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  • Lucio Marzano
    Lo zio
    • Mar 2005
    • 30090
    • chiasso svizzera
    • bracco italiano

    #16
    Non sono daccordo con te, le autarchie non portano a migliorare i prodotti, come invece fanno i confronti e se tutti ragionassero così come potremmo essere leaders mondiali nell'esportazione del vino ??
    I ns. vini sono bevuti ed apprezzati anche in paesi che hanno produzioni nazionali importanti, per tutti cito gli USA. Noi stessi
    abbiamo elevato la qualità dei ns. prodotti andando a vedere come facevano i francesi, il famoso Giacomo Tachis, enologo della Antinori,
    di ritorno da Bordeaux, dove aveva approfondito e perfezionato le sue conoscenza, creò il Tignanello e vinificò in purezza il cabenet del marchese Incisa producendo il Sassicaia e così molti altri enologi, che ci hanno poi permesso di competere qualitativamente con i Francesi anche nel campo loro tradizionale delle bollicine.
    Il mercato è globalizzato, vince che resta davanti per qualità, prezzo,
    capacità commerciali e difesa dell'immagine, non chi fa nazionalismi o disprezza la produzione altrui.
    Mi ricordo che qualche decennio fa il chianti era arrivato ad un livello qualitatitivo veramente basso ed in america si vendeva solo nelle pizzerie in fiaschi a collo lungo ed era acquistato dai ns. connazionali là residenti per puro amor di patria. Oggi con DOCG è un prodotto qualitativamente di alto livello, che ha recuperato l'immagine e questo solo grazie ad un discplinare severo e controllato e questa e solo questa è la strada da percorrere e se altri fanno vini buoni, li proviamo e li apprezziamo come loro fanno con i nostri .
    lucio

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    • alpino

      #17
      <div align="center" id="quote2"><table class="quote"><tr><td class="quotetd"></td></tr><tr><td class="quotetd2"><span class="quotetext">Messaggio inserito da Lucio Marzano

      Non sono daccordo con te, le autarchie non portano a migliorare i prodotti, come invece fanno i confronti e se tutti ragionassero così come potremmo essere leaders mondiali nell'esportazione del vino ??
      </span></td></tr></table></div align="center" id="quote2">Hai ragione ma credo che al mio livello , vino da supermercato:D,non ci sia nessun motivo per comprare prodotti esteri se non la bella bottiglia e scritte esotiche ed altisonanti!

      Se uno se ne intende davvero può fare tali ragionamenti altrimenti tanto vale sostenere l'economia locale ... cosa dovrei fare comprare il vino valdostano ? ? ? Questo non ha niente a che fare col campanilismo, in altro discorso ti ho detto che i prodotti Mammut sono eccellenti e hanno poca concorrenza in Italia!
      Una classificazione del prodotto dipende anche dalle conoscenze dell'acquirente!
      Saluti

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      • Lucio Marzano
        Lo zio
        • Mar 2005
        • 30090
        • chiasso svizzera
        • bracco italiano

        #18
        messa così, va benissimo !!!
        lucio

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        • alpino

          #19
          <div align="center" id="quote2"><table class="quote"><tr><td class="quotetd"></td></tr><tr><td class="quotetd2"><span class="quotetext">Messaggio inserito da alpino

          [quote]Messaggio inserito da Lucio Marzano
          cosa dovrei fare comprare il vino valdostano ? ? ? Questo non ha niente a che fare col campanilismo
          </span></td></tr></table></div align="center" id="quote2">Ad essere sinceri un pò di campanilismo c'è,magari non spinto ma c'è![fiuu]
          Ma non me ne vergogno!

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          • Cristian De Monte
            ⭐⭐⭐
            • Mar 2006
            • 5573
            • Goito, Mantova, Lombardia.
            • Afra - BI-RM Dora - SPRINGER

            #20
            [ciao]!
            Lucio non ti offendere ma sei un "MOSTRO"!!![occhi]
            Concordo pienamente con quello che dici, il vino italiano è un ottimo vino, forse adesso il migliore, ma bisogna ammettere che ci sono ottimi vini anche in stati fino a poco tempo fà sconosciuti e che val la pena di bere.[slurp]
            P.s.:Lucio, c'è qualcosa che non sai???




            De Monte Cristian

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            • Rossella
              ⭐⭐⭐⭐
              • Mar 2005
              • 14715
              • Gallia Cisalpina
              • Setter Inglese

              #21
              <div align="center" id="quote2"><table class="quote"><tr><td class="quotetd"></td></tr><tr><td class="quotetd2"><span class="quotetext">Messaggio inserito da Lucio Marzano

              Non sono daccordo con te, le autarchie non portano a migliorare i prodotti, come invece fanno i confronti e se tutti ragionassero così come potremmo essere leaders mondiali nell'esportazione del vino ??
              I ns. vini sono bevuti ed apprezzati anche in paesi che hanno produzioni nazionali importanti, per tutti cito gli USA. Noi stessi
              abbiamo elevato la qualità dei ns. prodotti andando a vedere come facevano i francesi, il famoso Giacomo Tachis, enologo della Antinori,
              di ritorno da Bordeaux, dove aveva approfondito e perfezionato le sue conoscenza, creò il Tignanello e vinificò in purezza il cabenet del marchese Incisa producendo il Sassicaia e così molti altri enologi, che ci hanno poi permesso di competere qualitativamente con i Francesi anche nel campo loro tradizionale delle bollicine.
              Il mercato è globalizzato, vince che resta davanti per qualità, prezzo,
              capacità commerciali e difesa dell'immagine, non chi fa nazionalismi o disprezza la produzione altrui.
              Mi ricordo che qualche decennio fa il chianti era arrivato ad un livello qualitatitivo veramente basso ed in america si vendeva solo nelle pizzerie in fiaschi a collo lungo ed era acquistato dai ns. connazionali là residenti per puro amor di patria. Oggi con DOCG è un prodotto qualitativamente di alto livello, che ha recuperato l'immagine e questo solo grazie ad un discplinare severo e controllato e questa e solo questa è la strada da percorrere e se altri fanno vini buoni, li proviamo e li apprezziamo come loro fanno con i nostri .
              </span></td></tr></table></div align="center" id="quote2">

              ***confermo, più che altro per "osmosi" in quanto praticamente astemia ma cresciuta in uan famiglia che si occup adi vini... Vabbè i lprossimo passo è farci assumere da Wine Spectator!
              Rossella
              Dogs & Country http://www.dogsandcountry.it

              http://dogsandcountry.it/the-gundog-project/ Progetto di ricerca sul cane da caccia e da prove :-)

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              • Lucio Marzano
                Lo zio
                • Mar 2005
                • 30090
                • chiasso svizzera
                • bracco italiano

                #22
                grazie per i complimenti Leasi, in fatto di vino sono solo uno che ne ha bevuto parecchio.........

                Wine Spectator è un po' la bibbia dell'enologo statunitense e non solo,
                essere citati da questo giornale è il miglior viatico per il mercato americano. Molto interessanti le classifiche che compaiono regolarmente e dove i vini italiani hanno posti di assoluto rilievo, e dove spesso si scoprono prodotti poco noti e di grande qualità provenienti anche da regioni senza grandi tradizioni enologiche.
                Il produtttore italiano che che più spesso viene citato in questo giornale, sia per i suoi prodotti che per la sua personale competenza è Angelo Gaja che sembra più conosciuto all'estero che non in Italia, Anche forse perché (in cauda venenum) il prezzo dei suoi vini è pari alla qualità degli stessi, cioé siderale !!!
                lucio

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