Pongo una questione che credo sarà molto dibattuta premettendo che nulla voglio togliere a chi non pratica la caccia di montagna.
Negli anni ho capito che il cane con una grande testa si fà sulla selvaggina più difficile sia dal punto di vista dell'ambiente che da quello del selvatico stesso parlo quindi della caccia di montagna.
Per grande testa intendo dire il cane dotato, oltre che di mezzi atletici ed olfattivi eccelsi, di grande intelligenza che mette in atto nella sua azione di caccia.
Come si fà a vedere ciò?
Basta vederlo in azione:
- se c'è selvaggina si mantiene a tiro se gli animali son più rari il suo raggio di azione si amplia (un soggetto normale mantiene normalmente sempre le stesse distanze).
- Legge subito l'ambiente in cui si trova ed imposta la sua cerca in base allo stesso (boschi libero ecc.)
- il grande collegamento con il conduttore capendo la necessità di aspettarlo ed averlo vicino per poter concludere l'azione (una specie di complicità intima del comune obiettivo).
- Azioni eseguite in modo tale da favorire l'azione del cacciatore (che non si basano quindi sul solo reperimento del selvatico).
Adesso stà a voi dire come la pensate
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