Il Consiglio di Stato greco ha accolto una richiesta degli ambientalisti anticaccia che nel gioco delle alternanze delle alleanze politiche hanno trovato spazio per mettere a segno un colpo, che al momento si figura davvero devastante.
Si conoscono ancora pochi dettagli al riguardo ma pare che i nuovi dirigenti auspicano di avere dati tecnici e scientifici sulle specie aviarie interessate al prelievo cinegetico al fine di poter valutare una eventuale riapertura.
Di fatto si ripone il problema delle strumentalizzazioni e manipolazioni degli anticaccia che su scala europea potrebbero interessare, chissà un giorno, di nuovo anche l'Italia, sebbene al momento lo sfacelo di quell'area politica sembrerebbe scongiurare.
Rimane doverosa la riflessione all'interno del nostro comparto sulla necessaria doverosa e definitiva sensibilità riguardo le collaborazioni di ognuno per la raccolta di dati usabili per contrastare questo tipo di attacchi.
A mio modesto parere la nostra unica difesa rimane la capacità di riposizionare la nostra attività all'interno di un contesto di gestione responsabile dove l'utilizzo ed il prelievo delle risorse possano essere dimostrabili, documentabili e compatibili di un'attività cinegetica eticamente sostenibile.
Siamo tutti destinati a recitare un giorno ...il mea culpa?
Spero davvero di no!
CAB

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