Sono cartucce semplici, in bossolo T.1 in plastica nera, con piombo n. 7 1/2, destinate all'allenamento al piattello fossa.
Appena avrò tempo farò un servizio su queste cartucce del Maestro e le mostrerò anche a voi.
Avere tra le mani queste munizioni mi dà un'emozione che non ho mai provato, in quelle semplici ormai pesantemente ossidate cartucce nere c'è qualcosa di quell'uomo che considero e stimo come "il maestro", che non ho mai conosciuto di persona, ma che Ramanzini, Mercatelli, Incerpi, Balzi, mi hanno descritto più volte lasciandomi ognuno un' immagine ed un quadro caratteriale, tanto reali e veri che sovrapposti mi danno una visione perfetta autentica e non fantasiosa dell'uomo.
Ogni volta che vado all'Olimpia e scopro qualcosa di autentico che faceva finora parte solo del mio ricordo sulla carta stampata, mi arriva la stessa ondata di emozione, forte e toccante.
Oggi mentre si brindava alla festa di una impiegata dell'Olimpia mi sono accorto di un paio di grandi quadri appesi al muro davanti a me, in essi facevano mostra almeno una trentina di schizzi e bozzetti a china del grandissimo Roberto Lemmi.
Li ho passati tutti ad uno ad uno, rivedendoli mentalmente sulle vecchie riviste Diana che possiedo ormai fin dagli anni '50.
Dio che belli, nella loro semplicità ed essenzialità e nella loro totale originalità della matrice poi tante volte copiata.
Le immagini illustrative di alcuni racconti di Pieroni, la pubblicità del liquore Kapriol, della Seicento Fiat, del primo Macaco per allodole, delle giacche Ventilia e Terminillo prodotte dalla Manifattura Romana...!
Non so se ci sia un destino in noi, ma quei disegni a china che già a 5-6 anni mi affascinavano dalle pagine di Diana, mai avrei sperato di vederle un giorno nell'originale, ad un palmo dal mio naso.
Chiedo venia,... perdonate questo mio volo pindarico.
Cordialità
G.G.
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