Fiuto=specie

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pacigianni
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  • pacigianni

    #1

    Fiuto=specie

    Mi chiedo se le differenze di elaborazione dati olfattivi che abbiamo riscontrato nelle diverse razze canine (vedi discussione fiuto fino?), possano facilitare o rendere difficile l'approccio che quella tale razza canina ha con una determinata specie animale.
    Per esempio, secondo me le razze continentali sono facilitate nella caccia alla stanziale e meno a quella alla beccaccia.
    Voi cosa ne pensate?
    Ciao Gianni
  • Mario Di Pinto

    #2
    BUONANOTTE!

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    • Lucio Marzano
      Lo zio
      • Mar 2005
      • 30090
      • chiasso svizzera
      • bracco italiano

      #3
      Gianni,
      Mario è stato chiarissimo, il suo "buonanotte" vuol dire che il discorso non si può porre.
      Da quanto detto si è evidenziato (a torto o a ragione) che la potenza olfattiva non varia da razza a razza e che la differenza sta nel come vengono elaborati i segnali che arrivano al cervello, poi ci sono le differenze somatiche, altezza, peso, protezione e poi le attitudini psichiche.
      Ma alla fine a parte le teorie, quello che conterà di più saranno le qualità del singolo cane e la preparazione e l'esperienza che si farà sul tipo specifico di selvaggina, quindi conterà molto anche "il manico" cioè il conduttore.
      Come anche detto alcune razze sono più dotate di altre per singole particolarità, per esempio per i rovi sarà, a priori, più dotato uno spinone di un pointer, ma ci sono moltissimi esempi di pointer che suppliscono con la passione e la tempra alla carenza di "attrezzatura"
      il setter per esempio è dotatissimo per la montagna, e qui si parla di stanziale, e non vedo selvaggina che sia a priori poco adatta al setter
      come al kurzhaar o al breton, poi la differenza sarà fatte dalle simpatie e dalle preferenze del singolo.


      lucio

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      • pacigianni

        #4
        Ciao Lucio, stabilito che ciò che differenzia la razza, non è la potenza olfattiva, ma l'interpretazione dell'emanazione, volevo appunto mettere l'accento sulle qualità delle singole razze verso un tipo di selvatico.
        Mi sembra che uno spinone sia decisamente più redditizio su di un fagiano smaliziato che un setter, proprio per questa differenza di lavorare sull'emanazione, dove invece il setter sarà più redditizio su di una beccaccia.
        Recentemente ho visto in televisione un documentario sulla caccia alla beccaccia fatta con il setter e devo dire che il modo di lavorare sull'emanazione si addice perfettamente a questo tipo di uccello, se la stessa azione fosse fatta su di un fagiano difficilmente si arriverebbe al tiro.
        Tutto ciò indipendentemente dal tipo di terreno, o dall'addestramento che potrà anche essere specifico.
        Ciao Gianni

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        • Lucio Marzano
          Lo zio
          • Mar 2005
          • 30090
          • chiasso svizzera
          • bracco italiano

          #5
          Caro Gianni,
          i toscani li chiamano cani "affagianati" io li definisco specialisti, sono quelli che su un gallo vecchio lo incalzano senza perdersi in ferme sul percorso, non è un problema di razza ma di specializzazione,
          un setter abituato a fagiani che si rubano via di pedina imparerà anche lui ad incalzarli, certo che poi non sarà il caso di portarlo a beccaccini......il nostro amico Mario caccia le beccacce con degli spinoni che non sono inferiori a cani di altre razze, perché li ha abituati a questa caccia. Non farei classifiche che sono tanto antipatiche qaunto facili ad essere smentite con esempi.
          I setter ormai sono un universo canino, fra loro trovi il trialer da grande prova, il cane da montagna così come cani non titolati ma eccellenti cacciatori dalle beccacce ai rallidi (che sono tuttaltro che facili da trattare anche se meno nobili) con un sacco di genealogie e correnti di sangue.
          lucio

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          • Mario Di Pinto

            #6
            "stabilito che cio'che differenzia la razza non e' la potenza olfattiva ma l'interpretazione dell'emanazione","stabilito" ma da chi,forse da te, dalle tue personali esperienze,sinceramente non riesco nemmeno a capire ,perdona la mia inesperienza ma vedo solo 4/500 cani all'anno ,
            oltre che cacciare 60/70 giornate con i miei, tu pensi veramente che uno spinone sia piu' adatto di un pointer a starne o a cotorni ,guarda che il pointer ci e' nato il nostro spinone si deve adattare ,al meglio ma si deve adattare.
            Quache anno fa un allevatore di spinoni scrisse su diana che il vero spinone quando sente che non
            e'giornata di passo non esce manco dalla cuccia ,questa affermazione fece piu'danni della peste,io conoscevo quegli spinoni perche' sono come s.tommaso, ti dico che quelli non uscivano dal canile nemmeno le piu'belle giornate di passo,caro gianni cerchiamo di stare sempre con i piedi per terra ,spinoni e bracchi sono dei cani come gli altri debbono cacciare tutto ,sempre e da mattina a sera solo cosi' potranno ulteriormente espandersi tra i cacciatori,quella a cui ti riferisci e' una specializzazione che come dice lucio e' questione di qualita' del soggetto,pratica diuturna e manico di chi conduce.
            cordialita'

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