Allora mi accontentavo...ricordo la mia prima femmina "Susy delle Vallate"
regalatami come scarto all'eta' di tredici mesi, piccola, dall'andatura non certo conforme alla razza, quasi tutta nera...insomma setter solo di nome ma non di fatto, eppure con lei ho cacciato alla grande...specialmodo pregiata alpina dove la sua tecnica nel trattare le cotorne ti lasciava di stucco. Certamente erano altri tempi, qualsiasi terreno di caccia, sia in montagna che a valle, abbondava di selvaggina vera, tosta, oggi quasi sconosciuta, e siccome in quel periodo si cacciava per mettere in carniere,
e portare a casa...ecco che pure il setter morfologicamente tarato, ma con
innata passione venatoria, faceva a tutti gli effetti il suo dovere ed oltre!
Con gli anni le cose sono cambiate in meglio, setter belli e bravi, grande cerca, stilisti, taglia conforme alla razza, insomma tutto quello che ci si attendeva da studi ed accoppiamenti mirati.
Unica cosa stonata? Ma con questi cani, oggi in Italia, un cacciatore normale, trova ancora territorio e selvaggina vera per godere ed ammirare
le potenzialita' venatorie di questi soggetti?[:-bunny]
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