" Le vacche mi hanno mangiato i libri..." - Semplicemente fantastico.
Ed a proposito di fantastico, ho sempre provato nel raccontar di caccia, con i rischi annessi e connessi che lei riporta egregiamente, a servirmi dei linguaggi, oltremodo fantastici per l'appunto, dell'italianissimo Pieroni e dei sudamericani , Gabriel Garcia Marquez sopratutto ( del quale credo di aver letto e studiato anche la lista della spesa),ma anche dei Sepulveda e delle Isabel Allende, senza perdere d'occhio però neanche uno schizzo di Picasso, ne una sola nota dei Pink Floyd, profondamente convinto che i linguaggi scritti, dipinti o che passano attraverso le corde di una chitarra risultano perfettamente incrociabili , determinando, alla fine, il punto di intersezione nel quale ognuno di noi meglio si riconosce, una specie di sito d'oro, dal quale ovviamente la vita spesso ci sposta, ma che funziona da rifugio dei rifugi quando la vita medesima supera le tensioni ammissibili del carico di...rottura.
Sono linguaggi universalmente applicabili, utili al fine di scrivere una ricetta di cucina come di raccontare della morte della figlia di un amico.
Ovviamente sempre cercando di TENERE LA BARRA IN EQUILIBRIO.
Tutto questo mi ha causato uno dei più grossi difetti che senza dubbio mi riconosco: L'INTOLLERANZA verso l'ovvio, lo stupido, l'insipiente.
Mi accorgo di star parlando di me. Mi fermo subito, quello che ho scritto però, oramai l'ho scritto e, sfacciatamente, non lo butto via.
Chiedo però VERAMENTE SCUSA. Mi sono lasciato andare.
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