differenze e difficoltà tra la traccia artificiale e quella naturale

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    • May 2011
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    • hannoverischer schweisshund

    #1

    differenze e difficoltà tra la traccia artificiale e quella naturale

    Quali sono secondo la vostra esperienza le principali differenze e difficoltà che si possono trovare tra una traccia artificiale ad una naturale??
    Io non ho esperienza di recuperi "veri" quindi volevo sentire da voi cosa ne pensate e magari approfondire bene questo argomento che sicuramente porterebbe a delle conoscenze molto utili per i neofiti come me...
    Ciao giacomo
  • Maurideep
    ⭐⭐⭐
    • Nov 2007
    • 1767
    • Rivanazzano Terme (PV)
    • HansFilippo della Canterana bassotto nano p/d Senape della Val Vezzeno bassotto standard p/d Lucy

    #2
    bell'argomento: recuperatori di esperienza fatevi avanti, noi "traccisti" in artificiale siam tutt'orecchi !
    Con le mogli degli amici passo i giorni più felici...cit. Sergordon, La Stoppa 19-20 maggio 2012.

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    • jean72

      #3
      Originariamente inviato da HANNOVERISCHER
      Quali sono secondo la vostra esperienza le principali differenze e difficoltà che si possono trovare tra una traccia artificiale ad una naturale??
      Io non ho esperienza di recuperi "veri" quindi volevo sentire da voi cosa ne pensate e magari approfondire bene questo argomento che sicuramente porterebbe a delle conoscenze molto utili per i neofiti come me...
      Ciao giacomo
      Ciao Giacomo,Perdonami se la prima risposta l'hai da me, (probabile neofita a vita...), ..sarà banale, e penso che la sappìa anche Tu, ..la differenza prinipale per me è che la traccia naturale, NON la sappiamo, non ci sono i nastrini, dobbiamo Fidarci del Nostro "Socio", e questo contemporaneamente, è già una "difficoltà", specie per noi principianti, senza contare le difficolta(astuzie) che ogni selvatico adotta.

      se ho completamente sbagliato, spero che i "Nostri" Amici non mi diano trppi "cicchetti",hic..hic...sai che mal di testa il giorno dopo?:-pr
      in attesa di Risposte...Ciao[:-golf]

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      • Maurideep
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        • Nov 2007
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        • Rivanazzano Terme (PV)
        • HansFilippo della Canterana bassotto nano p/d Senape della Val Vezzeno bassotto standard p/d Lucy

        #4
        Originariamente inviato da jean72
        Ciao Giacomo,Perdonami se la prima risposta l'hai da me, (probabile neofita a vita...), ..sarà banale, e penso che la sappìa anche Tu, ..la differenza prinipale per me è che la traccia naturale, NON la sappiamo, non ci sono i nastrini, dobbiamo Fidarci del Nostro "Socio", e questo contemporaneamente, è già una "difficoltà", specie per noi principianti, senza contare le difficolta(astuzie) che ogni selvatico adotta.

        se ho completamente sbagliato, spero che i "Nostri" Amici non mi diano trppi "cicchetti",hic..hic...sai che mal di testa il giorno dopo?:-pr
        in attesa di Risposte...Ciao[:-golf]
        è giusto quel che dici, infatti prediligo di gran lunga le tracce con pochissimi segnali ( tipo quelle che ha posato elio al raduno alla stoppa) oppure, sempre parlando di prove, quelle tipo s.uberto dove sei solo con il cane e il giudice ti aspetta al fine traccia. Su quel tipo di prove impari ( l'ho fatto a mie spese) a fidarti ciecamente del cane. Credo sia un buon modo per fare la transizione dalla prova di traccia al recupero in naturale.
        Con le mogli degli amici passo i giorni più felici...cit. Sergordon, La Stoppa 19-20 maggio 2012.

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        • Daniele 64

          #5
          Non solo devi fidarti del cane ma anche di quello che ti racconta il cacciatore.
          Purtroppo non sempre le dinamiche del ferimento corrispondono al racconto fatto, questo può essere un fattore negativo per l'azione di recupero.
          Un esempio dei più semplici è la direzione di fuga del selvatico, il cane va a monte e ti senti dire dal cacciatore che il selvatico è sceso a valle chi ha ragione?
          Io non ho dubbi il mio cane.
          Le traccie artificiali avete già descritto bene le differenze , nastrini segni vari sui 90° gradi,partenze e arrivi ben definiti.
          Sembrerebbe tutto l'opposto di una traccia naturale, no indicazioni ,quasi sicuri della area interessata se ci sono segni evidenti di ferimento ma se questi mancano?, lunghezza della tracciatura, morfologia del terreno,ma cosa importante quanto tempo impegnera il cane e il suo conduttore il recupero , la loro preparazione fisica e tecnica sarà sufficiente.
          Dico questo perchè una traccia artificiale di 1000 metri impegna mediamente per un tempo massimo ,se il cane fa il suo dovere correttamente, di 30 minuti mentre una naturale non si può sapere.
          Questa come differenza tra le due traccie la ritengo fondamentale

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          • jean72

            #6
            Originariamente inviato da Maurideep
            è giusto quel che dici, infatti prediligo di gran lunga le tracce con pochissimi segnali ( tipo quelle che ha posato elio al raduno alla stoppa) oppure, sempre parlando di prove, quelle tipo s.uberto dove sei solo con il cane e il giudice ti aspetta al fine traccia. Su quel tipo di prove impari ( l'ho fatto a mie spese) a fidarti ciecamente del cane. Credo sia un buon modo per fare la transizione dalla prova di traccia al recupero in naturale.
            Ciao Maurizio,condivido sia un buon modo di transizione, (anche se nn ho mai fatto le S.uberto), ma mi è capitato di nn aver nastrini (dimenticati, tanto nn sono esssenziali...[:D]), e pur avendo trcciato io... una volta ero convinto fosse fuori traccia,(gli ho fatto ripetere il "tratto" 2volte) ho deciso di fargli fare qualche metro in più...ed è bastato per rendermi conto che mi sbagliavo IO[:142][:142]
            Ciao[:-golf]

            ---------- Messaggio inserito alle 10:19 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 09:43 PM ----------

            Originariamente inviato da Daniele 64
            Non solo devi fidarti del cane ma anche di quello che ti racconta il cacciatore.
            Purtroppo non sempre le dinamiche del ferimento corrispondono al racconto fatto, questo può essere un fattore negativo per l'azione di recupero.
            Un esempio dei più semplici è la direzione di fuga del selvatico, il cane va a monte e ti senti dire dal cacciatore che il selvatico è sceso a valle chi ha ragione?
            Io non ho dubbi il mio cane.
            Le traccie artificiali avete già descritto bene le differenze , nastrini segni vari sui 90° gradi,partenze e arrivi ben definiti.
            Sembrerebbe tutto l'opposto di una traccia naturale, no indicazioni ,quasi sicuri della area interessata se ci sono segni evidenti di ferimento ma se questi mancano?, lunghezza della tracciatura, morfologia del terreno,ma cosa importante quanto tempo impegnera il cane e il suo conduttore il recupero , la loro preparazione fisica e tecnica sarà sufficiente.
            Dico questo perchè una traccia artificiale di 1000 metri impegna mediamente per un tempo massimo ,se il cane fa il suo dovere correttamente, di 30 minuti mentre una naturale non si può sapere.
            Questa come differenza tra le due traccie la ritengo fondamentale
            Ciao Daniele,scusami, ho dei dubbi,sono un "testone", ..una naturale non si può sapere... ma riferito ai metri percorsi(come penso...),che ovviamente si possono calcolare a recupero effetuato..., o anche sulla medesima distanza, 'tra naturale e artificiale', ci sono dei tempi diversi? Ciao[:-golf]

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            • Ago64

              #7
              buongiorno a tutti.
              A mio parere le differenze tra traccia artificiale e naturale sono tantissime, comprendono tt quelle citate nei post precedenti, ma anche tante altre.
              vorrei però posare l'attenzione sul fatto che la traccia artificiale serve x addestrare il cane, ma non solo. Serve anche per addestrare il conduttore, a far capire ed apprezzare il lavoro del cane, a conoscere il proprio ausiliare, ad interpretare il lavoro dello stesso, e quindi segnare la traccia a mio parere è importante, lo è proprio x essere sicuri che il cane lavori sulla stessa, lo è x osservare e metabolizzare le differenze di lavoro del nostro cane . I nostri cani non guardano i nastri, quelli servono a noi, quindi x sintetizzare tracce artificiali ben segnate, è importante avere la sicurezza "sempre" che il cane sia o no in traccia. Poi se parliamo di prove di lavoro su ARTIFICIALE allora si possono affrontare altri temi e cioè quelli dei segni sulle tracce, ma questa è altra storia. "secondo me"

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              • Fei

                #8
                Credo che sia veramente difficile riprodurre il "passo" di un animale ferito. L'intensità con cui appoggia la zampa sul terreno, se zoppica, se cammina su tre gambe, se è stato ferito anteriormente o posteriormente, se cammina ricurvo per un colpo allo stomaco, etc. Come dice Ago64 la traccia artificiale serve si al cane, ma ancor di più al conduttore perché quest'ultimo impari ad affidarsi al suo ausiliario.
                Per quel che concerne il cane penso che l'artificiale serva, usata in manier adeguata, a stimolare l'interesse e a risvegliare gli istinti del nostro amico a quattro zampe.

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                • Maurideep
                  ⭐⭐⭐
                  • Nov 2007
                  • 1767
                  • Rivanazzano Terme (PV)
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                  #9
                  Originariamente inviato da Fei
                  Credo che sia veramente difficile riprodurre il "passo" di un animale ferito. L'intensità con cui appoggia la zampa sul terreno, se zoppica, se cammina su tre gambe, se è stato ferito anteriormente o posteriormente, se cammina ricurvo per un colpo allo stomaco, etc. Come dice Ago64 la traccia artificiale serve si al cane, ma ancor di più al conduttore perché quest'ultimo impari ad affidarsi al suo ausiliario.
                  Per quel che concerne il cane penso che l'artificiale serva, usata in manier adeguata, a stimolare l'interesse e a risvegliare gli istinti del nostro amico a quattro zampe.
                  solo a stimolare o a mantenere gli istinti ? te lo dico perché ho l'impressione che la mia giovane bassotta ultimamente sia andata in "sovrallenamento"....mi sta venendo il dubbio se sia il caso di mantenere una certa regolarità oppure sospendere le traccie artificiali per qualche tempo.
                  Con le mogli degli amici passo i giorni più felici...cit. Sergordon, La Stoppa 19-20 maggio 2012.

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                  • Zara04

                    #10
                    Oltre a condividere quanto detto già da voi ,vorrei rimarcare l'importanza delle tracce artificiali che oltre a come gia detto servono a creare un binomio solido ,servono anche ad allenare il nostro amico a mantenere la concentrazione ,cosa di non poca importanza per poter seguire sempre la medesima pista su terreni che via via che prosegui cambiano , bosco, prato , ghiaioni,penso avrete notato che sul cambio di terreno il cane ha qualche difficolta questo è dovuto alla diversa consistenza del terreno ,la matrice del sangue è sempre quella ma l'intensità cambia con il cambio del terreno.
                    Poi per quanto riguarda la difficoltà fra artificiale e naturale secondo il mio modesto parere il cane ha meno difficoltà a seguire una traccia naturale che non una artificiale.
                    Questo è quello che ho notato io e vi posso dire che i più difficili da seguire sono i caprioli e i piccoli di cervo

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