Fino a qualche giorno fa non mi ero mai avventurato in giudizi inopportuni anche perchè personalmente sono abituato ad essere certo di ciò che dico o che scrivo, nel rispetto di chi ascolta o legge.
Bene, ora Vi racconto la MIA Crimea, quella vissuta in 6 giorni di caccia a beccacce.
Un viaggio confortevole innanzitutto poiché sia io che i miei ausiliari abbiamo viaggiato in aereo e insieme.
All'arrivo abbiamo incontrato l'organizzazione che ci ha accompagnato nelle rispettive case di caccia, dove abbiamo potuto sistemare bagagli e cani. Gli alloggi (e questo lo ritengo un fattore negativissimo) non li ho trovati affatto confortevoli, anzi tutt'altro. Chiaro che quando si va fuori dall'Italia, specie nei paesi dell'est non ci si può aspettare certo il lusso cui siamo abituati ma ritengo che, essendo questa tipologia di viaggi anch'essa una sorta di “lusso” (visti i costi), sarebbe opportuno che l'organizzazione (tutta italiana !) provvedesse a rendere migliore ogni dettaglio. Anche perchè, visto che la caccia una volta arrivati viene gestita da personale locale che ben conosce i posti, l'unico vero compito dell'agenzia che vende il pacchetto dovrebbe essere quello di pensare al “contorno”. Così non è stato.
Il resto sono stati 6 giorni dedicati alla caccia alla regina. Non è facile trovare le parole giuste per raccontare di quei posti, quasi una magia, una meraviglia della natura. Mi è sembrato di vivere un sogno che ogni cacciatore di beccacce vorrebbe almeno sognare. Sono più di 20 anni che caccio beccacce, ho avuto come l'impressione di ricominciare tutto da capo perchè in quei posti non è come da noi, le beccacce sembrano quasi irreali, il contesto è paradisiaco. Ogni angolo di bosco, ogni cespuglio, ogni buca sembrano essere il posto giusto e proprio mentre lo stai pensando il tuo ausiliare è in ferma e come per magia quel battito di ali e Lei la Regina che lì è davvero una Regina. Poi non finisci di goderti un'azione che già è pronta l'altra e poi ancora fino a che il passare del tempo sembra non farti accorgere che è ora di tornare a casa. C'è da aspettare domani, chissà. Ma per quanto diverso e negativo possa essere (mi riferisco a 2 giorni in cui abbiamo avuto la neve e altri 2 la pioggia), c'è sempre qualcosa di magico che comunque non delude cacciatori nè cani. Così gli incontri comunque ci sono stati, seppur in minor numero rispetto ai giorni precedenti. Ma anche questo non importa e proprio qui ti accorgi che davvero la Crimea ha qualcosa di magico e misterioso. Non importa se incontri 10, 20 o 30 beccacce, comunque hai la certezza che ci sono, devi solo andarle a cercare nei posti giusti. Così tutto è diventato relativo per me, ho avuto la possibilità di vedere tante beccacce quante ne vedo in 2 stagioni da noi, ho avuto la fortuna di condividere con i miei ausiliari tante emozioni, ho avuto (e di questo ne vado davvero fiero) il coraggio di mostrare rispetto a questo meraviglioso selvatico che ci regala con la propria vita tutto ciò che noi cacciatori di beccacce desideriamo. Mi riferisco ovviamente al fatto che ho imposto un limite al contatto dito/grilletto.
Auguro ad ogni vero appassionato di questa caccia di poter vivere una simile esperienza.
Sisto Gesuale
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