Le "Ciacce" toscane!

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  • Oizirbaf
    Moderatore Buona Forchetta
    • Nov 2014
    • 2123
    • Milano

    #1

    Le "Ciacce" toscane!

    Accipicchiaccia che fa rima con "ciaccia"...Riordinando l'attrezzatura in vista dell'apertura della caccia, tra un moccolo per la pila che non trovo e la pettorina arancione finita chissà dove (ho svuotato il seminterrato per dei lavori importanti...) le gibernette per il .308, le batterie della radio da caricare... mi è arrivato a diluir le incazzature una "ciaccia" con l'uva americana fatta dalla mia rampolla "imbastardita" con un toscano...
    Segue una descrizione presa da qui:
    La ciaccia con l'uva è una focaccia tipica della tradizione culinaria Toscana, ottima nel periodo autunnale, quando l'uva è molto dolce.

    A questo indirizzo oltre la ricetta ben fatta vi sono chiarissime immagini da seguire ed un rinvio ad un'altra "ciaccia" che in questi giorni farò: la "Ciaccia coi friccioli":
    La ciaccia coi friccioli è una specialità della cucina Toscana e consiste in una focaccia tradizionale con pezzetti di pancetta: i friccioli.

    Maremma rintronata se l'è bona come la prima...
    Non mi si guardi come uno che ha scoperto l'acqua calda ma non tutti sono "toscani di Toscana"! Io stesso che sono un "adottivo" non finisco mai di scoprire qualche toscanata da cucina che fa il paio con la "Divina Comedia"!

    La ciaccia con l'uva è una tipica focaccia toscana preparata con la pasta del pane già lievitata e arricchita, in questo caso, con l'uva fresca. In Toscana esistono diverse ciacce, dolci e salate, tutte preparate con una base di pasta di pane lievitata e arricchita con ingredienti di stagione: si tratta di una specialità legata al periodo della vendemmia e a Firenze viene chiamata "stiaccia".
    La ciaccia con l'uva è una vera delizia, semplice da preparare e adatta per una sana merenda! Potete realizzare la ciaccia con l'uva comprando della pasta di pane già pronta, da completare con altri ingredienti, oppure, se avete tempo, preparate voi stessi l'impasto seguendo la nostra ricetta.

    (dal link sopra riportato).
    al solito vi sono diverse sfumature e varianti; l'unica raccomandazione da parte mia è di tagliare accuratamente (che palle!) gli acini d'uva fragola per estrarre il diabolico semino che vi si infilerà ferocemente sotto i denti qual pallino del 7 dalla succulenta polpa sfilettata di un fagiano col risotto (grr...)
    Fatemi sapere!
    Oizirbaf
    "...Apri la mente a quel ch'io ti paleso
    e fermalvi entro; ché non fa scienza,
    sanza lo ritenere, avere inteso..."
  • Tosca del diamante
    ⭐⭐⭐
    • Aug 2009
    • 1703
    • Sant'Olcese (GE)
    • Drahthaar

    #2
    Approfitto di questa proposizione di Ciacce Toscane per proporvi la Ciaccia di Pasqua che usa nel senese nelle zone tra Cetona, Chianciano, Sarteano, Chiusi e dintorni ed arriva fino alla provincia di Perugia intorno al Trasimeno.
    Si prende un tegamino di una quindicina di centimetri di diametro per una decina di altezza e si riempie per circa tre quarti di formaggio grattugiato (pecorino di Pienza e Parmigiano/Grana) ed anche a pezzettini, quindi si copre il tutto con olio EVO e lo si lascia riposare per tutta la notte. Il giorno successivo l’olio avrà praticamente sciolto il formaggio grattugiato in una crema che verrà versata dentro una fontana fatta da 1 kg e 1/2 di farina ed assieme metteremo anche 5 uova. A parte avremo fatto sciogliere il lievito in un po’ di latte tiepido e altrettanto con le 3 bustine di zafferano. Successivamente aggiungeremo sale e pepe a piacere, non è facilissimo, l’abbondanza di olio e formaggio renderanno faticoso fare un impasto omogeneo, ma con un po’ di “olio di gomito” riusciremo nel nostro intento. A questo punto faremo 3 pani che metteremo a lievitare sotto un canovaccio, ma non prima di avere inciso col coltello la superficie del pane, così da non farla spaccare durante la lievitazione. Dopo tre o quattro ore rimpasteremo i pani per fargli fare una seconda lievitazione, quindi inforneremo intorno ai 200 gradi per circa un ora.
    Ingredienti per 3 pani:
    Farina: 1 Kg e 1/2
    Uova: n°5
    Formaggio: Parmigiano/Grana e Pecorino (quanto basta a riempire il tegamino)
    Latte: 250 ml
    Zafferano: n° 3 bustine
    Lievito: 50 gr
    Sale e Pepe

    Si usa come antipasto per il pranzo di Pasqua, assieme alle uova sode ad al capocollo (la coppa). Provate a mangiare queste tre cose assieme e proverete delle sensazioni gustative veramente eccellenti. Naturalmente un buon Rosso di Montepulciano (il Nobile lo lasciamo per il secondo) completerà questa meravigliosa combinazione di sapori.
    Ciao Enrico
    Ultima modifica Tosca del diamante; 18-09-18, 21:14.
    sigpic..con nelle mani l'odore dei cani, i vestiti a volte un po' logori ma depositari di momenti indimenticabili passati sui monti, nei campi, nelle boscaglie e lungo i fiumi con a fianco i miei Drahthaar...

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    • Oizirbaf
      Moderatore Buona Forchetta
      • Nov 2014
      • 2123
      • Milano

      #3
      apprezzabile. Da provare.
      Grazie.
      Oizirbaf
      [brindisi]
      "...Apri la mente a quel ch'io ti paleso
      e fermalvi entro; ché non fa scienza,
      sanza lo ritenere, avere inteso..."

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      • antonio franco
        ⭐⭐⭐
        • Nov 2008
        • 2145
        • scandicci FI

        #4
        Buonasera, apprezzo l'impegno del buon Orzi, ma a Firenze e dintorni viene fatta in modo leggermente diverso.

        Chiamata schiacciata con l'uva... (il processo di lievitazione è simile alla tradizionale schiacciata). Inoltre per tradizone viene usata l'uva di canaiolo, ottimo anche il sangiovese. Per quella con l'uva bianca, di solito il San Colombano (aka Verdea)

        Viene fatta in 3 modi

        1 si stende la pasta lievitata nella teglia da forno e si lascia ri.lievitare.. poi si mette sopra l'uva e ci si pigia dentro. Una spruzzatina di zucchero e si inforna.

        2. si stende uno strato di pasta già lievitata nella teglia da forno, si copre di uva, un'altro strato di pasta e altra uva sopra. Si lascia rilievitare, poi si ripigigia un po'.. altro zucchero e in forno

        3 Si prende la pasta lievitata, questa fatta con più acqua per fare la lievitazone molto soffice e morbida... si mescola l'uva e si stende nella teglia. Si lascia rilievitare, poi succhero e in forno

        per quanto riguarda i semi... Orzibello, perchè ti vuoi privare di tutto quel resveratrolo?

        [:D][:D][:D][:-golf]
        Sipe e Barnesssssssssssssssssssssss

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        • Oizirbaf
          Moderatore Buona Forchetta
          • Nov 2014
          • 2123
          • Milano

          #5
          Eh Francantonio,
          Ho sempre premesso che tutte le ricette di cucina, essendo espressione di antica cultura popolare, sono inevitabilmente (per fortuna) permeate da caratteristiche legate alla località di provenienza e addirittura da abitudini familiari.
          La Toscana non è solo Firenze e dintorni; esistono anche altri paraggi che esprimono le loro caratteristiche anche (e non solo) in cucina. Tempo fa mi si chiese con ironia se Pistoia fosse in Toscana...
          E la storia ci ricorda che tra le città Toscane si combatterono guerre inveterate.
          Anche oggi si suol dire in altre parti del Granducato: "meglio un morto in casa che un pisano all'uscio !"
          Per quanto riguarda il 3,5,4'-triidrossi-trans-stilbene, più comunemente nomato resveratrolo, un fenolo non flavonoide, non è contenuto nei semi dell'uva bensì nella buccia dell'acino e le relative esagerazioni terapeutiche del bufalaro Dipak Das, direttore del Cardiovascular Research Center dell’Università del Connecticut, sono state abbondantemente smentite.
          La bufala del resveratrolo: il principio anti-age estratto dal vino rosso non è un elisir ma il risultato di una frode scientifica

          Quindi se si può fare a meno di far saltare qualche otturazione in composito ben venga la cernita dei malefici semini!
          Da noi in Longobardia non ci si meraviglia quando si dice che la polenta nel milanese la fanno in modo assolutamente diverso dalla Valtellina, così come il salame brianzolo è ben diverso da quello bergamasco...
          Evviva le differenze locali finchè non pretenderanno di propinarci il famoso bollito di "esploratore" in megapentola o i menù dei Niam Niam!
          [brindisi]
          "...Apri la mente a quel ch'io ti paleso
          e fermalvi entro; ché non fa scienza,
          sanza lo ritenere, avere inteso..."

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