l'olfatto su Diana

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  • Lucio Marzano
    Lo zio
    • Mar 2005
    • 30090
    • chiasso svizzera
    • bracco italiano

    #1

    l'olfatto su Diana

    segnalo un interessantissimo articolo comparso sull'ultimo numero di Diana,
    dell'Amico BOCCETTI (che colgo l'occasione per salutare e per invitare a dirci due parole sull'argomento) che da nuove ed
    impensabili spiegazioni su questo tanto (molto spesso a sproposito) dibattuto argomento.
    lucio
  • Pluto
    ⭐⭐⭐
    • Jun 2006
    • 3034
    • signa, Firenze, Toscana.
    • Bracco italiano

    #2
    Ciao Lucio era tanto che non scrivevo in questo forum, ho letto l'articolo di cui parli e mi è piaciuto molto, ritengo che quello che c'è scritto sia effettivamente reale. Secondo te quando si può affermare di avere un soggetto che possiede ottime doti olfattive?
    Damiano

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    • Lucio Marzano
      Lo zio
      • Mar 2005
      • 30090
      • chiasso svizzera
      • bracco italiano

      #3
      io ritengo che Tutti i cani abbiano la capacità di percepire le emanazioni, il problema è quello dell'elaborazione delle stesse, cioé di come arrivano al computer di bordo(cervello) e di come vengano
      da questo interpretate. In sostanza , non ci sono cani di scarso olfatto ma solo cani che non sanno gestire le emanazioni ricevute.
      Quanto chiaramente scritto da Boccetti, sulla base di studi che hanno meritato il Nobel, ci da anche chiaramente l'iter mentale , cioé al cane arrivano dei segnali, li deve classificare e poi in base alla classificazione fatta di questi segnali reagirà con la ferma , la guidata ecc. Come un computer che senza programma è un video e basta.
      Alla fine per rispondere alla domanda di Pluto direi che un soggetto dimostra ottime doti olfattive quando saprà interpretare le stesse in modo ottimale in funzione del lavoro che è chiamato a svolgere.
      lucio

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      • Pluto
        ⭐⭐⭐
        • Jun 2006
        • 3034
        • signa, Firenze, Toscana.
        • Bracco italiano

        #4
        L'immissione di selvaggina di allevamento può "sciupare" l'olfatto del cane? adesso ti spiego perchè ti ho fatto questa domanda, molti hanno la convinzione che il ripetersi di incontri con selvaggina allevata danneggino l'olfatto del cane, perchè non riuscirebbe più a percepire le emanazioni di un selvatico naturale che ne pensi?
        Damiano

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        • Lucio Marzano
          Lo zio
          • Mar 2005
          • 30090
          • chiasso svizzera
          • bracco italiano

          #5
          Mi sembra una stupidaggine, l'olfatto rimane tale che senta Emanazioni positive o negative, è il cervello del cane che si adatta alle situazioni, per esempio sentendo i beccaccini dovrebbe rallentare per paura di farli sfrullare ed invece sentendo il fagiano dovrebbe accellerare per non lasciarlo imboscare, se sapesse adattare l'azine alle divrse difese della selvaggina sarebbe un grande cane.
          Se però lo porti sempre a fagiani pedinatori, sarà facile che poi forzi anche i beccaccini, ecco che il beccaccinista rispetta al massimo il suo specialista e se ne guarda bene dal portarlo per esempio ad uccelli neri.
          lucio

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          • Pluto
            ⭐⭐⭐
            • Jun 2006
            • 3034
            • signa, Firenze, Toscana.
            • Bracco italiano

            #6
            Grazie Lucio per la risposta, rimanendo però sempre fermi sul più classico dei selvatici "il fagiano" secondo te il continuo incontro con il gallinaceo allevato (ad esmpio se uno caccia spesso in riserve dove propongono fagiani pronta caccia)può "abituare" il cane a quell'odore tralasciando magari la passata di un fagiano selvatico nato fuori?
            Damiano

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            • Lucio Marzano
              Lo zio
              • Mar 2005
              • 30090
              • chiasso svizzera
              • bracco italiano

              #7
              assolutamente no, un cane sarà più eccitato dalla "passata" di un selvatico vero che dall'emanazione di un fagiano di voliera, piuttosto si abituerà a cacciare quelli messi andandoci con meno grinta di quanta ne sarebbe stata necessaria per un gallaccio di antico pelo e probabilmente il gallaccio lo farà fesso....un cane "affagianato" invece
              incalzerà il gallaccio e il cacciatore dovrà o piazzarsi bene ed in TOTALE silenzio o correre più del fagiano, ma anche così l'esito sarà tuttaltro che scontato.
              lucio

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              • Mauro Nerviani
                Pierino la peste
                • Apr 2005
                • 4969
                • Cardano al Campo, Varese, Lombardia.
                • Bracco Italiano B.A. e R.M. 20 Bracchi in totale

                #8
                Per esperienza personale posso affermare che le guidate sui due tipi di fagiano, sia messo che selvatico puro, per il bracco italiano almeno sono similari. La differenza sostanziale dell'approccio è che nel caso di selvatico immesso l'ausiliare risale l'emanazione con più facilità, magari arrivando a fermare definitivamente anche ad un metro. Nel caso di guidate su selvatico vero spesso le filate sono molto più lunghe, eseguite con varie interruzioni, e la ferma avviene sempre ad almeno 5/7 mt. dalla selvaggina. Probabilmente la differenza potrebbe essere nelle due emanazioni percepite, probabilmente quella del fagiano selvatico è più forte od almeno differente da quella del fagiano immesso. La differenza l'ho notata in più di uno dei miei ausiliari, e lo si verifica dal posizionamento della testa in ferma, molto alta nel caso di fagiano selvatico e molto più a terra nel caso del pollo da riserva. Questo è il mio parere.
                Pierino la peste

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                • Pluto
                  ⭐⭐⭐
                  • Jun 2006
                  • 3034
                  • signa, Firenze, Toscana.
                  • Bracco italiano

                  #9
                  La mia domanda a Lucio nasce proprio dalla risposta di Mauro, infatti anche io ho notato una differenza prorpio nell'atteggiamento del cane su queste due tipologie di fagiano. Se Roby (il mio setter) percepisce la passata di un fagiano nato fuori oppure inselvatichito da mesi passati a scappare ai pericoli, diventa molto più incalzante e aggressivo cercando di farlo frullare, se invece si imbatte in una passata di un fagiano immesso è molto più tranquillo anche se cerca di fare la stessa cosa. Secondo me come mi avete confermato anche voi la diferenza non stà nell'odore degli animali ma solo nell'atteggiamento del cane.
                  Damiano

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                  • Lucio Marzano
                    Lo zio
                    • Mar 2005
                    • 30090
                    • chiasso svizzera
                    • bracco italiano

                    #10
                    certo ogni animale ha un'emanazione diversa ed il segnale che arriva ai centri nervosi del cervello del cane e diverso, sarà poi il cervello del cane a decifrarlo in base all esperienze fatte ed a condizionare le reazioni al tipo di animale che si trova davanti. Naturalmente non si può pretendere che tutto sia in funzione della genetica, anche l'esperienza diretta e l'addestramento giocano un ruolo determinante e
                    chiaramente anche le capacità del cane sia fisiche che intellettuali.
                    Un po' come un aereo, deve essere ben costruito(fisicità) avere una strumentazione di bordo di primordine (apparato nervoso) anche un pilota esperto (cervello) e ciò malgrado richiederà lunghi collaudi ed addestramento.
                    lucio

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                    • Mauro Nerviani
                      Pierino la peste
                      • Apr 2005
                      • 4969
                      • Cardano al Campo, Varese, Lombardia.
                      • Bracco Italiano B.A. e R.M. 20 Bracchi in totale

                      #11
                      Concordo in pieno con Lucio, ma penso comunque che l'emanazione dei due tipi di fagiani deve per forza di cosa essere interpretata dallo stesso cane in modi nettamente differenti. Poi certamente è il "computer di bordo" che stimola l'azione in modo differente.
                      Pierino la peste

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                      • Pluto
                        ⭐⭐⭐
                        • Jun 2006
                        • 3034
                        • signa, Firenze, Toscana.
                        • Bracco italiano

                        #12
                        Grazie Lucio come sempre mi delizzi di spiegazioni interessanti, e oramai non vedo l'ora di poterti conoscere al prossimo raduno braccofilo. Volevo chiederti un 'altra cosa sempre inerente all'olfatto del cane, le dimensioni del tartufo hanno una sua valenza? se un cane possiede un tartufo grande a maggiori doti olfattive di un suo simile con tartufo più piccolo oppure non è scentificamente provato?
                        Damiano

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                        • Lucio Marzano
                          Lo zio
                          • Mar 2005
                          • 30090
                          • chiasso svizzera
                          • bracco italiano

                          #13
                          grazie per i complimenti, ma è solo la conseguenza dei capelli bianchi, e delle molte letture e discussioni....
                          Malgrado alcuni padri della cinofilia abbiano scritto che la potenza dell'olfatto derivi dalla grandezza dei seni frontali, e parlo nientepopodimeno che del Pastrone, oggi alla luce delle nuove conoscenze del corpo, dei microcircuiti ecc. è provato che né la grossezza del naso, né la lunghezza della canna nasale e nemmeno la grandezza dei seni frontali hanno influenza sulla potenza olfattiva, e malgrado il fascino della teoria del pointer col naso rilevato signore del vento o del bracco che avendo la canna nasale montonina e linee cranio-facciali divergenti porta la testa alta per recepire meglio le emanazioni un setterino col naso a 20 cm. da terra o un braccone col naso a 90 cm. dal suono, hanno la stessa possibilità di recepire le particelle volatili. Altro discorso è invece il pistaggio che presuppone la capacità di reprire particelle sul terreno o sulla bassa vegetazione, che ovviamente essendo meno dipemdenti dalle brezze permangono molto più a lungo.E direi che proprio l'articolo dell'amico Boccetti, conferma che i meccanismi dell'olfatto coinvolgono più il cervello e le esperienze che la mera capacità olfattiva.
                          lucio

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                          • Pluto
                            ⭐⭐⭐
                            • Jun 2006
                            • 3034
                            • signa, Firenze, Toscana.
                            • Bracco italiano

                            #14
                            Ancora una volta dimostri di essere informatissimo, anche io sapevo questa spiegazione ma molti continuano a dirmi che la potenza olfattiva deriva solo ed esclusivamente dalla grandezza del tartufo. Ovviamnete la realtà è ben diversa e sopratutto molto più complessa, come abbiamo detto entrano in gioco diversi meccanismi che come una grande orchestra si muovono assieme, ma a questo punto mi chiedo, un cane "adulto" dovrebbe avere maggiori possibilità di repereire selvaggina rispetto un cucciolone meno esperto, ma non è sempre detto neppure questo.
                            Damiano

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                            • Lucio Marzano
                              Lo zio
                              • Mar 2005
                              • 30090
                              • chiasso svizzera
                              • bracco italiano

                              #15
                              Se parliamo in generale, un cane adulto dovrebbe avere fatto molte più esperienze di uno giovane e messo a punto i meccanismi di elaborazione degli stimoli olfattivie di conseguenti reazioni meglio di un giovane. Ma il giovane potrebbe avere un cervello più performante, un programma di elaborazione dei dati migliore derivante dalla sua genealogia, avere anche un sistema nervoso meglio ricettivo ed essere fisicamente più valido. A questo punto il giovane farebbe meglio del vecchio. La tua tesi sarebbe accettabile se la si esprimesse "a parità di capacità psico/fisiche, un cane esperto ha maggiori possibilità di incontrare e risolvere correttamente di un giovane" cosa che mi sembra del tutto scontata ammesso e non concesso che esistano due cani a parità di capacità psico/fisiche.
                              lucio

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