Leggi all'italiana.. che schifo!
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il primo anno è come un agonia quando non hai nessuno che ti accompagni e tu vorresti andare a caccia quando ti pare, il primo anno andai sempre con mio fratello fino a quando a caccia si fratturò un piede e quei giorni erano il passo delle alzavole e germani. Io andai comunque rischiando e se vedevo organi di controllo mi aggregavo a qualche cacciatore di fortuna. -
ciromenotti
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A proposito di leggi italiane, la nuova legge sulla caccia in Friuli, che è già stata approvata dal consiglio regionale ma bocciata a Roma ed ora in attesa di rettifica, prevede tra l'altro la creazione di un Piano Faunistico Regionale. Tale PFR (on-line nel sito della Regione Friuli Venezia Giulia) praticamente è una sorta di studio sulla situazione faunistico-ambientale della nostra Regione, con una descrizione dettagliata della diffusione di ogni sorta di animale (dal toporagno alla marmotta, dallo scricciolo al fenicottero, dal capriolo all'orso...) e con la descrizione dei problemi che ogni animale incontra nella sua diffusione, nonché una descrizione della densità ottimale da raggiungere per le specie oggetto di caccia. In tale piano è inoltre stabilito il numero massimo dei cacciatori che (una volta approvata la legge e successivamente il PFR) faranno parte delle varie Riserve di caccia (comunali) del Friuli. Per farla breve il nuovo PFR ha stabilito che il numero massimo di cacciatori del FVG non dipenderà più dalla superficie agro-silvo pastorale dedicata alla caccia, bensì in base a quello che nel Piano chiamano Indice Teorico di Soddisfazione Specifica: in poche parole il numero dei cacciatori di una riserva verrà determinato cercando di rendere più felici (soddisfatti) i cacciatori che vi fanno parte.
Per essere più chiaro vi riporto il brano del PFR che tratta questo problema.
11. INDIVIDUAZIONE DEI CRITERI PER LA DETERMINAZIONE DEL NUMERO MASSIMO DI CACCIATORI CHE POSSONO ESERCITARE L’ATTIVITÀ VENATORIA IN CIASCUNA RISERVA DI CACCIA (art. 8 comma 3, lettera c)
La determinazione del numero massimo di cacciatori si basa sulla Massima Produzione Sostenibile (MPS). Come discusso al capitolo precedente (n. 10, Determinazione degli obiettivi faunistici) la MPS corrisponde al livello massimo di prelievo venatorio compatibile con la conservazione delle risorse faunistiche e cioè tale da non ridurre la dimensione della popolazione trattata (o di altre correlate), pena quindi la riduzione del prelievo stesso (o la sua non stabilità nel tempo). Precedenti lavori (1990) individuavano il numero massimo di cacciatori per ciascuna Riserva dividendo la MPS per un carniere ideale individuale. La Commissione regionale di cui all’art. 3 del DPG 28 dicembre 1971, n. 04772/Pres. N.235 (la cosiddetta “Commissione dei 9”) ha operato sulla base di tale principio fino al 2003, mentre in seguito sono state operate delle semplificazioni basate sulla media della densità venatoria (associati/100 ha) per ciascuno dei quindici distretti venatori. Tale sistema aveva il grosso limite di parificare situazioni molto diverse. Il presente PFR ripropone la procedura adottata nel 1990. Grazie alle elaborazioni cartografiche descritte nei capitoli precedenti e caratterizzate da un affinamento della tecnica utilizzata, i valori di MPS utilizzati nel presente lavoro sono più affidabili rispetto a quelli utilizzati in passato. Ai fini della determinazione del numero di soci sono state considerate la MPS di alcune specie di Ungulati (Cinghiale, Cervo, Capriolo, Camoscio), della Lepre bruna europea e del Fagiano comune. Nel distretto venatorio n. 12 “Laguna” oltre alle specie stanziali è stata considerata in parte anche la fauna migratrice, determinando il numero dei cacciatori sulla base di un cacciato teorico costante. La determinazione del numero di cacciatori è avvenuta nel modo di seguito descritto:
Alla MPS specifica risultante è stato applicato un Indice Teorico di Soddisfazione Specifica (ITSS) che individua il numero teorico di soggetti abbattibili di una sola specie, per un cacciatore. L’ipotesi base è che il livello di soddisfazione debba dipendere esclusivamente dalla caccia a questa specie, in Regione. Questo approccio è finalizzato esclusivamente alla determinazione di un numero di cacciatori teoricamente idoneo, con un minimo di soddisfazione individuale e senza nessuna conseguenza concreta sui piani di abbattimento individuali. Sulla base di questa assunzione si è chiesto a tutti i Presidenti di Distretto venatorio, ma anche ad alcuni Direttori di Riserva di caccia, di determinare il loro carniere ideale specifico. Le risposte hanno orientato il giudizio definitivo.
Gli ITSS sono stati standardizzati nel modo esplicitato dalla seguente tabella.
Tab. 13 Indici Teorici di Soddisfazione Specifica (ITSS)
CINGHIALE_______2
CERVO__________2
CAPRIOLO_______4
CAMOSCIO______2
LEPRE__________5
FAGIANO_______5
Per quanto riguarda il Capriolo la scelta dell’indice è stata effettuata considerando che la stragrande maggioranza dei cacciatori caccia per il trofeo e che questo è rinvenibile mediamente ogni 4 soggetti abbattuti (il trofeo è portato dai maschi adulti, che rappresentano il 25% del piano di prelievo). L’impostazione è analoga per le specie Camoscio e Cervo, con un abbattimento teorico di un maschio e una femmina di qualsiasi età. Nel caso del Camoscio entrambi i sessi portano un trofeo, nel caso del Cervo si tratta comunque di un ungulato di grandi dimensioni (e così pure per il Cinghiale). Un ITSS di 5 lepri brune europee o di 5 fagiani comuni è giustificato dalla circostanza che su di una media di 10 uscite/associato almeno una volta su due si abbatta un soggetto. Quest’ultima determinazione non deve sembrare troppo bassa (in relazione agli Ungulati) in quanto per un determinato quantitativo di fauna stanziale è da considerare implicito un abbattimento di un certo numero di migratori. La valutazione non considera il ripopolamento ma solo la produttività naturale.
Prima di dire la mia mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi in merito!
Mandi
Mandi
Alessandro
Posta alla beccaccia? No grazie, roba da sfigatiCommenta
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Daron
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Siccome nessuno esprime pareri in merito, io aggiungo solo che con tale PFR, se approvato, in Regione andranno a caccia 1500 cacciatori in meno!!!
Avete capito bene!!!
E io, che ancora non ho riserva,...[:-glass][:142][sdeng][bah][:-cry]
Se nemmeno quest'anno potrò cacciare liberamente il prossimo col cavolo che pago 350 euro per uscire coi permessi, rubo il fucile a papà come ho sempre fatto senza sborsare na lira...Mandi
Alessandro
Posta alla beccaccia? No grazie, roba da sfigatiCommenta
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Quoto al 100% se si parla di insegnare un'arte....quella venatoria...mi dispiace Daron ma questa la trovo una cosa giusta, non dimenticarti che in mano hai un fucile e non una canna da pesca, tutti devono imparare è così anche per andare in bici.
E poi scusa ma non sei contento di uscire con chi ha più esperienza di te e magari rubargli qualche segreto o qualche bel posto di caccia?
Per la pericolosita'....lo stesso metro non si applica per la patente di guida!...eppure a danni anche un'auto non scherza.....sigpic Ray...il mio migliore Amico
AlessandroCommenta
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Willy_Vogel
Concordo pienamente con l'accompagnamento,sia inteso come sorveglianza, che come insegnamento venatorio.
Prolungare gli annidi accompagnamento misembra inutile, piùttosto io allungherei età e longevità della licenza dell'accompagnatore, perchè tre anni sono pochi, dovrebbero essere almeno il doppio.
Io stesso ho il permesso da 4 anni ma non mi sentirei in grado di "fare da balia" a un neo-cacciatore, ancora un pò troppa responsabilità per me.Commenta
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link e documento pdf (se si legge)
https://sicer.regione.lazio.it/PublicBur/burlazio...-
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