Purtroppo nella gestione ambientale e venatoria non credo di essere molto democratico...... Si deve cercare di fare una legge senza che i vari verdi o altri colorati ci mettano il becco più di tanto, anche a livello solo regionale, e farla rispettare. La conta la facciamo dopo
la caccia come la vogliamo
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la caccia come la vogliamo
le conte sono come i referendum: normalmente vanno deserte.
Purtroppo nella gestione ambientale e venatoria non credo di essere molto democratico...... Si deve cercare di fare una legge senza che i vari verdi o altri colorati ci mettano il becco più di tanto, anche a livello solo regionale, e farla rispettare. La conta la facciamo doposilvio -
Stiamo andando assolutamente fuori tema,ma il discorso si fa oltremodo interessante!
A mio modo di vedere legare il cacciatore al territorio,è stata sicuramente una scelta azzeccata ed i risultati si sono visti, specie in alcune zone del centro nord dove i risultati si sono rivelati forse più rosei del previsto sia nel settore ungulati che nel settore stanziale,complice anche una maggiore cultura del rispetto del territorio a partire dalla componente agricola arrivando a quella venatoria.
Per la migratoria l'imposizione del territorio fisso non credo sia la soluzione migliore,per molteplici motivi; prima di tutto come giustamente dice Lucio la gestione della migratoria deve avvenire a livello internazionale,inutile creare vincoli e restrizioni se poi accanto a noi(Albania)viene tuttora concessa la cattura dei migratori con le reti in mare.
Poi le rotte migratorie non interessano allo stesso modo tutto il paese e sono molto legate alla situazione meteo,impedire al cacciatore di"muoversi"vuol dire di fatto in certe zone impedire la caccia ai migratori.
Credo invece che la cosa migliore sarebbe imporre(se si vuole avere accesso ad un ipotetico"tesserino migratoria")un numero minimo di giornate da dedicare ai censimenti del ripasso primaverile in modo da formulare piani di abbattimento legati alla situazione più aggiornata possibile delle popolazioni.
Importante sarebbe istituire dei punti fissi di osservazione inanellamento su tutto il territorio e coordinati in un unico centro raccolta analisi(c'è già l'ISPRA) e non come adesso che perlopiù sono impianti gestiti a livello volontario e portati avanti grazie a meritevoli sforzi di pochi.
Promuovere un carniere annuale e non giornaliero con verifica finale dei selvatici abbattuti,raggiunta la quota stop!Il migratorista passa giornate intere senza spennare non ha senso impedirgli di sfruttare la giornata di passo però se raggiunge la sua quota per quella specie poi basta.
Il tutto ovviamente con dei controlli che siano finalmente efficienti e senza preconcetti.Almeno finchè ci saranno i soliti furbi.
Magari è tutto utopistico,ma è un'idea.... -
In effetti con i pregiudizi sul bracco italiano questo ha nulla a che vedere...
Succede spesso che durante le discussioni poi si trovino altri filoni interessanti...che facciamo? ci trasferiamo in altra parte del forum? Anche perche' cosi' chi e' interessato e non ha seguito la discussione dall'inizio e' difficile che ci trovi e poi smettiamo di disturbare i braccofili...Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)Commenta
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Con il capriolo e' stato facile, perche' non c'erano interessi "pregressi". Prima i caprioli non c'erano..
I caprioli ci sono stati da sempre solo che prima era selvaggina cacciabile e ce ne erano molti meno nei terreni liberi mentre erano abbondanti nelle riserve.
Poi è stata chiusa la caccia a questi animali è stata messa la caccia di selezione e si sono allargati come la gramigna e siamo arrivati ad oggi.Leonardo cinofilo cacciatoreCommenta
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Leonardo mi sa che la pensiamo diversamente. Si capisce dal fatto che gli definisci gramigna...Con il capriolo e' stato facile, perche' non c'erano interessi "pregressi". Prima i caprioli non c'erano..
I caprioli ci sono stati da sempre solo che prima era selvaggina cacciabile e ce ne erano molti meno nei terreni liberi mentre erano abbondanti nelle riserve.
Poi è stata chiusa la caccia a questi animali è stata messa la caccia di selezione e si sono allargati come la gramigna e siamo arrivati ad oggi.
Non so che film hai visto per dire che erano abbondanti nelle riserve e nel libero non c'erano, nel periodo in cui " si poteva cacciare" . Guarda che il capriolo dalle nostre parti credo che si potesse cacciare in alcuni comuni di Pisa negli anni '70...e basta! e proprio non so come fai a dire poi che c'erano le riserve piene di caprioli e il libero vuoto. Nemmeno fossero stati fondi chiusi.
Comunque pensa positivo: se non c'erano i caprioli a infestare la campagna, avresti avuto molti concorrenti in piu' nella tua caccia...
a me dalle lucertole agli elefanti, vanno bene tutti.
Mi riscuso con i braccofili, a cui concedo di rimandarmi a quel paese!Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)Commenta
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...appunto, come vi permettete di parlare di caccia nel forum del Bracco Italiano, noi siamo avanti, i nostri bracconi quelle cose lì non le fanno più, adesso le ferme le fanno sui tappeti di casa davanti al 42" con il nintendo wii e noi dietro col telecomando a sparare.


.....intanto padelli anche con il telecomando!!!!!!:-pr[wink]:-pr[wink]
Alberto Merlo
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Oh, state infestando le pagine sul bracco. Sloggiate subito in un altro topic, sennò i braccofili ci scateneranno dietro mute di bracchi. Opps, dimenticavo che sono lenti, bavosi, pelandroni, svogliati. Allora non si corre pericolo!! [:D] Su, su, aprite un altro topic che la discussione poi si farà rovente come il caldo di oggiLeonardo mi sa che la pensiamo diversamente. Si capisce dal fatto che gli definisci gramigna...
Non so che film hai visto per dire che erano abbondanti nelle riserve e nel libero non c'erano, nel periodo in cui " si poteva cacciare" . Guarda che il capriolo dalle nostre parti credo che si potesse cacciare in alcuni comuni di Pisa negli anni '70...e basta! e proprio non so come fai a dire poi che c'erano le riserve piene di caprioli e il libero vuoto. Nemmeno fossero stati fondi chiusi.
Comunque pensa positivo: se non c'erano i caprioli a infestare la campagna, avresti avuto molti concorrenti in piu' nella tua caccia...
a me dalle lucertole agli elefanti, vanno bene tutti.
Mi riscuso con i braccofili, a cui concedo di rimandarmi a quel paese!
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la caccia come la vogliamo
Io vorrei cacciare dal fringuello all'elefante, tutto nei boschi di casa mia. L'elefante non c'è però ci sono i lama e mi potrei anche accontentare.
A parte gli scherzi la caccia legata al territorio è quella che forse garantirebbe maggiore resa, nel senso che si stimolrebbe il cacciatore ad occuparsi bene di quel territorio se vuole poi rimanere soddisfatto dell'attività venatoria. E' l'aspetto positivo che io vedo nella caccia di selezione, perchè il cacciatore alla fine deve stringere rapporti cordiali e di collaborazione con il contadino e occuparsi anche lui del territorio, compresa la prevenzione, cosa alla quale tra l'altro si prestano anche i cinghialai. Quest'anno dalle mie parti i fili elettrici intorno alle vigne li hanno messi cinghialai e selecontrollori insieme, senza nessuna ostilità
Fermo restando che personalmente sono contraria all'opzione perchè penso che ci si possa specializzare anche in più di una forma di caccia e che il cacciatore dovrebbe avere la possibilità di praticarle tutte con meno limitazioni possibili in funzione della sostenibilità dell'ambiente, è ovvio.Commenta
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la caccia come la vogliamo
Scusate... Ma non è stata la caccia di selezione a fare i caprioli. E' stato l'ambiente. Vero com'è vero che la selezione poi, tutto è meno che caccia, ma la voce del prelievo in un'ottica più ampia che è quella della gestione d'un selvatico ad alto impatto ambientale.
E conta un fava dare quote od altro per i fagiani in territorio libero previ censimenti (per favore, non facciamo ridere!), quando poi non c'è l'ambiente che li produce.
Tutto, scusatemi l'ardire, passa di qui. O si fa l'ambiente (con patti d'acciaio tra gli agricoltori) o ti puoi dare tutti i limiti del piffero, ma animali zero.
Hai voglia darti x a testa, quando poi passa la mietibatti e in un secondo fa scempio di covate come niente!
Ehm... Di chi erano quei fagiani, a chi sarebbero toccati? Erano i "miei" o "tuoi"? E se putacaso erano i "tuoi", tu adesso cosa fai, ti giri i pollici mentre io vado a caccia dei "miei"?
Mmmmmaaaaaddaaaaaaiiii.....!
Senza poi dire che tutto questo iper sientismo applicato alla caccia, ne uccide in toto la poesia e l'estemporaneità.
Sulla migratoria, poi, debbo dar ragione a Lucio. La cosa si amplia a livello di tutto il Paleartico. Fermo restando che come sia, quel che ormai giunge e soggiorna da noi (visto come siamo stati bravi a conciare quello che una volta era "Il Belpaese") è davvero poca roba...
...Una domanda personale per Marzano, una cosa che m'incuriosisce già da un po'... Ma tu, Lucio, dov'è che vai a caccia?Ultima modifica Ospite; 16-07-09, 15:46.Commenta
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io ??? ma non l'hai letto, al pcUna domanda personale per Marzano, una cosa che m'incuriosisce già da un po'... Ma tu, Lucio, dov'è che vai a caccia?
Credo che non si debba uccidere piu' di quanto sia logico per lasciare un patrimonio di selvaggina valida che l'anno dopo permetta di ricostituire la parte del patrimonio prelevata. la via è quella della limitazione oggi per avere piu' incontri e piu' abbattimenti domani.
Col mondo agricolo bisogna trovare un modus vivendi, bisogna interessarli al mantenimento della selvaggina e l'unico modo per farlo è far loro vedere qualche soldo.
Dove caccio io per esempio, una delle voci di spesa importanti è il pagamento delle colture e l'indennizzo
per la raccolta tardiva. Certo liberando quattro capi qualche giorno prima dell'aperture e ancora di settimana in settimana , si spende meno e si "ammazza" molto di piu', ma non
è questa la via da seguire, se si vuole la qualità e non la quantità.
Per la qualità bisogna lavorare (e spendere) tutto l'anno, se le covate sono andate male, bisogna limitare gli abbattimenti ( che devono comunque essere sempre contenuti), la femmina del fagiano deve essere intoccabile, le colture vanno incentivate, va fatta la lotta ai nocivi e va fatta sempre,bisogna provvedere a punti di abbeveraggio se la siccità si prolunga , insomma un lavoraccio.
Troppi pensano che a caccia si vada staccando il fucile dalla rastrelliera ,liberando il cane e basta, e una volta finita la caccia si pensa ad altro, così è troppo facile e troppo comodo.lucioCommenta
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Che il capriolo debba la sua presenza all'ambiente favorevole e' ovvio. Ma bastava "dare il via" 20 anni fa' e di caprioli non ne restava neanche l'ombra.Scusate... Ma non è stata la caccia di selezione a fare i caprioli. E' stato l'ambiente. Vero com'è vero che la selezione poi, tutto è meno che caccia, ma la voce del prelievo in un'ottica più ampia che è quella della gestione d'un selvatico ad alto impatto ambientale.
Per il resto che dici: "no comment". Non credo che tra di noi ci siano i margini per nessun tipo di discussione su questo argomento.Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)Commenta
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