“Esiste un’antica e bellissima razza di setter, ma oggi poco conosciuta.
Questa rara ed antica razza, senza alcun dubbio, è stata conservata nelle famiglie che ho nominato con tante cure e da così lungo tempo quanto nessun altra mai.
Il colore distintivo è fegato e bianco. Il tratto distintivo e caratteristico della razza consiste in un ciuffo di peli dolci e sericei, che parte dalla sommità della testa.
I cani di questa razza hanno l’avantreno particolarmente forte e potente; le zampe anteriori, la coda, le natiche ammirevolmente guarnite di pelo; essi vengono addestrati facilmente, la loro marcia è imponente, il loro olfatto, sicuro; sono cani eccellenti che scoprono bene il selvatico.
La mia opinione è che i buoni soggetti che si contano in tale razza, non si trovano in nessun’altra.”
Così iniziava il secondo capitolo del suo libro, IL SETTER, parlando delle "razze" di Naworth e di Featherstone Castle, selezionate da più generazioni, dalle stesse famiglie, a cavallo fra il ‘700 ed i primi decenni dell’800.
Oggi per noi è facile rimanere affascinati dalle Sue parole, da quei ricordi, immaginando e sperando che queste "razze" possano essere arrivate sino ai nostri giorni.
In effetti, fino ad alcuni decenni orsono, i pochi setter bianco fegato che si vedevano, possedevano quasi sempre le caratteristiche sopra descritte. Poi, negli anni ’80, è successo qualcosa… si cominciarono a vedere dei bianco fegato con caratteristiche psico-morfologiche diverse dai loro predecessori.
Tendenzialmente più piccoli, esili e leggeri, quasi tutti con occhi chiari, pelo e sottopelo di consistenza diversa, più lungo molto ondulato-riccio sulle orecchie e sulla testa, prognatismo e displasia frequente ecc. ecc.
Sul terreno li contraddistingue spesso un galoppo fluido, ma è la loro psiche che sconcerta più dell’aspetto morfologico… alcuni di loro hanno scarsissime attitudini venatorie, altri non fermano, non hanno quasi mai il consenso naturale, così come il riporto, sul terreno di caccia non impareranno mai a cacciare per voi e non di rado si perderanno.
Rimane da chiedersi, cos’è avvenuto negli anni ’80, chi e come hanno inquinato una parte di questa gloriosa “razza”?
Circa vent’anni fa un amico, anziano ed autorevole cinofilo, mi disse: ma non vedi che non sono dei setter, sono dei bastardi! Prima hanno incrociato i pointer, ora ci stanno provando anche con i setter, se andiamo avanti di questo passo, prima o poi li faremo correre nei cinodromi.
Aveva ragione?
P.S: Salvatore63 mi aveva suggerito di chiamarli SPRETTER, non l’ho fatto per non offendere gli springer che sono ottimi cacciatori.








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