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Rex61
E' un atteggiamento corretto. Evidentemente la provincia ha dato ascolto unicamente alle lamentele degli agricoltori. Da noi in Alto Adige, gli abbattimenti vengono stabiliti da una apposita commissione composta da agricoltori, rappresentanti della associazione provinciale cacciatori, rappresentanti della guardia forestale e da rappresentanti dell'osservatorio provinciale della fauna. Quindi vengono stilati tenendo conto delle esigenze di tutti. -
Mi spaventa, se è vero, l'apertura ai cacciatori di altre regioni che, se non regolamentata a dovere, rischia di diventare come l'apertura dell'oasi di cui ci ha parlato Zù Emanuele.Donato Scalfari
sigpic
"Sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù" Pier Paolo Pasolini
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una volta tanto i cacciatori si comportano responsabilmente.
E' abbastanza normale che gli agricoltori denuncino danni superiori al reale. Stà alle autorità preposta il controllo e la verifica di quanto denunciato e, poi, prendere i provvedimenti ma, come a Bolzano, in sintonia con cacciatori agricoltori ed osservatorio della fauna selvatica. (sperando che non ci mettano il becco i soliti protezionisti, sennò siamo fritti)silvioCommenta
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E' una situazione che sposta gli equilibri tradizionali, il cacciatore non è piu' la figura che vuole abbattere il maggior numero possibile di animali (finalmente) ma quella che cerca di salvaguardare il patrimonio faunistico, mentre gli agricoltori (che subiscono notevoli danni dagli ungulati) vorrebbero che gli abbattimenti fossero incrementati o essere risarciti dei danni e le province, che non hanno
voglia di sprecare risorse, cercano soluzioni che accontentino i piu' numerosi, che NON sono i cacciatori.
Va poi detto che il proliferare di oasi, parchi e territori chiusi alla caccia, vanifica molte iniziative, perché , specie i cinghiali, sanno benissimo dove andare a rifugiarsi durante il giorno.
La soluzione la si deve trovare facendo dei seri censimenti e dei piani di abbattimento conseguenti, ma relativi a zone precise e senza tenere conto dei divieti, altrimenti l'azione venatoria (condotta dai cacciatori o da guardie) sarà poco incisiva.lucioCommenta
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Più che censimenti seri(che già si fanno....)servirebbe un pò più voglia di fare da parte dei cacciatori che purtroppo pensano più a cacciare che a prevenire!!! Certo che (come esempio qui da noi)parchi a macchia di leopardo e zone a protezioni varie sparse sul territorio in modo che gli ungulati(cinghiali in primis)ci si possano rifugiare di giorno per uscire a "pasteggiare" di notte quando le carabine devono stare a "nanna", non aiutano di certo! Continuando con gli esempi, come gia detto altre volte, nell'ATC dove caccio, quest'anno i danni causati dal suide rappresentano la quasi totalità dei proventi dei tesserini....[:-bunny]tanto le squadre dei cacciatori di cinghiali pagano il 25%del totale della propia zona di caccia! Il resto viene pagato con i soldi dei "codaioli e lepraioli"che sono ostaggi del sistema, "altrimenti l'anno prossimo non cacciamo e vi arrangiate, poi vi bocciamo il bilancio"....Possibile? Adesso sembra che vogliano far girare le zone di caccia durante l'anno, così i danni verrebbero divise fra le squadre...così anche chi lavora con la prevenzione tutto l'anno e ha pochi danni, dovrebbe pagare anche per chi sta bene, e forse meglio, al bar........
Secondo me non ci siamo mica! Le associazioni stanno a guardare mentre contano i nostri soldi.....Faber est suae quisque fortunae
SimoneCommenta
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E' il solito penoso atteggiamento opportunistico, tutti ecologisti di facciata e fieramente contro la caccia...finchè non ci sono soldi da tirare fuor i peri danni all'agricoltura!!
Appena i nostri illuminati governanti hanno capito che la situazione ha dei risvolti economici importanti, via con l'abbattimento selvaggio (e inutile, dato il divieto di fare caccia di selezione nelle zone protette). Ciliegina sulla torta, nel 2010 la quota per gli ATC nella provincia di Bologna passa da 100 a 140 Euro. In pratica i danni agli agricoltori li paghiamo noi cacciatori!!
Se fossimo in un Paese civile, i cacciatori dovrebbero pagare gli agricoltori per andare a caccia sui loro terreni e tutta la selvaggina diverrebbe automaticamente una grande risorsa da conservare e sostenere per gli agricoltori stessi. Ma ahimè dobbiamo ingrassare dei burocrati da quattro soldi e i loro apparati...g.Commenta
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da PATOSono abbastanza sconcertato e confuso.Voi di questi risultati deludenti pensate sia la macchina ,il Pilota o il .....resto
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