esperienze di caccia

Comprimi

Riguardo all'autore

Comprimi

Eugenio Amodeo Scopri di più su Eugenio Amodeo
X
 
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi
  • Alessandro il cacciatore
    🥇🥇
    • Feb 2009
    • 20199
    • al centro della Toscana
    • Deutsch Kurzhaar

    #16
    Originariamente inviato da Eugenio Amodeo
    Nono non ho preso niente da nessuno, te lo direi senza problemi. Studio antropologia alimentare a Londra e sto cercando ti toccare i temi di etica alimentare, consumo di carne sostenibile e relazione uomo-natura, che é un po' quello che ho fatto durante l' anno. Per quanto riguarda questo dato del 90%, ti metto il link dell' articolo qua sotto. Purtroppo non trovo altre fonti a riguardo, ma se sai aiutarmi in qualche modo mi faresti un favore enorme caro Alessandro!

    https://www.bighunter.it/Home/Editor...6/Default.aspx
    Premetto che quello stai facendo e’ molto importante sotto molti punti di vista e di interessi.
    E metto molto volentieri a tua disposizione quello che so.

    Cominciamo dal 90 percento importato.
    L’Italia è molto diversa da regione a regione e ci sono di certo dati molto diversi. Per cui inizierei a suddividere in più zone omogenee (macro regioni?) la raccolta dei dati, e suddividendole a loro volta tra città e …non città. Il motivo di questa sottodivisione mi sembra ovvio.
    Devi poi “correggere” i dati ufficiali raccolti da almeno due fenomeni presenti, quello fiscale e quello normetivo venatorio. Ho visto che la pubblicazione che riporta quel dato è del 2019. Sembra abbastanza recente, ma almeno per la
    Toscana, la mia regione, e’ una distanza enorme : non era ancora a regime o era solo all’inizio una legge regionale che consentiva la vendita di un (uno solo) capo (ungulato) all’anno. Prima era totalmente illegale. Ora le norme sono molto più permissive (anche troppo da un punto di vista di gestione venatoria ).
    Tutti questo cappello per dire che questo 90% era totalmente fuori dalla realtà : i cinghiali venivano comprati a nero a non risultavano nelle statistiche . Quello che risultava all’ estero erano solo quelli delle fatture necessarie ai ristoranti per giustificare la presenza del cinghiale nei menù’, pena l’auto denuncia implicita. Per avere un dato realistico della carne di selvaggina utilizzata per la tavola andrebbe moltiplicato per almeno un coefficiente 100 il numero delle importazioni e dal prodotto ottenuto hai il reale consumo.
    Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)

    Commenta

    • ofbiro
      ⭐⭐
      • Dec 2022
      • 505
      • Alto Adige

      #17
      Va anche detto che in alcuni Paesi si allevano selvatici a scopo alimentare. Un mio conoscente, titolare di un agriturismo in Piemonte, serve ai suoi ospiti piatti a base di cervo...neozelandese. La carne (surgelata, ovviamente) con trasporto e dogana gli costa meno di quella dei cervi che abbelliscono il recinto aziendale.
      Anche i numerosi cervidi abbattuti nelle isole britanniche finiscono nel circuito delle carni surgelate.

      Commenta

      • Eugenio Amodeo
        Ho rotto il silenzio
        • Jun 2024
        • 10
        • Roma

        #18
        Originariamente inviato da Alessandro il cacciatore

        Premetto che quello stai facendo e’ molto importante sotto molti punti di vista e di interessi.
        E metto molto volentieri a tua disposizione quello che so.

        Cominciamo dal 90 percento importato.
        L’Italia è molto diversa da regione a regione e ci sono di certo dati molto diversi. Per cui inizierei a suddividere in più zone omogenee (macro regioni?) la raccolta dei dati, e suddividendole a loro volta tra città e …non città. Il motivo di questa sottodivisione mi sembra ovvio.
        Devi poi “correggere” i dati ufficiali raccolti da almeno due fenomeni presenti, quello fiscale e quello normetivo venatorio. Ho visto che la pubblicazione che riporta quel dato è del 2019. Sembra abbastanza recente, ma almeno per la
        Toscana, la mia regione, e’ una distanza enorme : non era ancora a regime o era solo all’inizio una legge regionale che consentiva la vendita di un (uno solo) capo (ungulato) all’anno. Prima era totalmente illegale. Ora le norme sono molto più permissive (anche troppo da un punto di vista di gestione venatoria ).
        Tutti questo cappello per dire che questo 90% era totalmente fuori dalla realtà : i cinghiali venivano comprati a nero a non risultavano nelle statistiche . Quello che risultava all’ estero erano solo quelli delle fatture necessarie ai ristoranti per giustificare la presenza del cinghiale nei menù’, pena l’auto denuncia implicita. Per avere un dato realistico della carne di selvaggina utilizzata per la tavola andrebbe moltiplicato per almeno un coefficiente 100 il numero delle importazioni e dal prodotto ottenuto hai il reale consumo.
        In effetti non avevo pensato a tutto il mercato nero che si cela dietro. Grazie mille per questi spunti!

        Commenta

        • Eugenio Amodeo
          Ho rotto il silenzio
          • Jun 2024
          • 10
          • Roma

          #19
          Originariamente inviato da ofbiro
          Va anche detto che in alcuni Paesi si allevano selvatici a scopo alimentare. Un mio conoscente, titolare di un agriturismo in Piemonte, serve ai suoi ospiti piatti a base di cervo...neozelandese. La carne (surgelata, ovviamente) con trasporto e dogana gli costa meno di quella dei cervi che abbelliscono il recinto aziendale.
          Anche i numerosi cervidi abbattuti nelle isole britanniche finiscono nel circuito delle carni surgelate.
          Si sapevo che Nuova Zelanda e UK sono leader nel settore, ma non immaginavo che la differenza di costi fosse cosí imponente!! Grazie per questa informazione!

          Commenta

          Argomenti correlati

          Comprimi

          Attendere..