Gli italiani e lerazze venatorie italiane (ma non crediate che i setter stiano messi meglio, anzi) quanto alla prevenzione della diplasia stanno alla preistoria e quel che si rischia, oggi, sono delle cacce alle streghe e delle campagne denigratorie verso quel allevatore che testando i cani potrebbe trovare soggetti displasici...Come se fosse una colpa, ovvio se uno non testa di displasici non ne trova!... Quindi la prima cosa da chiarure è questa.
Servirebbero lastre ufficiali, possibilmente non taroccate (volendo ci si riesce....) e i risultati dei cani resi noti. Io bazzico gli ambienti britannici del setter inglese e del setter irlandese rosso e bianco. Nei primi i cani testati annualmente vanno sull'annuario con il risultato, nei secondi stanno sul sito web dell'associazione. Dicasi... trasparenza. Avendo dei dati certi si può decidere cosa fare e quanto una displasia è invalidante per una determinata razza. Un cane HD C in determinate razze (boxer, drahthaar, setter...) ha una struttura e masse muscolari tali da non avere problemi fisici mentre vi posso raccontare di un HD B pastore tedesco ad un anno che a quattro cammina a stento (cane iper angolato come molti pt...)quindi andrebbe valutata la correlazione tra struttura morfologica e displasia (cioè vedere se un cane più o meno angolato ha più o meno displasia...per esempio) e la correlazione tra struttura morfologica-grado di displasia-tipo di sintomi. A quel punto i risultati andrebbero analizzati in maniera statistica (es su 1000 bracchi ho una percentuale X di A, una percentuale Y di B....) e valutare un programma di allevamento tenendo conto della genetica della popolazione e degli effetti della displasia in quella razza. Mi spiego meglio, se il numero di A e B è limitato e i C sono asintomatici, posso valutare di usarli in riproduzione accoppiando con gli A. Questo perchè se elimino troppi cani dalla riproduzione in maniera poco motivata rischio semplicemente di ridurre allo stremo il pool genetico e impestarmi in qualche altro casino (se riduco il numero di roiproduttori aumento l'omozigosi e la possibilità che salti fuori qualche malessere recessivo indesiderato). Altro punto, la displasia è data anche da una componente ambientale, dobbiamo tenerne conto e dovremmo metterla in statistica (cuccioli allevati come? risultati di tutta la cucciolata etc etc...)
Esiste un modello statistico potenzialmente utile, si chiama BULP (Best Unbiased Linear Prediction) ed è usato per la determinazione dei caratteri genetici quantitativi (legati a più geni)
Rossella
Commenta