Due cuori, una casetta e un cerbiatto. Bianco come la neve. Sicuramente un po’ magico. A incontrarlo, tre anni fa, tra i boschi del Montello, sono stati Simone Piazza e la sua compagna Emanuela Stefani. Lo hanno intravisto tra gli arbusti, mentre era con altri due esemplari, ma dal manto comune. Unico scricciolo dal pelo candido a risaltare tra la terra bruna e il rosso del tramonto. “Era novembre. Gli animali non erano infastiditi dalla nostra presenza. Così sono riuscito ad avvicinarmi per fotografarlo”, racconta Simone, 36 anni, insegnante elementare ed educatore, ancora stupito quando ripensa a quell’incontro.
E il cerbiatto, che di comune aveva ben poco, ha cambiato per incanto il destino dei due giovani. “Ci è sembrato un segno. In quel periodo eravamo insieme da poco ma stavamo cercando casa. Ne avevamo appena vista una a Venegazzù, molto carina. Ma eravamo dubbiosi. Così abbiamo infilato la prima presa del Montello per una passeggiata. E lo abbiamo avvistato. È stato un incontro troppo speciale. Per noi è stato un segno”, aggiunge il giovane.
Insieme ad Emanuela, che lavora nel sociale, si sono trasferiti in quella che oggi è la loro “Casetta”. Con la C maiuscola, perché ne hanno fatto un’associazione. O meglio un porto di mare, fatto di amici con cui discutere e realizzare progetti di cultura, arte e natura. “Siamo aperti a tutti. Ai nostri amici sudamericani dell’associazione VillaMaga come al progetto per un musical sulla carta internazionale dei diritti dell’infanzia, finanziato dal Csv di Treviso”, spiega Simone.
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