzate

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